TENTARE DI NON AMARTI di Amabile Giusti (Amazon Publishing) - Recensione

Autrice: Amabile Giusti
Ambientazione: USA
Genere:  Contemporaneo, N/A
Casa Editrice: Amazon Publishing, 1 dicembre 2015
Pagine: 342
Formato: ebook (euro 4,99) e cartaceo (euro 9,99)
Livello sensualità: ALTO

TRAMA: Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.


E' notizia recente: Amazon, il colosso dell'editoria online, non si accontenta di dar libero spazio alle autopubblicazioni sul suo portale, diventa esso stesso editore con le etichette Amazon Publishing e Amazon Crossing, quest'ultima creata per dar spazio a traduzioni di libri autopubblicati sulla sua libreria che hanno riscosso successo in lingua originale.
TENTARE DI NON AMARTI, uscito il dicembre scorso, è uno dei primi titoli Amazon Publishing di autrice italiana e la scelta ricaduta su Amabile Giusti mi sembra sia stata vincente.
Con la storia intima, difficile, a tratti sopra le righe di Penelope e Marcus, la Giusti decide di cimentarsi con il New Adult, genere del momento, optando per una narrazione a doppio punto di vista (terza persona per Penny e prima persona per Marcus) a cui i tanti N/A d'oltreoceano ci hanno ormai abituate. Il romanzo mutua dal genere anche il setting americano, ambientando la storia in una squallida periferia di una non ben identificata città del Connecticut. Su questa decisione ho sentimenti contrastanti. Sarò sincera, sono talmente abituata a leggere storie in lingua originale che questi 'americani' della Giusti che usano espressioni gergali così spiccatamente italiane mi sono suonati un po' fuori posto. Perchè non ambientarlo allora in una analoga grigia periferia di una grande città italiana? Perchè non chiamare Marcus, Marco e Penelope... Penelope ed evitare il solito richiamo 'esotico', di un'ambientazione statunitense che, in realtà, è davvero poco più di un background di cartone? Mi sarebbe davvero piaciuto fosse una storia tutta italiana, peccato.
Peccato perchè TENTARE DI NON AMARTI è un libro che ha saputo coinvolgermi e che non lascia indifferenti, mettendo a contrasto due protagonisti che ricalcano archetipi quasi da favola: Penelope è la piccola "cappuccetto rosso", giovane vergine di buon animo che si prende cura della nonna malata e Marcus è un "lupo" dal fisico scolpito e tatuato, con la fedina penale sporca, rozzo, sboccato e con il pensiero fisso alla sua ex (ancora in carcere) a cui lo lega un difficile passato comune. Penelope/Cappuccetto è ancora pura, ma la sola vista del bel Marcus le fa venire pensieri decisamente impuri: che sia arrivato il momento di sbarazzarsi di tanta purezza? Marcus, da parte sua, è un 'bad boy' fatto e finito, poco avvezzo e persino guardingo davanti alla dolcezza e ai sentimenti 'che non conosce' e che Penelope gli suscita. La relazione fra i due, che si conoscono perchè si trovano ad abitare nello stesso palazzone di periferia, sembra all'inizio impari: Marcus, abituato agli sguardi femminili , intuisce il desiderio di lei ma decide sulle prime di evitare ogni coinvolgimento che possa in qualche modo frapporsi fra lui e la sua ragazza che presto uscirà di prigione. Ma il lupaccio non ha fatto i conti con la forza interiore di questa Cappucceto metropolitana, nè con l'attrazione che inesorabilmente li conduce uno nelle braccia dell'altra. Penelope è attirata dal lato sexy e macho di Marcus come un'ape al miele e Marcus dalla limpidezza intrinseca di Penelope, dal suo essere 'diversa' dalle donne che è abituato a frequentare, prima fra tutte la sua ragazza, Francisca. Così, a poco a poco, l'intesa fra i due cresce e si trasforma, stare insieme non è più solo per il sesso, l'amore comincia a fare capolino e a minare gli equilibri. Penelope a quel punto sarebbe anche pronta a crederci, in una storia diversa, ma Marcus non è abituato a certi sentimenti e quando, alla fine, Francisca ritorna, lo fa giusto in tempo per evitargli di fare i conti con sensazioni tanto nuove quanto devastanti e gli dà una scusa per darsela a gambe. A quel punto a Penelope non rimane che prendere atto di quella scelta e cercare di andare avanti con la sua vita... ma l'amore vero, quando c'è, trova sempre il modo per tornare a casa, lo sapete, perciò, don't worry, anche Marcus troverà alla fine la strada del cuore. Con i suoi tempi, ma la troverà.
Lo stile della Giusti è sicuro e piacevolmente ritmato; il libro si legge senza inghippi, vivendo con Marcus e Penelope gli alti e bassi, i batticuori, le sofferenze e gli struggimenti di una relazione che dovrebbe essere solo un flirt ma che si trasforma in una vera storia d'amore. I due protagonisti sono ben caratterizzati, e Marcus spicca in particolare fra i due per la sua 'stronzaggine' non solo di facciata. Difficile trovare un altro eroe romantico tanto insopportabile e al contempo tanto desiderabile. Alla fine siamo divise fra il  desiderio essere nei panni di Penelope, fra le braccia (e nel letto) di Marcus, e quello di mandarlo di filato a quel paese senza passare dal via. Sensazione che non è scemata nemmeno dopo il sospirato happy end a causa di una scena finale che... avrei orchestrato in modo decisamente più romantico.
In ogni caso, TENTARE DI NON AMARTI è un libro che si legge volentieri; ci sono molti clichè del genere, niente di nuovo sotto il sole, ma la storia d'amore è piacevolmente contrastata, è scritto bene e riesce a mantenere viva l'attenzione fino all'ultima pagina, qualità che, visti i tempi, non è poi così scontata.
Consigliato, soprattutto se avete un debole per gli eroi romantici un po' (tanto)  bastardi. 










