Una Romantica Estate: VENTO DI LEFKADA di Maria Cristina Robb

COSA C'E' DI PIU' INTRIGANTE DI UN AMORE ESTIVO? IN ESTATE TUTTO COOPERA AD ESALTARE LE SENSAZIONI: IL SOLE, IL MARE, IL VENTO CALDO, LA VACANZA, IL RELAX, I CORPI ABBRONZATI E PIU' SCOPERTI, I PROFUMI PIU' INTENSI... 
UNA ROMANTICA ESTATE E' LA NOSTRA SORPRESA ESTIVA PER VOI! UN RACCONTO ROMANTICO OGNI SETTIMANA PER TUTTA L'ESTATE!... E fra chi lascia un commento estrarremo dei libri a sorpresa.

OGGI, LA PRIMA AD INAUGURARE QUESTA CALDA STAGIONE ROMANTICA E' MARIA CRISTINA ROBB CON UNA STORIA CHE SA DI DESIDERIO DI CAMBIAMENTI E NUOVI INIZI. ROSALYND, LA PROTAGONISTA DI VENTO DI LEFKADA VA SULL'ISOLA GRECA PER ALLONTANARSI DA UNA STORIA SBAGLIATA E FORSE TROVERA' PROPRIO LI' QUELLO DI CUI VERAMENTE HA BISOGNO... BUONA LETTURA!

I grandi aquiloni veleggiavano nel cielo terso, le ali multicolore schioccavano contro il forte vento e   si tiravano dietro le tavole dei surfisti che filavano sulla superficie del mare, accarezzando a malapena la cresta delle onde.
Rosalynd seduta sui ciottoli della spiaggia inseguiva quelle vele con lo sguardo di chi vede svolazzare i propri sogni là in alto, vicini ma irraggiungibili.
Dovevano sentirsi così liberi. Quanto tempo era che non provava la stessa cosa? Gli ultimi cinque anni le avevano tolto anche il ricordo di che sapore avesse la libertà.
Cosa sperava di risolvere con quel viaggio? Forse l'isola di Lefkada possedeva una cura segreta per guarire dal suo chiodo fisso?
Improbabile.
Ma la fuga era un altro modo per nascondere la testa sotto la sabbia e lasciare che il dolore del momento scivolasse sopra di lei.
Il suo capo, nonché amante da cinque anni, aveva festeggiato quindici anni di matrimonio.
Quante promesse.
David giurava che tra lui e sua moglie era tutto finito e che lei era la donna della sua vita, ma il tempo passava e la prospettiva che la lasciasse rimaneva sempre poco al di là della sua portata. Aveva persino dovuto sovraintendere all'organizzazione della grande festa. La lista degli invitati, i biglietti con impresse le loro iniziali intrecciate, i cesti di rose gialle e calle per addobbare la sala del ricevimento e persino la scelta delle bomboniere con i due sposini in ceramica abbracciati. E poi, dulcis in fundo, era stata obbligata a partecipare all’evento.
“Rosalynd” le aveva detto Mary Ann, la moglie di David, “non puoi mancare. Ho bisogno che sovrintendi a tutto, mi fido solo di te.” E chi era lei per rifiutarsi? Così aveva dovuto anche brindare alla coppia felice insieme a tutti gli amici festosi.
Non aveva neanche avuto la forza di piangere.
“Mia moglie è troppo fragile in questo momento,” le aveva detto David mentre la teneva tra le braccia nella stanza del motel dove si incontravano, “non posso darle un colpo del genere ora.”
Con David c'era sempre un’ “ora”, ma chissà perché non sembrava mai quella giusta.
Così eccola qui. Un last minute per l'isola di Lefkada ed era partita. Voleva affogare in un mare di Mojito e di Uzo fino a dimenticare persino il suo nome.
Sulla spiaggia c'era un gran via vai di persone. I surfisti gironzolavano con il loro abbigliamento in neoprene e le imbragature legate in vita, gli accompagnatori trasportavano attrezzature e cibo o sedevano in piccoli gruppetti a chiacchierare sotto il sole e i bambini si rincorrevano sulla spiaggia sassosa lanciando strilli di eccitazione.
Erano tutti così pieni di vita, così indaffarati a godersi le loro passioni. Anche lei era stata così? Era tutto talmente lontano, quanti pezzi di sé aveva perso in quei cinque anni?
I suoi interessi, gli amici, le passioni, tutto dimenticato nell'attesa dei momenti che David rubava alla sua famiglia per stare con lei.
Il rumore di sassolini che scivolavano accompagnati da un lieve ansito la fecero girare all’indietro.
Un cane nero con il pelo raso e lucido stava trotterellando naso a terra alla ricerca della pista giusta dietro i ciottoli e sotto le erbacce.
L'animale sollevò il muso verso di lei, si fissarono e dopo un secondo allungò il passo delle zampe snelle verso di lei.
“Ciao cane.” Rosalynd alzò una mano verso di lui, lasciandolo annusare. “Cosa fai di bello?”
Lui sembrò gradire quello che il suo olfatto gli diceva, piegò la testa e spinse la superficie setosa contro il suo palmo.
“Ah...sei in cerca di coccole,” gli disse, grattandogli l'attaccatura delle lunghe orecchie. Un piccolo mugolio uscì dalle fauci dell'animale mentre spostava la testa per indirizzare la sua mano nei punti che gli piacevano di più.
“Stai attenta.” Una voce grave alle sue spalle la fece sobbalzare. “Se continui a grattarlo così non te ne libererai più.”
Rosalynd vide apparire due lunghe gambe nella sua visuale e sollevò il viso verso l'alto, molto in alto, per guardare in faccia un vero vichingo, sbarcato da qualche drakkar proprio lì  a Lefkada.

