CHRISTMAS IN LOVE: "REGALI DI NATALE" DI MARIA MASELLA



PASSATO IL NATALE...AVETE BISOGNO DI UN PO' DI RELAX FRA UN PARENTE E L'ALTRO, FRA UN PRANZO IMBANDITO E UN CENONE? GUSTATEVI IL NUOVO RACCONTO DI CHRISTMAS IN LOVE 2015!

GIACOMO E LAURA, I PROTAGONISTI DI REGALI DI NATALE  DI MARIA MASELLA, PER TRE ANNI HANNO PENSATO DI NON ESSERE PIU' NIENTE L'UNA PER L'ALTRO, MA QUESTO NATALE...IL DESTINO HA DECISO DI DAR LORO UNA NUOVA OCCASIONE...BUONA LETTURA!


Era sicuro di averla dimenticata.
Eppure appena entrò nella stanza tutti i suoi sensi gli dissero che “lei” era lì, pur senza vederla e senza sentirne la voce.
Lei, la donna che aveva creduto di amare, no, no, la donna del cui amore si era sentito sicuro. Allora, ed erano trascorsi tre anni e otto mesi, il tradimento di lei aveva distrutto la sua sicurezza lasciandolo svuotato. Oggi la scoperta che il suo corpo la ricordava ancora cancellava la pace che aveva raggiunto.
Rimase sulla porta e fu la voce di zia Anna, la sorella di sua madre, a obbligarlo a entrare. “Entrate, Giacomo. Avvicinatevi, vorrei vedervi.”
Obbedì perché gli era sempre stato difficile ignorare le richieste della vecchia signora; tanto gelidi e privi di ogni manifestazione d'affetto erano stati i suoi genitori quanto lei ne era stata prodiga.
Eppure era stata lei a fargli incontrare la donna che l'aveva fatto soffrire in un modo che mai avrebbe ritenuto possibile. In un angolo era stato allestito il presepe con le statuine di terracotta che da bambino maneggiava con cautela, ma era passati anni e al Natale aveva smesso di credere.
Avanzò verso la poltrona in cui era seduta zia Anna e si fermò, perché lei era seduta nell'altra poltrona quella che dava l'alto schienale alla porta. No, i suoi sensi non si erano ingannati. La vide anche senza posare lo sguardo su di lei, vide che era insieme uguale e diversa da allora.
“Potete sedervi qui, Giacomo.”
Di nuovo la voce della zia lo riscosse. Gli aveva indicato la terza poltrona, quella accanto alla propria; se le avesse obbedito si sarebbe trovato a faccia a faccia con lei. Rimase in piedi. “Sono venuto a porgervi i miei auguri per il Natale, cara zia.”
“La cara zia vi ha chiesto di sedervi, caro nipote!”
Gli anni e gli acciacchi non le avevano fatto perdere il senso dell'umorismo, si disse Giacomo, quello che i suoi austeri genitori non avevano mai posseduto. “E allora non mi resta che obbedirvi”, replicò e si mise seduto riuscendo a non guardare verso di lei.
Forse, ignorandola, sarebbe sparita. Come era sparita da un giorno all'altro tre anni e otto mesi prima lasciandolo con il cuore spezzato e una collera che l'aveva spinto a distruggere tutto quanto aveva trovato sulla sua strada dopo aver letto la lettera che “lei” aveva avuto l'ardire di lasciargli.
Egregio Signor Denovaro,
spero che non abbiate frainteso la natura dei nostri rapporti. E' stato soltanto un episodio senza importanza che immagino dimenticherete velocemente come farò anch'io. Ho deciso di lasciare la città per amore di un uomo.
Vi auguro ogni felicità
Laura Simoni
Ancora ora, ripensando a quel biglietto, Giacomo sentiva la collera montare.
Episodio senza importanza? Avevano fatto all'amore, no, avevano avuto un rapporto sessuale completo e lei era vergine, lui poteva garantirlo. E dopo neppure ventiquattro ore gli faceva recapitare una lettera in cui nominava un altro uomo!
Strinse le mani a pugno, ancora ora doveva dominare l'impulso di afferrarla e scrollarla per scoprire cosa le passava per la mente, no, cosa aveva in cuore.
“La vostra ferita, Giacomo?”
La sua ferita? Non era quella rimediata a Bezzecca durante l'assalto alla garibaldina a fargli ancora male ma l'altra, quella al cuore. “Una sciocchezza, cara zia.”
“E vostro padre non vi ha mai perdonato la pazzia di andare volontario”, la sua voce cambiò tono imitando quella del fratello, “E con quei pezzenti di garibaldini.”
“Gli unici che hanno ottenuto qualche vittoria, almeno per l'onore, cara zia.” Fece una lunga pausa e poi aggiunse: “E da tempo ho smesso di preoccuparmi dei giudizi di mio padre.”
