RAFFAELLA V. POGGI PRESENTA..."UPTOWN GIRL" (Newton Compton)


E' USCITO IL NUOVO ROMANZO DI UN'AUTRICE PARTICOLARMENTE CARA A QUESTO BLOG, CONOSCIUTA FIN QUI CON LO PSEUDONIMO DI VELONERO, CHE CON QUESTO LIBRO 'TOGLIE IL VELO' E FIRMA CON IL SUO NOME: RAFFAELLA. ANCHE IL GENERE E' DIVERSO DAI ROMANZI PRECEDENTI, VISTO CHE SI TRATTALE DI UN CONTEMPORANEO EROTICO. ABBIAMO CHIESTO A RAFFAELLA DI PRESENTARLO.

Autrice: Raffaella V.Poggi
Genere: Contemporaneo/ Erotico 
Uscita: 29 febbraio 2016 in ebook/ 30 giugno 2016 cartaceo
Lunghezza: 371 pagine
Editore: Newton Compton

E-BOOK: Euro 2,99
CARTACEO: Euro 6,90

TRAMA: Jackie è una ragazza del jet set made in USA disposta a tutto pur di salvare il padre e quel che resta del suo impero. Per questo non esita a prestarsi al gioco di un ricco e ambiguo finanziere, che vuole sperimentare molto in fatto di sesso.
Jackie cede al suo ricatto e, pur non dimostrandoglielo, è incredibilmente eccitata dai loro incontri, così si trasforma lentamente in una bambola nelle sue mani. Anche le bambole hanno un cuore e quello di Jackie pian piano tornerà a battere. Ma fino a che punto ci si può spingere per sete di denaro e la brama di potere? Jackie lo scoprirà fin troppo presto, quando il passato tornerà per gettare la sua ombra sul futuro.

****
Eccomi qui a presentare il mio libro.
Certo che, letta la trama, non c’è proprio nulla di nuovo: tutto come da programma, il solito erotico spinto stile Sfumature, tutto già letto e già visto. Anzi, ancora più spinto, perché più cattivo.
“Raffaella, che fai, ci propini un dark?”, mi chiederete.
Ah, qui apro una perentesi perché questo libro è stato pubblicato col mio nome: mi chiamo Raffaella.
VeloNero, lo sapete, non è neppure uno pseudonimo, è un progetto. E qui vi svelo quello che sto oscuramente dicendo in giro da un po’, ma non ho ancora spiegato: il velo nero è qualcosa di cui ho bisogno per celare, dentro le mie storie, un briciolo di mistero. Questo sono, questo è il mio progetto e questo mi piace trovare anche nelle storie che leggo: un mistero che si svela.
Ci sarà sempre, anche nei racconti, qualcosa di non detto, qualcosa da scoprire del passato che riecheggia nel futuro.
Qui, in Uptown Girl, troverete misteri che spero vi intrigheranno fino al punto di farvi dimenticare una trama che potrebbe sembrare trita e ritrita, i luoghi comuni, il mio cavalcare l’onda.
Visto che sono qui, inginocchiata nel confessionale, ve la canto tutta − l’ho già detto e ridetto, e c’è chi fra voi ha letto anche la versione short – scrissi questo romanzo in versione romanzo breve per un concorso.
Grazie a Dio non ho vinto.
Anche qui apro una parentesi perché è divertente: secondo voi, e lo chiedo a tutte, lo avreste preso un romanzo di una che vi appioppa un erotico con tante belle pretese e invece di scrivere BDSM, scrive SMBD?
No?
Nemmeno loro.
Lo so che ora starete ridendo, ma se leggerete UP (io così chiamo lo scarafone) il sorriso vi si smorzerà sulle labbra d’ufficio.
Comunque non vinsi il concorso, e per fortuna, perché quando dopo due anni lo

