FINCHE' AMORE NON CI SEPARI di Anna Premoli (Newton Compton) - Recensione

Autrice: Anna Premoli
Genere: Romance contemporaneo
Ambientazione: New York
Editore: Newton Compton, coll.Anagramma, 8 maggio 2014, pagg. 284
Livello di sensualità: MEDIO
Disponibile in e-book:

TRAMA: Amalia Berger è un affermato avvocato newyorkese, nota nel foro come “la regina di ghiaccio”. I ricchissimi genitori però le riservano da sempre poche attenzioni. Ryan, di origini irlandesi, è il maggiore di quattro figli maschi e la sua caotica famiglia gestisce un tipico pub nel cuore della Grande Mela. I due si sono conosciuti alla scuola di legge di Yale, dove è nata la loro reciproca antipatia. Amalia è poi rimasta a New York, mentre Ryan ha fatto carriera a Chicago. Finché un giorno, l’offerta di un posto da vice procuratore lo riporta a New York. Il primo caso che si trova ad affrontare sembra davvero banale: l’arresto per guida in stato di ebbrezza di una ragazza dell’alta società. Ma quel che appare semplice, si può complicare inaspettatamente, se per esempio l’avvocato difensore della ragazza è proprio quella Amalia Berger, che Ryan non vede da almeno dieci anni… Lo scontro in aula degenera a tal punto che il giudice condanna entrambi a una pena esemplare, che li costringerà a trascorrere parecchio tempo insieme. E cosa può accadere se due persone che si detestano dal profondo del cuore sono costrette dalla legge a collaborare?


Questo è il primo romanzo della Premoli che leggo e francamente mi aspettavo di più dall’autrice vincitrice del Premio Bancarella, colei che con “Ti prego, lasciati odiare” ha venduto 250 mila copie. Non che “Finché amore non ci separi” mi abbia delusa del tutto. L’ho trovato una godibile commedia romantica, anche se non troppo originale e credibile.
Ma andiamo per ordine: lo stile narrativo è coinvolgente al punto giusto e le vicende di Amalia e Ryan strappano inevitabilmente dei sorrisi, invitando a proseguire la lettura. Ancora una volta ci troviamo nelle aule di un tribunale con due avvocati che si odiano, pur sentendosi attratti l’uno dall’altro. L’unica differenza è che stavolta a essere schifosamente ricco è lei e non lui. E qui arriviamo a ciò che secondo me è davvero poco credibile: lui la odia, fin dai tempi dell’università, solo e unicamente perché è nata in una famiglia di milionari. La odia al punto da trattarla malissimo quando lei si fa coraggio e lo invita a uscire e questo nonostante si senta fisicamente attratto da Amalia, dal primo momento in cui posa lo sguardo su di lei.  Se almeno quest’odio fosse spiegato in qualche modo, che ne so, un’ingiustizia subita da Ryan o dalla sua famiglia a causa di un riccone o il fatto che a Yale i figli di papà lo abbiano umiliato e vilipeso, avrebbe potuto essere più convincente. Invece, nulla di tutto questo. Lui odia i ricchi così, a prescindere. È quasi una forma di razzismo.
Sono sincera, questo ha smorzato parecchio il mio interesse nei confronti del protagonista maschile, descritto come un bellissimo esemplare dagli occhi verdi, ma che a parte l’aspetto fisico non sembra brillare di intelligenza. Per l’intero romanzo non fa altro che sfuggire ad Amalia per il suo benedetto conto in banca. Ma sarà poi così grave essere ricchi? È forse una malattia incurabile? Se poi lo si è per nascita che colpa sarà mai? Giuro, me lo sono chiesta più volte durante la lettura. D’accordo, in un romance ci deve per forza essere un conflitto, ma trovarne uno un po’ più credibile, no?
A parte questo, ripeto, la lettura è stata divertente, ironica, ricca di battibecchi e scene esilaranti. Peccato che a uscirne vincitrice sia solo la protagonista femminile, mentre l’uomo ci fa una pessima figura. E io, quando leggo un romance, vorrei sentirmi attratta dall’eroe di turno e non solo fisicamente.
Al contrario ho trovato molto belli i personaggi secondari, come i fratelli di Ryan, il giudice Wyatt e la zia di Amanda, tutti spassosissimi davvero. Sarebbe bello se l’autrice, in futuro, dedicasse un intero romanzo anche a loro. In conclusione, penso che questo libro sia perfetto per passare qualche ora piacevole, con una lettura poco impegnativa. Ma non aspettatevi una storia d’amore al cardiopalmo!






