LA DUCHESSA DI GHIACCIO di Alessia Lo Bianco (EmmaBooks) - > Recensione

Autrice:  Alessia Lo Bianco
Genere:  Romance storico
Ambientazione: Londra – Parigi 1895
Pubblic. italiana: Emma Books,  1 Aprile 2015, pp.59
Livello di sensualità: MEDIO
Disponibile in E-Book: solo in ebook  € 1,99 

TRAMA: A Londra la chiamano “la duchessa di ghiaccio”. In realtà Harriet Beresford non è la donna insensibile che tutti credono, è solo una giovane moglie infelice, ferita, respinta dal proprio stesso marito. Per via di uno sfortunato equivoco occorso nel passato, Lucien, il duca di Richmond, si è infatti convinto di essere stato costretto a sposare con l’inganno una creatura crudele e meschina. Distrutta dalla feroce indifferenza riversatale addosso dall’uomo di cui è follemente innamorata, dopo cinque dolorosi anni di matrimonio Harriet decide di partire e provare a ricominciare daccapo la sua vita a Parigi. Non ha fatto i conti con l’ostinatezza di Lucien che, nonostante tutto, non ha nessuna intenzione di lasciarla andare. Complice la magica atmosfera di un ballo nella splendida capitale francese, Harriet e Lucien si vedranno costretti ad affrontare una volta per tutte i fantasmi del passato.

Condensare una storia in poco più di 50 pagine è una cosa che per me richiede estrema bravura. Sono sempre stata del parere che il racconto breve sia il vero banco di prova per una scrittrice che è necessitata a catturare l'interesse del lettore fin dalle prime righe e a creare un intreccio che abbia la forza di svolgersi rapidamente, senza essere banale.
Di Alessia Lo Bianco avevo letto altri lavori che aveva scritto con lo pseudonimo di Emma Bianchi quali “Notti di fuoco” e “Scia di fuoco” pubblicato qui su “la mia biblioteca romantica”, trovandola oltremodo interessante.
Essendo una appassionata di romance storico questo suo esordio per Emmabook è stata una gradita novità.
La storia, come introdotta dalla sinossi, ci mostra gli effetti nel tempo di un matrimonio condannato fin dall'inizio dal peccato originale del fraintendimento. Lucien, duca di Richmond, non ha mai potuto perdonare alla moglie di averlo ingannato circa la sua vera natura e, ritenuta ormai da lui bugiarda e ingannatrice, l'ha allontanata da sé anche fisicamente per ben cinque anni. La moglie Harriet , soprannominata la duchessa di ghiaccio per il suo atteggiamento altero e stoico, pur essendo innamoratissima del marito e cercando da principio in tutti i modi di riavvicinarlo, alla fine si rassegna al fatto di averlo perduto per sempre e decide di fuggire sul continente. Sarà lui ad andare a cercarla e finalmente ci sarà un chiarimento ed il perdono tanto atteso.
La storia non certo innovativa per contenuti è certamente gradevole e si legge d'un fiato. Ha un'ottima capacità la Lo Bianco di narrarci il passato e il presente della relazione dei protagonisti con flashback mirati ed illuminanti, che vengono incasellati perfettamente nell'intreccio senza appesantirlo e creare quegli stacchi che spesso infastidiscono il lettore. Il mondo interiore dei protagonisti è un vero capolavoro di sintesi, con azioni pensieri e parole capiamo in un attimo gli stati d'animo, il dolore, la rabbia , l'amore, la passione che contraddistingue il rapporto tra i due. Questo racconto è un sunto di sentimenti forti, non c'è spazio per i tempi morti, tutto scorre veloce e gli avvenimenti si susseguono. Belle le caratterizzazioni anche fisiche dei protagonisti che ci aiutano ad immaginarli nelle varie azioni che intraprendono. Ulteriore prova della capacità narrativa dell'autrice è anche l'introduzione, in uno spazio così ristretto, di un abbozzo di storia secondaria tra un'amica di Harriet, Lucille Vigée e il conte Greycliffe, di cui spero vivamente di leggere lo sviluppo poiché promette scintille, dato il carattere infiammabile dei due. Ottimo quindi questo racconto, che è allo stesso tempo riflessivo e pieno di passione. Una lettura breve ma edificante, che ci mostra come Alessia lo Bianco abbia talento da vendere e aspettandomi che ci voglia prima o poi gratificare di un bel romanzo lungo e corposo.