sottoposi alla Newton Compton mi arrivò una bella proposta: “Ci piace, siamo interessati, ma…”
“Ma che?”, chiesi io.
“È breve… Ce la fai a portarlo a duecento cartelle?”
Secondo voi che cosa risposi?
“Certo che sì, un gioco da ragazzi, la storia è solo accennata”. Non avevo finito di dirlo che mi son trovata seduta con il gomito sul ginocchio e il mento appoggiato sul pugno stile “Il pensatore” di Rodin. E così sono rimasta.
Come fare a portare un racconto dalle ottanta cartelle iniziali scritte in dieci giorni a

duecento?
Semplice, avrei dovuto farne un romanzo.
E ci ho impiegato sette mesi.
All’inizio l’idea era quella di esplicitare le scene erotiche che avevo lasciato sullo sfondo, non per tappare i buchi, ma perché il sesso in questa storia è uno dei protagonisti. Dovevo spiegare, dovevo caricare la trama come un robottino a molla. Ma non bastava, mancava qualcosa, poi l’idea mi è venuta sfogliando un libro d’arte e mi sono ricordata di una storia, la storia di un falso, tutti pezzi sono andati al loro posto, e quella che io sono, le mie conoscenze, le cose che mi piacciono, storia e arte (mi piace anche il cibo, ma qui son tutti magri e fighi e ho soprasseduto), mi han

bussato alla porta e sono entrate. E non ci sono stata più nelle duecento cartelle per cui avevo firmato, le cartelle son diventate trecento, perché tutto ormai combaciava alla perfezione: il quadro, i falso, la suspense…
“Ehi, Raffaella, ma non ne farai mica un giallo, vero? Non era questo per cui abbiamo stipulato il contratto”, mi ha detto la mia editor quando le presentai il progetto.
“Tranquilla, niente noir”.
Se ho mentito me lo direte voi, secondo me no, perché non son capace di scrivere un giallo. Proprio no.
Anche se – sono nel confessionale e mi confesso − in questi mesi ho praticamente stalkerato Maria Masella, ero la sua ombra oscura nel web pronta a carpire il più piccolo segreto lei avesse incautamente lasciato trapelare. Ho imparato abbastanza da riuscire a portare a termine la parte più dura del lavoro, far combaciare i pezzi.
Qui pubblicamente la ringrazio: “Grazie Prof”.
Vi assicuro che ora conosco perfettamente la differenza fra un racconto e un romanzo, un romanzo fiorisce dove il racconto accenna.
Ora devo concentrarmi per trovare qualche brano che catturi la vostra attenzione fino al punto di spingervi a leggero.
Non è facile: lo sapete, non sono molto romantica, quindi trovare qualche passaggio dolce e sentimentale richiede un po’ di applicazione, ma qualcosa, nel passato di Jackie, la mia protagonista, sono riuscita a scovare…
 
