IL ROMANZO MISTERIOSO - SESTA PARTE



CARE GIRLS IL CALDO DI QUESTI GIORNI PREPARA L'ATMOSFERA GIUSTA PER QUESTA PUNTATA DEL NOSTRO RM, PERCHE' E' DECISAMENTE HOT. IL NOSTRO CLUB DI LETTURA SI STA INGRANDENDO DI SETTIMANA IN SETTIMANA, MI FA PIACERE CHE COME ME STIATE APPREZZANDO QUESTA STORIA. PASSATE PAROLA. BUONA LETTURA!

*Il contenuto di questo libro è adatto ad un pubblico adulto*
SESTA PARTE
Sulla strada di casa mi fermai al supermercato e scelsi la mia cena al banco delle insalate, presi anche una bottiglia di vino, senza una vera ragione.
Nessuna vera ragione o assoluta necessità ? Non ero del tutto  felice del mio nuovo interesse per gli alcolici, ma d’altra parte, quello almeno significava che Justin non  era riuscito a togliermi quella voglia.
Quando entrai in casa accesi la ventola alla massima velocità e aprii le finestre. La temperatura si era abbassata e il cielo si era fatto plumbeo, stava arrivando un temporale più che benvenuto. Mi versai qualche dita di vino nel bicchiere più bello che avessi, un calice in cristallo intagliato, unico sopravvissuto di un servizio da punch antico di mia nonna. Aggiunsi un cubetto di ghiaccio, misi l’insalata in frigo e mi sedetti sul divano.
Mancava qualcosa.
Mi alzai e andai a prendere la candela che avevo in bagno, guardandomi nello specchio prima di uscire. Avevo un aspetto diverso, in rosso. Ma non sembravo una puttana, proprio per niente. Sembravo un cavolo di vergine, tutta lucida per l’ umidità, gli occhi sgranati, spaventata e impaziente. Stupida, nervosa e innocente come un coniglietto.
Accesi la candela e la misi vicino al vino. Tornai in bagno e mi truccai, spruzzai un po’ di profumo in aria e ci infilai sotto i capelli, come mi aveva insegnato mia madre. Indossai qualche gioiello e tornai al divano. Alla cosa più vicina ad un appuntamento che avessi mai avuto in oltre cinque anni.
Bevvi un lungo sorso di vino. Trovai i fogli di Collier nella mia borsa, accarezzai il retro delle sue parole e li spiegai appiattendone le grinze.
Un altro sorso di vino.
Inspirai, espirai.
Iniziai a leggere.
Tesoro,
Immagino tu ti sia vestita di rosso. Perciò ti dirò le cose che penso.
Per prima cosa sento di doverti dire perché sono dentro nel caso tu non l’abbia cercato. So che molti fra le guardie e il resto del personale non hanno piacere di sapere. Rende loro più facile trattarci con un minimo di decenza se non sanno cosa abbiamo fatto. Perciò se non l’hai scoperto da sola ti dico che sono dentro per aggressione.
Quella parola mi fece chiudere gli occhi, mi sentivo addosso uno strano senso di torpore. Aggressione. Questo spiegava i dieci anni a cui aveva accennato Jake. Non ero né sorpresa né sconvolta. Nemmeno delusa. Forse un po’ innervosita, semplicemente per la mia completa assenza di reazione. Tuttavia, ero sollevata dal fatto che fosse stato lui a dirmelo. Tutte le volte che avevo preso in considerazione la possibilità di ficcanasare online, mi ero ritrovata tremante e con la bocca secca e avevo lasciato perdere.
Lessi oltre, trattenendo il fiato per i dettagli.
E’ stata contro un tipo che doveva aspettarsela. Devi aver fiducia in me a questo proposito perché sono sicuro che lui ti direbbe il contrario. In ogni caso è stata brutta, sgradevole, d’impulso. Se questo ti spaventa, forse allora ti aiuterà se ti dico che è molto improbabile che io possa uscire presto.
Anche se mi faceva sentire in colpa…sì, mi aiutava. E anche se un’aggressione era una cosa terribile… Una cosa d’impulso, aveva detto. Non pianificata o premeditata. Quello mi tolse un peso dallo stomaco. Forse era stata una baruffa da bar finita molto male.
Però Jake aveva detto dieci anni. Che diavolo di baruffa da bar era mai stata? Misi da parte la preoccupazione, richiusi il cassetto, quello con l’etichetta Grandissima Negazione della Realtà che rendeva possibile questa incosciente relazione .        
In ogni modo, se ti sta bene saperlo, torno a roba più piacevole. E’ ora che tu la sappia, se già non lo sai. So di non conoscerti e di non sapere cosa ti piace perciò spero che nulla di quello che ti dirò possa offenderti. Quello che ho da dirti è la pura verità. Spero ti faccia piacere.
Mi piace osservare la tua bocca quando leggi quel libro. Non so nemmeno dirti di cosa tratta la storia, ma ho ben memorizzato le tue labbra. A volte chiudo gli occhi e mi basta ascoltare il tuo modo di parlare. Non sono mai stato con una ragazza del sud ma è come se ogni parola che dici esca coperta di zucchero. Come ti ho detto penso di baciarti. Un bacio profondo e lento, con gli occhi chiusi. Magari sentendo le tue mani sul mio petto o la mia schiena, mentre ti tengo il viso o i capelli. Mentre scopro se anche il tuo sapore sa di zucchero come il suono delle tue parole.
Presi il bicchiere dal tavolino, bevvi un lungo sorso e lasciai che il vino mi permeasse la bocca.
Ci sono altri modi in cui penso alla tua bocca, mentre ti tengo il viso e i capelli. Immagino tu riesca a capire  cosa intendo.
« Oddio.»



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