Una Romantica Estate: QUATTRO GIORNI E QUATTRO NOTTI di Monica Lombardi

LUGLIO STA FINENDO, L'ESTATE E' NEL PIENO E LE VACANZE, PER MOLTE DI NOI SONO ALLE PORTE...
QUATTRO GIORNI E QUATTRO NOTTI E' L'INTRIGANTE STORIA DI MONICA LOMBARDI  CHE CI TRASPORTA NELLE ACQUE DA SOGNO DEI CARAIBI,  COME FARE A RESISTERE?  E INFATTI LA PROTAGONISTA DI QUESTA STORIA, IN VACANZA PREMIO AZIENDALE SU UNA SPLENDIDA NAVE DA CROCIERA, NON RESISTERA' AL PIACERE DEI LUOGHI NE' DEI SENSI... BUONA LETTURA!


 «Ho deciso. Prima della fine della crociera devo riuscire a infilarmi nel letto di Thomas».
Il cocktail di Andrea andò per traverso e Cristina si allungò per dargli delle sonore pacche sulla schiena che sembrarono fare più danno che altro, tanto che lui alzò il braccio per bloccarla.
«Stai… ferma».
Lei si riadagiò sullo schienale inclinato di una delle comode sdraio sistemate sul ponte numero 5 della Magia dei Caraibi, portando il bicchiere colorato alle labbra e stringendo gli occhi in quella che doveva essere la sua resa migliore di donna cazzuta e determinata.
«Non dirmi che sei stupito».
«Dopo un anno e mezzo che gli muori dietro e non fai assolutamente niente?»
«Non gli sono morta dietro». Gli allungò il polso sotto il naso, un polso snello e già leggermente abbronzato. «Vedi? Viva e vegeta!»
«Sono comunque passati diciotto mesi senza che tu l’abbia neanche visto senza camicia e ora intendi arrivare a meta in quattro giorni?»
«E quattro notti».
Dietro gli occhiali da sole, Andrea levò gli occhi al cielo.
«La crociera viene presentata come quattro notti» si giustificò Cristina. «E non sono quattro notti normali. Ci saranno lo sciabordio delle onde, i tramonti, le stellate in mezzo al mare… insomma quale ambiente più romantico di una crociera? Certo se il nostro amministratore delegato si fosse sprecato e ci avesse regalato come premio una crociera da sette notti sarebbe stato più facile. In quattro… sarà più complicato». Si girò verso di lui. «Complicato ma possibile».
Andrea canticchiò il tema di Mission Impossible e scoppiò a ridere quando Cristina gli si scagliò contro, appoggiando in tutta fretta il bicchiere per terra. Venne da ridere anche a lei e ci scappò quasi un mezzo abbraccio. Quasi.
Era sempre così, tra di loro. Non l’abbraccio, quello no, erano solo amici. La complicità e le risate. Anche quando erano in ritardo per una consegna e lavoravano fino a tardi, arrivava sempre una battuta a stemperare la tensione, a strappare un sorriso. Forse era per quello che il loro team era il più forte, in agenzia. Un trio – il terzo elemento, Ivan, era dovuto rimanere a casa perché si era rotto il tendine d’Achille due settimane prima giocando a calcetto – di creativi capaci di sfornare idee a ripetizione e ribaltarle, criticarle e ottimizzarle prima di presentarle ai loro capi e ai commerciali e infine ai clienti.
Commerciali di cui faceva parte anche quel bell’imbusto di Thomas, padre italiano e mamma inglese, si diceva nobile, ma forse era solo una diceria per spiegare come mai lui fosse sempre vestito con abiti firmati e guidasse una Jaguar. O, avrebbe aggiunto Andrea, come mai avesse la puzza sotto al naso. Ben nascosta dietro a un atteggiamento da pacca sulla spalla con gli uomini e democratici sguardi a tutte le natiche femminili in ufficio, ma pur sempre chiara ai suoi occhi come un’insegna al neon.
«A che cosa stai pensando?» gli chiese Cristina, la mano sempre stretta attorno al suo polso.
«Che Thomas è un coglione».
Cristina sollevò gli occhiali per poterlo guardare meglio. E no, proprio in quel momento Andrea non aveva bisogno di essere scrutato da quegli occhi verdi con contorno nocciola e pagliuzze dorate a cui sapeva che non avrebbe potuto rendere giustizia, se avesse provato a disegnarli.
«Perché?»
Già, perché quell’antipatia all’inizio molto lieve ora stava diventando sempre più spiccata?
«Perché fa il pirla in giro e non ha più l’età per farlo, immagino».
E non si accorgeva che la donna migliore di tutta l’agenzia non aspettava altro che un suo cenno per scattare sull’attenti, il che era un pensiero ancora più fastidioso. Pensare che una ragazza bella e intelligente come Cristina potesse scattare sull’attenti davanti a quello lì.
All’inizio Andrea aveva accolto quella cotta quasi con sollievo. Quando aveva iniziato a lavorare per l’agenzia, solo due mesi dopo di lei, Cristina era a pezzi per una convivenza di due anni finita male. Forse per quello avevano legato subito in un modo che andava oltre il rapporto professionale. Più di una volta erano andati a mangiare qualcosa insieme, dopo il lavoro, solo perché  lei potesse sfogarsi, o perché la vedeva particolarmente giù  di morale. Così quando gli occhi tristi avevano iniziato a seguire il bellimbusto in giro per l’ufficio, Andrea l’aveva visto come il segno che la vita finalmente andava avanti.
Il fatto era che Thomas non era uno stupido. Pescava nello stagno attorno all’ufficio, Andrea sapeva che si era fatto delle clienti, la barista all’angolo, un paio di collaboratrici free-lance, ma evitava accuratamente di portarsi a letto le donne a cui si sarebbe trovato di fronte ogni giorno, Cristina inclusa.
«E una volta entrata nel suo letto, che cosa pensi di fare?»
Cristina si rimise gli occhiali sul naso cosparso di efelidi, raccogliendosi i lunghi, morbidi capelli castani su una spalla e lasciandosi ricadere sullo schienale della sdraio accanto alla sua con un sospiro.
«Non lo so. Immagino che dipenda da che cosa succederà, in quel letto».
Andrea ridacchiò, dandole un buffetto sul braccio prima di recuperare il suo bicchiere.
Quando si portò il cocktail alle labbra, la punta di amaro che la bevanda gli lasciò sulla lingua era uno specchio perfetto di quella che la conversazione gli aveva lasciato addosso. ...



