IO PRIMA DI TE di Jojo Moyes (Mondadori) Vs. IO PRIMA DI TE il film

NON AVEVO MAI LETTO PRIMA IO PRIMA DI TE, IL BESTSELLER DELL' INGLESE JOJO MOYES, PERCHE' I LIBRI CON FINALI TRISTI NON FANNO PER ME. PERO' DOPO AVER VISTO E APPREZZATO IL FILM OMONIMO USCITO QUESTO MESE,  MI E' VENUTA VOGLIA DI LEGGERE IL LIBRO PER RITROVARE I SUOI PERSONAGGI E LA SUA STORIA CON MAGGIORE RICCHEZZA DI SFUMATURE. SPESSO I ROMANZI SONO MEGLIO DELLE LORO TRASPOSIZIONI CINEMATOGRAFICHE, MA IN QUESTO CASO, IL LIBRO NON MI HA CONQUISTATA QUANTO IL FILM...

LA STORIA
A ventisei anni Louisa Clark sa tante cose.
Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione.A trentacinque anni Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima e che l'ha inchiodato su una sedia a rotelle gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti.Nessuno dei due, comunque, sa che la propria vita sta per cambiare per sempre.

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ATTENZIONE SPOILERS! 
IL ROMANZO (Mondadori, € 13 - ebook: €7,99)
Io prima di te è un libro che rientra decisamente nella categoria ‘non solo romance’, perché immagino non ci sia storia meno romance di questa, dove il protagonista alla fine muore e per propria volontà, per giunta. Ma se siete fra quelle che come me hanno scelto finora di non leggerlo perché non in vena di libri strappa lacrime, sappiate che questo è tutt’altro che una Love Story del nuovo millennio. Anzi, a mio avviso un po’ più di pathos, un po’ più di sentimento in questo libro non mi sarebbero  dispiaciuti, invece la scrittura della Moyes è molto controllata, quasi fredda, come controllati sono i comportamenti della maggior parte dei suoi personaggi, ma d’altra parte siamo nella gelida Albione, difficile aspettarsi diversamente.
Più che romanzo sentimentale, Io prima di te è prima di tutto un romanzo di formazione, perché il rapporto con Will Traynor trasformerà radicalmente la vita e i progetti della dolce Louisa Clark. La funzione di Will nel romanzo è soprattutto quella di pungolarla a vivere a pieno la sua vita, di farle scoprire una parte di sé che non sapeva esistesse, di farle acquistare autostima e mettere in luce le sue capacità come mai nessuno aveva fatto prima, né i suoi familiari che pur volendole bene l’hanno sempre considerata un po’ stramba e intellettualmente inferiore alla sorella, né il fidanzato Patrick, tutto concentrato solo su se stesso e sulla sua passione per il fitness. 
Quello fra Will e Lou è l’incontro del destino, che in circostanze diverse non avrebbe mai potuto essere, per diversità di classe, di orizzonti, di personalità. Ma la vita, a differenza dei romanzi, non ha una trama già scritta e anche quando pensi che il tuo cammino sia tracciato, le circostanze possono cambiare e in un attimo, i progetti possono andare all’aria e le sicurezze sbriciolarsi.
Will Traynor, rampollo di buona famiglia e broker di successo nella City di Londra, affascinante e sicuro di sè, amava condurre una vita adrenalinica, sia sul  lavoro che nel tempo libero, viaggiando e praticando sport estremi, e sembrava destinato a un futuro roseo accanto a una delle splendide donne che era solito frequentare. Poi, per una piccola disattenzione, in un giorno di pioggia, una moto lo investe, gli spezza una vertebra e lo lascia paralizzato dal torace in giù, condannato per sempre su una sedia a rotelle, minato da malattie e disturbi vari e completamente dipendente dall’aiuto degli altri. Quando Lou Clark inizia a lavorare per lui, Will è un uomo sconfitto, che vuole lasciarsi andare all’oblio, che a trentacinque anni non può sopportare una vita che non è che l’ombra di quella di prima. La madre di Will decide di assumer Lou perchè lo controlli e gli sia di compagnia.  All’inizio i suoi rapporti con questa ragazza strana e ciarliera non sono dei migliori, ma con il passare del tempo, la vicinanza forzata porta entrambi ad aprirsi e ad adattarsi uno all’altra, fino a trovare insolite affinità e a provare affetto reciproco. Un affetto che a poco a poco si trasformerà in un sentimento molto più profondo . Un sentimento che Lou spera porterà Will a lasciar perdere i suoi progetti di una ‘dolce morte’ per una nuova vita accanto a lei. Purtroppo, non trattandosi di un romance, la fine sarà un nuovo inizio per la protagonista ma non insieme a Will , perchè lui sceglierà di...andarsene prima di lei.

