Christmas in Love 2013: SCALDAMI TU di Edy Tassi


NATALE SI AVVICINA E LO STRESS PRENATALIZIO E' ALLE STELLE...PRENDIAMOCI QUALCHE MOMENTO DI SANO RELAX MAGARI LEGGENDO SCALDAMI TU, QUESTO RACCONTO DI EDY TASSI CHE CI TRASPORTA IN UN'AFFASCINANTE 'ALTRA DIMENSIONE', A META' STRADA FRA REALTA' E FAVOLA. RIUSCIRA' LA DOLCE MA ALGIDA PROTAGONISTA  A TROVARE UN MODO PER FARSI SCALDARE? LEI UN'IDEA CE L'AVREBBE...BUONA LETTURA!

1
Anya fissava intenta la finestra. I fiocchi di neve le turbinavano attorno, sospinti dal vento della notte, ma lei quasi non se ne rendeva conto.
I suoi occhi color ametista osservavano concentrati, quasi immobili, le due figure al di là del vetro.
Quando una ciocca di capelli color della luna le schiaffeggiò la guancia, insinuandosi fra le sue labbra socchiuse, la scostò dal viso indispettita.
Non era tanto l’uomo a interessarla, ma la donna.
Anya studiò il suo corpo nudo steso sul letto. Aveva lunghe gambe snelle avvolte attorno ai fianchi dell’uomo sdraiato su di lei. La schiena leggermente inarcata. La luce tenue che proveniva da una lampada appoggiata su un tavolino le illuminava la pelle, trasformandola in ambra liscia.
Ma quello che affascinava Anya era il suo viso.
Quasi senza rendersene conto, si avvicinò ancor di più al vetro gelido. Era talmente concentrata che, per un istante, dimenticò di trovarsi sospesa nel vuoto a più di trenta metri da terra e, di colpo, iniziò a precipitare.
L’aria le sibilò nelle orecchie coprendo il piccolo grido che le sfuggì dalle labbra, mentre le luminarie sospese sulla strada sotto di lei si facevano sempre più vicine.
Pochi secondi in caduta libera e poi si arrestò con un brusco contraccolpo, che le fece gonfiare il tessuto leggero della veste coperta di minuscoli cristalli. La gonna le coprì il volto e la costrinse ad annaspare per liberare la visuale.
Accidenti!, sbuffò, riprendendo il controllo e cominciando a risalire il più in fretta possibile. Non doveva perdere tempo, proprio ora che pensava di aver trovato la soluzione al suo problema!
Sfrecciò verso l’alto mentre i fiocchi di neve sembravano scostarsi per lasciarla passare. Ma questa volta cercò di frenare più dolcemente, per non trovarsi di nuovo avviluppata nel vestito.
Non appena arrivò all’altezza della finestra, il suo sguardo si illuminò soddisfatto.
Sì!
L’uomo e la donna erano ancora sdraiati l’uno sull’altra, impegnati in una sorta di danza lenta, al ritmo di una musica che lei non riusciva a sentire. La donna, però, ora sembrava leggermente diversa. L’arco perfetto della sua schiena si era fatto più pronunciato sulle lenzuola color magenta; i muscoli delle sue cosce e delle sue braccia sembravano contratti. Ma Anya non riusciva a staccare gli occhi dal suo viso. Non batteva quasi più nemmeno le palpebre sulle iridi accese di aspettativa.
Mentre l’uomo spingeva con rapidi movimenti su di lei, la donna gettò indietro la testa, gli occhi spalancati, lo sguardo rivolto al soffitto ma come perso, appannato, le labbra socchiuse in un sospiro muto e le guance tinte di un rossore intenso, come quello di chi si riscalda vicino a una fiamma. Ma senza scottarsi.
Calore.
Senza scottarsi.
Le labbra di Anya si stesero piano, in un sorriso soddisfatto davanti a quel rossore che si intensificava sempre più e al corpo della donna che veniva scosso da una serie di sussulti.