 E SE QUESTO RACCONTO VI METTE VOGLIA DI CROCIERA...ECCO UNA NAVE SIMILE A QUELLA SU CUI SI SVOLGE
QUATTRO GIORNI E QUATTRO NOTTI



UNA ROMANTICA ESTATE VI DA' APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA SETTIMANA


5 commenti:

  1. Bellissimo, Monica! scrittura accurata e appassionante come al solito. Brava!

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  2. Adele V. Catellano27/07/13, 21:20

    HO deciso: vado in crociera, mi porto la muta da sub e soprattutto i libri di Monica Lombardi... imperdibili con lo stile pulito e accattivante e chissà che a bordo non incontri Sam Bolton! By by ragazze... Magia dei Caraibi, a meeeeeeeeeeeeeeeee!!!

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  3. intrigante e ricco di colpi di scena. Come al solito Monica Lombardi non mi delude: dimostra una vera attitudine per i racconti.
    BRAVA!
    E complimenti anche per le copertine: bisognerebbe suggerire a quelli della mondadori di prendere ispirazione qui....

    RispondiElimina
  4. Visto che le copertine dei racconti le faccio io, ti ringrazio pe ril complimento , Noco. Anche se condo me qualche consiglio a quelli di Monddaori potrei darlo! ;o)
    Ciao!
    Francy

    RispondiElimina
  5. Carino e indubbiamente ben scritto. Mi sono anche ricordata che devo assolutamente leggere Scacco matto della Lombardi :D

    RispondiElimina

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