Da quando si era seduto, no, da quando era entrato, aveva accuratamente evitato di volgersi verso di “lei”, ignorandola.
Eppure fu consapevole, pur senza guardarla, che “lei” doveva aver trattenuto il respiro, anche soltanto per un attimo.
Sì, fra loro c'era stata sempre quella speciale empatia... Che poi si era rivelata soltanto un'illusione...
Ho deciso di lasciare la città per amore di un uomo.
Di scatto, quasi di furia, si volse verso di lei. “Ho smesso di preoccuparmi dei giudizi altrui, feriscono soltanto.”
Ma la frase iniziata nella collera si stemperò in dolore incrociando gli occhi della donna che aveva amato. Allora era stata lei a implorarlo di essere prudente, mentre lui avrebbe voluto “buttare tutto all'aria” e annunciare ai suoi genitori che non avrebbe sposato la donna scelta da loro ma quella amata.
“Non fatelo, ve ne prego, Giacomo. La mia posizione è già abbastanza difficile, sono soltanto una dipendente di vostra zia.” Gli aveva detto liberandosi dal suo abbraccio.
Era una dipendente, infatti, niente di più. Un problema agli occhi aveva impedito alla zia di leggere quanto avrebbe voluto e l'aveva costretta ad assumere una lettrice disposta a vivere con lei. Giacomo ricordava ancora quanto la notizia l'aveva sorpreso: zia Anna non aveva mai voluto neppure una dama di compagnia! Poi, quando aveva conosciuto “lei”, la sua voce l'aveva sedotto. Ascoltarla leggere era emozionante come ascoltare una musica.
Aveva la voce di un angelo e si era rivelata un demonio.
Era ancora bellissima, no, lo era più di prima.
Giacomo chiuse per un attimo gli occhi, per non vederla e quasi sperando che riaprendoli lei fosse scomparsa.
Era ancora lì, davanti a lui.
“Vi ho fatto una domanda, Giacomo. Mi avete sentita?”
Si volse verso la zia. “Scusatemi, ero distratto. Pensavo al passato” e subito si sarebbe morso le labbra. “Mi avete chiesto della ferita e ho ripensato alla guerra.” Si alzò. “Ora devo andare, vi auguro nuovamente un buon Natale, cara zia.”
“Buon Natale, Buon Natale... Il Natale è per chi ha qualcuno con cui condividerlo e sarò sola. Siete il mio nipote più caro e lo trascorrerò con voi. Forse sarà il mio ultimo...”
Ecco, ora faceva leva sull'affetto che li univa per trattenerlo. Giacomo si disse che avrebbe dovuto prevederlo. In verità aveva avuto l'intenzione di restare per qualche giorno, ma la presenza di “lei” gli aveva fatto cambiare idea.
“La camera che occupate abitualmente è già pronta, Giacomo. Se per qualche giorno trascurerete i vostri impegni per far compagnia a una vecchia signora, non cadrà il mondo.”
Giacomo si rigirò fronteggiando non zia Anna ma l'altra donna. “E non avete lei a tenervi compagnia?”
“Lei ha un nome, Giacomo. E vi è stata insegnata l'educazione.”
Allora lui abbozzò un cenno verso la donna impassibile. “Signorina Simoni.” Fece una pausa, poi aggiunse: “Se il vostro stato civile non è cambiato.”
“Non lo è, signor Denovaro.”
Quindi l'uomo tanto amato, l'uomo per cui lo aveva lasciato, non l'aveva sposata. Probabilmente un mascalzone, forse aveva scoperto che si era data a un altro... Un mascalzone e lei una traditrice, degni l'uno dell'altra, si disse con rabbia trattenuta a stento.
“Pensavo che aveste lasciato l'impiego” appena disse impiego e non un termine più vago, sentì sbuffare la zia, e in modo abbastanza palese, mentre lei, la diretta interessata, restava impassibile. “Che l'aveste lasciato in tutta fretta perché eravate in procinto di sposarvi.”
Lei non commentò e Giacomo riprese volendo ferirla, umiliarla: “Le nozze sono state soltanto rinviate o annullate?”
“Penso che non vi riguardi, Giacomo” si intromise zia Anna. “Resterete mio gradito ospite per qualche giorno. Come Laura...”
La vide alzarsi di scatto. “No, io non posso...”
“Potete e dovete, Laura. No, ve lo chiedo come un favore. Desidero persone giovani accanto a me, almeno a Natale.”
“Avrete vostro nipote, signora Anna.”
“Un uomo ha orari e abitudini diverse da una donna. Restate, ve ne prego. Anche la vostra camera è pronta.”

