Una Romantica Estate: PASSIONE D'ESTATE di Adele Vieri Castellano

NUOVO APPUNTAMENTO CON I RACCONTI DI UNA ROMANTICA ESTATE...SIETE PRONTE A FARVI TRASPORTARE IN UNA NUOVA AVVENTURA DEL CUORE?
PASSIONE D'ESTATE E' L'INTESO E SENSUALE RACCONTO CHE ADELE VIERI CASTELLANO REGALA ALLA NOSTRA RASSEGNA.
NEL CUORE DELLA SPLENDIDA CAMPAGNA TOSCANA, MANUELA ARRIVA AL LUSSUOSO HOTEL DOVE SI CELEBRERANNO LE NOZZE DELLA SUA MIGLIORE AMICA, IGNARA CHE IL DESTINO (O QUALCHE UMANO) HA DECISO CHE LA SUA VITA HA BISOGNO DI UNA SVOLTA...SAPRA' LA VOLITIVA MANUELA ASSECONDARE IL DESTINO? BUONA LETTURA!



 Le mani strette sul volante, Manuela de Riso fissò il cancello di ferro battuto spalancato sul viale di pini, formulando a bassa voce la scusa dell’ultimo minuto:
«Ciao Carla, sono Manuela. Volevo venire al tuo fa-vo-lo-so matrimonio in Toscana ma, mentre ero in autostrada, ho fuso il motore.»
Poi pronunciò a fior di labbra quella che sarebbe stata la risposta di Carla:
«Tesoro, non ti muovere. Mando una delle dodici limousine di Husaam a prenderti. Quale preferisci?»
La sua migliore amica sposava uno sceicco in carne e ossa. Nell’ultimo anno di liceo era stato uno dei loro sogni ricorrenti, su cui facevano gustose risate. Ora si stava avverando.
Osservò il tramonto al di là del finestrino aperto: un tocco di rosso, una pennellata di arancio e il borgo medioevale in lontananza, sfuocato come un dipinto nel sole morente di giugno. Husaam, per il lungo fine settimana del suo matrimonio, aveva affittato l’intero paese, trasformato da una multinazionale in albergo di lusso.
Manuela sospirò e il profumo della campagna toscana le stuzzicò le narici: resina calda, gelsomino, acacia. E il ronzio degli insetti, il frinire delle cicale. Si riscosse, convinta che servisse qualcosa di più definitivo:
«Carla, sono in ospedale. Femore rotto mentre facevo sci nautico, non potrò approfittare della suite che hai riservato a mio nome.»
L’irremovibile donna Toro che univa all’amore e all’amicizia il culto per il possesso, avrebbe replicato:
«Manu, tu non sai fare sci nautico e in ogni caso, Husaam ha un team di ortopedici al suo servizio, ti mando a prendere con un elicottero. Dimmi solo se c’è l’eliporto all’ospedale dove ti hanno ricoverata.»
Forse era meglio far perdere le proprie tracce per una decina di giorni.
Manuela sbuffò stringendo la leva delle marce e, risoluta, fece per ingranare la retro con energia quando un colpo di clacson la fece sussultare con violenza. Il suo sguardo saettò sullo specchietto retrovisore.
Il muso di un’altra macchina era appiccicato al cofano posteriore e, per sottolineare l’impazienza, gli abbaglianti della Porsche nera brillarono più volte come diamanti, nel rosa sfumato del tramonto.

Con un misto di rabbia e rassegnazione pigiò l’acceleratore, la mano sudata ingranò la prima e, schizzando ghiaia tutto intorno, superò il cancello.

