Summer in Love: "LA FINE DELLA CACCIA" di Fernanda Romani


IL NOSTRO INIZIO SETTIMANA, PER QUESTO MESE, E' TUTTO DEDICATO AI RACCONTI DI SUMMER IN LOVE 2016. GRAZIE PER SEGUIRCI COSI' NUMEROSE E PER I VOSTRI COMMENTI CHE ANCHE LE AUTRICI HANNO MOLTO APPREZZATO.

OGGI, FERNANDA ROMANI CI REGALA LA FINE DELLA CACCIA, UNA STORIA INTENSA E ROMANTICA AMBIENTATA NEL DURO FAR WEST AMERICANO, DOVE VIVERE ERA MOLTO PIU' DIFFICILE CHE MORIRE E TROVARE L'AMORE...UNA FORTUNA PER POCHI...BUONA LETTURA!
Doveva fare presto.
Gli zoccoli del cavallo divoravano la pista, la camicia intrisa di sudore gli si appiccicava alla pelle; l’aria gli sferzava il viso, si aggrappava al suo corpo, riempiendolo di brividi.
Tony l’aveva trovato. Cambiare nome non era servito a niente.
Gli speroni straziavano i fianchi del cavallo, strumenti feroci di quella corsa dominata dalla paura.
Loro si erano fermati in città. Avevano chiesto di lui.
Il viottolo che girava attorno al piccolo crinale di White Creek gli si presentò davanti all’improvviso, inciso da solchi lasciati dai carri durante l’ultima pioggia. Profondi e pericolosi. Fece scartare il cavallo appena in  tempo per evitarli, galoppando sull’erba ingiallita. Poi tornò sulla pista, continuando a dare di sprone.
Perché non li aveva incontrati mentre andava in città? Domanda inutile. Tony  era furbo. Sicuramente non aveva voluto usare quella pista.
Gli alberi si facevano sempre più fitti. Il bosco era vicino. Attraversò il piccolo ponte sul ruscello, facendo vibrare con violenza le vecchie assi. Un rumore consueto, che incitava alla cautela.
Ma lui non aveva tempo. Stavano andando a casa sua. Avrebbero trovato Ellen da sola.
Si sentiva soffocare, ma non era  colpa del sole o del sudore che gli colava lungo tutto il corpo. Era come una febbre che gli afferrava la testa.
Perché era stato così stupido? Nessuno poteva lasciare la banda di Tony e pensare di cavarsela. Ellen era in pericolo per colpa sua.
Ormai era arrivato al bosco. Il sole lo abbandonò, escluso dai fitti rami che si intrecciavano sopra la pista, permettendogli soltanto qualche breve apparizione. Continuava a spronare il cavallo, senza curarsi della fresca ombra che inondava il sentiero. Chiunque altro si sarebbe sentito sollevato, ma a lui provocava  solo brividi. O forse erano brividi di paura, il terrore che gli gelava il cuore al solo pensiero di cosa avrebbero fatto a  Ellen.
D’un tratto... qualcosa. Davanti a lui. In quel punto la pista si piegava in una leggera svolta. Nel suo galoppare forsennato non si era accorto subito che si stava avvicinando a una forma distesa a terra.
Era un cavallo.
Un ombra vicino all’animale si mosse di scatto, appena lui sbucò dalla curva. Udì uno sparo, un bruciore improvviso alla spalla sinistra. Il cavallo si imbizzarrì. Tentò di controllarlo, ma altri spari gli fecero capire che era un bersaglio troppo facile. Si gettò a terra, con la pistola in pugno. Gli alberi dietro cui ripararsi non mancavano, ma ciò che lo sconcertava era quell’ombra  nascosta poco più avanti.
Soprattutto lo faceva impazzire l’idea che stava perdendo tempo. Lui doveva andare da Ellen.
Diversi fruscii lo misero in allarme. Il suo sconosciuto avversario forse si stava avvicinando. Tentò di sbirciare oltre il tronco dietro cui si nascondeva, ma una pallottola fischiò vicino alla sua testa, costringendolo a ripararsi di nuovo.
Subito dopo una voce nota gli fece gelare il sangue.
– Finalmente ci si rivede, Drew. Non sei contento di aver ritrovato un vecchio amico?
Drew Madigan non rispose.
Stringeva la pistola con tutte le sue forze, cercando di ritrovare il suo sangue freddo. Nessuno meglio di lui sapeva quanto Tony fosse un avversario temibile, non poteva fare sbagli.
Ma se il capo era lì dov’era il resto della banda? Non c’erano stati altri spari. Perché quell’agguato solitario quando aveva a disposizione altri quattro uomini?
– Ti sei mangiato la lingua, Drew? Perché non rispondi al tuo vecchio amico Tony?
Si era spostato. La voce ora proveniva da un punto un po’ più a destra. Sparò un colpo in quella direzione e si gettò dietro un vecchio ceppo. La risposta non si fece attendere ma, nel frattempo, strisciando a terra, coperto dai cespugli, era riuscito a guadagnarsi un buon riparo dietro un grosso albero.
– Mi hai fatto mangiare un sacco di polvere a furia di cercarti, ma ne valeva la pena. Soprattutto per potermi godere la tua  Lizzie. O forse dovrei dire Ellen?
Drew sentì una contrazione allo stomaco, come se qualcuno gli avesse dato un pugno.
– Non è niente male sai?  Una puttana disposta a tutto pur di salvarsi la vita. Avresti dovuto vedere come si è divertito Josiah.
Annientato da quelle parole, Drew appoggiò la nuca al tronco dell’albero e chiuse gli occhi, incapace di controllare il tremito che lo scuoteva.
Josiah! Quel depravato di Josiah!L’immagine di Ellen nelle mani degli  uomini con cui aveva vissuto otto anni della sua vita gli invase il cervello, paralizzando ogni movimento.
Un improvviso fruscio alla sua sinistra gli fece aprire gli occhi. Senza pensare, si gettò a destra dell’albero a cui si appoggiava. Appena in tempo per evitare una pallottola che gli sfiorò l’orecchio. Si girò e scaricò la pistola nella direzione dello sparo.
– Non è vero! – gridò – Non è vero niente! Stai barando! Come sempre!
Non doveva credergli. Stava solo cercando di fargli perdere la testa.
Respirò a fondo e ricaricò la pistola. Non doveva dare alcun vantaggio a Tony.
E, soprattutto, doveva andarsene da lì. C’era qualcosa di strano in quella situazione.
Dov’erano gli altri?
Forse era ancora in tempo per salvare Ellen.
– La  tua puttana ha avuto quello che si meritava. –  Il sarcasmo nella sua voce era scomparso. Ora sputava odio, velenoso e feroce. –  Andava tutto bene finché non è arrivata lei.
Il solito Tony, mai disposto ad ammettere di non essere il meglio del meglio. Per molto tempo anche Drew l’aveva pensato. Quando si erano conosciuti lui era solo un ladruncolo di diciassette anni. Tony gli aveva insegnato tutto. I dieci anni che li separavano erano ciò che faceva la differenza tra un ragazzo capace soltanto di  vivere alla giornata e un uomo consapevole di ciò che voleva. Poi aveva conosciuto Lizzie…da quanto tempo non la chiamava più così? ...
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