QUALCOSA DI STREGATO di Angela White (Mondadori Classic) - Recensione

Autrice: Angela White
Genere: Romance storico
Ambientazione : Inghilterra -Stati Uniti ( New York) 1886-1889
Pubbl. Italiana :  Mondadori, I Romanzi  classic, nr 1087,  agosto 2014
Parte di una serie:  forse?
Livello Sensualità  : MEDIO
Disponibile in Ebook  : Sì 

Trama: Nella Londra oscura di fine Ottocento, James Willmot s’impadronisce dell’antica torq di famiglia e fugge, innescando un conflitto all’interno del suo potente clan. Sono molte le forze magiche che percepiscono il suo arrivo a New York, e che intendono approfittarne. Attirato e ferito in un duello mortale, James è soccorso da Charlotte, che viene conquistata dai suoi modi da gentiluomo, ma neppure resta insensibile alla sua parte più oscura. Nipote di un maestro hoodoo, la giovane non possiede alcun potere se non quello di suscitare in James il desiderio, ponendolo così di fronte a un conflitto interiore. E in competizione dentro di lui, da una parte ci sarà Jack, deciso a soddisfare i suoi impulsi, dall’altra Jimmy, con i suoi scrupoli a sedurre un’innocente


Non sarà semplice per me parlarvi di questo libro complesso e meraviglioso. Mentre leggevo e mi stupivo, già sapevo che sarebbe stato difficile rendere a parole le emozioni e i pensieri che mi si affollavano nella mente. Ma andiamo per ordine. Il libro si apre con l’incontro che non ti aspetti: un personaggio realmente esistito lo scrittore Stevenson ( autore de Lo strano caso del dottor Jekill e mister Hyde) incontra il nostro protagonista James Wilmott e  il dialogo tra i due è  quanto mai affascinante,  perché ci rende noto che  è proprio James Wilmott l’ispiratore di tale romanzo.  James, che può far risalire la sua genia ai tempi lontani dei miti celti, è un uomo strano come strani sono i suoi familiari che per secoli si sono uniti in matrimoni parentali, così da non disperdere il sangue portatore di enorme potere. Essi sono druidi e streghe, il cui capo porta al collo una torque che ne legittima il dominio sul clan e da cui deriva un’enorme forza.  James ha un piano una missione, rubare la torque a colui che ne deve divenire il  custode  legittimo Mordred ed usarla infine contro di lui per sanare vecchie ferite e antichi soprusi proprio verificatesi in seno alla famiglia. 
Tra gli straordinari Wilmott, James è sicuramente il più sorprendente: egli è doppio, scisso, in lui convivono due personalità differenti Jimmy e Jack, ognuna con una propria inclinazione ognuna con un proprio sentire e un proprio carattere. Per soddisfare la sete di vendetta  di entrambe le sue parti, egli scappa a New york con la Torque, aspettando qui gli eventi, preparandoli come un tessitore accorto, alleandosi con forze cupe e misteriose che stranamente, per coincidenza per fato o richiamate da lui stesso, si trovano in questa città apparentemente moderna eppure vittoriana nel profondo. Qui l’incontro che gli muterà l’esistenza, con Charlotte, ragazza bellissima ed esotica, dolce eppure decisa, dura temprata dalla vita. L’incontro, l’evolversi del loro amore difficile e sensuale, si intrecceranno con le vicende oscure e inesplicabili che accadranno o che verranno fatte accadere in una New York  moderna e fosca,  fino a che la loro stessa vita sarà in pericolo, un pericolo mortale che viene per inglobarli o per distruggerli.
La storia scritta dalla White ha in sé le doti dell’originalità e della bellezza.  James  è il suo capolavoro, un eroe romantico e tormentat,o bellissimo ed inquietante, con la sua doppia personalità non  caricaturale , non ci sono trasformazioni eclatanti come fu nel romanzo di Stevenson. Il dualismo di James è naturale non indotto, ha  un cuore unico e un unico aspetto fisico, è solo l’io che cambia. La bravura della White sta proprio nel farci avvertire questa sua metamorfosi del carattere attraverso una postura, una parola, un atteggiamento. Jack e Jimmy sono affascinati nelle loro differenze, specchio vivo di ciò che alberga in ogni essere vivente il controllo e l’irruenza, la saggezza e l’istinto. Noi lettori avvertiamo tutto ciò ma riusciamo anche a vedere James nella sua interezza, lo percepiamo intero e diviso. 
James è, inoltre, il vertice di un insieme  di personaggi stupefacenti che animano il romance: la sua famiglia ( madre, zii, cugini) alieni, bizzarri, soprannaturali,buoni e cattivi. Il nonno di Charlotte dal passato misterioso che reca in sé l’antico potere caraibico e il Goldrac immortale  e il Sidhe e i cacciatori. 
Personalmente non amo il paranormal e lo trovo sempre surreale e forzato, la White mi ha folgorato sulla via di “ Qualcosa di stregato”. Nel libro realtà e soprannaturale si sposano così bene da divenire un unicum fluido, le vicende le senti possibili, i personaggi magici  si muovono naturalmente in questo mondo, ne fanno parte come gli umani. 
Aiuta l’atmosfera cupa e vittoriana di una New York descritta come solcata da forze sotterranee, minacciosa e conturbante. La stessa protagonista femminile, Charlotte, nella sua normalità(nonostante il suo retaggio) è particolare, coraggiosa e leale, animata da una bontà innata, che  riesce ad affascinare con le sue azioni volte al bene e a  permettere il coronamento del suo amore per lo spezzato James. La descrizione della loro difficile relazione è un altro punto di forza del romanzo, contestualizzata negli eventi è:  tragica e passionale, è amore e diffidenza. L'amore, quello sì,  è il vero protagonista del romanzo. Amore che ricompone l’anima di James  e gli permette di avere un futuro ritenuto precluso. 
Ho prediletto questo romanzo,  la sua particolarità e le emozioni che trasmette  sono difficili da descrivere, la capacità di scrittura delle White è non comune, cesella le parole, le fa divenire strumento di bellezza, ci conducono per mano, ci immergono nei contesti   che crea e se ne rimane totalmente conquistati. Tutto è sublime personaggi ambienti vicende! Un libro indimenticabile!








