La Vie en Rose vista dall'altra parte della barricata.


Questa, lo dico subito, non è una cronaca. Sono mie impressioni, forse sbagliate, che forse faranno anche incavolare qualcuno.
Se mi chiedete se sono felice di aver partecipato alla quinta edizione de La Vie en Rose, vi rispondo di sì. Moltissimo. E non solo per l'invito ufficiale di Caterina, June Ross e Silvia che mi hanno voluta come autrice e che pubblicamente ringrazio per la centocinquantesima volta - oddio, mi sembra ancora impossibile -, ma perché sono stati due giorni splendidi, pieni di risate, di amiche che ho potuto riabbracciare, di chiacchiere interessanti, oltre che piacevoli e divertenti. Vi dirò che sedere di fronte al pubblico presente all'evento è stato meno terrorizzante di quanto non pensassi, forse perché moltissimi di quei volti erano conosciuti e incoraggianti. La voce non mi si è strozzata in gola e un sorriso, qua e là, sono pure riuscita a farlo. Merito di Silvia Basile, che è stata bravissima a condurre l'intervista, e anche merito della confortante presenza di Adele Vieri Castellano, insieme alla quale  ho avuto il grande piacere di condividere il panel.
Adele Vieri Castellano, Silvia Basile e moiViviana Giorgi/Georgette Grig.
Ma se volete un parere davvero sincero sulla manifestazione, ora lascio da parte la mia esperienza personale e vengo ad altro. Vengo al significato di La Vie en Rose, che è un evento unico in Italia e che secondo me, a questo punto, dovrebbe forse rinnovarsi, anche se quest'anno è stato tutto perfetto e calibrato anche nei tempi (forse solo un panel è stato un po' lungo). Prendetela come una provocazione, o forse un suggerimento ancora poco definito. O forse non prendetela per niente, punto e a capo.

Caterina Caracciolo, June Ross e Silvia Basile danno il via alla manifestazione
Forse, Caterina, June Ross e Silvia (vi cito sempre in ordine alfabetico), potreste inventare un modo per far parlare di più le lettrici. Certo, da sempre hanno la possibilità (non sempre sfruttata) di porre domande, ma a questo punto mi piacerebbe capire a che punto è il romance in Italia da loro, dalle lettrici che intervengono a LVER e che, come è stato detto, sono avanti.  Informate, preparate, curiose, anche se non sono affatto certa che siano un campione significativo (per quanto avanti ) della lettrice romance italiana. Mi piacerebbe comunque che fossero loro, le lettrici, ad essere intervistate, magari da editor e autrici, tanto per cambiare, giusto per capire. Perché a me hanno dato la sensazione di essere lettrici insoddisfatte, proprio quando il romance in Italia si sta aprendo in qualità e quantità. Nuove case editrici, nuove collane, nuovi generi, come il contemporary - che fino a qualche tempo fa era solo di casa alla Harlequin - su cui tutti gli editori, anche quelli non specializzati, sembrano essersi buttati a pesce.

Il pubblico 
Cosa vogliono veramente le lettrici? 
Notizie sulle prossime pubblicazioni, e qui non ci piove. Garanzie sulle serie in pubblicazione, va benissimo. Recuperi di titoli che sono introvabili, diritti permettendo, ok (quando pensiamo che siano capricci dell'editor a bloccare un'uscita, spesso si tratta di problemi con i diritti, ricordiamocelo). Risposte sul perché alcune autrici passino da una casa editrice all'altra, a volte a discapito della qualità dell'edizione.
Già, cosa vogliono veramente le lettrici? È la domanda che mi sono fatta più volte durante questa Vie en Rose. Saltano di gioia quando Mondolibri (non presente) manda a dire che Lover at Last, tredicesimo della serie della Ward, uscirà a settembre (il primo M/M): alla faccia del nuovo che avanza. L'erotico non lo leggono più, lo leggevano dieci anni fa (romance erotici in italiano?), ma vorrebbero i RS che come i western non hanno mai bissato nel nostro paese il successo USA (e forse ormai hanno capito che la Brockmann e la Stuart in versione RS se le devono scordare).