LEGGI UN ESTRATTO...

Lucien St. Clare era un uomo orgoglioso. Un bastardo orgoglioso che non le avrebbe mai perdonato il passato, poco importava quanto Harriet i primi tempi si fosse umiliata per convincerlo a dimenticarlo. Aveva provato in tutti i modi, ma era servito soltanto a farla sprofondare ancora di più nel fango.
Quanto in basso doveva cadere prima di capire che era tempo di rialzarsi?
Harriet non lo sapeva, quel che sapeva però era che non era più disposta a sopportare l’inferno in cui la sua vita si era trasformata.
Era stanca di addormentarsi ogni notte scossa dai singhiozzi ed era stanca di essere trattata come la peggiore delle sgualdrine. Lucien le aveva inferto tante di quelle ferite che ormai aveva perso il conto. Ferite che non sarebbero mai guarite del tutto. Non poteva permettergli di continuare a rigirare il coltello dentro ognuna di esse, abbandonandola agonizzante a se stessa per il resto della sua esistenza.
C’era un limite a quello che una donna poteva sopportare per amore di un uomo, e lei quel limite l’aveva superato da un pezzo. Si era piegata e si era lasciata punire nella speranza che, un giorno o l’altro, il perdono sarebbe arrivato. Invece, era arrivato solo nuovo dolore.
«Eravate amici, un tempo» continuò Lucille strappandola ai suoi pensieri. «Avreste potuto trovare un accordo che soddisfacesse entrambi senza dare adito a uno scandalo.»
«Non si tratta di uno scandalo» ribatté subito Harriet. «È un divorzio e, di questi tempi, la gente divorzia ogni giorno.»
«La tua ingenuità mi stupisce, Harriet» disse Lucille arcuando un sopracciglio. «La gente divorzia, non il duca e la duchessa di Richmond. Londra non fa che parlare di voi e persino qui a Parigi si chiacchera molto della tua bella trovata. Hai mai riflettuto seriamente sulle possibili conseguenze che il tuo gesto avrebbe scatenato?»
Harriet rimase in silenzio. Certo che ci aveva riflettuto, ma si era anche presto convinta che, quali che fossero, ne sarebbe comunque valsa la pena. Inoltre, non credeva davvero di contare così tanto per Lucien da indurlo a precipitarsi a Parigi per trascinarla di nuovo sotto un tetto che a stento riusciva a condividere con lei.
Quella di Londra non era una casa. Era una prigione. Per entrambi.
Credeva, anzi, che sarebbe accaduto proprio il contrario. Aveva immaginato che, una volta resosi conto della sua assenza, Lucien avrebbe tratto un sospiro di sollievo.
Gli aveva scritto un biglietto ma non aveva avuto il coraggio di consegnarglielo. Si era detta che sarebbe stato inutile. Era meglio non lasciarsi nulla alle spalle. Neppure un foglio di carta imbevuto di lacrime e impossibili speranze.
La sera prima della partenza aveva provato a parlargli un’ultima volta ma, come sempre, aveva ottenuto in risposta soltanto un gelido rancore.
«Ho cose più importanti di cui occuparmi che stare a sentire le lamentele di mia moglie» aveva detto lui, e Harriet si era preparata ad assorbire il colpo. «Se ti serve qualcosa, rivolgiti a Mr Grant. Saprà cosa fare.» Poi si era alzato dal tavolo dove stavano cenando e, prima di abbandonare la sala da pranzo, si era voltato e aveva aggiunto: «In futuro cerca di non importunarmi più. Sai bene quanto la tua vista mi ripugni».
Harriet aveva trattenuto le lacrime fino a quando il rumore dei suoi passi si era perso in lontananza. Poi era scoppiata a piangere, sentendosi allo stesso tempo molto misera e molto patetica.
«Nessun accordo avrebbe mai potuto cambiare la situazione del mio matrimonio, Lucille» disse ora.
Lucille le rivolse una strana occhiata. «Lo ami ancora, non è vero?» ...



