Abbiamo letto: MIO DUCA di Julie Anne Long ( Mondadori) - Recensioni a confronto

UN LIBRO, DUE OPINIONI. ECCO LE NOSTRE RECENSIONI A CONFRONTO DELL'ULTIMO ROMANZO DI JULIE ANN LONG

PASSIONE_93 Autrice: Julie Ann Long
Titolo originale: What I Did for a Duke
Traduttrice: Ombretta Giumelli
Genere: Storico (Regency)
Ambientazione: Inghilterra, primi '800
Pubblic. originale: Avon, 2011, pp.371

Pubblic. italiana: Mondadori, I Romanzi Passione nr 93, agosto 2013
Parte di una serie: 5° serie Pennyroyal Green
Livello sensualità: Medio/Alto
Disponibile in Ebook:


TRAMA: Per anni Alexander Moncrieffe, duca di Falconbridge, ha suscitato paura e al contempo fascino, ma di tutto ciò che si mormora una cosa è certa: solo un pazzo oserebbe mettersi contro di lui. E quando Ian Eversea ignora questa cautela, Moncrieffe sa come vendicarsi: sedurre l’innocente sorella Genevieve per poi abbandonarla, rovinandole così la vita per sempre. Tuttavia la giovane lo sorprende per la passione e il temperamento, anche sapendo che Moncrieffe nasconde un passato oscuro. Così come sa che cedere al desiderio che lui ha risvegliato significa giocare col fuoco. Ma quando a comandare è il cuore…

 