«Miss Olson, vuoi un passaggio?».Jackie si era voltata. «No, grazie Matthew, aspetto papà», aveva risposto al ragazzo che le stava sorridendo a cavallo della moto più sgangherata che lei avesse mai visto, fuori dall’entrata principale del Westchester Country Club.«Una come te non salirebbe mai su un simile catorcio, vero?», aveva continuato lui con disappunto.«Credo che solo qualcuno che ha manie suicide salirebbe su quella trappola, Matthew», aveva risposto lei ridendo.«Chiamami Matt».
«Davvero, sto aspettando papà, Matt. Comunque a me piace vivere pericolosamente».«Suppongo che non verresti a fare un giro con me, che so… domani?»«Credevo che non fosse concesso al personale fraternizzare con i soci del club».«Che vuoi, anche a me piace vivere pericolosamente».
Si erano visti il giorno dopo, avevano mangiato un gelato, avevano chiacchierato; lui l’aveva presa per mano. Si erano rivisti due giorni dopo, si erano raccontati le loro storie e, sempre mano nella mano, si erano avventurati per i sentieri affollati di Central Park e seduti vicini sul prato. Lui si era sdraiato sull’erba e l’aveva attirata a sé.«No, aspetta Matt. Io non l’ho mai fatto». Lo aveva fermato prima che la baciasse.
«Fatto cosa?», le aveva chiesto lui col sorriso sulle labbra.«Io non ho mai fatto niente».«Neanche un bacio?». Lei aveva scosso il capo, così lui l’aveva stretta tra le braccia, le aveva afferrato la nuca e aveva posato le sue labbra su quel bocciolo rosso che Jacqueline aveva al posto della bocca, ne aveva timidamente leccato i petali, aveva poi insinuato la lingua dentro e l’aveva assaporata. Aveva atteso di sentirne il sapore, un sapore che nessuno aveva mai assaggiato prima. Aveva gustato, gustato, gustato ancora. Aveva gustato anche i tremori della sua prima eccitazione, scaldandosi come mai per un bacio. Si erano abbracciati, stretti. Avevano continuato senza staccare le labbra, le lingue, finché le ombre fredde della sera non avevano lambito i loro corpi distesi al sole di settembre. Quando si erano staccati erano innamorati, irrimediabilmente.
 So che molte di voi avranno, prima o poi, la tentazione di lanciarmi contro l’e-reader… 
...Arrivati a casa, si diresse in camera, senza bisogno di una parola, e attese ordini.
La poltrona era sganciata dalla catena, notò, e cercò con lo sguardo il guscio trasparente abbandonato in un angolo. Sospensione! L’avrebbe legata e appesa. Sospirò rassegnata.
«Togliti il giaccone», disse lui. «Spogliati per me».
«Che intende, Signore?»
«Lo sai che intendo. Gradirei vedere un pizzico di partecipazione nei tuoi gesti».
Jackie avrebbe partecipato molto volentieri se solo tra loro fosse stato diverso… Se lui fosse stato lì per lei, e non con lei. Tuttavia iniziò a spogliarsi, rivolgendogli un orgoglioso sguardo di sfida.
Lui sorrise e si sedette sul letto ad ammirarla.
Jackie sciolse i capelli, sfilando l’elastico. Si avvicinò, piegò le braccia dietro la schiena a cercare la zip e cominciò a tirarla giù, fino alle scapole, poi si fermò e si voltò leggermente, invitandolo a continuare. Walsh obbedì e lentamente abbassò la cerniera dell’abito.
Lei se lo fece scivolare dalle spalle lungo i fianchi con grazia, senza malizia, con quell’eleganza respirata nei gesti e nei modi di chi le aveva donato la prima carezza, le aveva spiegato la vita semplicemente vivendo, parlando, sorridendo.
Il vestito cadde ai suoi piedi come una morbida corona, un cerchio magico da cui lei non uscì, piuttosto si piegò fino a raggiungere le caviglie e tirò giù le cerniere degli stivaletti, sfilandone prima uno e poi l’altro. Passò quindi al collant, infilando i pollici nell’elastico, e fece scivolare al contempo anche lo slip, sfiorandosi le gambe. Era rimasta nuda, solo con il reggiseno di pizzo trasparente che lasciava intravvedere le corone rosee dei capezzoli. Mosse un passo verso di lui, offrendosi al suo gioco.
Era lì per quello.
Null’altro.
Cercò di convincersene, per non cadere ancora in quel baratro buio che era l’amore. L’amore senza speranza.
«Togliti il reggiseno», ordinò Walsh roco, sfiorandole il petto.
Jackie sganciò l’indumento e lo fece scorrere lungo le braccia esponendo al suo sguardo il seno perfetto.
Lui sospirò. Era pronta, offerta pagana sull’altare del sesso.
«Vai alla catena», le intimò, dopo averla squadrata per un lungo istante.
Jackie obbedì e si avvicinò agli anelli di metallo che pendevano dal soffitto, immobili, in attesa. Guardò fuori dall’ampia finestra, il tramonto stava scendendo lento sulla città, e si erano già accese le prime luci della sera. Quella casa le piaceva, le piaceva la vista spettacolare sul fiume, le piaceva guardare oltre l’argine gli infiniti edifici che si distinguevano gli uni dagli altri solo per quella pennellata di cielo rosa che s’insinuava tra i muri grigi di acciaio e cemento e colorava le nuvole di sfumature perlacee. Il blu della notte vi colava sopra pian piano, come un sipario che cala per cambiare atto in una commedia.
O era una tragedia?
Jackie, distratta, non si era accorta che lui era alle sue spalle. <…>