Una giovane donna le aprì la portiera con un sorriso, quintessenza della perfetta wedding planner: tailleur pastello, coda di cavallo, un minuscolo microfono davanti alla bocca ciliegia. Manuela si sentì uno straccio stropicciato.
Sopra al parcheggio, a metà della scala ombreggiata da un olmo secolare, notò tra gli alberi discrete guardie del corpo. Del resto lo sposo era o non era Husaam Udeen bin Khalifa Al Thani, un parente stretto dell’emiro del Qatar?
Alle calcagna di Miss Perfezione attraversò un ponte di legno; sotto, il ruscello scrosciante alimentava tre piscine incastonate su un prato smeraldo. Ombrelloni rettangolari di tela bianca ondeggiavano alla brezza e lei, abituata all’umidità milanese, trasse un confortante sospiro. Per la prima volta da giorni non stava sudando.
«Signorina de Riso, lei è alloggiata nella Villa del Poggio.»
La porta a doppio battente si aprì e l’atrio della dependance l’accolse in un abbraccio. Un bouquet di rose gialle accompagnate da una nube di fiorellini bianchi, uno scrittoio, poltrone di pelle, un tappeto persiano.
«Il mio numero è il 17, mi chiamo Sonia» disse la giovane porgendole un cellulare «non esiti a chiamarmi per qualunque esigenza. La piantina della struttura è sopra lo scrittoio e la signorina Carla Maffei mi ha detto di avvisarla, quando fosse arrivata. Provvederò subito, intanto le faccio portare il cocktail di benvenuto.»
Manuela si ritrovò sola.
Il suo trolley essenziale sfigurava parecchio in quel contesto lussuoso. Si aggirò incuriosita tra un letto king-size, asciugamani spessi due dita, prodotti per il bagno di Chanel. Mentre annusava la crema per il corpo, un flacone di ben cento millilitri alla faccia delle bustine striminzite degli hotel di gran lusso, sentì le porte aprirsi e tornò nell’atrio.
Davanti a lei c’era un viso illuminato dall’amore, braccia spalancate, il petto sovrabbondante che tremolava d’emozione.
«Sei mesi che non ci vediamo, Manu! Ti rendi conto che dovrei tenerti il muso?» disse Carla, la futura sposa, avvolta in un abito di seta aragosta.
«Sei schifosamente bella, non lamentarti. Persino Cenerentola si rosicchierebbe le unghie, guardandoti» rispose andando verso l’amica a braccia aperte.
Fu investita dal profumo familiare, dal suo entusiasmo e due lacrimucce di commozione. La stritolò, la sbaciucchiò, le stropicciò a dovere il vestito stordita dal fiotto di ricordi. Pomeriggi di studio, primi amori e prime delusioni.
«Dio santo, quanto mi sei mancata. Ora che sposo un riccone ti metterò alle costole un investigatore privato che mi terrà informata su tutti i tuoi movimenti, poi un tizio schifosamente bello che ti corteggerà, un giorno sì e l’altro pure, per tenerti allenata.»
Sciolsero l’abbraccio ma le mani restarono allacciate.
«Ti costerà un occhio.»
«Così non diventerai una vecchia zitella. Un giorno mi ringrazierai.»
«Non ho tempo, il lavoro mi occupa tutta la giornata.»
«… disse madama Formica.»
Furono interrotte dal cocktail colorato, ghiacciato, da frutta a cubetti, ombrellini di carta. Quando il cameriere uscì, Manuela sollevò il bicchiere:
«Alla tua salute, madama Cicala.»

«E’ un bene che parliamo di favole, significa che non ce le siamo scordate,» disse Carla e le loro risate si mescolarono al tintinnio del cristallo.



 IL LUXURY HOTEL CHE FA DA SFONDO A QUESTO RACCONTO, ASSOMIGLIA MOLTO A QUESTO...

UNA ROMANTICA ESTATE VI DA' APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA SETTIMANA


2 commenti:

  1. Che tuffo nella sensualità! La Toscana non poteva certo mancare nel panomarama di una romantica estate così come non poteva mancare la bravissima Adele!
    Mi è piaciuto tantisssssssimo
    Sab

    RispondiElimina
  2. Breve ma intenso, grazie!

    RispondiElimina

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