Summer Loving: LA FELCE E IL FALO' di Anonima Strega


INIZIAMO ANCHE QUESTO WEEKEND CON UN NUOVO RACCONTO INEDITO DI SUMMER LOVING .

LA FELCE E IL FALO'  di ANONIMA STREGA è il seguito del suo racconto natalizio Killer di cuori (qui), ma non è obbligatorio leggere quello per gustarsi questo.
Anche in questo caso l'autrice ci presenta un mix di contemporaneo e paranormal. L'incontro che farà la protagonista durante il suo rito per celebrare il solstizio d'estate sarà decisamente particolare, con un eroe romantico più unico che raro, vedrete! Buona lettura.

*Attenzione!* Per gli argomenti trattati, questo racconto è riservato ad un pubblico adulto.

«Lo sai che i Sabba moderni mi annoiano a morte» sbottò Sara nel cellulare, già presaga per divinazione e conoscenza decennale della risoluzione definitiva di Rita. «Non ha senso chiuderci in casa, tanto più che per il solstizio farà caldo, e noi dobbiamo stare a contatto con la Natura!»
«È solo un ritrovo fra noi, quello che conta è l’intenzione celebrativa» ribatté l’altra, piccata. «Se ci fossero altre streghe nella nostra congrega ti capirei, ma non posso costringere Jack a venirmi dietro nel bosco di notte.»
Jack! Jack! Sempre quel Jack da quando per il solstizio d’inverno l’amica lo aveva incontrato a seguito di una sua stessa predizione cartomantica. Inutile spiegarle che non era una vera strega se si arrendeva alle decisioni di uomo, che non era il compagno giusto se pretendeva che segnassero i punti cardinali sulle pareti e si accontentassero del corso d’acqua sul retro del palazzo. Così la salutò in malo modo, acconsentendo alle sue prediche, tanto non ci sarebbe stato niente da fare. Era in minoranza, perché Jack si era fatto iniziare al credo della Dea, e adesso era un membro effettivo del gruppo.
L’indomani: il giorno più lungo dell’anno, il sole avrebbe iniziato a calare e le ombre ad avanzare. Giunto al massimo del suo cammino verso sud del ciclo stagionale, l’astro avrebbe cominciato a discendere. Il lavoro iniziatico andava compiuto da mezzanotte all’alba, nelle ore notturne. E il ragazzo della sua amica avrebbe voluto mangiare, cantare e ballare sul tappeto del suo salotto. Magari pure inzuppando i biscottini sacri e la frutta di stagione nel calice d’argento!
Ma doveva davvero accontentarsi di quel piccolo momento di aggregazione, di devozione verso la Dea, al pensiero che, in quello stesso momento, da qualche parte nel mondo, altre consorelle stavano facendo lo stesso.
Sedette a gambe incrociate su quello stesso tappeto che li avrebbe visti festeggiare quieti la sera successiva e afferrò il mazzo delle Sibille. Occhi chiusi, respiro regolato. Una carta a caso. Occhi a aperti e sguardo in basso: Jack di fiori! Sempre la solita, da qualche giorno a quella parte. Ricordava che, in occasione del solstizio d’inverno, quando in pratica aveva trovato il fidanzato a Rita rimanendo abbandonata in disparte nonché single, era stato il Jack di cuori a divinarle il nuovo arrivo. Ovvio. Cuori. Amore… perché a lei dovevano sempre capitare simboli legati perlopiù all’amicizia? Pure lei avrebbe desiderato un Jack di cuori. Possibile che dovesse rimanere sola in eterno? Si alzò di scatto e si diresse rapida nel corridoio, poi in camera, verso l’anta centrale dell’armadio, in cui era incastonato uno specchio che le rimandò un’immagine armoniosa e fiera: alta, ben fatta, soda, bel viso, pelle diafana, occhi chiari, sorriso radioso. Perché nessuno la voleva? Forse i corti capelli neri la facevano apparire troppo maschiaccio? O l’abbigliamento trasandato non la rendeva abbastanza seducente? Eppure Rita le diceva sempre che semmai le gonne di tela e le maglie gualcite ad arte lasciavano trasparire meglio le sue curve, che si svelavano così ancora più morbide.
Quel Jack di fiori già le stava antipatico. Ovunque lo avesse incontrato, l’avrebbe vista solo come un’amica.
Il Sole che entrava nella costellazione del segno dominato dalla Luna non l’avrebbe aiutata, lo sconosciuto al suo polo opposto sarebbe stato appunto qualcuno che l’avrebbe vista agli antipodi: niente cuori. Solo fiori. Niente nozze fra i due astri, maschio e femmina, luce e tenebre.
Alzò una spalla e si allontanò dalla lastra riflettente che la frustrava ancora di più. Fra l’altro, neanche immaginava dove avrebbe mai potuto incontrare quell’amico ancora ignoto, visto che se ne sarebbero rimasti rintanati per tutta la sera.
Lanciò un’occhiata di sfuggita alla mensola delle erbe essiccate dall’anno precedente e si ripromise che avrebbe accontentato gli amici per la notte del solstizio. Per quella invece fra il 23 e il 24, la notte delle erbe e dei fuochi di San Giovanni, si sarebbe mossa da sola.
Il Giano bifronte, il passaggio da una stagione all’altra, sovrastato nei secoli dal San Janus del cristianesimo, l’avrebbe vista inoltrarsi nel bosco per conto suo. E in quelle ore buie avrebbe raccolto le piante, le erbe e i fiori che le sarebbero serviti per le pozioni e i prodotti di bellezza dell’anno a venire.

