LE LETTRICI PROTESTANO: TROPPI 'ERRORI' NEI ROMANZI


Un mese fa circa, al meeting LA VIE EN ROSE a Firenze, Libera Schiano Lomoriello, lettrice, scrittrice e blogger, si è alzata ed è intervenuta durante il colloquio lettrici/ editor/editori,  e ha fatto agli editor presenti in sala una 'domanda scomoda' relativamente a un problema che molti  su questo blog e in  altri siti lamentano da un po': Perchè tanti errori da editing/correzione bozze inaccurati nei romanzi che leggiamo?
La risposta che gli editor interpellati hanno saputo dare a questa domanda  è stata abbastanza vaga. Ci saremmo aspettati più concretezza, perchè il problema c'è, se tante in rete lo fanno presente, inutile nascondersi dietro un dito. Comprereste un bicchiere nuovo con un bordo già sbeccato? O un maglione con l'orlo scucito? Perchè se le maggiori aziende in tanti campi si impegnano a garantire la massima qualità nei loro prodotti per raggiungere la massima soddisfazione dei clienti, le Case Editrici non dovrebbero fare altrettanto? I libri sono prodotti come tutti gli altri e dovrebbero essere trattati con la stessa cura da chi li produce, o almeno noi ci aspettiamo che lo siano. Le lettrici sono stufe di dover 'far finta di niente' quando trovano refusi, errori di grammatica e traduzioni approssimative nelle storie che leggono perchè i soldi con cui li pagano non sono quelli del Monopoli. 
La soluzione a questo problema è una sola: migliorare l'editing, sottoporre i libri a una dovuta 'rilettura' dopo averli fatti tradurre e fare un'accurata revisione delle bozze di stampa prima della pubblicazione.  Qualche refuso immaginiamo possa scappare, io che leggo in lingua ne trovo diversi (solitamente di spelling) anche nei libri in inglese, ma errori di grammatica, sintassi o traduzione sono poco sopportabili e bisogna metterci rimedio. 

Abbiamo invitato  Libera  a parlare del problema anche sul nostro blog. Noi  bibliotecarie sottoscriviamo il suo pensiero  e la ringraziamo per il suo intervento.