INTERVISTA A LORENA BIANCHI alias ANGELA WHITE
Angela White
KEIKO: Ciao Lorena, sei stata gentilissima ad acconsentire a quest’intervista!
La prima domanda che mi sorge spontanea è il perché ispirarsi al personaggio del libro di Stevenson. Lettura recente, passione personale per l’argomento della dualità?
LORENA BIANCHI: Carissima Keiko, grazie infinite per il gentile invito: è un piacere essere ospite della Biblioteca Romantica.
Robert Louis Stevenson è uno dei grandi, indimenticabili narratori della mia infanzia.  L’ho scoperto da bambina con “L’isola del tesoro” e “La freccia nera”, e poi amato follemente durante l’adolescenza per il suo “Dr Jekyll e Mr Hyde”. Da allora la tematica del doppio ha continuato ad affascinarmi . Bene e male, razionalità e istinto: forze contrapposte e contrastanti, ma soprattutto complementari perché, secondo me, non possono esistere le une senza le altre.
       KEIKO:   Anche nelle serie cosiddetta  delle “ profezie della strega scalza” la magia è presente, ma in questo romanzo direi che è preponderante, come mai questa decisa svolta paranormal?
LORENA BIANCHI: Le profezie della strega scalza” sono ambientate in un tempo, il Medioevo, dove la fede, la superstizione, il senso del magico e del miracoloso sono parte profonda dell’epoca e dei figli di quell’epoca. Ma l’unica, vera magia presente in quella serie è l’Amore.
Diversamente “Qualcosa di stregato” è un historical urban fantasy (così mi è stato spiegato da chi se ne intende molto più di me). Io mi sono semplicemente divertita a scrivere una storia dove i miti e le fiabe del nostro comune immaginario fantastico hanno un fondo di realtà e le creature leggendarie esistono davvero… sebbene in segreto.
      KEIKO:   I personaggi che man mano vengono introdotti nel libro e che così tanto influiscono sulle vicende come il Goldrac e la stessa Mary avranno l’onore di avere un libro loro? Come vedi ti sto facendo una domanda che sicuramente si faranno tutte quelle che hanno letto “ qualcosa di stregato” e che come me avranno la curiosità di saperne di più.
LORENA BIANCHI: E io ti ringrazio di tutto cuore per questa curiosità! Considero una grandissima fortuna poter condividere le mie storie con le lettrici, e mi toglie sempre il fiato sapere che le trame e i personaggi secondari di un mio libro sono riusciti a coinvolgervi nella lettura tanto da desiderare un romanzo anche per loro.
KEIKO:   Da alcuni elementi del libro come la Torque e i sidhe (popolo fatato) intuisco un tuo particolare coinvolgimento con i miti celtici. Come hai deciso di unirli alla storia di ispirazione stevensoniana?
LORENA BIANCHI: Ah la torque! Un gioiello che mi è sempre piaciuto! Anche la Strega Scalza ne porta una intorno al collo, in tutti i romanzi delle sue profezie, perché per me l’Inghilterra magica è l’Inghilterra dei Druidi. L’Inghilterra oscura e nebbiosa, dei segreti celati dietro una maschera di perbenismo, è l’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento: l’Inghilterra di Oscar Wilde, di Bram Stoker e di Robert L. Stevenson. L’Inghilterra di “Qualcosa di stregato”.
KEIKO:Sicuramente tutte noi ci domandiamo se la serie con cui ti abbiamo conosciuto e amato proseguirà. Ci saranno nuovi libri della serie “ le profezie della strega scalza”?
LORENA BIANCHI: Quella della Strega Scalza è una serie che porto nel cuore: le sue profezie resteranno sempre il mio primo amore. Sono molto legata ai suoi personaggi: ho scritto così tanto di loro da considerarli ormai dei veri amici. E sono amici insistenti che mi parlano, mi tentano e mi chiedono ciascuno la propria storia.
KEIKO:   I tuoi libri sono a tutt’oggi dei romance di ispirazione storica. Mai avuto la tentazione di cimentarti nel contemporaneo?
LORENA BIANCHI: Scrivere è una fonte inestinguibile di tentazioni! E Oscar Wilde diceva che l’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi... Ma indipendentemente dal genere e dall’ambientazione, quello che sempre mi auguro quando qualcuno legge un mio romanzo è che riesca a immergersi nel mondo che racconto, ne percepisca gli odori e ne veda i colori, possa sentire con il cuore dei personaggi e viverne le emozioni mentre gira le pagine del libro.