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DA LEGGERE DI ANNA PREMOLI
 tutti pubblicati da Newton Compton
Ti prego lasciati odiare (2013) - Leggi QUI la ns recensione
Come inciampare sul principe azzurro (2013)
Finchè amore non ci separi (2014)
Baci d'estate (2014)-antologia di racconti di AAVV -  "FROM BAŠKA WITH LOVE"
Tutti i difetti che amo di te (ottobre 2014)


L'AUTRICE
Anna Premoli ( è un nome de plume) è nata nel 1980 in Croazia, nel 1987 si è trasferita a Milano, dove si è laureata in Economia dei mercati finanziari, presso la Bocconi. Ha lavorato alla J.P.Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata, dove si occupa di consulenza finanziaria e ottimizzazione fiscale. La matematica è sempre stata il suo forte, la scrittura invece è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato pubblicato in ebook nell’estate 2012, ed è subito salito ai primi posti nella classifica dei libri più scaricati, arrivando a vincere il Premio Bancarella. Anche i romanzi seguenti sono stati un successo e di Ti prego lasciati odiare sono stati acquistati i diritti per farne un film.

TI PIACE LA TRAMA DI QUESTO LIBRO? HAI VOGLIA DI LEGGERELO? L'HAI GIA' LETTO? COSA NE PENSI? TI PIACCIONO LO STILE E LE STORIE DI ANNA PREMOLI?

17 commenti:

  1. ma questo grande caso editoriale un altro argomento non lo conosce? Non metto in dubbio le sue capacità narrative (?), ma visto che già il primo era scopiazzato da libro di Julie James, ora pure questo si presenta come l'ennesima rilettura dello stesso argomento..... Io dico basta, passo oltre c'è di meglio!
    Stefania A.

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    1. Secondo me hai preso in pieno uno dei tanti problemi della nostra editoria, ovvero che resta sempre sul sicuro, poi quando alla ennesima riproposizione della stessa storia da parte del "caso editoriale" le vendite calano ecco che si passa al prossimo.

      Difficile comunque proporre varietà di temi e qualità di scrittura quando nel giro di un paio d'anni hai dovuto sfornare tre libri.

      E dimostra anche che non è impossibile scrivere un libro, il difficile è scrivere bene quelli dopo. Ma se ci affidiamo sempre ai casi editoriali, difficile andare lontano.

      Secondo me, almeno.

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  2. Mi piacciono i libri della Premoli soprattutto Ti prego lasciati odiare. Sono storie divertenti e romantiche che si leggono per svagarsi e sorridere.

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  3. Ti prego lasciati odiare, con me ha mantenuto la promessa: l'ho odiato dall'inizio alla fine. La recensione di Laura non fa altro che mettere in luce proprio il difetto più grande di questo stile: la poca crdibilità.
    No grazie, passo oltre

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    1. Ci sono talmente tanti tipi di letture dove poter scegliere quello che più ci piace che non capisco l'accanimento contro questa scrittrice, sembra quasi che questi libri siano stati imposti come a scuola e non liberamente scelti e acquistati (presumo consapevolmente visto che la trama è riportata in ogni dove).
      Inoltre non capisco bene a cosa ci si riferisce parlando di poca credibilità.......