2
«Ci risiamo...»
«Anya, ti caccerai di nuovo nei guai!»
«Sei proprio fissata.»
Rion, Iris e Heria svolazzavano attorno ad Anya in un turbinare di fiocchi di neve. Ma Anya procedeva decisa.
«Ragazze, stavolta so quello che faccio» le rassicurò.
Iris alzò gli occhi al cielo. «Come no.»
«L’hai detto anche la volta scorsa» le ricordò Heria fermandosi davanti a lei con i capelli che scintillavano come platino sotto i raggi obliqui del sole.
Anya fece per girarle attorno, ma subito le comparve davanti Rion, un’espressione ironica negli occhi color acquamarina. «E anche quella prima.»
«Be’, mi ero sbagliata.» Anya strinse le labbra e puntò lo sguardo sul sentiero innevato davanti a lei, che si incuneava fra file di alberi spogli e coperti di ghiaccio candido e trasparente. Poi riprese ad avanzare.
«E chi ti dice che non ti stai sbagliando anche stavolta?»
«Già! Sai che rischi corri...»
«Io proprio non capisco questa tua fissazione.»
«La farai arrabbiare ancora!»
«E ci toccheranno straordinari fino ad aprile...»
Le sue amiche la seguirono esasperate lungo il sentiero, continuando a borbottare fino a quando non arrivarono in prossimità di un laghetto gelato. I raggi rosati del mattino accendevano di scintillii la superficie liscia e lattiginosa. Anya si fermò sulla riva, sospesa a mezz’aria. Chiuse gli occhi, e dalle labbra le uscì un soffio d’aria che si trasformò in un tintinnio, come di vetri che urtavano fra loro mossi dal vento. Le note acute e fragili si allargarono sull’acqua gelata, per poi convergere esattamente al centro del lago, dove formarono un piccolo vortice sonoro e luminoso. In pochi secondi, il piccolo nucleo di luce bianca e accecante si trasformò in un’alta figura ammantata fino ai piedi, che rimase a osservare le quattro creature immobili e timorose davanti a lei.
Anya chinò la testa e lo stesso fecero le altre. Fiocchi di neve gonfi e soffici cadevano silenziosi attorno a loro.
«Ci risiamo, Anya?» domandò la figura, con voce pacata.
Anya annuì, senza alzare lo sguardo. «Questa volta ne sono assolutamente sicura.»
«Lo avevi detto anche quando ci hai provato con la fiamma di un falò.»
Anya rimase a testa bassa.
«E con l’acqua bollente» aggiunse la figura luminosa.
«E con la corrente elettrica» intervenne Rion sottovoce, in modo che solo Anya la sentisse.
Anya le lanciò un’occhiataccia, poi tornò a rivolgersi alla figura evanescente e luminosa al centro del lago. «Mia regina, ho capito dove sbagliavo.»
La donna ammantata di luce corrugò la fronte. «Cosa intendi dire?»
«Il fuoco, l’acqua bollente...» Anya si voltò con intenzione verso Rion, «la corrente elettrica... sono tutte fonti esterne di calore.»
«Esatto.»
«Ed era questo il problema. Se voglio provare calore, devo cercare di provocarlo dall’interno.»
«Anya» la voce tradiva una sfumatura di impazienza. «Noi non possiamo provare calore.»
«Maestà, fatemi tentare un’ultima volta.»
«Te ne ho già concesse diverse, di ultime volte» le fece notare la regina, l’impazienza che veniva sostituita da una nota divertita.
«Sì... ma stavolta...»
«... è diverso.» La nota divertita scomparve. «E pensi davvero di aver capito come fare?»
«Sì.»
«In che modo?»
«Ho bisogno di un uomo.»
«Un uomo?»
Anya annuì. «È una cosa che fanno gli umani. Li scalda... da dentro.» Inspirò a fondo, poi sollevò per la prima volta lo sguardo verso la sua regina con aria supplichevole.
«Questo significa che devi entrare in contatto lui?»
Decisamente, pensò Anya. «Sì» rispose dopo un attimo di esitazione.
Rion, Iris e Heria trattennero all’unisono il fiato. Anche i fiocchi sembrarono immobilizzarsi nell’aria gelida.
«Non se ne parla. Noi non possiamo entrare in contatto con gli esseri umani!»
Anya strinse le mani davanti al petto. «Vi prego. Solo una notte. E poi non ci proverò più. Mai più.»
«E se tu ci riuscissi? Se riuscissi davvero a provare calore, chi ci garantisce che non perderai i tuoi poteri? Sei una fata della neve, Anya. Il calore potrebbe avere effetti imprevedibili e devastanti su di te.»
«Voglio correre il rischio, mia regina. Questa volta è l’ultima.»
«Sì, Anya, questa volta sarà davvero l’ultima. Se ti caccerai ancora nei guai o perderai i tuoi poteri, non ci sarà più spazio per te fra noi. Sappilo!»
E con una piccola esplosione di cristalli scintillanti che investirono Anya avvolgendola e sottraendola alla vista delle sue amiche, la regina scomparve. ...

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AD OGNUNO DEI NOSTRI RACCONTI ABBIAMO PENSATO DI ABBINARE UNA COLONNA SONORA NATALIZIA. SCALDAMI TU CI FA PENSARE A...





CI SONO ALTRI RACCONTI DI CHRISTMAS IN LOVE 2013 IN ARRIVO SUL BLOG NEI PROSSIMI GIORNI, CONTINUA A SEGUIRCI!


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