LA FIGLIA DELL’AMBASCIATORE di Pam Jenoff (Harlequin) -> Recensione

Autrice: Pam Jenoff
Titolo originale: The Ambassador’s daughter
Traduttrice: Anna Martini
Genere: Romance storico
Ambientazione: Parigi/Berlino, 1919
Pubb. Originale : Mira Books, 2013
Pubb. Italiana: Harlequin Mondadori, 2015, pp. 288, euro14,90
Livello di sensualità: BASSO
Disponibile in e-book: Sì, euro 7,99

TRAMA:  Parigi, 1919. A Margot Rosenthal, giovane e bella ragazza tedesca, la vita parigina sta decisamente un po' stretta. Ha accompagnato il padre diplomatico alla conferenza di pace che si tiene nella capitale francese e non le piace affatto essere guardata ancora come un nemico. Quando però inizia ad accarezzare l'idea di tornare a Berlino e a una vita con Stefan, il fidanzato ferito, reduce di guerra, che ormai stenta a riconoscere, arriva alla conclusione che in fondo stare a Parigi non è poi così male. Annoiata e contesa tra ciò che il dovere le impone e il desiderio di essere libera, Margot stringe amicizie improbabili: con Krysia, un abile musicista con conoscenze radicali e un segreto da nascondere e con Georg, affascinante ufficiale che non solo le trova un lavoro, ma riesce a far vacillare tutto quello che Margot credeva di sapere di se stessa e del proprio senso di lealtà. Sullo sfondo di uno dei più importanti avvenimenti del secolo, una rete delicata di bugie offusca la linea tra le ferite di guerra e quelle del cuore, rendendo la fiducia un lusso che nessuno può davvero permettersi.


Quest’ultimo romanzo della Jenoff non è altro che il prequel de “La ragazza di Cracovia” e affronta un periodo storico poco gettonato nel romance (e per questo da me apprezzatissimo) e cioè quello successivo alla prima guerra mondiale.
La Grande Guerra è finita e i Paesi vincitori si riuniscono a Parigi per decidere le sorti dell’Europa, e in particolare della Germania. È un periodo di forti tensioni socio-politiche: c’è la paura per il dilagare del comunismo, ma anche una profonda avversione nei confronti dei tedeschi, responsabili del conflitto. È in
questo clima difficile che si muovono i nostri personaggi: Margot, figlia di un ambasciatore tedesco e Georg, suo connazionale e ufficiale della marina, che cerca di fare il possibile per risollevare le sorti della Germania.
Georg è un sognatore, un uomo dai grandi ideali, ferito nell’anima dalla guerra, ma ancora con la voglia di cambiare il mondo. Margot invece è una ragazza di origini ebraiche, cresciuta da un padre iperprotettivo e per questo immatura e superficiale.
Devo essere sincera, a mio parere è proprio lei la nota dolente del romanzo. Margot mente a tutti. Tiene nascosto il suo matrimonio con Stefan, tornato dalla guerra malato e claudicante, mente sulla sua relazione con Georg, e persino sul suo coinvolgimento, seppur involontario, con l’attività spionistica che dilaga in Francia.
Invece di stare accanto al marito, che per altro non ama, trascorre il suo tempo a Parigi, a fianco del padre, che rischia di mettere in difficoltà con la sua condotta avventata. E proprio per proteggere il padre, arriverà a tradire Georg, l’uomo di cui si è follemente invaghita. Non dico innamorata, perché a mio parere Margot ancora non sa esattamente cosa sia l’amore. È troppo concentrata su se stessa, sui propri problemi e i propri desideri, per amare davvero qualcuno.
Georg, al contrario, è un uomo che per amore perdona ogni cosa, anche le menzogne e i tradimenti. Soffre con dignità ed è sempre pronto a sostenere la sua donna, nonostante tutto.
Ne “La figlia dell’ambasciatore” ho riscontrato alcune analogie con “La ragazza di Cracovia”, anche se il precedente romanzo, a mio avviso, era meglio strutturato. Qui tanti avvenimenti sembrano poco curati, quasi irrealistici. Per esempio il matrimonio di Margot, non essendo stato consumato, non poteva considerarsi valido. Quindi, come impedimento alla storia d’amore tra lei e Georg l’ho trovato un po’ banale: sarebbe bastato essere sinceri con tutti per mettere fine a una situazione che per la protagonista era incresciosa.
Gli unici personaggi che mi sono veramente piaciuti sono Georg e Krysia, che avevo già incontrato ne “La ragazza di Cracovia”. Rispetto al precedente romanzo, qui la parte suspense è meno approfondita, ma lo stile della Jenoff è sempre fluido e coinvolgente. Eccetto un inizio un po’ lento, l’autrice riesce a catturare l’attenzione fino a un finale in cui tutte le carte vengono scoperte. Ci saranno rivelazioni che, seppur prevedibili, si incastrano alla perfezione.
La narrazione è in prima persona e il punto di vista unico, quello di Margot. Questa è una particolarità della Jenoff che negli altri romanzi non mi aveva infastidita per niente, ma in questo mi ha lasciata un po’ di amaro in bocca. Avrei voluto conoscere anche il punto di vista di Georg, comprendere meglio i suoi cambiamenti e le delusioni che poi lo porteranno a diventare un nazista ne “La ragazza di Cracovia”.
Ma va bene così. Nonostante tutto, il romanzo mi è piaciuto e mi sento di consigliarlo a chi ama i romance storici ambientati in un periodo un po’ originale e con un pizzico di suspense. In particolare lo consiglio a chi ha letto e apprezzato gli altri romanzi di questa autrice.











DA LEGGERE IN ITALIANO DI PAM JENOFF

The Kommandant's Girl (2007) - ed italiana: La ragazza di Cracovia, Harlequin, 2007
The Diplomat's Wife (2008) - ed. italiana:  La moglie del diplomatico, Harlequin, 2009
The Ambassador's Daughter (2012) - ed. italiana: La figlia dell'ambasciatore, Harlequin, 2015

*****

L'AUTRICE
Pam Jenoff, dopo aver conseguito una laurea in relazioni internazionali all'Università George Washington e una laurea in storia a Cambridge, ha lavorato al Dipartimento della Difesa e poi al consolato americano in Europa. Durante questi incarichi ha conosciuto diversi superstiti dell'Olocausto, raccogliendone le testimonianze. Con il suo primo libro La ragazza di Cracovia ha raggiunto il successo internazionale. Attualmente vive con il marito e tre figli a Philadelphia, dove, oltre a scrivere, insegna diritto alle scuole superiori.


VISITA IL SUO SITO: http://www.pamjenoff.com/


TI INTRIGA LA TRAMA DI QUESTO ROMANZO? L'HAI GIA' LETTO? COSA NE PENSI? TI PIACEREBBE POTER LEGGERE PIU' ROMANZI AMBIENTATI NELLA PRIMA PARTE DEL VENTESIMO SECOLO?

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