EBOOK E PIRATERIA: NO GRAZIE!

ADELE VIERI CASTELLANO, FRESCA DI PARTECIPAZIONE AL WFF DI MATERA, HA SCRITTO QUESTO POST PER IL SUO BLOG CHE CONDIVIDIAMO VOLENTIERI, PERCHE' QUELLO DELLA PIRATERIA EDITORIALE E' UN PROBLEMA CHE TOCCA DA VICINO CHE SI OCCUPA DI LIBRI E OGNI TANTO CI PIACE RIAFFRONTARE L'ARGOMENTO.


Il problema della pirateria editoriale tocca tutte noi autrici. E' un argomento che  continuerà a scatenare opinioni e dibattiti negli anni a venire, visto che l'offerta e la fruizione degli e-book in tutto il mondo è in costante crescita, così come è accaduto con musica, cinema e serie tv da una decina d’anni a questa parte.

Nel 2013 si è assistito alla definitiva esplosione del fenomeno delle pirateria libraria on line. L'Associazione Italiana Editori (AIE) ha provveduto alla rimozione di oltre 110.000 contenuti, piratati messi a disposizione sul web violando la legge e senza l'autorizzazione degli autori o dell'editore, risultati ottenuti quasi esclusivamente attraverso sistemi stragiudiziali.

Nel mercato editoriale italiano per ora l'e-book ha conquistato solo uno scarso cinque per cento, ma le cifre sono in crescita. Vincerà la carta o l'elettronica? I più ottimisti dicono che sopravviveranno entrambi ma, per molti, il vincitore sarà l'e-book. Non per gusto, nè per amore ma perché il libro elettronico è più comodo, costa meno in produzione e quindi è più redditizio, lo posso scaricare immediatamente e occupa uno spazio infinitesimale, nella mia libreria vitruale o in quella fisica, fatta di scaffali. Chi considera la carta insostituibile per cultura, formazione o abitudine prima o poi si adeguerà, così come è avvenuto per i CD, gli smartphone, gli orologi digitali o i PC. I libri di carta, l'amatissima carta, continueranno a vendere, per tradizione o per abitudine o per quel capriccioso e invincibile bisogno di andare contro corrente.  

Ma la pirateria è un fenomeno da combattere in tutte le possibili sedi o bisogna cercare di trarne il maggior profitto possibile, visto che è un fenomeno difficilmente arginabile? La domanda se la pongono non solo i grandi editori ma anche quelli più piccoli e di certo se la fanno anche le autrici, famose o meno, che stanno sfruttando l'interessante opportunità dell'auto-pubblicazione. Proprio al Women's Fiction Festival di Matera, quest'anno, si è parlato tantissimo di autopubblicazione, soprattutto con autrici americane del calibro di Bella Andre, Tina Folsom e Debra Holland. Loro si sono soprannominate "INDIE", da Indipendent ma è certo che con l'aumento degli e-book in self-publishing il fenomeno pirateria è destinato ad ampliarsi e a diventare incontrollato.

E' ovvio che i piccoli autori ed editori sono i più danneggiati dal fenomeno, visto che spesso non hanno neppure i mezzi per tutelarsi legalmente. Sul web, dove il dibattito è acceso, vengono proposti diversi consigli per coloro che sono vittime degli attacchi dei "moderni pirati informatici": uno di questi è quello di attivare un Google Alert relativo al proprio nome e al titolo del proprio libro e, una volta individuato il sito che pubblica illegalmente il vostro e-book, richiedere ai suoi amministratori la cancellazione del link, dimostrando di avere la proprietà dei diritti di pubblicazione. 

C'è anche chi propone all'autore di interagire con il "pirata" sui siti di pirateria, lasciando educati commenti sotto al file oggetto del furto. Sì perché, nonostante tutte le argomentazioni o giustificazioni di coloro che scaricano illegalmente, la pirateria editoriale è un reato.

Qualche tempo fa uno scrittore americano, tale Peter Mountford, dopo aver attivato il Google Alert, ha scoperto un traduttore pirata del suo romanzo. Invece di denunciarlo ha scelto di collaborare con lui per una traduzione migliore del suo lavoro, avendo proprio per questo motivo anche una certa attenzione mediatica.


E VOI COME LA PENSATE?









