Summer in Love: " COPACABANA" di Aina Sensi


DOPO FERRAGOSTO, NUOVO APPUNTAMENTO CON SUMMER IN LOVE 2106. 
OGGI AINA SENSI, CON IL SUO COPACABANA, CI REGALA UN RACCONTO BREVE MA DECISAMENTE HOT E SENSUALE QUANTO LO E' LA TERRA CHE HA SCELTO COME SFONDO PER LA SUA STORIA....ATTENTE A NON SCOTTARVI!...BUONA LETTURA!

Attenzione: La lettura di questo racconto è riservata ad un pubblico adulto.

Non sono sempre stata così. Amavo la vita e gli uomini e avevo sogni. Fino a quell’estate in cui conobbi lui. Nessun nome, solo un luogo: Copacabana. Parlare non è mai stato essenziale durante i nostri incontri.
Era una vacanza solitaria, di quelle che si fanno per scoprire se si è in grado di staccarsi dal resto del mondo senza avvertire solitudine. Quel giorno le onde hanno spinto il suo windsurf sulla battigia di fronte al mio asciugamano e se n’è uscito dall’acqua guardandomi come un lupo punta un capretto. Non ero mai stata una ragazza molto gettonata, ed è per questo che la sua freccia mi trafisse come un panetto di burro. “Muscoli scolpiti da ore e ore di palestra”: l'avevo letto tante volte nei libri. Finalmente riuscivo a dargli una forma e un volto.Continuò a ronzare attorno a quella parte della spiaggia tutta la mattina. Non ci perdemmo mai d’occhio, pur fingendo di ignorarci. Se ne stava coi suoi amici alle prese con racchette e palline, e mi diede il tempo di prendere confidenza con ogni avvallamento della sua pelle. Presi a fantasticare sulla potenza che quei muscoli avrebbero potuto sprigionare, sulle forme che avrebbero potuto assumere. Il sole doveva aver baciato a lungo quella pelle nocciola, e più restavamo a portata di sguardo più avrei voluto fare la stessa cosa. Non mi ero mai concessa tanti pensieri proibiti tutti insieme, prima di allora.Tornò nel pomeriggio e andò dritto al sodo. Mi strizzò l’occhio e fece un cenno con la testa. Io gli sorrisi e mi strinsi nelle spalle, e allora lui mi gettò la chiave della camera, poi si incamminò. Tentennai, chiedendomi che razza di donna volessi essere. O non essere. Più che prendere una decisione, mi ci abbandonai. Lasciai che quel brivido mi solleticasse, accantonai un moralismo che là, a Copacabana, stonava come gli orsi polari.Lo seguii oltre dalla spiaggia, lungo il vialetto che portava al suo bungalow. Entrai dopo di lui, e come richiusi la porta mi trovai il suo corpo addosso, le mani poggiate al muro ai lati della testa. Braccata. Non avrei più potuto cambiare idea neppure volendo.


PER CONTINUARE A LEGGERE QUESTO RACCONTO
TI ASPETTIAMO GIOVEDI' 18 AGOSTO PER UN NUOVO RACCONTO ROMANTICO DI SUMMER IN LOVE 2016...NON MANCARE!
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