Gli editor moderati da June Ross: Claudia Del Giudice, Emma Books; Isabella Spanu, Leggereditore; Alessandra Bazardi, Harlequin Mondadori; June Ross; Marzio Biancolino, I Romanzi Mondadori, Lara Giorcelli, Piemme

Fossi stata un editor lo avrei chiesto a loro direttamente cosa vogliono. Anche se fossi stata una rosa nostra glielo avrei chiesto. Perché, in tutta onestà - e mi perdonino le autrici italiane - mi è parso che quest'anno ci sia stato solo un certo, educato interesse verso di loro, per le quali la VER in fondo è stata inventata (e non è un caso che Mariangela Camocardi abbia chiesto di sostenere il prodotto italiano). Vorrei dire alle lettrici presenti a LVER che queste autrici italiane, tutte o quasi con ventennale esperienza,  in un certo senso e con qualche eccezione continuano ad essere incanalate dalle loro case editrici all'interno di un genere, lo storico, e per di più in formato molto tradizionale. Avessero spazi anche in collane più aggressive, forse potrebbero offrirci altri lati del loro indubbio talento. Se questa freddezza dimostrata dal pubblico presente in sala verso lo storico made in Italy fosse solo una mia impressione, come vorrei  (anche se ognuna di noi, sia chiaro, può e deve leggere e acquistare ciò che più le piace, italiano o straniero che sia) commentate e ditemi che sbaglio. Altrimenti, spiegatemi perché non sbaglio.
Saluti affettuosi a tutte.


Le Rose Nostre:  Roberta Ciuffi, Ornella Albanese, Mariangela Camocardi, Angela White, Theresa Melville, Miriam Formenti, Paola Picasso, Maria Masella.

LE MIE PAGELLE
Le organizzatrici: Caterina, June Ross, Silvia: 9/10. Perfette, calibrate, attente. Non do loro un 10 pieno per stimolarle a cercare per le prossime edizioni nuovi spunti.
Gli editor:  7/8, perché 1) non hanno quasi lasciato parlare la mia editor Claudia Del Giudice di EmmaBooks che era a La Vie per la prima volta (be', scusate, sono di parte.) 2) Non hanno secondo me sostenuto  a sufficienza le loro autrici presenti in sala. Sono stati però molto chiari nello spiegare il come e il perché delle loro scelte editoriali, spesso forzate dall'alto e dai costi. Sono stati anche bravi a lanciarsi qualche divertente frecciatina. Il loro panel, come sempre, è stato il più animato.
Le rose nostre: vorrei dare un 9, ma do un 8 di stima, perché in generale sono state troppo poco grintose. Non hanno fatto sistema. Ma aggiungerò anche che, forse, ciò è dipeso dal fatto che non era stato dato loro uno spunto comune intorno a cui sviluppare una discussione che andasse oltre i progetti futuri (nonostante la precisa conduzione del panel da parte di June.)
Il pubblico: 7, di simpatia. Le lettrici accolgono Marzio Biancolino editor de IRM come fosse una pop star (e invece si rivelerà un ballerino promettente). Però... Le domande si ripetono uguali negli anni. Qualcuno critica Leggereditore per le traduzioni scadenti, qualcun altro la porta in palmo perché finalmente la Phillips è distribuita in Italia. In generale, le lettrici si dimostrano molto attente, ma sembrano non essersi accorte che in campo editoriale non è la democrazia a governare.
365 Storie d'amore: 10 a June Ross che parla (per me a sorpresa) dell'antologia alla quale molte delle presenti hanno contribuito (compreso la sottoscritta). E per farlo non chiama accanto a lei un'autrice famosa, una rosa nostra, ma la factotum Lucia Bianchi (10) che è alla sua prima esperienza editoriale e che per la sorpresa per poco non sviene di fronte a tutti.
Laura Grassi: 10. Ha postato La Vie en Rose 2013 minuto per minuto su Facebook, meglio di Bruno Pizzul.
Le mie amiche: 10.
Giusy e Andreina: 10 con lode, loro sanno il perché.

                      Laura Grassi al lavoro


Ho detto la mia :)
 Aspetto commenti.