Le lettrici romance non sono mai contente?  
O semplicemente non vengono mai accontentate? 
E’ vero che ci sono sempre petizioni e richieste a valanga, che spesso le CE bollano anche come pretese, ma a volte sono più che legittime. Come il volere che i libri siano presentati in una forma perfetta. Ci lamentiamo spesso delle traduzioni, a volte perché problemi economici portano gli editori a optare per qualche taglio, altre perché non sono fedeli. E questo comporta la lettura di un prodotto diverso da quello originale.
Dall’antichità vale il detto che “tradurre è un po’ tradire”, perché comporta un’interpretazione in più rispetto alla lettura di un testo originale, ma quando si aggiungono errori oggettivi, il tutto peggiora.
Da un po’ di tempo poi, i fastidi sono aumentati, perché alle solite inesattezze si sono aggiunti errori molto più gravi. E non riguardano più soltanto la trasposizione dalla lingua originale, ma la presentazione nella nostra lingua: l’italiano.
Non si tratta soltanto dei classici refusi, per quanto pure quelli diano fastidio alla lettura, ma di veri e propri “orrori”, che una lettura attenta (da parte di un addetto all’editing o di un correttore di bozze magari) scongiurerebbe facilmente.
Qualche esempio? Ci sono personaggi che da un rigo all’altro cambiano nome, espressioni idiomatiche mal riportate in italiano, punteggiatura un po’ a casaccio, verbi errati, consecutio temporum sbagliate e periodi ipotetici senza congiuntivo. Insomma ve n’è per tutti i gusti. E dal più piccolo al peggiore contribuiscono alla piaga della martorizzazione della nostra madrelingua e soprattutto ci rendono faticosamente atroce quella che dovrebbe essere una tranquilla lettura di relax, che noi vorremmo goderci tranquillamente sedute sul divano. Invece bisogna sempre essere concentrate per interpretare ciò che leggiamo, continuamente tornare indietro di un capoverso per rileggere e cercare di comprendere locuzioni linguistiche a dir poco fantasiose.
Ve ne riporto qualche esempio che ho segnato personalmente, o grazie a qualche amica. Anzi alcune potreste ritrovarle anche sui blog delle CE interessate. Ci sono dai semplici refusi, agli errori più gravi di cui vi ho parlato. Mancano i tagli e un vero studio degli errori di traduzione, ma non leggendo in lingua, non sono confronti che faccio spesso. 
Amore ritrovato della Roberts (Leggereditore): La prima subito all'inizio, nella prima pagina del romanzo: "avevano emes so la loro sentenza", forse un refuso, e la seconda a pag. 510: parlando di abiti da sposa, mi sono imbattuta in "uno strascico di sei metri e sei milioni di pallette" ???  
 "Sarà per sempre" della McNaught (Mondadori Emozione):
Pag. 1 "per poi tornare a concentrarsi sui cofanetti di gioielli aperte davanti a sèPag. 297 "...perché sapeva che non avrebbe mai potuto partire abbandonando il bambino"  
"Un sentimento pericoloso" della Enoch (Mondadori, Emozioni), ma non ho la pagina: "Come ha fatto ha stabilirlo?"  
Nel libro di Linda Howard "La regina dei diamanti"( Leggereditore)- a pag. 113 l'espressione, tipicamente napoletana ma sicuramente non italiana BUSSARE AL CAMPANELLO - a pag. 179 l'espressione FARE UN SORSO D'ACQUA  
In "Heaven Texas" della Phillips (Leggereditore) ho trovate le due seguenti perle: Pag.108: Quando Bobby Tom avrebbe scoperto che lei era stata licenziata, avrebbe battuto i tacchi.  ???
Pag.141: Quando tutto sarebbe finito sarebbe dovuta tornare a casa.
"Il giardino dei nuovi inizi" della Roberts (Leggereditore): pag 58 : " Invece di superarlo,Clare uscì dall'altra porta che conduceva alla sala principale, pronta a baciare chiunque avesse privato della fastidiosa campagna di Sam " (io credo sia una serie di refusi, la frase avrebbe più senso se fosse stata..."chiunque l'avesse privata della compagnia di Sam". certo che ce son tipo 4 o 5 in una frase sola!!!).  pag 64 : " Immaginavo che Ry la terrebbe impegnata "
"I sussurri della notte" di Jeaniene Frost, (Fanucci), tradotto da Silvia Demi, pagina 102  "...era sotto shock e non SAREBBE passato molto tempo prima che il ghoul SAREBBE riuscito a entrare nell'ascensore...
"Deliziosa sfida" di Julie James in I Romanzi Mondadori collana Emozione: pag 313: “a meno che, come jason le aveva fatto notare, non era disposta a sorbirsipag 315: “visto come stavano andando le cose, qualcuno AVREBBE comunque dovuto uscire 
"Dark Whiper" di Cole e Gena Showalter, Leggereditore, c’è un chiaro errore di traduzione in cui 'God' è scambiato per 'good' e quindi tradotto con 'bene' anzichè 'Dio': nella scena del morso sentir dire 'Oh,bene.Daniela!' quando il protagonista sta imprecando per il suo errore ti risulta strano e totalmente senza senso da leggere.
 "Pazza di te" di Jennifer Crusie, della Leggereditore: pag 33: “Bill portò a casa un uomo soddisfatto” parlando di se stesso, mi fa pensare all’errata traduzione di un’espressione idiomatica;pag 37: Verso fine pagina il personaggio “in focus” cambia nome per un rigo e da Max diventa Bill.
 E visto che non potrei mai leggere un romanzo prima di decidere se comprarlo o no, cosa resta a garanzia di acquistare un buon prodotto? Con le lingue straniere non vado molto d’accordo, quindi leggere i romanzi in lingua originale, per me, significa attenermi alle scrittrici italiane?
LIBERA SCHIANO LOMORIELLO
(potete incontrare Libera sulla sua pagina FB qui)