Difficile dare un voto che superi i tre cuori. MIO DUCA  è un libro senza infamia e senza lode, uno storico come tanti altri che ricalca bene o male la solita storia trita e ritrita. Ho provato a calarmi nel periodo a cui si fa riferimento, ho tentato di farmi andare giù i balli, i ricami, i discorsi infiniti ridondanti di parole che non arrivavano mai ad un dunque, ma è stata dura.
Non mi piacciono le storie dove duchi e nobili nullafacenti si trastullano tra giri di Valzer, partite a carte, discorsi sull’arte, passeggiate, ricami e poi, quando avanza tempo, giocano a moscacieca.
Il problema di questo romance sta nel ritmo poiché la storia non era male; i protagonisti avevano delle buone potenzialità ma a fatica si arriva alla fine poiché la lentezza con cui viene descritto risveglia solo la voglia di arrivare alla fine per toglierselo dai piedi.
Ripeto, un peccato perché la trama sembra augurare un tumulto di sensazioni: vendetta, arroganza, amore non corrisposto, tira e molla tra amanti e quando il tutto sembra decollare, si ritorna alla noia senza suscitare un minimo di curiosità. Inizia bene e poi si appiattisce e quando sembra decollare si schianta al suolo.
Alexander Moncrieffe, duca di Falconbridge scopre la fidanzata a letto con Ian Eversea.( Molto interessante la scena in cui Alex esce dalle tenebre puntando una pistola contro gli amanti.) Qui si presenta come un’ombra minacciosa, collerica che poi, purtroppo, non rende l’idea che si vuole imprimere poiché Alex rimane piatto e privo di sostanza, non ci viene descritto nella sua indole vendicativa, non ci viene detto come si muove, cosa dice o come si comporta. No, tutto quello che fa è sgridare l’avversario buttandolo fuori dalla finestra, mettere via la pistola, cacciare la fidanzata, e decidere di sedurre e abbandonare la sorella di Ian a scopo di vendetta. Una pagina o due di pensieri senza azioni ma quando Alex si presenta a casa Eversea la storia sembra decollare poiché la vittima predestinata, Genevieve è al quanto scialba e poco attraente. La lettura si fa interessante ma poi ricade nella noia quando il famigerato duca corteggia la donna con frasi banali (avete le stelle tra i capelli è la frase più ridicola che abbia mai letto), atteggiamenti da dandy e molta poca azione. Insomma, il duca cattivo, vendicativo, colui che non esita a ferire e uccidere pur di difendere il suo onore, si ritrova a passeggiare, ballare il valzer e cercare di irretire la piccola di casa Eversea. Genevieve, non è stupida e smaschera in men che non si dica le intenzioni del conte che sorpreso e affascinato comincia a vederla in modo diverso; più bella, più affascinante e irraggiungibile visto che lei è innamorata di un altro. Un mezzo tonto che finge di amare una svampita amante dei gattini. 
Ed ecco che il libro ricade nella noia poiché la seduzione di Genevieve è al quanto banale e standardizzata. Ama un altro ma la passione per questo duca cattivo la travolge scoprendo un uomo, in realtà, tormentato che ha sofferto a causa della morte del figlio e della moglie. Quante volte l’abbiamo letto? A migliaia e in questo caso, i dialoghi monotoni, privi di sorpresa e banali non facilitano la lettura. Genevieve poteva risultare interessante ma il continuo tira e molla tra lei e Alex non desta attenzione nemmeno quando i due finisco a letto insieme. Niente suspense, niente trepidazione, niente batticuore. Semplicemente sapevo già tutto prima di leggerlo e non perché sia particolarmente intelligente o premonitrice ma perché erano cose ormai lette e rilette senza quel non so che, senza quella curiosità che potesse distinguerle dalle altre storie.
PASSIONE_93Finale scontato che è inutile descrivere ma risulta chiaro che il romanticismo viene portato ad alti livelli, tanto per dare quel più (di scontato) e finire come un romance dovrebbe concludere; sembra un mare piatto e calmo, bello da vedere ma poco movimentato, nessuna turbolenza, niente onde improvvise, solo calma piatta.
Non so se sia un problema di traduzione o se semplicemente è lo stile della Long perché, diciamo la verità, anche se la storia è sempre quella, dipende da come ci viene presentata. Il tema della vendetta è ormai consunto, ma se sai usarlo bene dosando trama, dialoghi, mostrando invece di raccontare, viene fuori un capolavoro. Mi viene in mente “Il bacio dello scorpione” di A. Stuart; ha gli stessi elementi che abbiamo in MIO DUCA. La differenza è che la Stuart ha stile, ti incolla alle pagine dosando dialoghi e descrizioni con un ritmo che lascia senza fiato; il cattivo che cerca vendetta è veramente cattivo e si vendica fino alla fine senza un rimpianto, senza false tribolazioni ma con un finale che emoziona e diverte.
 MIO DUCA è il quinto romanzo della serie “Pennyroyal Green”. Non avendo letto i primi quattro ho fatto fatica ad assimilare nomi, situazioni e posizioni sociali di ognuno. Nonostante questo credo che il libro possa essere letto anche singolarmente poiché il focus della storia è centrato sulla coppia protagonista. Da leggere sotto l’ombrellone tanto per passare il tempo.

  