La storia è raccontata da Lou (con alcuni capitoli raccontati dal punto di vista di Camilla, la madre di Will, di Nathan, l’infermiere e amico di Will e di Treena, la sorella di Lou) ed è essenzialmente attraverso la sua voce che  viviamo lo sviluppo del suo rapporto con Will. Attraverso i suoi occhi vediamo anche tutti gli altri personaggi, che la Moyes pennella con abilità e non senza una punta di cinismo. Questo è forse uno degli aspetti più diversi fra il libro e il film; nel film  i vari personaggi - i genitori di Will e i genitori, la sorella e il fidanzato di Lou - sono dipinti in modo più roseo, meno disincantato, più hollywoodiano. La stessa Lou, che nel film è solare e simpatica, mentre per buona parte del romanzo appare più impacciata e poco sicura di sè che solare. 
Il rapporto tra Lou e Will è più raccontato che descritto, ci sono alcune belle battute, ma mi aspettavo che emergesse meglio la nascita di un sentimento d’amore fra loro. Will mostra di ammirare le qualità di Lou,  una o due volte si dice che i suoi  occhi sono accesi di passione nei confronti della ragazza, ma nel complesso la Moyes lo descrive soprattutto sofferente, e se questo da una parte le è servito per giustificare la sua scelta finale eticamente discutibile (meglio la morte che un’esistenza pesantissima in toale balia degli altri), dall’altra mi ha fatto coinvolgere poco nel loro sentimento. Alla fine anche Lou sarà costretta, non senza fatica e dolore, ad accettare la scelta di Will di andare incontro al destino che si è scelto, e di essere vicina a lui in quella scelta. A me, naturalmente, sarebbe piaciuto invece che l’amore potesse fare la differenza, che alla fine Will provasse a cambiare prospettiva di vita insieme a Lou. Lui invece, caparbio fino in fondo, spera che lei possa avere un futuro sgargiante come gli abiti che ama indossare, non triste accanto a un uomo malato e dal futuro incerto che mai potrà amarla come un uomo sano. Forse, questa è  per lui una decisione dettata dall’amore, ma chissà perché mi è sembrata più una scelta egoistica.
L’epilogo, riportato pari pari nel film, è una delle parti più belle e commoventi del romanzo, poche pagine ma molto ispirate, in cui una lettera postuma di Will aiuterà Lou a fare i conti con il travaglio della sua morte.
Nel complesso Io prima di te non mi ha colpito come avrei sperato, dopo aver visto il film, in parte perché avevo preferito certe caratteristiche dei personaggi che non ho ritrovato nel romanzo e in parte perché la scrittura della Moyes è un po’ monotona e a mio parere poco vibrante, anche se è capace di dipingere personaggi credibili e profondamente umani, soprattutto nei loro difetti. Un romanzo, insomma, che non mi ha preso lo stomaco, ma che è comunque una lettura piacevole che può interessare per le tematiche  trattate e come piccolo spaccato di società inglese. GIUDIZIO: 4/5. Interessante.






