TRENT'ANNI E LI DIMOSTRO di Amabile Giusti (Mondadori) - Recensione

Autrice: Amabile Giusti
Genere: Contemporaneo/Chick-lit
Ambientazione: Roma, Italia
Pubblic. italiana: 1^ autopubblicato inizio 2014; 2^ Mondadori, Omnibus, 9 settembre 2014, pp.261, € 14
Parte di una serie: No
Livello sensualità: Media
Disponibile in ebook? SI', € 4,99



TRAMA: Carlotta ha quasi trent'anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all'orizzonte non vede l'ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza... ma ora, per arrivare a fine mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti pro (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro: è disordinato, fuma troppo e ha il pessimo vizio di portarsi a casa le sue conquiste, una diversa ogni notte. Carlotta non chiude occhio e in più si sente una vera schifezza. Non lo ammetterebbe mai, ma quel maschio predatore che tratta le donne come kleenex e gioca sul fascino tenebroso del romanziere la sta facendo innamorare. In una girandola di eventi sempre più buffi, tra una madre terribile, una sorella bellissima e gelosa, una tribù di parenti fuori controllo, un nuovo lavoro tutto da inventare e molti incontri ravvicinati con Luca e le sue fidanzatine di passaggio, Carlotta imparerà che è lei la prima a dover credere in se stessa... 


"Se diventiamo amiche, preparati: io calamito la pazzia del mondo."
"Ecco perchè gli piaci. Perchè intorno a te c'è come...come un eterno alone di sorriso."
"Gli...piaccio?"
"Sì, molto, anche se non ha mai detto niente in proposito. Ma io l'ho capito. 
Lo vedo da come ti guarda. Appena arrivi tu, entra il sole."