L'AUTRICE
Alessia Lo Bianco è nata a Palermo, non troppi anni fa. Studentessa universitaria a pieno ritmo, coltiva la passione per la lettura e i libri fin da quando le fu regalato il primo romanzo. Da allora non si è più fermata e, alla naturale propensione alla lettura, ha visto subentrare l'inevitabile, conseguente passione per la scrittura.Con lo pseudonimo Emma Bianchi ha firmato alcuni racconti romance pubblicati in rete; nel 2013 il suo racconto "Notte di Fuoco" , un romantic suspense, si è classificato fra i cinque finalisti del Premio Romance indetto dalla Mondadori Editore, mentre un secondo racconto, "D'oro e di Velluto", è stato pubblicato sul numero 12 della rivista Romance Magazine. Un terzo racconto "Scia di Fuoco" ha partecipato alla rassegna Senza Fiato del blog La Mia Biblioteca Romantica vincendo la segnalazione delle redattrici del blog ed è stato pubblicato all'interno di un'antologia di racconti romantic suspense.

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10 commenti:

  1. non amo molto gli storici, come scrivo sempre, per via delle rigide regole in vigore, i prebenismi, la freddezza apparente dei rapporti tipici di questi periodi, ma gli estratti mi fanno sempre cambiare idea. peccato che sia un racconto, 59 pagine sono proprio poche per le mie esigenze ed è un peccato, perchè lo stile dell'autrice mi piace. l'unica cosa che non capisco è perchè il marito, visto che la diprezza così tanto, decide poi di andare a riprendersela....

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    1. Lui ha avuto sempre sentimenti contrapposti per la moglie, non ha mai smesso di desiderarla e nel contempo volerla punire. quando lei scappa in Francia lui non può sopportare la rottura dello status quo, ma soprattutto capisce che è stato troppo intransigente su qualcosa di cui lei non era completamente responsabile. Non dimentichiamoci che lui aveva sofferto per una madre ingannatrice che aveva distrutto il padre con le sue infedeltà....

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  2. Risposte
    1. A volte sono un po' lapidaria :) Significa che la recensione mi ha stuzzicato e invogliato, quindi, per me è un SI'

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    2. penso ti piacerà :)

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  3. Sono d'accordo con Isabella. Il libro è scritto bene, e promette bene, ma si dilunga su parti inutili e alla fine tira via, e non ci spiega assolutamente perchè il marito cambi idea. Se non sbaglio inoltre non era stata la moglie a compiere il misfatto, ma la madre, e il fatto avrebbe potuto essere sfruttato per "perdonare" la moglie. Così invece a mio parere non funziona.

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  4. mi domando se prima di parlare la gente legga i libri o solo gli estratti

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  5. Non so se Anonimo (?) si riferisce a me... ma nel caso... si, ho letto il libro.
    E per essere più precisi ecco l'estratto cui mi riferisco:
    "A quel punto Lady Rosamund lanciò un grido. E diede inizio al disastro. Furono in molti a credere, ovviamente, che fosse stata Harriet a lanciare quell'urlo e che lo avesse fatto apposta proprio per rovinare Lady Catherine. Fra questi, c'era anche Lucien."
    Per la cronaca... Lady Rosamund è la madre (di Harriet) e Harriet è appunto la contessa di ghiaccio.

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  6. "Furono in molti a credere, ovviamente, che fosse stata Harriet a lanciare quell'urlo......... Fra questi, c'era anche Lucien." e non dico altro!

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  7. Mah... secondo me potremmo dire ben altro!
    Mi sembra decisamente pacifico che se Lucien ha fatto patire ingiustamente Harriet, dovrà a sua volta patire... dovrà venire a conoscenza del suo errore di giudizio e opinione... dovrà strisciare almeno un pochino per riguadagnare l'amore della moglie e il suo perdono.
    Altrimenti che accade? Perdona la moglie. E perchè? E per aver commesso cosa? Per magnanimità? Perchè non riesce a starle lontano?
    Ripeto... così non funziona.

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