Oppure di farmi ingoiare un bel velo nero, magari ricamato…
...“Anche il divano sembra minuscolo con quei due seduti accanto”, si disse Jackie, scrutando Walsh e John, intenti a guardare l’ennesima replica di Armageddon.
Passare quel giorno di festa con lui che la aiutava ad asciugare i piatti era stato molto più straziante e ingiusto che subire tutte le vessazioni e le umiliazioni a cui l’aveva sottoposta da quando lei era entrata nel suo ufficio, qualche settimana prima. Vederlo lì, seduto alla sua tavola, rilassato e sereno, come se nulla fosse, come se fosse un ospite qualsiasi, come se da lì a poche ore lui non avesse dovuto prendere un aereo per Aspen per andare da Britt… Insomma, vederselo, in casa sua, immerso in una tranquilla quotidianità, la turbò parecchio.
A John squillò il telefono, scambiò due parole e richiuse.
«Devo andare, David e gli altri mi aspettano. Ceno fuori, di’ a papà di non aspettarmi sveglio». Prese il giaccone e si avvicinò per salutare la sorella con un bacio. «Era tutto ottimo, Jackie. Ciao, Walsh, divertiti ad Aspen. E salutami Antonia», disse sarcastico, sulla porta.
«Antonia?», domandò Jackie stupita, non appena il fratello fu uscito.
«Sì, credo che ci sia anche lei, se ho capito bene, per passare in compagnia il weekend del Ringraziamento. Si fermeranno quasi tutti fino a domenica», rispose lui, spegnendo il televisore.
«Ma se mai – mai una volta! – ha permesso a mio padre di venire, quando erano sposati! Ora, la prima cosa che fa, è passare le feste al Little Nell?!», ruggì. Si era voltata verso i fornelli e
aveva afferrato il ripiano della cucina come se volesse strapparlo.
«Forse perché sa che non ci sei tu». Jackie sentì la voce di Walsh troppo vicina, dietro di sé, e percepì la sua presenza. Il moto di rabbia fu subito soppiantato dalla paura e dall’eccitazione di saperlo così vicino, in agguato. Si sentì afferrare, abbracciare, le sue mani sulla stoffa dell’abito, sul suo ventre scosso dalla danza di migliaia di farfalle di fuoco – le farfalle monarca della sua amata Barbara Kingsolver – e sul seno torturato dalla pressione del tessuto, quando invece avrebbe voluto essere nuda, con i capezzoli turgidi al vento a ricevere le sue carezze, i suoi schiaffi e i suoi morsi. L’alito caldo dell’uomo le scaldò il collo e l’orecchio, poi i denti tirarono il lobo ornato da un orecchino di perla. La mano, dal ventre si spostò giù, a cercare un varco tra la stoffa, ma lei gli bloccò il polso. «Ho il ciclo», mormorò piano, non riuscendo a emettere null’altro che un sussurro.
In quell’istante la porta d’ingresso si riaprì e John rientrò in casa.
«Ho dimenticato il cellulare», disse sorridente ai due che, in piedi dietro al bancone della cucina, lo guardavano sorpresi. Afferrò lo smartphone abbandonato su un ripiano e scappò via di nuovo.
Walsh tornò immediatamente a posare la mano sul fianco di Jackie, che lo guardava senza fiato.
«Potrei ordinarti di venire a casa mia, Miss Olson», la minacciò con un sogghigno.
«Potrebbe… Signore», rispose lei, in un ansito. Deglutì e abbassò lo sguardo, delusa e addolorata. Le sarebbe piaciuto qualcosa di diverso dai suoi soliti ordini.
«Potrei», le bisbigliò, avvicinando la bocca al suo viso per soffiarle le sue poche parole nell’orecchio, sfiorandole al contempo le curve morbide del fianco, più su, fino al dolce turgore del seno. «Devo andare… Sono stato bene, Miss Olson», le mormorò, accarezzandole la pelle di seta tra il collo e la guancia. Poi la baciò, un casto bacio sulla gota. «Era tutto buonissimo. Ringrazia tuo padre», disse, staccandosi da lei e cambiando completamente tono.
Come per magia, un istante ed era sparito dal suo appartamento, in un lampo, esattamente così com’era apparso. ...