Non so sia è un caso, ma gli esempi  citati da Libera appartengono a libri pubblicati di  CE a cui il nostro blog è particolarmente affezionato, perchè pubblicano romanzi che nella maggioranza dei casi incontrano pienamente i nostri gusti di romance fan. E allora perchè siamo qui a criticare? Perchè desideriamo che le nostre case editrici preferite cerchino di migliorare sempre al massimo la qualità delle loro edizioni. Ecco perchè. La nostra vuole essere una critica costruttiva, che nulla toglie al fatto che continueremo a comprare, leggere e presentare i loro libri,  ma ci auguriamo per il futuro una maggiore attenzione verso il desiderio delle lettrici di avere fra le mani un prodotto editoriale perfetto in tutti i suoi aspetti.

Il problema dell'editing ( e della correzione delle bozze) , naturalmente, diventa  decisamente centrale se dall'editoria tradizionale ci spostiamo verso il self-publishing, cioè l'autopubblicazione. Ho avuto modo di sperimentare in prima persona i brutti risultati di self-publishing mal fatti, perchè al nostro blog arrivano spesso richieste di recensioni da autrici e aspiranti autrici. In certi casi mi è capitato di leggere storie  (autopubblicate) anche interessanti sul piano della trama ma penalizzate da editing poco accurati o addirittura inesistenti.  Pensate anche solo alla fatica di leggere un romanzo con una punteggiatura inaccurata...un vero strazio! Se poi a questa si accompagnano refusi, errori grammaticali, sintattici, di layout di 
pagina, ecc., la lettura diventa praticamente imposisbile! Ecco perchè  ci preme raccomandare e a tutte le autrici o aspiranti tali che si apprestano ad autopubblicarsi, saltando i canali tradizionali di pubblicazione, di prestare massima cura all'editing del loro romanzo. Se ce ne fosse bisogno, consigliamo anche di investire soldi e di rivolgersi a professionisti che lo sappiano fare. Non basta l'autocorrezione purtroppo. Non si può  rischiare di proporre libri autopubblicati, che  solitamente hanno costi  superiori rispetto a quelli della grande distribuzione ( soprattutto se in cartaceo), che non siano perfetti, o quasi, sia  sul piano formale che quello del contenuto. Il rischio  è quello di 'tagliarsi le gambe' per sempre come autrici ancora prima di essere conosciute, perchè il passaparola in questi casi viaggia veloce. State pur certe che la lettrice che si rende conto di essere stata presa in giro una volta, perchè ha acquistato un prodotto scadente, la seconda non ci casca più. E farà pure cattiva pubblicità al vostro libro. 
In ogni caso, sia che il libro venga pubblicato da una casa editrice tradizionale, sia che venga autopubblicato, in cartaceo o ebook, come lettrici ci aspettiamo di ritrovarci tre le mani  un prodotto curato  in tutti i suoi aspetti. Errori e refusi di vario genere, come ha fatto notare  Libera, hanno il potere di togliere ogni piacere alla nostra lettura e niente come una cosa del genere può irritare delle book addicts come noi! Autori ed editori meditate.