TRENT'ANNI E LI DIMOSTRO di Amabile Giusti è un libro di cui ho sentito molto parlare negli ultimi mesi, sin da quando l'autrice ha deciso di autopubblicarlo in ebook. Confesso di non essere un'appassionata di Chick Lit e tutto lasciava pensare che questo libro lo fosse, perciò non gli ho prestato molta attenzione, finchè, a settembre, non è uscita la versione in cartaceo pubblicata da Mondadori ( con qualche variazione, pare, rispetto all'ebook originale) e mi sono imbattuta in alcuni suoi stralci che mi hanno folgorata. Erano talmente divertenti che ho deciso di leggere il libro per appurare di persona se quegli estratti erano stati scelti ad hoc, perchè i migliori , o se era proprio lo stile dell'autrice ad essere così. Dopo averlo praticamente divorato in un giorno e subito consigliato ad
amici e parenti ( perchè questo è un libro che fa star bene e quindi viene spontaneo consigliarlo a chi amiamo) posso confermare che  quegli stralci non erano un caso. TRENT'ANNI E LI DIMOSTRO è uno dei libri più divertenti che ho letto quest'anno, scritto anche molto bene, con una scrittura tersa, ben ritmata, pregna di un umorismo intelligente, un'ironia giocosa che pur con le consuete esagerazioni evita di scadere nel macchiettistico, sebbene sia tipico del genere rappresentare la realtà  con situazioni spesso volutamente iperboliche. Le storie Chick Lit ( Bridget Jones ed epigoni vari ci insegnano) presentano spesso protagoniste alle prese con una realtà che non sempre piacevole attraverso la lente, spesso distorta, delle loro frustrazioni, ci raccontano le loro giornate di giovani donne moderne alle prese con lavori precari, vite sentimentali insoddisfacenti, rapporti familiari  spesso disfunzionali, amici a loro volta portatori sani di piccole grosse sfighe, in una girandola di situazioni  in cui non facciamo fatica a riconoscere frammenti delle nostre vite. Per questo una come Carlotta che dalle pagine del libro ci racconta in prima persona gli avvenimenti delle settimane che preludono al fatidico compleanno, ci fa al contempo tenerezza e simpatia. Lo sguardo spietato con cui ci racconta la sua vita e se stessa ci fa inevitabilmente parteggiare per lei. Siamo dalla sua parte quando in casa sua arriva il nuovo, bellissimo coinquilino Luca, che l'ha stordita con il suo sorriso "da staccare a morsi", che scrive romanzi e cambia donne e amanti come kleenex e che "come un Paganini del sesso....non ripete mai". Luca sarebbe il suo uomo ideale, ma uno come lui abituato alle bellezze statuarie si potrebbe mai accontentare di andare oltre l'amicizia con una come lei, piccolina, poco procace e con una massa di capelli 'di lana d'acciaio'?  Siamo  dalla sua parte quando conosciamo sua madre e sua sorella, che nelle parole di Carlotta sembrano la matrigna e la sorellastra di Cenerentola. Entrambe belle, eleganti, apparentemente perfette, non perdono occasione per lanciare frecciatine riguardo al suo fisico, alla sua poca eleganza, al suo lavoro che non si capisce cosa sia o alla mancanza di una relazione stabile nella sua vita. Siamo dalla sua parte, quando inizia un nuovo lavoro per una piccola compagnia
teatrale e si trova alle prese con un regista primadonna che non la sopporta e un responsabile di produzione niente male. Insomma, per tutto il romanzo ci viene spontaneo parteggiare per questa Bridget Jones di casa nostra (la storia si svolge a Roma) che non ha ancora preso pienamente atto della propria femminiltà, della propria unicità e del fatto che non sempre quelli che sembrano meglio di noi, lo sono veramente.  
TRENT'ANNI E LI DIMOSTRO è  il racconto di una 'presa di coscienza', di una maturazione non solo anagrafica che l'autrice affronta servendosi dell'arma affilata dell'ironia.  Quando Carlotta decide di smettere di lasciarsi scorrere la vita addosso e di sottovalutarsi, la sua vita cambia e anche l' 'oggetto del desiderio' Luca non è più un miraggio inarrivabile, ma un uomo con molti pregi e molti difetti, che va amato non come un idolo ma come un uomo reale, con tutte le sue fragilità e controsensi.  E come un uomo reale va anche mandato a quel paese, quando serve.  Ricordate quando in Bridget Jones Mark Darcy dice a Bridget di ammirarla proprio ' per come è' ? Anche Carlotta, alla soglia dei trent'anni, scoprirà la bellezza della propria unicità. Un cammino faticoso, spesso irto di ostacoli, quello dell'autocoscienza, ma destinato a far prendere alla propria vita una piega molto più positiva.
TRENT'ANNI E LI DIMOSTRO è anche una storia ricca di personaggi di contorno, che l'autrice riesce a caratterizzare con brevi ma incisive pennellate. Sinceramente quello che mi frena dal dare a questo libro i 5 cuori è il fatto che Luca, il tanto desiderato Luca, sia  il personaggio forse meno a fuoco del romanzo.E' un  eroe romantico un po' di maniera, bello e impossibile, di cui riusciamo a conoscere solo a tratti ( ad esempio nella scena del ritorno in famiglia) elementi che lo caratterizzano in modo più profondo e meno stereotipato. Non essendo un vero romance, forse non dovrei lamentarmi del fatto che alla storia d'amore non sia stato dato lo spazio che avrei voluto in questo libro, ma essendo la trama molto ben articolata, punteggiata da avvenimenti significativi nello sviluppo del personaggio, mi aspettavo che alla love story tra  Carlotta e Luca sarebbero state dedicate pagine cariche di sensualità e romanticismo. In realtà, passate le incomprensioni reciproche e i 'bastoni fra le ruote' ( uno di questi e la stessa sorella di Carlotta...che una bella figura proprio non la fa) il tutto viene liquidato un po' troppo velocemente per i miei gusti. Però fra i due non mancano divertenti palleggiamenti, spesso carichi di malcelato desiderio e quindi scoppiettanti al punto giusto. In ogni caso la storia d'amore è solo uno dei piloni portanti di un romanzo che è prima di tutto la storia deliziosamente ironica di una ragazza che diventa finalmente donna.
Come ho fatto con amici e parenti, raccomando anche a voi di seguire le divertenti avventure di  Carlotta, perchè questa storia vi risolleverà il morale e riconcilierà con la lettura, nel caso i vostri ultimi libri siano stati poco soddisfacenti. Ricordatevi solo, se lo leggete in pubblico, che in certi momenti non ce la farete proprio a trattenervi, la risata vi  esploderà in gola, diritta dalla pancia, liberatoria e festosa. Come vi ho detto, questo è un romanzo che vi farà stare bene. Se non l'avete ancora letto, fatelo al più presto!