Ho letto altri libri di Julie Ann Long in passato, ma nessuno di questa serie. Se anche voi non sapete ancora niente degli Eversea di Pennyroyal Green, don’t worry, riuscirete a leggere MIO DUCA senza grandi problemi e probabilmente, finito questo, vi verrà voglia di leggere i  precedenti ( e i successivi ).  Però, vi avviso, questo NON è un libro da leggere alla fermata dell’autobus o nei ritagli di tempo. Come un buon vino, questa è una storia da assaporare, non da trangugiare. Dovete leggerla lentamente, gustandovi parola per parola, sensazione per sensazione, perché MIO DUCA non è un romanzo d’azione, ma di caratteri, di psicologie, di sentimenti.  E la prosa di Julie Ann Long è una di quelle che si fanno ricordare: scorrevole (nella versione inglese che ho letto io) eppure ricca, brillante,  affascinante. Satura di immagini e sfumature. (Ci sono dei gustosi 'double entendre' fra i protagonisti che sono davvero curiosa di scoprire come sono stati resi in italiano.)
La vicenda si snoda tutta nell'arco di una settimana e questo, forse, è un aspetto del romanzo che può suscitare qualche punto interrogativo. (Per i 'nodi della trama' vi rimando alla recensione di Cristina M qui sopra e evito di annoiarvi con la ripetizione.) Personalmente avrei dato più spazio al conoscenza fra Alexander e Genevieve, sia perchè i loro dialoghi sono spassosi ( lui è abile ma lei sa tenergli testa splendidamente), sia perchè è un po' difficile credere che una ragazza 'sensata' come Genevieve decida di lasciarsi sedurre dal duca in meno di una settimana. La ragazza ha  ricevuto una delusione mica da poco, è vero, e forse questo choc unito al fatto che il duca le fa conoscere una parte di sè, quella più passionale, che tutti gli altri sembrano ignorare, può rendere plausibile un abbassamento delle inibizioni da parte sua ,  ma siamo pur sempre nell'Inghilterra di inizio '800 e certi comportamenti da parte di una fanciulla dell'alta società sono davvero poco in linea con i codici morali dell'epoca. In fondo non siamo più nel libertino '700.  Lo so, ormai la verosimiglianza dei manners nei romanzi storici si sta un perdendo ( se no la maggior parte avrebbe un  livello di sensualità bassissimo e non ci piacerebbe), però questo è un aspetto della storia  che non ho potuto far meno di notare.
Detto questo, confesso che chiudere un occhio su questo punto  non mi è costato più di tanto perchè  non è certo la verosimiglianza l'aspetto affascinante di questo libro. Il suo fascino sta nel modo in cui l'autrice ci mostra passo passo quello che succede nelle  teste (e nei loro cuori) di due persone, apparentemente agli antipodi, che non possono fare a meno di cedere all'amore. Come dal distacco si passi alla PASSIONE_93simpatia  e poi all'interesse, alla comprensione, alla sintonia, al batticuore, al coinvolgimento, alla passione, all'innamoramento. Quella fra Alexander e Genevieve è una ‘tenzone’ di intelletti oltre che di sentimenti, i loro dialoghi sono divertenti, intensi, appassionati. Capiamo di essere davanti a due personalità forti ed intelligenti, che si compensano splendidamente. E che, soprattutto, 'si comprendono' ( al di là della differenza di età, di esperienze, di interessi). Bello vedere come il freddo e distaccato Alexander, abituato nella vita a calcolare sempre ogni minimo comportamento, davanti all'intelligenza, alla dolcezza e alla spontanea passionalità di Genevieve si sentirà per una volta disarmato e... senza fiato. Seduttore sedotto e cotto a puntino. A Genevieve, che crede di aver donato il suo cuore per sempre a Harry Osborne,  ci vorrà un po' di più  per superare la sua cotta adolescenziale e capire che è Alexander l'uomo che davvero fa per lei . Per capirlo le ci vorranno un regalo inaspettato e  un piccolo colpo di scena  che non mancherà di  tenerci con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. Ma ne vale la pena, perchè la  fine è Romantica con la R maiuscola!
P.S.: Assaporare questo romanzo significa anche scoprire che il duca di Falconbridge non è assolutamente la persona che i più credono, e che lui si diverte 'ad interpretare'. Dietro la maschera del nobile freddo e vendicativo, si nasconde un uomo con una splendida ironia e un animo gentile e appassionato. Come sempre questi 'uomini di ghiaccio' hanno bisogno di incontarre  la donna giusta per tirar fuori il meglio di sè.






DA LEGGERE NELLA SERIE PENNYROYAL GREEN
Serie ambientata nella cittadina di Pennyroyal Green che coinvolge le famiglie nobili  Eversea e Redmond
1. The Perils of Pleasure (2008) - ed italiana: IL PERICOLO E IL PIACERE, IRM Passione nr 29, 2009
2. Like No Other Lover (2008) - ed italiana: COME NESSUN ALTRO, IRM Passione nr 73, 2012
3. Since the Surrender (2009)
- ed italiana: CEDERE ALLA PASSIONE, IRM Passione nr 82, 2013
4. I Kissed an Earl (2010)
- ed italiana: CAPITAN SELVAGGIO, IRM Passione nr 85, 2013
5. What I Did For a Duke (2011)
- ed italiana: MIO DUCA, IRM Passione nr 93, 2013
6. How the Marquess Was Won (2011)
7. A Notorious Countess Confesses (2012)
8. It Happened One Midnight (2013)
9. Between the Devil and Ian Eversea (2014)