QUAL E' LA DIFFERENZA TRA EDITING E CORREZIONE DI BOZZE?
*Fonte : sito  Specchio Magico 
Non bisogna confondere l’editing con la correzione di bozze, poiché sono due attività sostanzialmente diverse. Il primo, infatti, consiste in un vero e proprio intervento sul testo, al fine di smussarne gli angoli e “sgrezzarlo” per dargli una forma che sia il più possibile gradevole alla lettura. Capita, ad esempio, di trovarsi dinnanzi a un libro dal contenuto strepitoso ma con una forma mediocre (errori di ortografia o di punteggiatura, frasi sconclusionate o non bene legate le une alle altre, italiano non proprio corretto ecc.); l’editor dovrà allora lavorare sul testo dandogli un aspetto uniforme, correggendo gli errori formali e intervenendo sull’aspetto stilistico (ma non storpiandolo) in modo da renderlo fruibile e comprensibile. Oppure può capitare di ricevere un’opera scritta in modo accattivante e originale, ma il cui potenziale è “nascosto tra le righe” per inconsapevolezza dell’autore che non utilizza nel modo più appropriato i suoi mezzi espressivi o non riesce a far fluire liberamente la comunicazione con il lettore. Fine dell’editing è quindi quello di lavorare sul manoscritto con una sorta di scalpello, valorizzandone sostanza e apparenza.
La correzione di bozze segue quasi sempre all’attività di editing ed è affidata a persone competenti in materia. Si tratta innanzi tutto di lettori appassionati ed esigenti, dotati di un occhio attento a ogni piccola sfumatura e con una grande capacità di concentrazione. Il correttore di bozze ha infatti un compito delicato, ovvero quello di limatura e raffinamento del manoscritto. In passato, le case editrici avevano correttori di bozze interni, ma con l’avvento di Internet e la capillarizzazione del lavoro editoriale, oggi gli editori tendono a rivolgersi a service editoriali (agenzie che, tra i vari servizi, offrono anche quello di correzione di bozze) o a correttori esterni e freelance.
La correzione di bozze non avviene mai in un unico passaggio, ma, di norma dovrebbe ripetersi 
per due, tre o più cicli di seguito. Solitamente la bozza viene distribuita a più persone per garantire l’accuratezza della correzione e una “pulizia” più approfondita possibile del testo. Questo succede poiché non è detto che un unico correttore riesca a identificare tutti gli errori contenuti in un’opera, vuoi per “assuefazione” dell’occhio (ovvero, dopo la prima lettura il cervello tende a non registrare certi errori e il correttore legge ciò che ha in mente, non quello che c’è effettivamente scritto), vuoi perché anche la lettura più attenta non sempre permette di cogliere i più piccoli refusi.  La correzione di bozze è condizionata dalle così dette “norme di stile” o “norme editoriali”, cui il correttore di bozze deve attenersi durante il suo lavoro. Queste sono regole – alcune ufficiali, altre decise dall’editore e, quindi, cambiano da casa editrice a casa editrice – codificate al fine di allineare il testo e renderlo uniforme. 







AVETE RISCONTRATO ANCHE VOI 'PROBLEMI VARI' DI FORMA ( O CONTENUTO) NEI ROMANZI CHE AVETE LETTO DI RECENTE? QUALI? RINGRAZIAMO TUTTE LE LETTRICI CHE VORRANNO CONTRIBUIRE A QUESTA DISCUSSIONE LASCIANDO NEI COMMENTI EVENTUALI ESEMPI DI EDITING O CORREZIONE DI BOZZE NON ACCURATI IN CUI  SI SONO IMBATTUTE.

13 commenti:

  1. Post interessantissimo e spero che riesca a smuovere le acque. A volte sono così presa dalla narrazione che non mi rendo conto di quanti orrori grammaticali commettano gli editori. Tra i vari libri citati ne ho letti la maggior parte e sono rimasta veramente sconvolta per le ignobili storpiature soprattutto alla grammatica, roba che nemmeno alle elementari. Spero veramente che si decidano a fare qualcosa perchè è inammissibile tutto questo.

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  2. Ciao,
    grazie a Libera per aver portato alla luce con le CE questo annoso problema. Leggere un romanzo con refusi ed errori vari spesso rovina, in parte, la lettura.
    Manuela S.