DA LEGGERE NELLA SERIE LE PROFEZIE DELLA STREGA SCALZA DI ANGELA WHITE
Il castello dei sogni ( IRM, 2011)
Di ghiaccio e d'oro (IRM, 2012)
La rosa del drago (IRM, 2012)
La luna dei desideri (IRM, 2013)




L'AUTRICE
Angela White, vero nome  Lorena Bianchi, è una giovane scrittrice italiana, con una grande passione per la storia e il teatro, E' nata e vive in una città che si affaccia sul mare. Colleziona profumi e stampe dalle atmosfere gotiche e fantastiche. Le piace viaggiare, conoscere posti nuovi e assaporare le emozioni del ritorno alla propria casa. Ama leggere e ha iniziato a scrivere per gioco come momento di evasione dalla quotidianità.
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11 commenti:

  1. La trama è orripilante.
    Inutile aver piazzato il figone in copertina, il rosa italiano non esiste. ABC

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  2. Abc ero lo peseudonimo che l'assassino usava nel un romanzo di Agatha Christie la "serie infernale" :) ... a parte questo 2 sono i quesiti che ti pongo: 1) hai letto il romanzo? 2) se non sapessi che l'autrice è italiana cambierebbe il tuo giudizio?
    quando ho cominciato a leggere la White non avevo idea che dietro lo pseudonimo si celasse un'autrice nazionale. E sinceramente niente nella sua scrittura me lo avrebbe mai fatto intuire

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  3. I primi due romanzi della White mi sono piaciuti davvero tantissimo, il terzo e il quarto meno. Questo nonostante la bella recensione non mi attira per l'atmosfera che si percepisce, magari dovrei provare a leggerlo e forse prima o poi lo farò.