31 commenti:

  1. 10 a Viv, la professionalità c'è e si vede.
    Per la cronaca non cronaca, precisa in tutto.
    Per le osservazioni, che condivido, soprattutto per quanto riguarda le lettrici e come dovrebbero essere ascoltate dalle case editrici.
    Le CE si lamentano che ogni anno vengono fatte le stesse domande. Forse perché disattendete, ogni anno, le aspettative???
    Forse perché le lettrici domandano e voi non rispondete?
    Se le case editrici vogliono conoscere i gusti e le opinioni che domandassero al loro obiettivo finale.
    Sulle Rose nostre ho poco da dire, forse perché non le leggo da molti anni e per me sono una novità, anzi devo ancora completare tutti i loro romanzi. Però mi piace credere di sostenere anche le scrittrici giovani italiane, come la Georgette Grig (conoscete?) di cui mi piace molto lo stile. E non è piaggeria (ti ho copiato la parola Viv), Bang Bang ecc... per la prima volta lo lessi qui.
    E poi come non posso darti 10 visto che lo hai dato anche a me (onoratissima!).
    Che io ami moltissimo la Vie en Rose, ormai, lo sanno anche le pietre e quindi non dico altro, tranne che, quest'anno, secondo me, è stata anche migliore.
    Un saluto a tutto il blog.
    Lucia

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  2. Lucia è stata migliore perchè c'ero io ^_^

    Viv davvero una bella cronaca e io che ero alla prima esperienza di VER debbo dire che concordo con te su due cose:
    - Le domande alle CE sono sempre le stesse, ma forse ha ragione Lucia, le risposte latitano, sia a parole che nei fatti, e quindi si insiste sempre sulle solite richieste?
    - Più partecipazione del pubblico. Io sono riuscita a porre una domanda, ma ne avevo altre tremila, sia per le CE che per le rose nostre, ma un po' non sono stata vista dalla conduttrice, un po' non volevo essere sempre io a parlare, non ne ho poste altre. Invece sarebbe bello che ogni panel avesse una certa partecipazione del pubblico.

    Il resto lo potrete leggere nel pomeriggio sul m io blog :-P

    Libera

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  3. Allora sono d'accordo un po' si tutto, io ho partecipato alla prima edizione e poi a questa e le differenze ce n'erano molte, le rose nostre come dici tu erano poco grintose, ricordo ancora nella prima edizione, la grinta della Camocardi, nel spiegare come costruisce una storia da dove prende i nomi dei protagonisti, e devo dire che questo mi aveva fatto innamorare dei suoi romanzi, ancora oggi quando ne leggo uno suo, sento tutta la passione che ci mette, me la vedo davanti agli occhi e così anche per le altre autrici ovviamente! Ed è questo che mi sprona a comprare i loro romanzi, un po' mi ha infastidito devo dire che sia stata data a noi lettrici la colpa della poca fama delle rose nostre, ma vorrei ribadire che senza VER io non avrei saputo della loro esistenza, non c'è pubblicità delle loro fatiche, l'unica è il passaparola tra lettrici o il fatto di averle incontrate proprio alla VER! senza contare che io non sapevo assolutamente che dietro pseudonimi stranieri si celasse un'autrice italiana, per me il nome non fa differenza, è il contenuto del romanzo la storia quello che mi comunica poi ovviamente quando vedo che lo stile dell'autrice e come scrive mi piace e molto mi fidelizzo e non la mollo più!
    Annika

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  4. Alcune considerazioni a caldo, dopo aver letto Viv e i due commenti.
    E' importante una premessa: quelle che chiamate "rose nostre" sono sette (o otto) autrici italiane che hanno diverse esperienze di scrittura e quindi ciò che scrivo è soltanto il mio parere.
    Ho scritto romance contemporanei (tanti) usciti in edicola con Curcio e quadratum, tanti a puntate o in inserto con quadratum. Quando Curcio ha chiuso e quadratum non ha più pubblicato romanzi in edicola, se non all'interno di Intimità o Love story, ho proposto romance storici a mondadori; li ha acquistati e ho continuato a scriverne, usando (finalmente) l'ambientazione italiana. Ma questa è sempre stata una produzione collaterale, non l'ho mai ritenuta la più importante. Non perché erano romance ma perché erano venduti in edicola; ritenevo e ritengo più qualificante un romanzo uscito in libreria: dura di più, ma soprattutto l'editore fa un vero editing. Soltanto chi ha provato entrambi i settori può rendersene conto.
    Mi piace diversificare, nel limite del possibile, la mia produzione: "non romance" per libreria e romance storici per edicola, mentre, da anni, ho smesso di scrivere per riviste.
    Alcune colleghe hanno provato con l'autopubblicazione in eb, per ora mi interessa poco. Lo ritengo un buon sistema per esordienti, come vetrina, non per chi scrive e pubblica da tantissimi anni. O un modo per rimettere in circolazione libri già pubblicati e ormai liberi dal contratto.
    Ammetto di essere ambiziosa e, pure cercando di scrivere sempre al meglio, dedico maggiori energie ai romanzi da libreria che a quelli da edicola. Non ho chiesto a Biancolino perché non pubblichi italiane nei contemporanei perché attualmente non mi interessa, altrimenti l'avrei fatto.
    Scrivere romance storici è la mia "vacanza", evasione o, se preferite, sogno. Se penso a una storia contemporanea vira rapidissima verso il dramma (come in 365!), verso il noir o, al limite, diventa un po' troppo ironica (e cattiva!) per accontentare le lettrici di romance.
    Sì, ho capito benissimo dagli interventi delle lettrici che preferite le autrici straniere e, fra le italiane, soprattutto le "nuove autrici". In sincerità, cosa non mi è piaciuto di La ver? L'appello a sostenere le autrici italiane, mi sono sentita un "panda" o una "quota rosa". Forse le colleghe non hanno provato il medesimo disagio, ma, ripeto, non siamo un blocco di persone e/o scrittrici identiche.
    grazie per l'ospitalità.
    maria masella