LEGGI UN ESTRATTO DEL PRIMO CAPITOLO...
(quello che  mi ha spinto a leggere il libro)

...Ricordo benissimo la meravigliosa e maledetta mattina in cui è entrato nella mia vita. Era estate e il caldo rammolliva anche i pensieri. Ero in modalità depressione andante, senza un soldo, senza un lavoro, senza un uomo. Non molto diversa da oggi, a ben guardare. Le mie migliori amiche erano in vacanza, l’intera città era in vacanza, e io ero l’unica in tutta Roma a languire in un appartamento all’ultimo piano, dove il sole batte più forte e scortica i muri. La televisione dava una trasmissione in replica, ricordo vagamente delle sgallettate in bikini e un presentatore con la messa in piega che non faceva una piega. Non che la guardassi: più che altro interpretavo il ruolo di spinacio lesso sul divano. C’è chi affoga il dolore nella Nutella, chi nella panna spray, chi si ingozza di biscotti: io, quando sono molto demoralizzata, vado di olive snocciolate. Me ne stavo abbrancata a un vasetto di Saclà, in pantaloncini e maglietta, a pensare a quanto la mia vita fosse inutile, quando Luca ha fatto la sua apparizione.
Intendiamoci, non si è materializzato nella stanza. Ha citofonato, bussato, ha detto "buongiorno ho letto l’annuncio sul giornale devo parlare con te?" Ma “apparizione” rimane la parola giusta.
È apparso, infatti, su quella insipida soglia, rendendola il luogo più lussureggiante dell’universo. Per un istante, lo giuro, ho visto una pianta di ibisco germogliare sul pianerottolo, una cascata di orchidee piovere dal soffitto e un uccello del paradiso intonare una musichetta esotica. Era abbronzato quanto io ero pallida, indossava un paio di jeans strappati sulle ginocchia, una maglietta bianca, uno zaino verde militare su una spalla e sneakers di tela slacciate. Mi ha rivolto un sorriso da staccare a morsi.
Sono rimasta a fissarlo come una deficiente, folgorata, un’oliva appena tuffata nella bocca, le labbra socchiuse in una o di sorpresa e turbamento, e un unico pensiero in quella confusione mentale: mi sarò depilata la zona bikini?
«Tutto ok? Stai bene?» mi ha domandato lui dopo un po’, sillabando le parole lentamente, come se parlasse a una vecchia sorda.
Non sono riuscita a rispondere, perché quell’oliva funesta, frastornata quanto me, ha pensato bene di scendere rapidamente fino alla gola, per poi scegliere il bivio sbagliato e soffocarmi. Io ho cominciato a ragliare come un asino mentre Luca ha scagliato a terra lo zaino, mi ha avvinghiata dalle spalle, mi ha stretto le braccia intorno al petto e mi ha scosso come una bambola di stracci.
Insomma, il nostro primo incontro passerà alla storia come il momento in cui stavo per morire strozzata da un’oliva e Luca me l’ha fatta sputare sul tappeto.
«Buon per te che conosco la manovra di Heimlich» ha osservato, guardandomi come un avvocato d’affari, che giammai ha sfiorato qualcosa di diverso da un iPad, guarderebbe un contadino che ha appena munto una vacca.
«Heimlich? Il pifferaio magico?» ho mormorato massaggiandomi l’addome indolenzito, tra due colpi di tosse, un rantolo e una striscia di saliva lungo il mento.
«Quello era Hamelin. Ma è meglio se ti siedi. Dove trovo un bicchiere? Vuoi un po’ d’acqua?»
Subito dopo mi ha fatto pat pat sulla schiena, mi ha offerto da bere come se fossi sua ospite, si è guardato un po’ intorno, ha espresso un commento divertito su una pera ammuffita che troneggiava nel portafrutta da settimane, e mi ha chiesto se la stanza era libera.
«Liberissima» ho risposto, con la voce ancora roca.
«La vuoi dare a me?»
«Te la do anche subito!»
«Molto bene. E il contratto?»
«Contratto? Che contratto?»
«Per l’affitto, no?»
«Ah, l’affitto, certo.»
«Non mi chiedi delle referenze? Potrei essere un maniaco, un ladro, che so».
Avrei voluto rispondergli che i suoi avambracci dorati erano referenze sufficienti, e con quel sorriso e quegli occhi e quelle mani e quelle ginocchia non avevo bisogno di altre raccomandazioni, ma temevo di sembrare un’oca arrapata. Meglio darsi un contegno. Meglio sembrare una padrona di casa professionale alla quale non importa un fico che il suo nuovo inquilino sia fico.
«Sì, certo, stavo per farlo» ho dichiarato con aria d’importanza - non molto credibile visto che ancora tossivo e mi facevano male le costole.
Ho scoperto che lavorava in un disco pub, che i suoi cocktail erano i migliori di Roma, che aveva fatto molti altri lavori prima di quello, aveva viaggiato tantissimo e nel tempo libero scriveva. Libri. Cose serie. Voleva diventare un romanziere. Famoso se possibile.
Abbiamo buttato giù una specie di contratto, mi ha dato, sull’unghia, tre mesi anticipati e ci siamo stretti la mano. Da allora siamo diventati buoni amici. Solo amici purtroppo. ...