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  3. Alessandra12/04/13, 10:09

    Leggendo il post e ricordando tutti gli orrori letti negli ultimi anni, mi sono ricordata anche della mia maestra elementare che ci diceva: "dovete leggere molti libri, solo così imparerete a scrivere bene!". Uhmmm... oggi direi le stesse parole a mio figlio?

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  4. Articolo molto interessante, anche perché la lettura dovrebbe aiutarci a mantenere in esercizio la nostra lingua e con questi errori si contribuisce a sminuire questo tipo di libri che sono sempre visti come libri di seconda categoria... senza contare il prezzo, ad esempio i libri della leggereditore costano tra i 10 e 12 euro non proprio un prezzo da edizione economica... alcune case editrici arrivano addirittura a 17/18 euro cioè non sono propriamente economici per il lettore quindi ci aspettiamo anche la qualità nel libro. Non permettiamo che ci trasformino in masse di analfabeti con le storie che più amiamo (sono un tantino provocatoria!)

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  5. Post MOLTO interessante!
    Chiara la distinzione fra editing e correzione di bozze (è da anni che continuo a ripeterla, spero che Libera abbia maggior successo).
    Ora due parole sulla correzione di bozze e scrivo per esperienza personale: 1) Corbaccio mi invia le bozze, mi chiede due settimane di tempo; invio le correzioni, mi rimanda le nuove bozze (come da contratto), rileggo e do l'OK stampa.
    2) Frilli (con cui pubblico noir da più di 10 anni) mi invia le bozze, segnalo le correzioni, passo in casa editrice (due fermate di bus) e passo un pomeriggio, a volte anche due o tre, a riportare sul testo definitivo le correzioni, non da sola (anche se so usare il programma che usano per l'impaginazione) ma insieme all'addetta all'editing-bozze. 3) riviste con cui non collaboro più da anni: si manda e tagliano, cuciono, cambiano. 4) I romanzi Mondadori inviano bozze e ti danno una settimana (di solito) correggi e rimandi, sperando che le correzioni vengano capite. Io sono sempre stata abbastanza fortunata, ma ad alcune colleghe è capitato che venissero inseriti errori o, se c'erano nomi stranieri funzionali alla storia, venissero tradotti con risultati molto buffi. Tutti dipende dai tempi: la libreria ha dei tempi di lavorazione, l'edicola ne ha altri. Io cerco di inviare testi "puliti" e so che anche molte colleghe si impegnano altrettanto, anche quelle che affiancano alla scrittura in proprio quella di traduttrice. Non ho esperienza di autopubblicazione, uno degli aspetti che mi frenano è proprio questo: la mancanza dell'occhio "esterno" sia per l'editing (ricordo un noir in cui in un pomeriggio avevo fatto accadere troppi eventi e il mio povero prot era diventato un fulmine) sia per la correzione delle bozze: gli errori di battitura sono peggio della polvere e si infilano ovunque. Mi scuso per la lunghezza del commento.
    marri (maria masella) un euro per cominciare e mille per smettere!







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  6. Davvero bello e interessante questo post... Anche un po' consolatorio perché ultimamente trovo una marea di refusi nei libri che leggo ( in particolare negli ebook che per quanto più economici cmq nn li regalano) e non capivo se sono diventata io più critica o se è un fenomeno in aumento: temo la seconda! È giusto far notare queste cose, soprattutto a quelle CE che si fanno pagare ogni libro caro e salato... Non credo di essere troppo esigente se mi aspetto un prodotto estremamente curato!!

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  7. @AnonimoGrazie Maria per averci raccontato la tua esperienza a riguardo!