Poi da qui inizia la parte suspense e non spoilero nemmeno sotto tortura. 
Se sarete arrivati a metà so già che non mollerete fino alla fine e poi… 
Poi vi aspetto, alla fine del viaggio.
Un abbraccio, Raffaella.
Anzi, VeloNero.




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L'AUTRICE
Raffaella V. Poggi vive in Liguria, in un appartamento sui tetti davanti al mare, con il marito, due figlie, cinque computer e due gatte part-time della vicina. Studi classici, molti lavori e molte storie da raccontare. Uptown Girl è una delle tante.

****

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28 commenti:

  1. Spero che esca velocemente in versione cartacea, devo assolutamente averlo. Mi intriga parecchio e mi piace lo stile dell'autrice che avevo già apprezzato in "Un lungo fatale ultimo addio". Adesso questo contemporaneo promette faville, lo si capisce da questi estratti. E' una serie vero? Complimenti a Raffaella V. Poggi.

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  2. Bella presentazione! Il libro l'ho letto e lo consiglio, non fermatevi alla ptima impressione, continuate fino alla fine e non vi pentirete!

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  3. confesso: avevo letto la trama e avevo scartato subito il romanzo!! e chi se lo immaginava che dietro ci stava Velonero??????????? e se si dedica ad un contemporaneo non posso senz'altro lasciarmelo scappare e quindi fccio marcia indietro e lo inserisco subito in lista!!!!! e meno male che c'è LMBR!!!

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    1. Sono io!!! Con la mia personalissima versione di un erotico doc, poi mi dirai Isabella. Aspetto e ti mando un bacio

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    2. ci vorrà un po' di tempo, perchè ne ho una marea sul kindle, ma stai tranquilla che prima o poi ti farò sapere e non ho alcun dubbio che sarà strepitoso.

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    3. l'ho finito da qualche ora. che dire??? pienamete d'accordo con il giudizio di Samanthalarossa, BELLISSIMO e non è detto per piaggeria! Emozionante, adrenalinico, romantico, crea dipendenza. Per carità non amo molto il tema del dominio/sottomissione, perchè mi è difficile concepire come un possa provare piacere a dominare una persona e questa a provare piacere nel subire, ma è questione di gusti, per carità. Comunque nel contesto il tema l'ho trovato adatto, perchè spiega bene la voglia di vendetta di lui che si è sentito abbandonato di punto in bianco senza una spiegazione e quella di lei di stare ancora con lui, indipendentemente dal modo. che rabbia vedere quanto lei lo amasse e l'indifferenza di lui, anche se il divieto di baciarsi è proprio durato un soffio di vento e questo già poteva essere un indizio (in aggiunta a quell'"amore" che si è lasciato sfuggiere, qualche pagina più avanti). La seconda parte è romanticissima, come piace a me. bello anche il thriller finale. mi è piaciuto molto il personaggio di lui, che ha saputo dominare la sua indole da cattivo ragazzo ed incanalarla in qualcosa di buono, senza mai ritornare sui suoi passi criminali. Il personaggio di Sal Russo l'ho trovato formidabile e aver piazzato il genero a vendere elettrodomestici la cigliegina sulla torta!. COMPLIMENTI Velonero, anzi Raffaella, ci avrei scommesso lo stipendio che non sarei rimasta delusa.

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  4. Preso e già cominciato. Un romanzo di Raffaella Velonero non me lo lascio scappare. Poi io con gli erotici stile Sfumature ci vado a nozze e se c'è pure un po' di suspense, tanto meglio!

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  5. Spero vivamente che esca il cartaceo,così come aspetto il cartaceo dell'ultimo di Evie Hunter. Ma la Newton è diventata pazza,fa uscire in cartaceo certe stupidaggini per ragazzini e non libri così appetibili???
    Antonella

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    1. Quanto hai ragione! Io non sono amantw di questa CE ma questo meriterebbe proprio.