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  5. Io non c'ero, ho seguito in diretta tramite Laura che ha svolto un'ottimo lavoro e sono di parte, chiaramente. Scrivo erotico e mi ha colpito la frase di Viv sulle lettrici: "l'erotico non lo leggono più, lo leggevano 10 anni fa".
    Anch'ioa questo punto chiedo, come Viv, ma lo leggevano in italiano? Perchè dieci anni fa il genere era molto, mooolto diverso da quello attuale. Vi dirò anche che, scrivendolo, io sono una di quelle più soft perchè in determinati frangenti sta raggiungendo livelli da film porno. E non posso aggiungere squallido perchè il porno lo è sempre e comunque. Un bell'erotico non ha bisogno di descrizioni su come ...scusate ma mi secca dire certe cose! Insomma, il trattato anatomico e posturale a me non interessa più di tanto. Descrivere un rapporto sessuale, bè, devo farlo perchè scrivo nei Passion e mi piace farlo, sia chiaro, ma andare oltre il buon gusto, questo no. Perciò sostengo l'erotico, ma di qualità, uno stile raffinato. La volgarità la lascio ad altri, non mi interessa.
    PS Aggiungo: se non leggono erotico, chi lo legge, visto che il genere va a ruba? I maschietti?
    Un bacio a tutte
    Simona

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  6. Io ormai sono alla VER ogni anno (tranne Roma) e mi dispiace vedere come si ripeta sempre lo stesso schema. Poco tempo per lo scambio di pareri e panels troppo lunghi. Ross lo sa, glielo ripeto ogni anno, e ogni anno spero di avere più tempo per parlare con le altre senza fare ciao ciao con la manina dalla parte opposta della stanza (sono riuscita a parlare con Viv per 2 minuti rosicati...e mi è dispiaciuto tantissimo!).

    Schema da parte delle lettrici, che imperterrite ripetono sempre le stesse cose come macchinette.
    Voglio voglio voglio, senza considerare gli sforzi fatti da tutti gli editori (e sono stati tantissimi, quest'anno!).
    A me sembra che non prestino la minima attenzione e che non vogliano sentire ragioni. Gli editori sono chiari, chiarissimi nelle loro spiegazioni, eppure ho sentito domande e osservazioni veramente assurde.

    Mi ha dato fastidio un'osservazione in particolare: la denigrazione delle 50 sfumature senza averle lette. Ora, non difendo la serie perché non mi è piaciuta (IO, almeno, l'ho letta prima di giudicarla) ma mi è sembrato di sentire parlare le stesse persone che giudicano male il romance. La richiesta di un battage pubblicitario come quello fatto per la James per altre autrici (Brockmann? Seriously? Nemmeno gli americani le fanno così tanta pubblicità!) è stato il culmine dell'assurdo. Non si deve per forza lavorare in campo editoriale per capire certe cose...

    E poi l'erotico letto 10 anni fa? Ma queste persone sanno cos'è un erotico? 10 anni fa non esisteva in italia e in USA è sempre lo stesso di oggi (sesso, sesso, sesso, poco romance). Mi sembrava che nessuna fosse minimamente preparata...eppure è stato un argomento tirato in ballo proprio dalle lettrici.