L'AUTRICE
Amabile Giusti è calabrese. Fa l’avvocato ma non si sente avvocato. La sua vita è scrivere romanzi e, anche quando lavora, pensa a come concludere o iniziare una storia. Per farla felice, regalatele un saggio su Jane Austen, un ninnolo di ceramica blu, un manga giapponese, o una pianta grassa piena di spine. Spera di invecchiare lentamente (sembra sia l’unico modo per vivere a lungo) ma mai invecchiare dentro. Ascolta molto e parla poco, ma quando scrive non si ferma più...
Dal 2009 ha pubblicato numerosi romanzi: Non c’è niente che fa male così, Cuore nero, la serie di Odyssea (Oltre il varco incantato, Oltre le catene dell’orgoglio, Oltre i confini del tempo), L’orgoglio dei Richmond, e con Mondadori Trent’anni e li dimostro e La donna perfetta.

VISITA LA SUA PAGINA FACEBOOK: 
https://www.facebook.com/amabile.giusti?fref=ts


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16 commenti:

  1. Bellissima recensione Francy....d'altronde il capo è il capo..... fa venire voglia da assaporare questo romanzo con calma ed in tutto relax per ritrovare tutte le sensazioni evocate. Ottimo anche l'equilibrio tra la critica, sempre pacata e costruttiva, ed il placet. Milena

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  2. Peccato per la narrazione, a tratti, in prima persona. Mi toglie gusto e fantasia. non credo che le leggero. La recensione mi ha intrigata ma dei NA non se ne può più! Magari sbaglio ma al momento ho bisogno di libri con una certa sostanza... Cristina M.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Caro Cristina, non so che parole usare per convincerti a leggere questa piccola perla. Ti assicuro che la narrazione in prima persona svela molto di più i veri sentimenti dei personaggi rispetto a quella in terza persona e per dei romanzi sentimentali è fondamentale. Per quanto riguarda i NA ti assicuro che questo libro di New Adult ha solo l'età dei personaggi. Anzi a dire la verità quando lo lessi non avevo la più pallida idea che fosse un NA, nessuna di quelle situazioni solite. Veramente uno dei libri più belli che abbia letto fin'ora e devo dire che lo avrei etichettato come INDIMENTICABILE e mi è dispiaciuto il solo "bello".

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  3. l'ho già in lista da quando mi è apparso tra i consigliati, ma il vero problema qui è il "tempo",
    quindi chissà quando riuscirò a dedicarmici.
    la sinossi mi era piaciuta e dopo la recensione provvederò magari a posizionarlo un po' più in alto in lista!!

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    1. ok, ce l'ho fatta. sostanzialmente sono d'accordo con Francy. Le espressioni tipicamente italiane cozzano effettivamente con lo scenario statunitense. Però quello che a me ha dato più fastidio è l'alternarsi della prima persona di Marcus con la terza persona di Penelope. facevo sempre fatica a passare tra un capitolo e l'altro. Marcus è proprio ben caratterizzato e mi è piaciuto molto la sua lotta interiore nei confronti di questa ragazza all'apparenza ingenua ma che gli tiene sempre testa, nonostante l'apparenza da lupo cattivo. il finale effettivamente è poco romantico, ma in pieno stile Marcus....

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    2. Su questo hai ragione Isabella...finale anticlimax ma decisamente in stile Marcus! ;-)

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    3. Ciao Isabella, a mio parere la struttura dei due punti di vista (quello di lei in terza persona e quello di lui in prima) sono stati un altro elemento che hanno fatto la bellezza del romanzo. Diciamo che per un personaggio come Marcus si DOVEVA mettere una prima persona altrimenti sarebbe stato incomprensibile perché veramente in lotta con se stesso.
      Per quanto riguarda il gergo tipicamente italiano capisco perfettamente ma la scelta è stata anche più che altro per il marketing...ambientarlo in america avrebbe attirato più lettrici a mio papere.