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    2. Cara Dasy d la Premoli non è nè meglio nè peggio di tante altre, ma forse quello che dà fastidio a qualcuna è il fatto che questa signora abbia avuto successo grazie a un libro la cui trama è stata ispirata abbondantemente da un altro libro ( di Julie James che forse lei non si aspettava sarebbe stata da lì a poco tradotta in Italia)) e al fatto di essere arrivata a vincere un premio molto importante e a vedere moltissime copie grazie anche a un massiccio battage pubblicitario della su acasa editrice. Lei dal canto suo, nella varie interviste ( almeno inizialmente) ci teneva a far notare di essere una scrittrice 'a tempo perso', che era stato suo marito a autopubblicarle il libro perchè lei non l'avrebbe mai fatto di sua sponta, di scrivere sotto pseudonimo e di essere contenta che i suoi colleghi in una importante banca multinazionale non sapessero che lei scrive ( questo genere di libri immagino), ecc. ecc. Direi che adesso, dopo un tot di libri e, forse, di soldi guadagnati, l'idea di fare la scrittrice a tempo pieno l'attira di più. Insomma l'atteggiamento generale con cui questa scrittrice si è proposta al pubblico è poco simpatico. Non ha nemmeno una pagina FB o un suo sito personale come autrice, quasi non le interessasse avere contatti con le sue lettrici. Che non abbia ancora avuto il coraggio di confessare ai colleghi di scrivere 'romanzetti d'amore'? Al di là di questo se il suo primo libro ha venduto 250 mila copie, come sostiene la sua CE, qualche ragione ci sarà. Io non l'ho letto ma se è solo la metà bello di quanto è bello" Practice Makes Perfect/ Questione" di pratica di Julie James da cui ha preso spunto, capisco il successo.

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    3. Visto che la recensione l'ho scritta io mi sento chiamata in causa, Dasy. Tu parli di accanimento nei confronti della Premoli, ma a me non sembra di aver scritto una recensionecosì crudele. Ho solo messo in evidenza cosa mi è piaciuto e cosa no. Riguardo all'autrice, non ho alcuna antipatia verso di lei, anzi l'ho sentita parlare al salone del libro di Torino e l'ho trovata molto simpatica! Spero di essermi chiarita.

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    4. Care amiche di questo blog premetto prima di tutto che il mio intervento non era rivolto alla recensione a questo libro che condivido sotto molti aspetti... non indimenticabile ma godibile , se non ho capito male, questa è la stessa cosa che ho scritto io pensando ai libri di questa autrice.
      La cosa che se posso dire mi ha "urtato" è che solo per questo libro si parli di somiglianze o "scopiazzature" in un periodo come questo dove 4 libri su 5 si assomigliano soprattutto in alcuni generi che vanno per la maggiore ma se volgiamo allargarci mettiamoci anche gli storici. Penso che essere originali nel campo del romance sia un'impresa ardua perché tutto è già stato scritto e letto, solo per questo motivo volevo capire a cosa ci si riferisce parlando di poca credibilità. Ho letto anch'io i libri di J. James, compreso Questione di pratica che mi è piaciuto ma se posso dire la mia io preferisco la Premoli. Strano a dirsi visto che solitamente preferisco le scrittrici straniere....ma de gustibus...
      Per chiudere la questione dico che mi dispiace se ho creato polemica (non era mia intenzione) ma da semplice lettrice alcuni commenti proprio non li ho capiti .

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    5. E hai fatto bene a dire la tua Daisy d, su questo blog la discussione purchè venga fatta nei termini giusti ti assicuro che è benvenuta. Chiunque si esprima su un libro esprime i propri gusti o comunque il proprio background di letture anche quando cerca di essere oggettivo. Le diversità di punti di vista a mio parere sono interessanti e le discussioni sono l'anima di un blog , perciò sentiti pure libera di esprimere le tue idee come a quando vuoi.
      Anche se decisamente per 'Questione di pratica' abbiamo posizioni diametralmente opposte. :o)

      Francy

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    6. Grazie Francy sul questo blog ci passo ogni giorno solo che lascio il mio commento solo alcune volte....e per fortuna direte voi!!!! :-)))) con simpatia...Daisy

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    7. Riguardo alle scopiazzature troppo frequenti ti do completamente ragione, Daisy! Purtroppo quando un filone, o addirittura un romanzo, va di moda ne escono fuori mille cloni. Quindi la Premoli non è certo l'unica a essere stata poco originale. Grazie per aver lasciato la tua opinione.

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  4. Di qs autrice ho letto solo "Ti prego, lasciati odiare" che mi era anche piaciuto, pur con i limiti già elencati (trama che nn brilla x originalità e con aspetti, effettivamente, poco credibili), devo anche ammettere, però, che leggendo le trame dei suoi romanzi seguenti, compreso qs, nn mi è mai venuta voglia di comprarli, avendo appunto notato una certa ripetitività nelle trame. Però devo anche riconoscere che la commedia romantica contemporanea nn è il mio sottogenere di romance preferito, x cui sono anche più schizzinosa al riguardo, cioè in una trama del genere cerco sempre qcs di particolare, oppure uno ogni tanto x me è più che sufficiente, preferisco decisamente il RS o lo storico classico che più classico nn si può.

