L'IMPORTANZA DI CHIAMARTI AMORE di Anna Premoli ( Newton Compton)


Autrice: Anna Premoli
Genere: Contemporaneo , New Adult
Ambientazione : Milano - Italia
Editore: Newton Compton, ebook: 26 maggio 2016, pp. 243, € 4,99
Parte di una serie: 2° serie Bocconiane
Livello Sensualità : MEDIA

"Lui è solare quando io sono quasi sempre cupa, lui è semplice e lineare mentre io sono l’incarnazione di una strada piena di curve a gomito, ma insieme funzioniamo per gli stessi motivi per cui le fragole con l’aceto balsamico, secondo il credo comune, sono ormai una roba da gourmet. "


TRAMA: Giada sa bene di essere una ragazza dal carattere piuttosto difficile, quindi non si stupisce affatto di trovarsi in una fase della propria vita nella quale non va d’accordo quasi con nessuno: con il suo ragazzo storico la situazione è appesa a un filo e del rapporto con i suoi genitori… meglio non parlare. Ma Giada ha un obiettivo ben preciso: laurearsi con il massimo dei voti e il prima possibile. Il resto dei problemi può passare in secondo piano. Così credeva, almeno finché lo stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano non la mette di fronte a quello che per lei è sempre stato il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste: Ariberto Castelli, fiero rappresentante del partito delle camicie su misura e dei pullover firmati. E tra loro c’è un precedente molto imbarazzante che potrebbe crearle qualche complicazione che non aveva assolutamente messo in conto...





... i due personaggi sono i classici opposti che si attraggono lei introversa, alternativa sempre impegnata a farsi mille seghe mentali, lui solare, sportivo sempre accomodante.
Giada odia Ariberto dal primo momento per partito preso, a prima vista lui incarna tutto ciò che lei odia compresa la camicia su misura cifrata e i pantaloni con i risvoltini, se poi aggiungiamo anche il nome altisonante l'antipatia è completa. Ariberto però si dimostra subito diverso e dovrà combattere non poco per scalfire le difese di Giada. 
Una commedia brillante, leggera e ironica. Il momento che mi ha fatto morire dal ridere è quando la protagonista per sfottere il ragazzo lo chiama Ariberto Castelli Vien-dal-mare riprendendo la celberrima contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal mare di fantozziana memoria! Giudizio: 4.5 - BELLO!
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.... la Premoli ha una mano felice in questa serie che prende in considerazione un target di protagonisti giovani. Una storia vivace nei dialoghi e nei contenuti come può esserlo solo quando vengono a contatto prolungato due caratteri opposti come quello di Ariberto e Giada. Lei un peperino, lui figlio di gente altolocata dalle maniere squisite, intimamente gentile e nonostante la giovane età solido è maturo che farà di tutto per conquistare il suo recalcitrante amore. Commedia romantica ben scritta, solare, frizzante e "gustosa", che rinfresca come un dolce sorbetto estivo. Giudizio: 4.5 - BELLO!

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LEGGI L'ESTRATTO...
Ariberto riapre gli occhi e li fissa sui miei. Ha un’espressione vagamente sognante e incredibilmente sensuale. Il suo sguardo scende poi sulle mie labbra, tanto che arrivo a mordermi inavvertitamente il labbro inferiore per il nervosismo. Ho come l’impressione che stia pensando a qualcosa di davvero poco intelligente.«Lascia stare quella bocca», mi ordina con un tono di voce che è tutto un programma.«Oppure?», chiedo dispettosa. Anche se rimanere zitta sarebbe la cosa più saggia.Ari allunga una mano, sempre sdraiato sulle mie gambe, e mi accarezza una guancia. Il suo pollice scorre più volte sulla mia pelle. Mi sta accarezzando e io mi sto letteralmente sciogliendo. Che cosa poco intelligente.«Non dire cose simili, per favore. Mi fai illudere… Ed entrambi sappiamo bene che per te è solo un gioco», mi avverte trapassandomi con lo sguardo.All’improvviso mi sento in colpa, perché finora mi sono comportata scegliendo deliberatamente di dimenticare quello che è successo tra di noi, come se fossimo due persone qualsiasi. Per tutto questo tempo sono sempre stata convinta che quel bacio fosse scaturito da una provocazione e non da un’attrazione sincera, ma ora, con la sua mano sulla mia guancia, il dubbio sta facendo venire meno tutta una serie di certezze. Possibile che sia seriamente attratto da me? La sola idea mi pare ridicola. La gente non mi trova mai granché interessante dopo avermi conosciuto bene: mi dicono che sono saccente, acida, con un brutto carattere. Ed è tutto vero! Non mi sono mai illusa di essere diversa. I miei limiti sono numerosi.Non sapendo bene se piangere o ridere, scelgo la seconda. Ma dentro di me c’è un mare in tempesta.«Cosa c’è, mi trovi molto patetico?», chiede offeso, interpretando in modo sbagliato la mia risata.«Tu non puoi essere serio…», mormoro spalancando gli occhi.Lui si rimette a sedere e mi fronteggia con espressione determinata. «A costo di risultare ridicolo, a me è sempre parso che il mio interesse verso di te fosse piuttosto chiaro. Voglio dire… Ti ho baciato! La prima sera che ti ho parlato, ti ho preso e ti ho baciato!». Il tono con cui lo afferma è piuttosto adirato. È la primissima volta che lo vedo scomporsi; in genere è sempre così ragionevole ed equilibrato che per un attimo rimango sbalordita. A parte il fatto che non mi è del tutto chiaro perché stia tirando fuori l’argomento, la rabbia in realtà lo rende piuttosto magnetico. O magari quella fuori di zucca sono io. A questo punto non mi
sentirei di escluderlo. «Lo so che tu non sei interessata. Sei stata molto diretta. Ti piace la persona con cui stai. Ok, lo accetto e lo rispetto. Ci siamo trovati a lavorare insieme per puro caso e abbiamo scoperto di avere una specie di sintonia caratteriale, per cui tra di noi è nata un’amicizia. E io tengo a te e al nostro rapporto. Ma questo non vuol dire che la mia attrazione per te sia scomparsa. Cerco di tenerla sotto controllo e faccio davvero il possibile affinché non si frapponga tra di noi e non diventi un problema, ma tu devi darmi una mano ed evitare di lanciare provocazioni a caso! Perché quando fai così, ti giuro che rischi che io mandi al diavolo il mio autocontrollo e che finisca per trascinarti nell’erba alta e baciarti fino allo stordimento», mi minaccia con aria cupa.
Credo che il senso del suo discorso fosse quello di rimettermi in riga ventilando azioni spregevoli, ma una parte di me sta sospirando, perché all’improvviso l’idea di essere finalmente baciata come si deve è eccitante. Non dovrebbe esserlo, me ne rendo conto. Ma lo è. E al diavolo tutto. Non dovrebbe nemmeno piacermi un tipo così perfettino come Ariberto Castelli – se mia madre potesse scegliere una persona a caso per me, indicherebbe proprio qualcuno come lui, e questo non è un fattore che giochi a suo favore ai miei occhi – eppure non sono abbastanza forte da negare che tra di noi esista un’interessante elettricità. Sempre esistita, tra l’altro, da quel primissimo istante. 