7 commenti:

  1. Partendo dal presupposto che scaricare illegalmente è un reato ritengo che gli editori dovrebbero puntare su altri sistemi piuttosto che la chiusura di questo o quel sito di distribuzione. Qualcuno di voi si ricorda una quindicina di anni fa la polemica Napster vs Metallica? Alla fine i Metallica (che pure avevano ragione!) ci hanno perso in termini di fan (e quindi vendite) mentre sappiamo tutti come è andata a finire la storia della musica illegale. Oggi ci sono servizi come Spotify.
    Una cosa simile potrebbe accadere con gli ebook:
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/07/29/news/bookstreams_come_amazon_ebook_si_legge_in_streaming-92660137/
    http://www.itespresso.it/amazon-prepara-i-libri-in-abbonamento-kindle-unlimited-98576.html

    Secondo me non ha molto senso destinare gli sforzi delle case editrici verso la repressione del download illegale perché non lo si può fermare, sorgeranno sempre nuovi siti e nuovi metodi. Potrebbero invece cercare di capire come sta cambiando la situazione ed evolversi insieme a essa, anticipando le necessità e i desideri del consumatore.
    Ultima considerazione: uno degli articoli sopra suggerisce che se le grandi case editrici non trovano l'accordo con Amazon gli autori potrebbero decidere di abbandonarle e farsi pubblicare direttamente da Amazon. Forse è questa una delle possibili strade? Ora, molti di voi si arrabbieranno per questo, ma se in futuro il sistema fosse tale da non richiedere più la presenza di una casa editrice che fa da intermediaria?

    Laura

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  2. Grazie mille Adele per questo articolo.
    C'è anche chi suggerisce che i siti pirati pubblicizzino in qualche modo i libri...
    Una delle politiche migliori contro la pirateria è, a mio avviso, quella di tenere dei prezzi concorrenziali (per me sotto ai cinque euro) affinché chi vuole acquistare un libro su uno store sia invogliato a farlo anche dal costo ragionevole. Il caso limite sono i romanzi autopubblicati a 0,99 che troviamo in classifica ( a volte mi chiedo se non lo siano proprio per il loro prezzo) e che, praticamente, sono quasi gratuiti. Perché darsi la pena, per una tale cifra, di andare su un sito pirata e registrarsi per scaricarli?
    Allora tutti a 0,99? No grazie. Pur comprendendo le ragioni di chi sceglie la politica self dello 0,99, credo che la dignità di un romanzo debba andare oltre i 99 centesimi.
    Per tornare alla pirateria, penso che molte persone scarichino illegalmente tutto quello che gli capita sotto tiro, e che poi NON lo leggano, o ne leggano solo una parte. Quindi, alla fin della fiera, che non siano sempre lettori 'persi' in termini di vendite, ma a volte lettori 'acquistati' per il futuro (magari il lettore pirata ti legge, gli piaci, ti compra). Il caos è tale e così sommerso che è difficile quantificarne il danno perché (anche se qualche centinaio di copie in più potrebbero incidere e molto sulla classifica di Amazon, che è quella che poi conta) nulla assicura che queste presunte copie scaricate illegalmente verrebbero effettivamente vendute anche sul mercato legale.
    Tra non molto Amazon scenderà in campo anche in Italia col suo sistema di 'noleggio': dieci euro al mese e puoi leggere tutto ciò che vuoi. La manna per i lettori forti, altro che pirati. Sono curiosa di vedere come andrà.
    Credo che abbia ragione Laura, le cose stanno cambiando più velocemente di quanto non ci mettano ad assestarsi (come sempre con l'elettronica). Il self publishing, cui Amazon.com sta rispondendo con le proprie collane editoriali (sarei curiosa anche di vedere che tipo di contratto offrono agli autori, se è una via di mezzo tra un contratto self e uno con una CE tradizionale), sta davvero rivoluzionando il mondo dell'editoria. Ma sono convinta che anche questa esplosione prima o poi si calmerà.
    Grazie per questa bella chiacchierata
    Un saluto affettuoso ad Adele e a tutte le Bibliotecarie Romantiche e alle lettrici del blog
    Viviana

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  3. Devo essere sincera, mi piace leggere molto, mi è capitato di scaricare libri piratati e di avere scoperto autori/autrici che prima non conoscevo e quindi acquistarne i libri in seguito, così come mi è capitato di acquistare libri (tanti, giuro) di cui mi sono pentita, la soluzione di noleggiare i libri in prestito come si fa nelle biblioteche sarebbe ottima per me, sicuramente risparmierei un sacco di soldi e riuscirei a fare una scelta più accurata negli acquisti.

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  4. Ciao Francy.
    Io che scrivo in spagnolo, ho la sfortuna di vedere i miei libri pirateggiati in migliaia di webs tutti i giorni. È una lotta che sembra non avere fine. Ed il principale problema, è la mia opinione, non è il denaro che l'autore perde per ogni scarica illegale. Il problema di fondo colpisce un'industria il cui conseguenza più grave è che il libro pirateggiato non è oramai editore che si arrischi ad investire denaro per la sua edizione. Sfortunatamente, la pirateria finisce per ammazzare il libro stampato tradizionale, quello che ogni lettrice ama conservare nella libreria della sua casa.
    Baci dalla Spagna

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    Risposte
    1. Ciao Olivia, grazie per la tua testimonianza. Il problema, naturalmente non è solo italiano ma planetario!
      Baci
      Francy

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  5. poi non lamentiamoci se gli editori dicono che un libro non vende e interrompono le serie! Chi è causa del suo male pianga se stesso!!!!!!!!!!!!!

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