    Francy

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  8. Avevo scritto anche io mesi fa un articolo simile, purtroppo è evidente che le cose non sono migliorate, anzi! Speriamo che il nuovo sfogo di Libera rinfreschi la memoria di certe case editrici!
    Un errore fresco fresco l'ho trovato nel libro della SEP "e se fosse lui quello giusto?", una parola che andava a capo in modo indecente, mentre in un paranormal della Graham c'erano aggettivi inesistenti e tremendamente brutti quasi in ogni pagina, e ricordo che per alcuni ho addirittura consultato il dizionario per essere certa che esistessero (alcuni no!) . Che poi il bello è anche questo, ti mettono la pulce nell'orecchio e ti ritrovi a chiederti se sei tu che sei poco acculturata o se a sbagliare sono loro... E cavolo, teoricamente dovrebbero saperne più di noi, no?
    Cassie

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  9. Sono d'accordo con Cassie, io leggo x divertirmi e svagarmi, ma anche x imparare da chi ne sa più di me, come, in teoria, dovrebbe essere, visto che un traduttore o chi si occupa di editing e correzione di bozze a livello professionale è un laureato. Gli aspetti che più mi disturbano sono il fatto che qs errori si trovano quasi solo nei romance, o almeno in modo così macroscopico e, in seconda battuta, che fare bene o male un lavoro prende lo stesso tempo, ergo xché nn farlo bene?

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  10. Purtroppo per contenere i costi di pubblicazione gli editori affidano editing, revisioni e traduzioni a persone incompetenti e ben poco preparate sulla nostra bella lingua: le regole grammaticali e la sintassi sono ormai un optional. Sovente ho lanciato appelli alle istituzioni e anche in ambito editoriale per salvaguardare, come fanno tutti gli altri paesi, quel patrimonio culturale che ci appartiene, cioè l'italiano. Temo che sarà sempre peggio se non si interviene tempestivamente con professionisti qualificati. C'è da inorridire a leggere gli orpelli e gli strafalcioni che rovinano tanti bellissimi romanzi. La mia maestra delle elementari e le generazioni di "veri" insegnanti di lettere che abbiamo avuto la fortuna di avere, si rivoltano nelle loro tombe.

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  11. Post davvero interessante. Ne approfitto per segnalare anch'io un errore, trovato nel romanzo che sto leggendo ora: "Una lady scandalosa" di Mary Balogh, I Romanzi Oro, Mondadori, pag. 282:
    - Spero non troviate che questa notte sia fredda, vero? - lui le chiese lui (un lui di troppo) :-P
    Riguardo alla differenza fra editing e correzione di bozze, consiglio invece questo post, sul blog di scrittura che gestisco con un'amica:
    http://illaboratoriodiscrittura.blogspot.it/2012/06/sullediting.html
    Potrebbe essere d'aiuto a chi volesse approfondire l'argomento.

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  12. Grazie a Libera e alle bibliotecarie, perchè l'argomento è davvero rilevante. Passi, per carità, qualche refuso: succede. Ma certe sciatterie sintattiche e grammaticali, i tunnel dell'orrore dove la consecutio temporum non è mai entrata a fare luce, i tragicomici errori di traduzione e/o scrittura ( ultimamente cito spesso il tipo che "si era rotto una gamba rotta" e l'altro che "doveva obliterare il passato", ma gli esempi sono, purtroppo, decine) irritano davvero. Lettura d'evasione non significa libro poco curato: per me, evadere è sì immergermi in una bella storia, ma anche assaporare l'atmosfera di un secolo lontano, o, nei contemporanei, le peculiarità di un ambiente. Per questo, senza cadere in paranoia da nerd ( rientro abbastanza nella categoria ^_^) vorrei che il patto narrativo non sfociasse in passaggi e particolari improbabili o palesemente errati.
    Patrizia

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  13. daniela o4/09/2013
    sono d'accordo con voi e in particolare con il commento di Mariangela Camocardi; ormai siamo all'assurdo, non stiamo più leggendo romanzi ma strafalcioni!
    a meno che le cose non cambino, ciò che possiamo fare è smettere di acquistarli

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