CHRISTMAS IN LOVE: "CLAUSOLA DI RESCISSIONE" DI ANONIMA STREGA


LE VACANZE NATALIZIE SONO AGLI SGOCCIOLI E ANCHE CHRISTMAS IN LOVE  SI STA AVVIANDO ALLA CONCLUSIONE. 

OGGI PENULTIMO RACCONTO IN CUI ANONIMA STREGA, COME SUO SOLITO, CI TRASPORTA AI CONFINI DELLA REALTA', DOVE TUTTO E' POSSIBILE... ANCHE CHE UN FAMOSO VIOLINISTA CHIEDA DI TORNARE IN VITA A CAPO DI UNA ROCK BAND... MA QUALE SARA' LA CLAUSOLA DI RESCISSIONE A CUI FA RIFERIMENTO IL TITOLO?  A VOI SCOPRIRLO.  BUONA LETTURA!




«L’aracnodattilia da cui sono stato affetto in vita era congenita, per cui non ho ottenuto alcun reale vantaggio dal precedente contratto. Motivo per cui lo impugno in riferimento alle abilità esecutive e richiedo i tuoi veri fasti.»
Satana si sporse con i gomiti sul ripiano della scrivania e osservò da sotto in su il ragazzo dai lunghi capelli neri impalato davanti a lui. Un aspetto giovane e moderno, come la sua attuale dimensione gli consentiva di scegliere. Un modo di parlare pomposo e forbito, in contrasto con l’aria da scavezzacollo incorreggibile. «Cosacosacosa?» gli rimandò, arricciando il naso.
Un netto cenno di diniego del capo. «Paganini non ripete.»
«E quindi...» Sbuffò, traendosi indietro fino alla spalliera. «In cosa consisterebbe di preciso la richiesta?»
«Esigo una seconda opportunità.»
«E per quale ragione?» Alzò una spalla e le sopracciglia. «Hai già ottenuto il successo che volevi.»
«Sì, ma per merito mio, della mia ex malattia!» Quel tono da saputello stava cominciando a infastidirlo. «Il precedente contratto è andato di conseguenza a vuoto, quindi voglio che tu paghi il debito che hai con me, da sano.»
«Fammi capire meglio, Niccolò...» Satana fece ruotare le mani l’una contro l’altra, quasi stesse cercando di aprire i pensieri del giovane chiusi sottovuoto. «Tu vorresti tornare sulla terra in quale modo?»
«Al passo con i tempi.» Il ragazzo alzò il mento e gli rilanciò uno sguardo divertito. «Ho parlato con alcuni amici e vorrei portarmeli dietro per partecipare a un talent show con una band di progressive black metal. Abbiamo già pensato anche al nome: Moto Perpetuo.»
Satana si strofinò un palmo sulle labbra, indeciso se scoppiare a ridere o se sentirsi orgoglioso per la richiesta del pupillo. «Dunque richiederesti un permesso anche per altre persone.» Annuì rapidamente, distogliendo lo sguardo. «Chi dovrei autorizzare?»
«Non ero tanto propenso ad arruolare qualcuno che potesse contendermi la posizione di leader e frontman...» Niccolò tentennò il capo e guardò altrove a sua volta. «Ma Mozart vuole cantare e suonare la chitarra elettrica ritmica adesso, e io dominerei il ruolo progressivo col violino, nonostante la chitarra non dispiacesse pure a me. Poi io canterei in growl, lui in scream, e le nostre voci si amalgamano bene.»
Per quanto i bigotti ne dicessero, lui non s’intendeva un granché di terminologie heavy metal. Più o meno urlavano tutti, gravi o acuti che fossero. «È un fottuto alcolizzato che ti metterà nei casini» replicò, tuttavia appuntandosi il nome. «Poi?»
«È rock and roll!» reagì l’altro, allargando le braccia. «Poi avevamo pensato che Beethoven avrebbe potuto suonare la batteria.»
«Ma è sordo!»
«Appunto!» L’altro annuì rapidamente, quasi si sentisse un genio di fronte all’imbecille degli imbecilli. «Con tutti questi auricolari tecnologici potrebbe finalmente sfogarsi!»
