SANGUE AMARO di Angela D'Angelo -> Recensione

Autore: Angela D’Angelo
Genere:  contemporaneo
Ambientazione: Napoli
Pubb. Italiana: Angela D'Angelo, pagg. 184, 6 agosto 2016, cartaceo € 7,00 (i proventi saranno devoluti INTERAMENTE alla Onlus SalvaBimbi)
Parte di una serie: No
Livello di sensualità: Medio
Disponibile in e-book: Sì, scaricabile gratuitamente

TRAMA: Ci sono luoghi in cui ogni giorno è una lotta alla sopravvivenza, dove l'aria avvelena il sangue. Antonio vive a Scampia, un quartiere dimenticato da Dio e dallo Stato. Sulle sue spalle grava la responsabilità di crescere il fratellino Gabriele, inserito in un programma di recupero per minori a rischio.
Ci sono persone che combattono e non si arrendono al senso di impotenza.
Greta è una psicologa. La sua vita non l'aveva preparata al degrado delle Vele, alla silenziosa battaglia ingaggiata da un ragazzo cresciuto troppo in fretta e da un bambino che fatica a riconoscersi nei suoi coetanei.
Ci sono legami che nascono a dispetto delle barriere innalzate dai pregiudizi e dalla società. Antonio, Greta e Gabriele sono tre figli di una terra amara. Le loro esistenze si intrecciano, si scontrano e si completano sullo sfondo di una realtà difficile e pericolosa, che li minaccia e sembra precludere loro ogni possibilità di avere un futuro.
Sangue Amaro. Una storia di fiducia, di amore, di speranza.
I proventi della vendita del formato cartaceo di Sangue Amaro saranno devoluti alla Onlus SalvaBimbi, operante sul territorio di Scampia.

Ricacciai indietro il pianto, sedai la rabbia. Lasciai lo spazio alla desolazione, al senso di fallimento.Avevo provato a combattere la sua mancanza di fiducia, avrei continuato a farlo finché non avessi spazzato via ogni sospetto, ogni riserva. Ma avevo bisogno della sua volontà di superare questi ostacoli. Aveva mollato ancor prima di provarci.
Questa storia, inizialmente pubblicata a puntate sul blog dell’autrice e ora scaricabile gratuitamente in e-book – oppure acquistabile in formato cartaceo – è una di quelle che toccano il cuore di chi legge e lo trafiggono. È una storia d’amore, di passione, di forti contrasti, ma anche di speranza. 
Greta, la protagonista, è una ragazza proveniente da una famiglia benestante napoletana. Ha una laurea in psicologia che mette a servizio dei più deboli, lavorando a un programma di recupero per minori a rischio. E proprio sul lavoro conosce il piccolo Gabriele, un bambino problematico cresciuto dal fratello, poiché il padre è stato incarcerato per associazione mafiosa.
Antonio, il fratello di Gabriele, è un personaggio complesso: all’apparenza duro, spietato, incapace di provare sentimenti, ma nella realtà bisognoso di donare e ricevere amore. La sua unica vera debolezza è Gabriele, almeno finché sulla sua strada non compare Greta. Gabriele è tutto per lui e lotta con le unghie e con i denti per non farselo portare via dai servizi sociali.
Scritto magistralmente, questo romanzo denuncia una realtà sconosciuta a tanti: la situazione in cui sono costretti a vivere i bambini di Scampia, vittime di un mondo crudele e spietato, condannati a un futuro di violenza e mancanza d’amore. È questo il mondo in cui cresce Gabriele, ma lui ha Antonio e successivamente Greta, pronti a gettargli un’ancora di salvezza, affinché il suo destino non sia quello che sembra essere già stato scritto per lui.
Ho amato questi personaggi. Ti entrano nel cuore da subito e lo sconvolgono. Greta, con la sua umanità, la sua pazienza, la sua capacità di dare amore, è una di quelle eroine che non si scordano facilmente. Non è affatto la donna debole, ingenua e sottomessa che spesso si trova nei romanzi, la fanciulla indifesa che va salvata. Ma non per questo è priva di femminilità, anzi tutt’altro. È un personaggio in cui è facile riconoscersi e immedesimarsi, per cui viene spontaneo provare simpatia e affetto.
Antonio invece è apparentemente il classico bullo, bello e dannato, anche un po’ asociale, ma sotto la corazza ha un cuore tenero che vi conquisterà al primo sguardo. È un eroe che non vi lascerà indifferenti, soprattutto se amate quei personaggi un po’ tenebrosi, difficili da conquistare, ma che quando ci riesci mettono in gioco tutto per te.
E Gabriele… be’, Gabriele suscita una tenerezza infinita. Come si fa a non amarlo, a non provare il desiderio di proteggerlo dai mali della società? Vale la pena di leggere questo libro solo per conoscerlo, per comprendere la vita di questi bimbi sfortunati.
La storia d’amore poi è fantastica. Un pugno nello stomaco, ma in senso positivo. Qualcosa che ti scuote, ti emoziona, ti fa piangere e ridere allo stesso tempo. Questo anche perché la D’Angelo sa come suscitare emozioni forti nelle lettrici, come far palpitare i cuori – e non solo quelli dei suoi personaggi.
“Sangue amaro” è un romanzo da leggere, perché è difficile esprimere a parole quello che suscita, bisogna immergersi nelle vite di Antonio, Greta e Gabriele per capire. A me ha lasciato un’impronta indelebile, e per questo ringrazio l’autrice dal profondo del cuore.
Anche le scene erotiche sono magistrali, ben descritte, mai volgari o eccessive. Il livello di sensualità non è eccessivamente alto, punta più sulle sensazioni che su ampie descrizioni dettagliate dell’amplesso, ma forse proprio per questo riesce a incendiare i sensi con maggior impeto. Con Greta e Antonio si entra nel vivo della passione, ma si tratta di una passione non priva di sentimenti; è l’amore che unisce i nostri personaggi e guida le loro azioni, i loro gesti.
Parliamo infine dell’ambientazione, curata nei minimi dettagli. L’autrice sa di cosa parla, ci descrive il quartiere in cui vivono Antonio e Gabriele con dovizia di particolari, al punto che ci sembra di essere lì, alle Vele, insieme a loro. Ci sono anche piccoli scorci di Napoli, anche quelli ben delineati e non solo da un punto di vista paesaggistico. La D’Angelo ci descrive una cultura – quella napoletana – fatta di parole, musica, cibo. Niente in questo romanzo è lasciato al caso, si entra dentro a un mondo e si finisce per farne parte, almeno per un po’.
Che altro aggiungere? Posso solo consigliarvi di leggerlo, ma munite di fazzoletto.






