FRANCESCA CANI presenta... "TRISTAN E DORALICE - Un Amore Ribelle" (Leggereditore)

ADELE VIERI CASTELLANO, VI CONSIGLIA QUESTO LIBRO PERCHE'... 

"Io e Francesca Cani abbiamo qualcosa che ci accomuna, la scrittura e l'amore per la storia. Perché abbiamo lavorato, riso, letto e riletto insieme. Perché Tristan e Doralice li conosco un po' anch'io e anch'io ho ammirato il coraggio della Grancontessa. Perché finalmente anche in Italia, due autrici, due colleghe, due amiche, hanno potuto lavorare insieme, con entusiasmo e orgoglio. Le autrici italiane non hanno nulla da invidiare alle colleghe anglosassoni. Anzi, vi dirò una cosa: molte di loro hanno tanto da imparare da noi. Grazie anche a Leggereditore che ci ha permesso di emergere e di far sognare tante lettrici. Brava Francesca, che la tua sia una lunga strada di successo e soddisfazioni."
Adele V. Castellano


Autrice: Francesca Cani
Genere: Romance Storico
Ambientazione: Italia, Anno Domini 1076 - 1092
Editore: Leggereditore, pp. 448
E-book: 17 settembre 2015, euro 4,99 - cartaceo 1 ottobre 2015
Parte di una serie: NO
Livello di sensualità: Medio

TRAMA: Anno Domini 1076. Sopravvissuta alla strage della sua famiglia, Doralice di Lacus trova ospitalità a Canossa, dove la grancontessa Matilda la accoglie come una figlia. Quando l’orrore per l’assassinio dei suoi genitori sembra aver lasciato posto a una tranquilla quotidianità, i piani di conquista di Enrico IV sconvolgono il suo mondo. Tristan di Holstein, indomito guerriero forgiato da mille battaglie, ha un’ultima missione prima di riconquistare la libertà: deve colpire al cuore Matilda, strappandole quanto ha di più prezioso. La sua preda, che osserva con occhi da demonio, uno azzurro e freddo, l’altro ribollente d’oro fuso, è Doralice. Ma la prova dell’amore si rivelerà la più ardua da superare e lo spingerà a disobbedire al suo re, a sopportare torture e rinunce in nome di una felicità che potrebbe non esistere. Perché forse è proprio lui il responsabile di un crimine che non può essere perdonato... 

L'autrice ci offre uno scorcio dell'epoca in cui è ambientato il romance:
“Il Medioevo è un’epoca buia” ci dicevano.  Questo è uno dei cliché più radicati nella memoria scolastica di tutti noi, ma permettetemi di dire che non è proprio così. Di certo è un’epoca in cui la consapevolezza dei diritti dell’individuo non ha ancora germinato nel genere umano; ma è anche il periodo in cui l’abate Suger a Saint Denis costruiva le maestose vetrate di lastre policrome e di fatto inventava lo stile gotico, gli anni in cui nelle cattedrali d’Europa risuonavano i canti gregoriani, la cui bellezza è talmente pura e alta che tocca ancora i nostri cuori a secoli di distanza, sono gli anni in cui in Italia regnava una donna sola e algida, una sovrana temuta e stimata: Matilda di Canossa. 
Matilda è stata la mia musa. Un po’ perché sono nata e cresciuta nella sua terra, il suo antico dominio si estendeva dai laghi della Lombardia alla Toscana, un po’ perché la figura della nostra grancontessa è molto affascinante. Matilda governava con coraggio e un pugno di ferro che all’epoca era consentito solo gli uomini, a lei è andata subito tutta la mia simpatia. 
Nel 2015 ricorrono i novecento anni dalla sua scomparsa, avvenuta nell’estate del 1115, un motivo in più per dedicarle questo libro. Matilda è stata una donna da record: regnò per più di quarant’anni, ebbe due mariti, sposati senza rinunciare al trono che resse tutta la vita da sola, senza ingerenze maschili. Il suo grande cuore, diviso fra doveri e affetti, nel profondo batté solo per Canossa.
Il romanzo prende le mosse proprio da lei e dalla sua storica rivalità con Enrico IV, imperatore del Sacro Romano Impero. Enrico era un sovrano arrogante e conquistatore, pretendeva di nominare i vescovi su suolo germanico per tenere in pugno anche gli emissari della Chiesa. Matilda era la sua spina nel fianco. Canossa era la fortezza inespugnabile che gli toglieva il sonno e il piccolo esercito del feudo, fedele al papa, era quanto mai indigesto a Sua maestà. 
La mia storia parte proprio da queste basi, i miei protagonisti militano su due fronti opposti: Tristan è fedele a Enrico IV, Doralice è la pupilla di Canossa, due mondi che non avrebbero potuto sfiorarsi se il fato non avesse messo lo zampino. 
Immaginiamo una terra ricca di cultura, libera e governata da una donna, com’era Canossa e il freddo e per certi versi retrogrado Nord, dove la lotta per vivere era davvero spietata. Questi sono Doralice e Tristan, questa è l’anima del romanzo. La loro storia si dipana in un periodo in cui Enrico IV stava facendo del suo meglio per allargare i confini dell’impero e Matilda si trovava senza l’appoggio militare del papa. Già una volta il Rex Romanorum era sceso a Canossa con il proprio esercito ed era stato sconfitto, correva l’anno del signore 1077.  A quindici dal primo tentativo, Enrico è pronto per prendersi la sua rivincita e la magna comitissa dovrà resistere all’onda d’urto dei suoi dodicimila soldati. 
Il Castello di Rossena
Come va a finire la Lotta per le investiture è storia nota, a voi, se vorrete, resta il compito di scoprire come sopravvivrà l’amore di Tristan e Doralice ai grandi sconvolgimenti del loro mondo. Se vorrete approfondire e visitare i castelli di Matilda sappiate che sono ancora là, abbarbicati sull’Appennino, dove fra i monti avvolti nella nebbia risuonano le voci e i sussurri della Grande Storia. Canossa, Rossena e la torre di guardia di Rossenella, Monteveglio e i castelli dello scacchiere matildico vi aspettano nel romanzo insieme a Tristan e Doralice.
Francesca Cani
****
Leggi un breve estratto del romanzo...