*****
ATTENZIONE SPOILERS! 
IL FILM (Casa di produzione: Metro-Goldwyn-Mayer; Regia: Thea
Sharrock; Protagonisti: Emilia ClarkeSam Claflin)


Ho visto il film Io prima di te  due volte, sia in lingua originale (in streaming) che in italiano (al cinema) ed entrambe le volte mi è piaciuto, l’ho trovato un film per niente drammatico, nonostante i temi trattati, ma piuttosto con la leggerezza della commedia. Leggerezza che se a una prima visione mi è parsa a tratti un piccolo limite, un accento di superficialità, visto che ci sono una tetraplegia e una morte finale di mezzo, la seconda volta ho apprezzato molto di più, perché dopo tutto è un film su la nascita di un amore, un amore diverso dal solito ma pur sempre un amore, ed è questo aspetto che la trasposizione cinematografica de libro della Moyes ha voluto soprattutto riprendere.
I protagonisti sono stati scelti molo bene, però, invece di concentrarmi sul Will di Sam Claflin  mi sono presa una gran cotta per Emilia Clarke con il suo viso mobilissimo, le sue espressioni buffe, le sue scarpe assurde, le sue calze ape a righe gialle e nere (che ci sono anche nel romanzo). La Clarke buca letteralmente lo schermo in questa interpretazione e sa al personaggio di Lou una vivacità e una solarità che nel libro francamente non ho ritrovato. E’ deliziosa e si capisce come Will possa innamorarsene. Claflin è un Will credibile, forse più simpatico e sorridente dell’originale, ma con l’eleganza giusta.
Il film è piuttosto fedele al romanzo, sebbene si sia glissato  del tutto sulle situazioni meno edificanti che riguardavano alcuni personaggi. Il padre e la madre di Will, interpretati benissimo da Jenna Coleman e Charles Dance, ad esempio, si intuisce abbiano un rapporto problematico, ma il conflitto e la freddezza fra loro è solo accennata. Inoltre, è stato del tutto eliminato il personaggio delle sorella di Will, Georgina, che nel romanzo fa due fugaci apparizioni, ma non se ne sente la mancanza.  Molto diverso il rapporto fra le sorelle Lou e Treena, fatto soprattutto di affetto e reciproco supporto nel film, molto più conflittuale nel romanzo. Patrick, il fidanzato fissato con le corse e il fitness di Lou, e  Nathan l’infermiere sono abbastanza fedeli al romanzo. Anche i genitori di Lou sono abbastanza azzeccati. Il finale del film ricalca pari pari  l'epilogo del libro ed in entrambi i casi è stata l’unica parte che mi ha davvero commosso. 
Io prima di te, il film, non riprende il romanzo della Moyes compiutamente,  ma gli è a grandi linee fedele, non compiacendosi dei momenti drammatici ma focalizzandosi sul rapporto a due inusuale, dolce e romantico, molto più romantico che nel libro, fra i  protagonisti.  Forse chi ha letto prima il romanzo non sarà felice del fatto che le conflittualità fra i personaggi siano quasi del tutto scomparse nella trasposizione cinematografica, personalmente, invece, non ne ho sentito per niente la mancanza. Io prima di te, è un film carino, che ho trovato molto più romantico del libro dal cui è tratto e con un'interprete simpaticissima. Molto bella anche la colonna sonora. Consigliato. Giudizio: 4,5 /5 Bello!



 GUARDA IL TRAILER DEL FILM



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8 commenti:

  1. Io ho combattuto con il finale per molti giorni. Ancora adesso penso che non sia quello giusto per questa storia.
    Emiliana

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    Risposte
    1. Ehhhh, un po' come le storie di Nicholas Sparks cara Emiliana, dove spesso uno dei due ci rimette le penne...una tristezza!
      La posizione di Will nel romanzo fa un po' rabbia, è vero, ma è anche una persona che soffre molto, che deve prendere un sacco di medicine al giorno, che ha avuto diversi attacchi di polmonite nei due anni che ha vissuto in quelle condizioni. Un uomo abituato a primeggiare sugli altri, ad essere vincente in tutto che all'improvviso si trova in balia di un corpo che non può più gestire e di una vita che non riconosce più come sua. Fino a che punto è giusto arrivare a soffrire pur di sopravvivere. Perché alla fine si capisce che anche lui vuole bene a Lou, ma si comprende anche che a lui piacerebbe amarla nelle condizioni che era un tempo...anche se poi lei a un certo punto gli fa ammettere che 'l'altro Will' probabilmente non l'avrebbe nemmeno notata o considerata come possibile flirt... è la sua malattia che li porta a conoscersi, ma è anche un impedimento alla felicità di entrambi.