Laura aveva ceduto perché all'anziana signora aveva voluto bene. Ora era nella bella camera che aveva occupato un tempo, tre anni prima. Quando vi era entrata la prima volta aveva faticato a credere che fosse stata preparata per lei, per una semplice dipendente; era d'angolo e ben esposta, da una finestra si vedeva il giardino e dall'altra uno spicchio di mare. C'era anche uno scrittoio ben attrezzato e una poltrona accanto al caminetto acceso.
Un lusso come mai aveva avuto. Suo padre era un modesto contabile che, fra gli altri incarichi, teneva la semplice amministrazione di un educandato. Quando era rimasto vedovo, Laura aveva dieci anni e le suore avevano accettato di ospitarla e darle un'educazione.
Crescendo si era resa utile seguendo le più giovani.
Aveva vissuto fra le signorine della nobiltà e della buona borghesia, imparandone i modi, ma senza poterne condividere i sogni. Aveva sempre saputo che la sua vita sarebbe stata diversa... Sarebbe potuta restare come insegnante ma sognava un po' di libertà e il mondo: aveva accettato l'offerta di Anna!
Sedette sul bordo del letto e si passò una mano sugli occhi; sì, erano asciutti, era riuscita a controllare l'emozione di rivederlo, a non piangere sentendo la collera e il disprezzo nella sua voce. Era stata una debolezza accettare l'invito di Anna a trascorrere alcuni giorni da lei, approfittando di un viaggio dei suoi attuali padroni che erano venuti a Genova ospiti di parenti e avevano acconsentito a concederle alcuni giorni di libertà. Anna le aveva assicurato che sarebbero state sole e lei aveva finto di crederle... Avrebbe avuto un vero Natale accanto a una persona che le voleva bene e la stimava.
Aveva mentito a sé stessa perché desiderava rivederlo anche soltanto per assicurarsi che si fosse ripreso.. Quanto era stata in ansia sapendo, per caso, che era partito per la guerra! Poi la ferita... Aveva scritto ad Anna chiedendo notizie. Forse l'anziana signora era in collera con lei per come era andata via senza preavviso, forse non le avrebbe risposto. Erano stati giorni di tormento fin quando una lettera l'aveva tranquillizzata: il nipote stava guarendo.
Anna sapeva, Laura ne era certa, sapeva anche se mai aveva alluso al rapporto fra la sua lettrice e il nipote prediletto. Per delicatezza o per altri motivi?
Laura si mise in piedi. No, non poteva restare. Non ne aveva la forza. Se fosse rimasta l'avrebbe ripresa l'antica magia che quell'uomo esercitava sui suoi sensi, sul suo cuore. ...

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FRA TUTTE LE LETTRICI CHE LEGGERANNO E COMMENTERANNO I RACCONTI ALLA FINE DELLA RASSEGNA ESTRARREMO REGALI A SORPRESA!



APPUNTAMENTO A DOMANI CON UNA NUOVA STORIA INEDITA DI
CHRISTMAS IN LOVE 2015

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