LEGGI L'ESTRATTO...
Scampia per me era sempre stato un universo di contraddizioni. Non un quartiere, ma un vero microcosmo in cui bene e male si scontravano sul terreno del compromesso.Quella mattina mi ero ripetuto più volte una domanda che la maestra Masucci aveva rivolto alla mia classe di prima elementare.«Di che colore è casa vostra?», aveva chiesto.
La risposta era stata banale.
«Scampia è verde», avevano sostenuto i miei compagni.
C’erano prati, parchi, aiuole ovunque lo sguardo riuscisse a spingersi. Io, però, non ero stato d’accordo, probabilmente per spirito di opposizione o per impressionare l’insegnante.«Grigia», avevo affermato, «Scampia è grigia.»Avevo sperato, crescendo, che la mia risposta cambiasse.Non era successo.Mentre aspettavo di entrare nell’ufficio dell’agente preposto per raccogliere la mia denuncia, continuavo a vedere grigio.Nessun chiaroscuro, nessun contrasto.Tutto era indistinto, ricco di identiche sfumature.
Criminali e poliziotti, li guardavo e non ne apprezzavo le differenze.
Legalità e camorra, i miei giorni ne erano pieni, eppure i due termini risuonavano
nella mia testa come paroloni privi di significato.Non credevo in nulla, non c’era nulla a cui ispirarsi.Avevo osservato le fiamme ridurre la mia auto a un telaio carbonizzato. L’aria era stata satura dell’odore acre dei copertoni bruciati e del metallo fuso. Il calore mi aveva incollato i capelli alle tempie, la maglia al torso bagnato di sudore. Gli stimoli intorno a me erano tanti, un tripudio di colori, suoni, odori, eppure ai miei occhi tutto era grigio, solo grigio.I poliziotti sapevano che la Fiesta non era saltata in aria per un guasto, eppure mi avrebbero proposto una denuncia contro ignoti, senza indagare.Non erano stati fatti rilievi, anche se i vigili del fuoco avevano sospettato l’origine dolosa.I miei vicini, affacciati ai balconi, si erano goduti la scena come uno spettacolo al cinema, con il vantaggio di non doversi spostare da casa.
Prima del rogo, tuttavia, nessuno aveva visto due delinquenti ricoprire la carrozzeria di benzina. Era estate e alle 9.00 del mattino, si sa, si dorme.E allora cosa dovevo rispondere alla domanda della maestra Anna?Verde?
Mamma diceva che il verde rappresentava la speranza, sul libro di Gabriele addirittura era associato al senso di giustizia, alla calma.Eh, no.




  ebook                 cartaceo

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L'AUTRICE
Angela D’Angelo è nata a Napoli. Laureata in Biotecnologie mediche, fin da bambina scopre la passione per la lettura grazie alle fiabe di Andersen. Ha esordito nel settembre 2014 con “Finalmente mio”, un racconto erotico che è stato per oltre un mese ai vertici della classifica Amazon della sua categoria. Nel gennaio 2015 pubblica per Rizzoli Editore, nella collana only digital You Feel, "A letto con il nemico", a cui segue “Ogni maledetta volta”. “Quello che non ti ho ancora detto” è l’ultimo capitolo della “Trilogia del nemico”.
Il suo racconto a puntate, “Sangue Amaro”, è ora diventato un ebook gratuito. “Sangue Amaro” può anche essere acquistato in versione cartacea. I proventi delle vendite del cartaceo saranno INTERAMENTE devoluti alla Onlus SalvaBimbi.

VISITA IL SUO SITO:


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