***

L'AUTRICE
Amabile Giusti è nata in Calabria ed è lì che vive ancor oggi: proprio sulla punta dello stivale, fra il mare e la montagna, vicino a una distesa di verde che, vista dall'alto, sembra la sagoma di un cavalluccio marino. Ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Giurisprudenza. Fa l'avvocato ma non si sente avvocato. Scrivere è la sua vita vera. È un tipo che ascolta molto e parla poco, ma quando scrive non si ferma più...
Amabile ha pubblicato i romanzi Non c'è niente che fa male così(La Tartaruga 2009) e, da Baldini&Castoldi, Cuore Nero (2011) e Odyssea (2013)

VISITATE LA SUA PAGINA FB: 


VI INTRIGA LA TRAMA DI QUESTO ROMANZO? L'AVETE GIA' LETTO? COSA NE PENSATE? AVETE LETTO LA PRIMA VERSIONE O QUESTA? SE AVETE LETTO ENTRAMBE QUALE VI E' PIACIUTA DI PIU'?

5 commenti:

  1. Non conoscevo questo libro, grazie per la dritta Francy!
    Alessandra Piani

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  2. Letto quando uscì in autopubblicazione mi piacerebbe scoprire i cambiamenti avvenuti nel frattempo!

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  3. Devo decidermi a prenderlo, ne parlano tutti troppo bene!

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  4. Questo libro mi è piaciuto davvero tanto e lo consiglio anch'io a chi ancora non lo ha letto.

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  5. L'ho acquistato e letto senza interruzioni - non riuscivo a staccarmene - nella prima fase, quella dell'auto pubblicazione, consigliandone l'acquisto a tutte le mie amiche per la freschezza ed umorismo che caratterizzava questo romanzo. Ho letto, poi, anche la riedizione che però mi è piaciuta meno, sarò perchè ero stata talmente conquistare dalle trovate grottesche della prima stesura, sarà che ho trovato nuove e meno piacevoli forzature, non so. Resta comunque una piacevole lettura, molto ironica sulle donne e sugli uomini. Attendo il seguito sperando che l'originaria freschezza venga recuperata. Milena

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