Un uomo che non aveva mai visto lavorava al cantiere, la tunica bianca era intrisa di sudore e le maniche arrotolate sugli avambracci. Si muoveva veloce, come se avesse potuto finire in poche ore la chiesa solo grazie alla forza dei propri muscoli. Era alto, molto più di tutti gli altri lavoranti. «Vi sono arrivati dei rinforzi?» chiese la ragazza senza perdere di vista lo sconosciuto. Il capomastro capì subito a chi si riferisse e con un sorriso tirato asserì: «Ce ne vorrebbero dieci come lui e allora, forse, riusciremmo a consegnarvi la vostra 
chiesa in tempo per la festa. Peccato che rimarrà giusto il tempo di guadagnarsi un po’ di pane, quelli come lui non si fermano a lungo.» «Quelli come lui? Chi è?» chiese Doralice. Il forestiero alzò un grosso blocco di marmo, lo caricò sull’argano e iniziò a tirare le funi. Il masso salì e raggiunse il tetto, mentre le corde scricchiolavano e ogni suo muscolo era gonfio per lo sforzo. Era massiccio, armonioso, aveva un incarnato brunito da sole e intemperie, braccia grandi come tronchi. Vi era furia nei suoi movimenti, non solo potenza ed equilibrio, un fuoco segreto che sembrava scaturire dalla sua figura e incendiare lo spazio che lo circondava. I capelli erano scuri e legati dietro la nuca, alcuni ciuffi selvaggi sfuggivano al legaccio. La barba cespugliosa sembrava fatta di ginepro e aveva il colore della terra bruciata...




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L'AUTRICE
Francesca Cani vive a Mantova, è laureata in Storia dell’arte e ha una vera passione per la ricerca storica, tanto che gli archivi polverosi e le biblioteche sono diventati la sua seconda casa. I suoi romanzi, già pubblicati da Harlequin Mondadori e Rizzoli YouFeel, sono frutto dell’amore per la sua terra e per i viaggi. Ogni volta che può, parte alla scoperta di Irlanda, Scozia e Inghilterra. Tristan e Doralice – Un amore ribelle è il suo primo romanzo con Leggereditore. Fra le sue pubblicazioni: La cacciatrice di lieto fine per Rizzoli YouFeel, I colori della nebbia (2013) per Harlequin Mondadori.

Visita il suo sito: 


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9 commenti:

  1. Grazie per questo post! <3

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  2. Sembra molto, molto interessante! Uno storico "insolito", almeno per me, visto che finora mi sono avvicinata solo raramente al periodo medievale. Come spesso succede, mi piace l'idea di un protagonista maschile tormentato nel fisico e nell'anima, e l'estratto pubblicato nella recensione invoglia decisamente alla lettura. Penso che lo prenderò.
    Posso fare una domanda? Da ignorante completa, temo... da dove sono tratte le bellissime immagini che accompagnano la recensione? Mi sembra evidente che siano i protagonisti di un film, ma se è così io non lo conosco proprio...

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  3. Ciao Eva! Le immagini sono prese da diversi film e serie Tv: Vikings, Tristano e Isotta, la nuova versione cinematografica di Re Artù... Mi sono ispirata a loro per dare un volto ai miei personaggi. Felice che ti incuriosisca!

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  4. Lo sto leggendo .....molto bello!!!!

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  5. Davvero intrigante! Dopo aver letto per molto tempo soprattutto romanzi ambientati durante la Reggenza inglese, oppure di genere diverso dal romance, questo mi sembra una interessante riscoperta del Medioevo. Lo aggiungo sicuramente alla mia wishlist!

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  6. Sono incuriosita dal periodo storico diverso dai soliti che si vedono pubblicati. Non mancherò di leggerlo, spero sia all'altezza dell'autrice che la presenta - la Vieri Castellano. Grazie come sempre per la segnalazione ciao Maristella

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  7. Questa è proprio una bella storia! Scritta con dovizia di particolari, ma non noiosa. Due protagonisti dalle forti personalità, ben delineati che trasudano forza e carattere sin dalle prime battute e che con le loro vicissitudini ti trascinano in un crescendo di passione, dolore e sentimenti con un lieto fine agognato e travolgente.
    Non conoscevo quest'autrice....brava bravissima Francesca Cani; e ancora una volta grazie Adele Vieri per avercela proposta.

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  8. Che bello! Grazie dei vostri commenti, li ho letti solo adesso, ma mi hanno fatto davvero piacere! <3

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  9. Ho letto il romanzo e l'ho trovato meraviglioso. Per qualche verso mi ha ricordato Il lupo e la colomba di Kathleen Woodiwiss. I protagonisti sono forti, magnifici, leali, passionali e incredibilmente affascinanti. Anche Jonas, il fratello di Tristan, è ben delineato e interessante. Peccato veramente che non ci possa essere un seguito. Mi è dispiaciuto molto quando l'ho terminato perchè vorrei leggere ancora di Tristan e delle sue incredibili avventure. E' così potente e sensuale che mi piacerebbe ci fosse un seguito.
    Complimenti sinceri all'autrice che avevo gia apprezzato in diversi racconti. E come sempre la presenza "dietro le quinte" di Adele Vieri Castellano è una garanzia.

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