 
L'AUTRICE
Julie Ann Long vive a San Francisco e pensa di essere stata destinata a diventare scrittrice fin da quando ha potuto tenere una penna in mano.Il suo primo libro è stato una storia illustrata ( grazie ai pastelli Crayola) su un gruppo di mele e parlanti. Accanto al suo amore per la scrittura negli anni Julie  ha coltivato anche quello per il canto è c'è stato un momento nella sua vita in cui avrebbe voluto diventare una cantante rock. Ma alla fine la scrittura ha avuto la meglio, anche perchè diventare una rock star sembrava un percorso molto più impervio. Il suo primo romanzo , The Runaway Duke, è uscito nel 2003 e da allora la Long ha prodotto una serie di romance storici di successo, tutti ambientati nell'epoca di una delle sue autrici preferite: Jane Austen.


AVETE LETTO QUESTO LIBRO? VI PIACEREBBE LEGGERLO. CONOSCETE LA SERIE PENNYROYAL GREEN? LA PAROLA ADESSO PASSA A VOI, DA CHE PARTE STATE? BEL ROMANZO O NIENTE DI CHE? ASPETTIAMO I VOSTRI COMMENTI.

6 commenti:

  1. Come sono indietro con questi libri, forse è meglio se mi metto in pari!! belle recensioni complimenti!

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  2. Belle recensioni, davvero. Quella che mi ha colpito maggiormente è quella di Francy, mi piace quando i libri sono raccomandati per una lettura da non fare velocemente nei ritagli d tempo. Io adoro le letture che hanno la necessità di essere assimilate lentamente magari rileggendo alcuni passaggi per capirli nel modo migliore. Non avendo letto questa serie dall'inizio non avevo preso in considerazione neppure questo libro ma adesso ho cambiato decisamene idea.

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  3. A questo punto ritengo che la cosa migliore da fare sia leggere il libro e poi esprimere il proprio parere. Grazie per questa duplice presentazione: le discordanze di opinioni sono in genere molto interessanti.

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  4. Questo libro mi ha conquistato fin dalle prime pagine! Condivido in pieno la recensione di Francy. La scena del loro primo bacio è veramante fantastica.

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  5. Condivido in pieno il giudizio di Cristina e il bacio dello scorpione della Stuatt e' un capolavoro in confronto a questo !!! Questo " duca" e' un libro che non provoca emozioni anzi direi proprio insulso - peccato certi la Stuatt e' tutta un'altra cosa - Adele

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    Risposte
    1. Adorando la Stuart non posso che convenire che convenire che IL BACIO DELLO SCORPIONE è un gran bel libro. Pero Lucien de Malheur è DIVERSO da Alexander. Lucien è il tipico eroe della Stuart, 'wicked through and through' o quasi, mentre Alexander è più ironico. Come anche nella serie contemporanea ICE nel libro della Stuart l'eroe 'cattivello' è sempre sul punto di colpire e fare male all'eroina ma poi qualcosa sempre lo blocca. E' decisamente senza scrupoli. Qui il duca di Falconbridge , sembrerebbe senza scrupoli, lui stesso dice di non esserlo, ma capiamo che è diverso da come tutti lo dipingono. Lucien de Mahleur secondo me avrebbe sparato al fedifrago Ian Eversea senza se e ma. Alexander invece lo lascia andare, così come lascia senza tanti scandali la sua promessa sposa leggerina. Decide per una vendetta 'fredda', ma quando incontra Genevieve e ne viene incantato, la sua vendetta passa decisamente in secondo , terzo piano.
      Sono, insomma. dueprotagonisti molto diversi. Anche il modo di scrivere fra Stuart e Long è molto diverso. La scrittura della Stuart è più DINAMICA, quella della Long più introspettiva. Se anceh tu come CRistina ami i romanzi più 'tirati' probabilmente hai trovato questo lento. Per me stilisticament ela Long è più brava...ma come mi prendono certi romanzi della Stuart nessun altro! ;o)
      Francy

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