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  6. maria masella04/03/16, 11:48

    se ti sono stata utile, ne sono contenta!
    marri

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    1. Un grande aiuto in un momento di grande impasse. Un faro. Anzi, la mia Lanterna. Sempre riconoscente per tutto quello che hai scritto e scriverai. Grazie. Un abbraccio.

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  7. bravissima Velonero, ho rilasciato ieri la mia recensione su Amazon.............
    il tuo libro è STUPENDO, a tutte quelle che ancora non lo hanno fatto, dico solo: LEGGETELO.......
    Non farci aspettare troppo per un altro capolavoro

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    1. Mi hai strappato un sorriso chiunque ti sia

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  8. Complimenti Raffaella. Sei una bella persona, una brava autrice e ne sai una più del diavolo!!!! :-)

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    1. Edy, bella persona, è la recensione più bella che mi abbiano fatto.

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  9. Di Velonero ho letto solo Ritorno a Westbury e devo dire che mi è piaciuto pochissimo non tanto la trama ma la maniera di scrivere. Forse se mi capiterà l'occasione riproverò a leggere qualcosa di suo ma non a breve.

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    1. In effetti, Daisy, Westbury è il mio primo scritto e la trama mi piace ancora, anzi la amo, anche se non altrettanto il modo in cui l'ho scritto. Prima o poi lo ritoccherò. Però il mio modo di scrivere, la mia scrittura - l'ho detto anche a Samantha nell'intervista che mi fece - è diventata più macchinosa, più enfatica e carica, a discapito della sintesi. E non ho ancora eliminato il difetto dei monologhi interiori. Questo per dire che capisco che possa non piacere il mio modo di scrivere. Spero però che se leggerai ancora qualcosa di mio, possa apprezzare le storie. Ti abbraccio, Raffaella

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    2. @daisy d. Se vuoi provare qlc altro di rafaella/velonero pyoi provare il racconto che ha vinto il contest Christmas in Love PASO DOBLE è gratuito qui sul blog.

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    3. Allora cara Velonero o Raffaella, decidi tu, sei un genio!!!
      Ci sono caduta con tutte le scarpe! Ad un certo punto mi sono fermata ed ho detto: no no aspetta un attimo cosaaa????? Cioèèèè? Cosa mi sono persa????
      Bellissimo....certo ti avrei volentieri tirato in testa il kindle, più volte...ho pensato anche con quale metodo ucciderlo....ma giuro che quando sono arrivata alla fine ho pensato di ricominciarlo da capo e non mi succede quasi mai! Sei bravissima ....
      Pensa che per finirlo ho saltato di vedere Crozza!! E non è poco fidati.....
      Ti adoro....non ti mollo più
      Liliana F.

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    4. @ VELONERO
      Ciao Raffaella, ti ringrazio per aver risposto al mio commento ancor di più perchè non era positivo. Samantha mi ha consigliato di leggere Paso Doble ma l'avevo già letto durante le feste natalizie e mi era piaciuto perciò molto probabilmente aver iniziato a conoscerti come scrittrice in un romanzo lungo che è anche il primo che hai scritto non ha consolidato la prima opinione che mi ero fatta delle tue capacità narrative. A questo punto urge per me rimediare e questo tuo nuovo libro potrebbe essere l'occasione giusta.Un saluto

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    5. Ma grazie! Spero di non deludere. Questo inizia molto forte, poi prende una piega romance e tratta temi legati all'arte e alla finanza, ma in fin dei conti è un semplice romance. Io saluto te e buone letture.

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  10. Un erotico in terza persona targato Newton... sto piangendo, dono commossa! Questa CE si è accorta che esiste altro oltre quei soliti pappocchioni alla prima indicativo presente se non all'infinito: io andare, io fare, io trombare?
    Dite che siamo finalmente a una svolta di qualità?
    Me lo auguro e intanto faccio un in bocca al lupo a Velonero perché se lo merita da quel che ho letto qui sopra.