LA SERIE BOCCONIANE
edita da Newton Compton

1. L'Amore non è mai una cosa semplice (2015) - Lavinia e Sebastiano
E se per ottenere un buon voto all’università dovessi fare amicizia con qualcuno che proprio non ti piace? Lavinia pensava che nella vita avrebbe insegnato e invece, dopo la maturità, si è lasciata convincere dai genitori a iscriversi a Economia. È ormai al suo quinto anno alla Bocconi, quando si trova coinvolta in un insolito progetto: uno scambio con degli ingegneri informatici del Politecnico. Lo scopo? Creare una squadra con uno studente mai visto prima, proprio come potrebbe capitare in un ambiente di lavoro. Peccato che Lavinia non abbia alcun interesse per il progetto. E che, per sua sfortuna, si trovi a far coppia con un certo Sebastiano, ancor meno intenzionato di lei a partecipare all’iniziativa. E così, quando la fase operativa ha inizio e le sue amiche cominciano a lavorare in tandem, Lavinia è sola. Ma come si permette quel tipo assurdo – a detta di tutti un fuoriclasse dell’informatica – di piantarla in asso, per giunta senza spiegazioni? Lavinia non ha scelta: non lo sopporta proprio, ma se vuole ottenere i suoi crediti all’esame, dovrà inventarsi un modo per convincerlo a collaborare… Ma quale? Una nuova commedia romantica dalla regina del romanzo femminile italiano. LEGGI QUI LA NS RECENSIONE.

2. L'amore non è mai una cosa semplice (2016) - Giada e Ariberto

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L'AUTRICE
Anna Premoli è nata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata. La scrittura è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013. Per mesi ai primi posti nella classifica, con i diritti cinematografici opzionati dalla Colorado Film, ha vinto il Premio Bancarella ed è stato tradotto in diversi Paesi. 


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5 commenti:

  1. un vostro giudizio positivo sulla Premoli è un fatto piuttosto raro. E' anche per questo motivo che amo questo blog, perchè non avete preconcetti ed ogni vs.recensione è dettata da quello che vi passa il romanzo del momento,
    indifferentemente da chi lo ha scritto. dal canto mio, adoro la premoli perchè incarna il mio genere ideale: leggero, frizzante e romantico. per cui questo romanzo è in lista da quando l'ho intravisto tra i consigliati.

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  2. Parlo per me, io ho apprezzato veramente solo gli ultimi due, trovo che sia cambiato il suo modo di scrivere. Anche l'argomento studentesco a mio parere le si addice.

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  3. Hai ragione Isabella, noi leggiamo quello che ci va e vi proponiamo possibilmente il meglio ( o bocciamo quello che non c'è piaciuto). La Premoli non è fra le mie autrici preferite, lo ammetto, ma è pur sempre un'autrice discreta che è giusto promuovere quando lo merita, come in questo caso. Buona lettura.

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  4. Concordo, bello, ma devo dire avevo preferito il primo della serie, qui c'è qualche clichè di troppo, mentre "l'amore non è mai una cosa semplice" l'avevo trovato più originale... Clara

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  5. A me, invece, la Premoli piace molto ed è per questo che " bocciare" questo romanzo mi costa molto, ma per me è così. Il primo della serie mi era piaciuto per l'originalità e la freschezza ed aspettavo la storia di Giada che, in premessa si proponeva come brillante e stimolante. Nulla di tutto ciò, poi. Giada è piatta, lamentosa, deboluccia e la sua voglia di ribellione al sistema è finta e si capisce sin da subito ed il suo lui incarna in tutto e per tutto lo stereotipo noiosissimo ed astratto del " principe azzurro". Forse occorrerebbe un pò di onestà intellettuale nell'evitare di rincorrere il business sempre e comunque. Milena.

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