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  5. @ daisy: non devi scusarti, ognuno ha diritto alla propria opinione. :-) Tu sei stata disturbata dal termine "poco credibile" io dalla pubblicità fatta dalla casa editrice, quando è uscito il libro. Vero, avrei potuto comprare altro ma una novità presentata come caso editoriale, alla stregua di Ken Follett, mi aveva incuriosito. Amara delusione, cocente delusione. Tra le righe si capiva che l'autrice era alle prime armi e che aveva semplicemente preso ad esempio i mille libri letti che tutte ormai conosciamo. Inoltre i personaggi steriotipati avevano quel che di veramente "poco credinbile". Insomma, mi sono sentita ingannata e la recensione di Laura (elegante, obbiettiva e ben fatta. Io ci sarei andata giù pesante) non ha fatto altro che mettere in evidenza proprio gli aspetti che non mi erano piaciuti e che guarda caso ritroviamo nel secondo libro. Un motivo in più che mi tiene ben lontana da questo caso editoriale. Per fortuna la mia idea è una fra mille e sono sicura che il libro piacerà ad altre. Anzi, lo spero, vista la penuria di bei libri. Per quanto riguarda la James... beh, non credo che si possa paragonare la Premoli al calibro di questa donna. è come mettere a confronto la Tour Eiffel con l'antenna della Rai. L'antenna è alta ma sempre antenna rimane. Sto scherzando naturalmente. Di bello rimangono le discussioni che nascono dalle recensione, perche in fondo è interessante leggere pareri contrappsti e diversi, ci fa capire che per fortuna non tutte abbiamo gli stessi gusti. Evviva la diversità :-)

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    1. Hai ragione la diversità è quello che ci distingue sempre e comunque., per fortuna aggiungo. Mi piacerebbe tanto dibattere amichevolmente con te questa questione a parole magari prendendoci un caffè anche se sono sicura che entrambe torneremo a casa con le nostre idee....almeno questo è quello che succede con mia cugina con cui condivido tutte le letture anche se non sempre condividiamo i giudizi ma lo spasso nel difendere le proprie idee non ha eguali ;))....alla prossima recensione allora cara Cristina magari prima o poi ci troveremo in sintonia.

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    2. Si Daisy! Sono d'accordo con te. Stessa storia con le amiche del blog; molto spesso non siamo d'accordo e ognuna difende il proprio giudizio. Alla base c'è comunque il rispetto reciproco per le idee altrui. Personalmente mi diverte vedere più opinioni diverse (basta che siano educate, ovviamente) per cui vada per il caffè e aggiungiamo anche un aperitivo che quando comincio a parlare di libri non mi fermo più! :-)

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  6. Io prima di leggere questo ho letto "ti prego lasciati odiare" e mi aveva conquistato... Poi ho deciso di continuare e ho letto anche "finché amore non ci separi"... Leggendoli in questo ordine è logico che la scrittrice abbia voluto mostrare il rovescio della medaglia in quanto se nel 1° libro era lei ad essere prevenuta nei confronti dei ricchi qui ad essere prevenuto è lui... Poi che non si spieghi il motivo per cui lui la rifiuta all'università si legge nel romanzo... Lui è contrariato dal fatto che lei è la figlia del finanziatore dell'università e lui invece è lì grazie ad una borsa di studio quindi pur essendo attratto da lei non vuole restare scottato.... Poi si rincontrano e tutta la voglia repressa ritorna a trionfare.... A me il libro è piaciuto non l'ho trovato banale perché in fin dei conti tutti i romanzi sono un po' scontati si sa che o finiscono bene o finiscono male.... Per fortuna è finito bene.... Poi anche i personaggi secondari mi sono piaciuti perché alla fine è grazie a loro se sono arrivati a superare le barriere sociali i due protagonisti.

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  7. l'ho trovato molto divertente come del resto tutti i romanzi della Premoli che ho letto fino ad ora.
    a me piace molto il suo stile, scrive di cose frivole,
    ma si capisce sempre dai suoi romanzi che lei è una persona molto competente.
    il personaggio che più mi è piaciuto è stato il giudice,
    che mi ha fatto morire dal ridere.

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