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  4. Io posso confrontare le italiane alle straniere, perché leggo quasi tutto quello che il mercato offre sul romance. La White va difesa a spada tratta perché ha una capacità di scrittura incredibile. Se mi posso permettere quello che la rende diversa, e di molto superiore alle straniere, è la raffinatezza del linguaggio. Frasi corpose e melodia in quello che dice. Le autrici americane soprattutto tirano via dritte al punto, senza fronzoli, senza arricchimenti particolare nell'espressioni. Efficaci ed efficienti. Ma la white ha la poesia dentro. Per me è il top. Emi

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  5. @anonimo
    Mi dispiace caro anonimo ma non sono assolutamente d'accordo.
    Sono proprio le autrici italiane quelle che si distinguono ciascuna con stile e linguaggio personali e trame diversificate.
    Le straniere escluso un piccolo numero di eccezioni hanno romanzi sottiletta e trame che si svolgono quasi esclusivamente a letto o al massimo sul tappeto sottostante .
    PATTY

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  6. Leggo romanzi stranieri e autrici italiane. Queste non hanno nulla da invidiare alle colleghe straniere. Smettiamola con questa esterofilia!

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  7. ogni italiana è diversa, come ogni straniera del resto generalizzare non si può e non si deve.
    C'è a chi piace e a chi non piace, ma vorrei una critica costruttiva e una motivazione plausibile a un commento così categorico.
    Forse non è possibile perché chi lo ha fatto non legge molti Romance, chissà...

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    Risposte
    1. La mia voleva essere una provocazione.
      Spesso sono d'accordo con le tue recensioni di autrici straniere. Adoro la Phillips, la Miller, la Stuart, la Howard, ecc. Rimango dell'avviso però che ancora si privilegiano e decantano autrici solo perché straniere, magari con trame povere e ripetitive, dove l'ambientazione non si sposta oltre al letto e spesso l'approfondimento psicologico dei personaggi da molto a desiderare.
      Trovo le autrici italiane, poi logicamente ognuno ha i propri gusti, molto personali nello stile e nelle trame.
      Metti una White con una Ciuffi o Albanese o Castellano, per citare qualcuna.
      Quattro autrici, quattro mondi e stili di scrittura.
      PATTY

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    2. patty rispondevo a anonima, avevo capito la tua provocazione! in leggo sia italiane che straniere, i libri li distinguo solo in due categorie quelli che mi piacciono e tutti gli altri!
      p.s ho recensito Ciuffi, Albanese e Castellano; la White ha voluto fortissimamente farla Keiko. abbiamo parlato di Camocardi, Formenti, Masella e di tante altre autrici Italiane, cerchiamo di abbracciare tutti i sottogeneri del Romance e questi commenti lapidari e insensati danno veramente fastidio!

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  8. Premetto di non aver letto nulla della White e, quindi, ho acquistato questo romanzo pervasa da una buona dose di curiosità e soprattutto molta aspettativa. Pur essendo una lettrice vorace ho impiegato moltissimo tempo ( per i miei parametri ...)a terminarlo, non riuscendo a leggerlo di continuo. Amo poco il paranormal, anche se qui il genere è misto, intrecciato a moltissimo altro. Su tutto emerge una inconsueta abilità a rappresentare gli scenari fantastici, a immergere il lettore nelle ambientazioni e situazioni, fino a farlo trasalire e costringerlo a scostarsi dalle sue righe per riprendere contatto con la realtà. Terminologia raffinata, suggestiva, insinuante e coinvolgente fanno da padrone. La trama, però, non mi ha conquistata ; sarò stato il clima gotico che pervade ogni pagina, sarà stata la pluralità - per me eccessiva e distraente - dei personaggi minori a cominciare dalla confusa stirpe dei Wilmont ( la gran parte dei membri si è rivelata superflua, se non quale spunto per eventuali seguiti) , la famiglia " mafiosa" dei Fabiani , lo strascico americano dei Wilmont , a finire all'artifizio - quasi deus ex machina del misterioso ed inafferrabile Sidhe, che risolve l'irrisolvibile. Opera pregevole e curatissima, frutto di studio, ingegno e passione , ma che non fa per me!

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  9. Scusate il commento di prima è mio. MILENA

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