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  4. A me è piaciuto molto e concordo con questa dettagliata e curata recensione di Francy. Mi ha lasciata perplessa solo il fattore ambientazione:che bisogno c'è di ambientare una storia negli USA (ora non ricordo bene di che Stato si trattasse) quando poi il modo di vivere e soprattutto di parlare dei personaggi, leggi Marcus, è tipicamente italiano?

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    1. A mio parere la scelta di un background americano è stata dettata dal desiderio di 'fare il salto' e sperare nella traduzione in inglese di questo romanzo. A quel punto un'ambientazione americana per un pubblico di lingua inglese forse sarebbe più convincente...spero per lei che ci riesca.

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  5. Ho letto altre cose di questa autrice sempre con molto gradimento. E' vero che ultimante dei N/A non se ne può più e solitamente li evito ma questo lo devo leggere. Bella recensione.

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  6. Francy lo sa che non condivido il suo entusiasmo per questo libro, ne avevamo già discusso in privato quando lo leggemmo un po' di tempo fa.
    Riconosco la buona capacità narrativa di Amabile, ma oltre all'ambientazione troppo nebulosa che è già stata fatta notare, o la scelta di alternare i capitoli tra prima persona e terza persona, che non ho capito. Sono i personaggi che ho poco sopportato due stereotipi viventi del New adult: lui grande, grosso, tatuato, bad boy, sessuomane con codazzo di donne arrapate pronte a sc...rlo sempre e dovunque. Lei insignificante, timida, vergine, sfigata con famiglia problematica alle spalle. Basta, vi prego non se ne può più!
    Vista l'indiscussa bravura dell'autrice, mi piacerebbe vederla in una storia diversa, più matura meno scontata, con trame e sottotrame, protagonisti e personaggi secondari ben definiti psicologicamente.
    Avrei dato tre cuori.

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    1. Cara Sam, conosco e rispetto il tuo punto di vista. A dire il vero ci sono cose di questo romanzo che non mi hanno entusiasmato e spero che la recensione le abbia messe in luce. Il mio giudizio generale sarebbe forse un 4, se dovessi giudicare l'intera storia e certe scelte di sviluppo di trama, soprattutto la scena finale che se fossi stata nell'editor avrei fatto migliorare. Però sull'altro piatto della bilancia ci sono due fattori determinati per arrivare alla scelta di un punteggio più alto. Il primo è il fatto che nonostante ogni tanto alcune situazioni del romanzo mi facessero sbuffare, non sono riuscita a staccarmene per un intero pomeriggio di festa ( e ultimamente mi sono invece capitate storie che non ho avuto assolutamente remore a mollare lì più volte prima di finirle). La seconda è che ammiro la Giusti per aver scelto di rappresentare l'eroe senza 'indorare la pillola'. Volete il bad boy? Ok, ve lo do, ma è BAD sul serio: spesso stronzo e antipatico come pochi. Ecco, il personaggio di Marcus ha DECISAMENTE FATTO LA DIFFERENZA per me. Di eroine come Penelope ce ne sono tante in giro, ma di eroi romantici a cui avresti voglia di sferrare un calcio negli attributi per farlo rinsavire, non poi così tanti. Insomma, nel complesso è una storia da 4 cuori, carina nella norma, anche se forse scritta meglio della norma, ma Marcus è una vera sagoma, è lui che si è guadagnato quel mezzo in più per me!

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    2. Cara Sam, dopo aver letto le tue parole non posso fare a meno di consigliarti 2 romanzi di Amabile Giusti che potrebbero incontrare di più i tuoi gusti.
      Si tratta di "Non c'è niente che fa male così", (pubblicato a suo tempo per la Baldini & Castoldi ed uscito nuovamente come "self" su Amazon dopo il fallimento della casa editrice) che, tra parentesi, questi giorni è disponibile gratuitamente (http://www.amazon.it/Non-niente-che-male-cos%C3%AC-ebook/dp/B00W45H4GM/) oppure, meglio ancora, "Solo non si vedono i due liocorni", uscito solo come "self" sempre su Amazon,
      (http://www.amazon.it/Solo-non-vedono-due-liocorni-ebook/dp/B012BRSOXY/).
      Ecco, di questi due romanzi mi piacerebbe sinceramente avere la tua opinione, secondo me ti stupiranno piacevolmente.

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    3. Ho preso quello gratuito Sonia ti farò sapere!

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  7. Secondo me la Giusti ha scritto benissimo una storia "già vista" in mille salse, rendendola molto avvincente.Questa è bravura.

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