«Non potete fargli suonare un basso elettrico molto ma molto basso?»
«Come specialista di cadenze matematiche barocche, Vivaldi sarà il nostro bassista perfetto.»
Satana rifletté un istante, poi rialzò gli occhi sull’altro. «Un prete in una band di black metal?»
«Ma sentilo...» sbottò il ragazzo, gesticolandogli contro. «Sai meglio di chiunque altro che non tutti i metallari sono satanisti.»
«Eh no, siccome tu stai contrattando con Babbo Natale.»
«A proposito, la trasmissione partirà per le feste, quindi devi deciderti in fretta.»
«Vacci piano con me, ragazzotto.»
«Io sono io, e lui è lui, promuoviamo l’integrazione e la lotta ai pregiudizi!» Poi rallentò il tono... «Difatti...»
«Difatti?»
«Le tastiere non fanno parte dell’organico, ormai le consideriamo alla stregua di un computer su cui gettare le basi delle composizioni, quindi ci mancava qualcuno che si dedicasse alla tastiera della chitarra solista. Così abbiamo pensato a Chopin.»
«Quel frocio?»
«Modera i termini, ché è amico mio, e con questi dispregiativi-vezzeggiativi possiamo chiamarlo solo noi» ribatté. «E guarda che i gay seguono tantissimo i talent show!» Rispose l’altro con tono ovvio. «Ci televoteranno tutti.»
«Perché? Dopo secoli di finte relazioni con le lesbiche non avrà intenzione di fare coming out in diretta?»
«Pensa a quanto s’impennerebbe lo share! Se è d’accordo lui...»
«Le vostre idee musicali non saranno comprese.» Satana scosse il capo, assumendo un paternalistico tono serioso. «La produzione stessa vi deriderà: un satanista, un alcolizzato, un sordo, un prete e un finocchio!» Si schiarì suo malgrado la voce. «Un gay.»
«Dato l’appiattimento culturale dei tempi, tutte le probabilità saranno sin dai provini contro di noi, lo so.» Il giovane si grattò un sopracciglio, con aria mesta. «Dalle soubrette in giuria al pubblico spersonalizzato, l’incompetenza generale risulterà sicuramente il nostro principale avversario.» Poi riportò lo sguardo su di lui, lasciandogli intuire che non avrebbe cambiato idea. «Ma proprio perché, per proseguire, non potremo contare sul nostro genio musicale, saranno i risvolti delle nostre personalità a suscitare il clamore mediatico.» Scosse il capo, per decretare l’attendibilità del verdetto. «Succede sempre così.»
Non poteva dargli torto.
«Ma hai capito che ti ho detto prima?»
«Cosa?»
«Io sono disposto a contrattare per un permesso» e calcò bene sulla parola, picchiettando il cappuccio della stilografica sulla superficie del tavolo. «A programma concluso, che vinciate o no, dovrete tornare qui.»
«E come faremo a vendere i dischi?» sbraitò il ragazzo.
«Tu hai chiesto una seconda opportunità di successo per partecipare a questo talent, e io te la concederò, ma niente di più» insisté, con maggiore fermezza. «Patti chiari, amicizia lunga.»

Lo odiò, quando gli fece il verso con una smorfia, oscillando capo e spalle. «E va bene, va bene.» Infine esibì un gesto con le mani per chiamare a sé la penna. «Meglio che niente...»


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FRA TUTTE LE LETTRICI CHE LEGGERANNO E COMMENTERANNO I RACCONTI ALLA FINE DELLA RASSEGNA ESTRARREMO REGALI A SORPRESA!


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CHRISTMAS IN LOVE 2015

E DALLA SETTIMANA PROSSIMA
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