Le piante, le erbe, i fiori
D’un tratto lo sguardo tornò sulle Sibille abbandonate sul tappeto. Possibile che il seme non fosse segno di amicizia ma un indizio sul giorno in cui avrebbe finalmente incontrato il suo compagno fatato?
Un sorriso di speranza e soddisfazione le affiorò lieve alle labbra.
Oh no, per quella notte non le sarebbe bastato un catino colmo d’acqua e foglie sul davanzale della finestra; non si sarebbe accontentata di ritirare poco prima dell’alba la materia prima per le pozioni sotto un cielo odoroso di fumo e città. Si sarebbe liberata dei vestiti e rotolata nella rugiada, per assorbire con tutto il corpo la linfa magica della notte dei fiori e delle erbe.

***

Grün sentì le membra sfrigolare fino ad avvertire la materializzazione del terreno sotto la pianta dei piedi. Abbassò immediatamente lo sguardo sul display del navigatore racchiuso nel palmo e verificò la correttezza della destinazione: un bosco a caso dell’Europa centrale, nella dimensione umana.
Digitò le coordinate del sito e le inoltrò alla base per informare i superiori sull’esatta collocazione della sua missione esplorativa, dopodiché si incuneò tra le frasche.
Avrebbe dovuto studiare un’antica usanza relativa a una non meglio precisata Festa delle Acque in onore delle divinità agresti, ma pareva che, nei secoli, gli umani avessero praticato più il Fuoco dell’Acqua, perché le popolazioni autoctone credevano con i falò di aumentare la potenza del sole che in quelle particolari notti dell’anno stava scemando. Li chiamavano i Fuochi di San Giovanni.
Scostò con un braccio delle frasche di felce, per farsi largo, e ricordò di aver studiato che un ramo raccolto a mezzanotte avrebbe favorito l’amore. Ma le donne umane erano disgustose in fatto di accoppiamento:
pallide, sinuose e prive della magia animalesca che eccitava la sua specie. Per non parlare del fatto che ormai nella magia non credevano più e lo scopo preciso della missione era evidenziare proprio la presenza o meno di femmine all’interno dei boschi. Suoi colleghi erano stati fatti apparire in altre zone, e Grün era pressoché certo che nessuno di loro avrebbe riportato eventi di rilevanza folkloristica.
Scavalcò un tronco caduto e s’inventò un sentiero tra rami e foglie danzanti, finché una luce in lontananza non attirò il suo sguardo. Quasi sicuramente non era un falò. Poteva trattarsi di una torcia o di un’abitazione al limitare del bosco, ma bisognava esserne certi. L’ipotesi di qualche residuo sporadico di stregoneria era comunque da tenere di conto, altrimenti non si sarebbe spiegato l’investimento di energie in quella missione.
Procedette cauto, cercando di compiere il minor rumore possibile a mano a mano che si avvicinava alla fonte luminosa. Una strega avrebbe anche potuto accettare l’esistenza di un orco, ma se, come pensava, si trattava di qualche individuo ancora più lontano dalla dimensione magica, avrebbe dovuto celarsi ai suoi occhi. ...
 
CONTINUA A LEGGERE QUESTO RACCONTO 

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1 commento:

  1. Gran bel blog e poi cara amica mia, a chi non piacciono i racconti romantici!
    Intrigante quello che ci proponi..continuerò la lettura..
    Mi sono iscritta con piacere , felice se vorrai ricambiarmi..
    Un bacio serale e grazie!
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

    RispondiElimina

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