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    Risposte
    1. Io mi sto convincendo che lo sappiano perfettamente, il problema è che non li vendono. E io sono la dimostrazione che è così perchè lo storico non è che abbia sbancato al botteghino, ma loro con me stanno insistendo, bontà loro, e li ringrazio. Io ce l'ho messa tutta per piegare le ginocchia ai lettori e metterci qualcosa di più per soddisfare un pubblico più adulto. Infatti tremo come una foglia dalla paura. Poi credo che questa CE qualche bella penna ce l'abbia...

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  11. io trovo che il romance in Italia sia in decadenza, proprio per le scelte senza senso di molte CE: pappocchioni in prima persona, casi letterari scritti con lo smartphone, rastrellamento di libri a basso prezzo e di dubbio gusto recensiti positivamente da compagnie di "colleghe".
    Languono così, in attesa di essere notati, piccoli capolavori nostrani e tonnellate di romance di Autrici straniere i cui diritti costano.
    Spero arrivi un'inversione di marcia affinché il Romanzo Rosa di qualità possa sopravvivere

    RispondiElimina
  12. Non mi piacciono gli erotici, non sopporto il BDSM...ho letto e sto rileggendo questo libro, perchè? Perchè VeloNero (scusa ma non riesco ancora a pensare a te con il tuo vero nome) ha sempre un tocco originale nei suoi scritti, li ho letti tutti, per lo meno quelli che ha reso pubblici. Tutto ciò non basterebbe per rileggere un libro, allora probabilmente lo stò rileggendo perchè contrariamente alle mie aspettative la prima parte, quella del BDSM, è quella che mi è piaciuta di più, perchè il vero mistero per me rimane sempre l'animo umano e in questo VeloNero è davvero brava a presentarlo. Leggendo la prima parte si intuisce che c'è altro di inespresso tra i due protagonisti, mi è piaciuto tantissimo durante le scene più "dure" il rivivere da parte di Jackie il suo antico e mai sopito amore e poi scoprire...quanto una moto può farti credere a un incidente e quindi a una morte vera per poi rivelarsi una morte dentro. Ogni scritto di VeloNero è un viaggio, sai quando parti e da dove, poi strada facendo ci sono imprevisti, cambi di direzione, arresti forzati e la meta, quando ci arrivi, può essere diversa da come te la sei immaginata. Tutto questo, accanto a uno stile a tratti "aggressivo", a tratti introspettivo, ma sempre intenso, a mio modesto parere di semplice lettrice fa di VeloNero un vero talento che spero dia altri frutti e soprattutto venga riconosciuto come merita. Concordo sul fatto che autori stranieri ricevono più attenzioni e non sempre si rivelano all'altezza, per questo secondo me è importante far sentire alle nostre autrici il nostro apprezzamento, quando è meritato, e incoraggiamento. Grazie VeloNero da una tua fan.
    Any13

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  13. Ciao Velo Nero, ho comprato il libro stamattina.... stasera l'ho già finito!! appassionante e scritto bene! di sicura tra un mesetto lo rileggo! complimenti davvero. sono diventata fan da quando hai pubblicato paso doble e da lì sono andata a rileggere tutti i tuoi scritti! belli belli belli!!!! grazie per i tuoi racconti che mi fanno compagnia nel tragitto all'università!
    ps. a quando il prossimo? :P

    RispondiElimina
  14. Esco dal coro delle lettrici entusiaste, perché a me questo romanzo di Raffaella, non di Velo Nero, perché sino ad ora lo stile è stato profondamente diverso, non mi è piaciuto. Sarà che sono rimasta orripilata da tutta questa rabbia, espressa, con le frustate e la disumanità insensibile di Wash ed inespressa con la furia repressa, ma sempre presente; sarà che non mi è piaciuta per nulla Jackie, così passiva, succube ed inanimata. Non mi è piaciuta la seconda parte tutta occhi a cuoricini, stridente con tutto il resto. Non so forse non ci ho capito nulla, non penetrando nel profondo. Aspetterò il prossimo, forse sarà nelle mie corde.....queste non mi sono piaciute. MILENA

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  15. Per chi non avesse ancora letto questo libro, lo trova in formato e-book scontatissimo (solo € 0,99) qui. Una buona occasione per non perderselo!

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