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  2. non ho voluto vedere il film e non leggerò senz'altro il romanzo. scegliere di togliersi la vita quando si è trovato l'amore è una scelta molto egoistica, perchè la persona pensa solo a se stessa senza considerare i sentimenti dell'altra coinvolta. viva il romance ed i suoi lieti fine!!

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  3. Posto che non ho ancora visto il film (forse questo fine settimana), posso dire per esperienza personale che le poche volte in cui ho letto un libro DOPO aver visto il film, per andare alla ricerca di qualche particolare sensazione che avevo amato, di solito sono rimasta delusa. Per esempio ho letto da poco il primo romanzo di Cassandra Clare sugli Shadowhunters: mi sono ritrovata a saltare capitoli e non trovare quel "qualcosa" che mi aveva attratto vedendo il film nella storia tra Clary e Jace, nonostante il paranormale non sia affatto il mio genere.

    Nel mio caso avevo letto il romanzo della Moyes dopo molti dubbi perchè sul tema dell'eutanasia ho molti problemi io personalmente ad accettarla, ma il romanzo mi ha talmente catturata ed emozionata che alla fine sono riuscita anche in parte a giustificare la scelta di Will, pur non condividendola
    Maristella

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  4. Allora Maristella mi dirai cosa pensi del film. A me il libro non è dispiaciuto come ho detto, ma trovo che il rapporto fra loro due sia per quasi il 70/80 per cento del libro più rapporto infermiera/paziente che altro. Lou cerca in tutti i modi di aiutare Will,il sentimento da parte sua si avverte, quello di lui, sinceramente, come ho detto,molto meno. ADesso sto leggendo il seguito del libro, di cui vi dirò appena finito, ma la caretteristica un po' trattenuta della scrittura c'è sempre. La Lou della versione cinematografica è molto dolce e simpatica!

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  5. Ho letto il libro e visto il film. Il libro mi è piaciuto tantissimo compreso il finale doloroso ma per me non avrebbe potuto essere diverso neanche per giustificare un lieto fine che sarebbe stato poco veritiero. Sono convinta che chi non ama se stesso non può amare gli altri e Will sicuramente non amava se stesso o almeno non amava l'involucro del corpo che gli era rimasto e non faccio fatica a comprenderlo ma non per il solo enorme disagio della completa immobilità ma per tutto ciò che questo comporta. Anche per me il sentimento che lega i due protagonisti è al limite tra amore e rapporto tra infermiere e paziente ma ho preferito vederlo con un lato romantico però la stessa sensazione l'avevo avuta per un altro libro, quello della Kinsale La figlia del matematico e in questo caso invece avevo pensato l'opposto, forse è una questione di gusti di lettura.
    Il film l'ho trovato molto piacevole e abbastanza corrispondente al libro anche se meno profondo e quindi mancante di alcune cose essenziali per far comprendere in pieno la scelta di Will. Un film che comunque merita di essere visto soprattutto se si ha letto il libro.Ho trovato molto azzeccati anche gli attori protagonisti.

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  6. Ho trovato il romanzo forte e commovente, anche se concordo con te su vari punti. Ho apprezzato anche il film, e parecchio, però per chi non ha letto il romanzo, dove le problematiche di Will sono ben descritte, la sua scelta finale può risultare ancor più disarmante dato che si mostra un uomo brillante, che vive tutto sommato in maniera accettabile, mentre nel libro le battaglie quotidiane che la disabilità gli impone sono molto meno edulcorate.In generale, per quanto colorato e con due interpreti deliziosi (e una bellissima colonna sonora) il film sembra quasi un riassunto di ciò che nel libro viene sviluppato con profondità: il rapporto con le rispettive famiglie, l'incidente, il rapporto con Patrick e l'evoluzione della stessa Lou. Consiglio comunque caldamente sia la lettura che la visione della pellicola. Mi hanno emozionata tanto.

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  7. A me il libro era piaciuto, più la storia che lo stile di scrittura dell'autrice, ma comunque ho apprezzato il finale e la coerenza di certe decisioni, appena uscirà il dvd lo vedrò di sicuro e di certo ci saranno molte lacrime...

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