A dire il vero lo aveva già notato e come avrebbe potuto fare altrimenti? Un gigante biondo che girava per la spiaggia con la parte superiore del mutino a penzoloni sulla vita mettendo in mostra un torace largo e maestoso dove si potevano contare i singoli muscoli uno a uno. Portava i capelli lunghi tirati indietro dalla salsedine lasciando scoperto il viso dai lineamenti decisi e squadrati e due folte basette che si allungavano sulla mandibola fino a unirsi alla corta barba sul mento.
Anche le gambe erano notevoli, lunghe e massicce come due tronchi, inguainate dal neoprene nero fino al ginocchio, per non parlare delle braccia con cui sembrava poter da solo domare una tempesta con la propria vela.
Rosalynd deglutì e fece un tremulo sorriso.
“E' tuo?”
Domanda cretina, ma era tutto ciò che era riuscita a farsi venire in mente.
Il cane, al suono della sua voce, si era allontanato da lei ed era andato a sfregarsi contro i polpacci dell’uomo.
Il vichingo si accovacciò e accolse le leccate festose del suo animale con dei suoni sconosciuti ma dal tono inequivocabile.
“Modi è il mio fedele compagno, disposto a vendere l'anima per due coccole,” le rispose grattandogli il cranio affusolato.
Rosalynd ridacchiò e accarezzò il dorso lucido del cane, staccando a fatica gli occhi da quel sorriso al fulmicotone che era apparso in mezzo alla barba.
“Coma mai in questa spiaggia? Non vedo tavole o kite,” le chiese
“Dalla città ho visto gli aquiloni e sono venuta a vedere.”
“Il vento è forte qui, rischi di volare via.”
Lei sorrise all’idea di navigare nell’aria insieme a tutte quelle vele. “Non importa. Lo spettacolo è talmente bello che ne vale la pena.”
Lui la guardò continuando ad accarezzare la testa del cane.
“Chiunque abbia messo quello sguardo nei tuoi occhi non se lo merita.”
Rosalynd sbatté le palpebre, inspirando di colpo.
“Cosa?” gli disse
“Se fosse un uomo non lascerebbe una bella ragazza su una spiaggia piena di surfisti.”
“Sono da sola a Lefkada.”
“Appunto, non si merita quello sguardo.”
“Ma quale sguardo?”
“Come se inseguissi un kite che è volato via.”
Rosalynd rimase a fissarlo incredula. Era così  trasparente? Persino un vichingo sconosciuto riusciva a leggerle dentro? ....



 LEFKADA, L'ISOLA GRECA IN CUI E' AMBIENTATO QUESTO RACCONTO E' PARADISO DEL KITE SURFING
GUARDA IL VIDEO



 UNA ROMANTICA ESTATE VI DA' APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA SETTIMANA


6 commenti:

  1. Ohhhh... Maria Cristina apre le danze e come sempre ci seduce! Io corro di là a finir di leggere e penso proprio che lascerò un commento bello lungo!

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  2. Alessandra12/07/13, 10:52

    Bellissimo! Sono stata risucchiata da quelle righe che mi hanno riportata indietro di 5 anni, quando in una piccola isola greca ho trascorso la vacanza più bella della mia vita condita dal sole, dal mare e dal vento sullo sfondo della storia d'amore... proprio come per Rosy e Herman. Ed Herman ci piace! E' bello, solare, atletico e sa vivere e godere della vita: di una sensibilità rara saprà trovare la strada per il cuore della disillusa Rosalynd che non trova la forza per dire basta ad un amore e ad una storia che sa di errore fin dalle prime righe! Avete iniziato questa estate con dei bei fuochi d'artificio! Cosa ci aspetterà poi?
    Grazie LMBR

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  3. questo racconto mi ha coinvolta molto. Alcune cose forse sono già viste, l'amante del capo, la donna che si sveglia il giorno dopo senza sapere cos'è successo la sera prima, per esempio. Ma ce ne sono altre che mi hanno lasciata senza fiato: il momento in cui arrivano David e la moglie, la scenetta che fa il vichingo di fronte al capo, la fine... sono veramente ben descritti ed emozionanti. Penso che in questo caso l'autrice abbia dato il meglio di sé, più di quanto ha fatto con il racconto della scorsa volta!

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  4. Bello! Me lo sono goduto durante la pausa pranzo. Il comportamento di Herman davanti al capo è coi fiocchi. e poi... un bel vichingo così è il mio protagonista preferito.

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  5. La stagione romantica è partita proprio bene con questo racconto molto carino. All'inizio non sembrava niente di speciale, ma riga dopo riga ha saputo catturare la mia attenzione e coinvolgermi nella storia. Inutile dire che ho finito la lettura col sorriso sulle labbra e con una cotta per il bel vichingo ^_^

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  6. Maria Cristina diventi sempre più brava. Continua a scrivere e ad allietarci con racconti sempre pieni di passione e sentimenti!
    Un abbraccio
    Libera

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