    Insomma: le domande delle lettrici sono state poche - come sempre - e indisciplinate. Non c'è stata proprio l'occasione di fare un dialogo e mi è dispiaciuto vedere alcuni editori dimenticati per preferire l'aggressione a testa bassa a Mondadori e Leggereditore.

    Le autrici italiane hanno avuto momenti migliori nelle edizioni passate, però è anche vero che il pubblico era concentrato ancora sul panel precedente e la stanchezza della giornata si faceva sentire. Si è parlato poco di loro, delle loro ultime uscite. Peccato.

    La smetto altrimenti rischio di trasformarmi nella cattiva della giornata e non voglio smontare completamente la giornata.

    Cose positive ci sono state: le interviste di Adele e Viviana (bravissima e divertente!), l'ultima fila delle irriducibili con l'album di David Gandy, la Ross con il cartello ssshh, la pausa pranzo con i tavoli compressi per stare tutte assieme, le incursioni e le foto, venir fermata e salutata, rivedere tutte le ragazze...è questa la VER per me. Le anticipazioni editoriali non contano nulla, le veniamo a sapere lo stesso, ma questo - il contatto tra di noi, con gli editori e con le autrici - è la sostanza della VER.

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  7. Per me era la prima volta alla VER perciò non posso fare confronti con altri anni.
    Cmq mi sono divertita mi è piaciuto soprattutto dare volti a persone di cui da anni leggo sui blog e anche alle autrici.
    Personalmente non ho fatto domande perchè mi sentivo troppo intimidita, ma il problema per me non è stato la mancanza di spazio per un confronto, sono solo una persona molto riservata.
    Però mi sarebbe piaciuto chiedere alle rose: perchè non scrivono romanzi con un livello di sensualità un pò più alto? La Castellano ha osato e a quanto ho capito è andata più che bene!
    Carla

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  8. Arrivo tardi e quasi tutto quello che avete detto, mi trova d'accordo! per prima cosa ringrazio per il 10 in pagella, dovrò cambiare nickname in Bruno Pizzul? Ammetto che mi sono divertita a postare in modo compulsivo ed anche un pochetto disordinato tutto quello che veniva detto!
    Dalla lunghezza dei post immagino avrete già capito quali sono gli interventi che hanno riscosso di più la mia attenzione.... L'intervista ad Adele e Viviana, le discussioni con gli editor e l'intervento delle rose nostre. Confesso candidamente che la cosa più importante dell'incontro di Firenze sia stato quello di rivedere le amiche e rinnovare le conoscenze iniziate nei blog e su FB!
    Questa è stata la mia terza VER e devo dire con rammarico che mi è sembrato ci fosse un minore interesse per certe tematiche trattate da parte del pubblico, magari è solo una mia impressione chissà.
    Alla perplessità di Viviana circa l'ovazione che ha riscosso la notizia della pubblicazione di Lover at Last di J.R. Ward, io rispondo che secondo me le lettrici scelgono la qualità a prescindere dal genere proposto (è l'unica serie paranormal che seguo).
    Quanto poi alla risposta di una ragazza sul fatto che noi leggevamo l'erotico 10 anni fa, io mi dissocio nel 2003 leggevo solo lo storico,è solo ultimamente che ho imparato a diversificare i miei interessi romance. Anche l'erotico però dovrebbe essere di qualità, mentre a mio parere ultimamente sembra si sia raschiando il fondo del barile.
    Queste sono solo le mie opinioni e non vogliono essere verità assolute!
    P.S.
    @Miraphora c'ero anche io nell'ultima fila delle irriducubili e chissà come mai le uniche foto con i nudi di David Gandy sono quelle che ritraggono la sottoscritta!!!!!
    complimenti per la tshirt!

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  9. Non posso non dire la mia.
    Sono arrivata a LVER entusiasta del periodo che sto vivendo come autrice e sinceramente non ho colto differenze con le precedenti edizioni, l’accoglienza è stata affettuosa e calorosa.
    Quindi, cosa è cambiato? Il fatto che le nostre lettrici leggano di più le autrici straniere non è una novità. E’ sempre stato così e posso capirlo, la tradizione anglosassone ha radici molto profonde.
    Il punto non è: le autrici italiane si leggono meno delle straniere, ma le autrici italiane sono lette tantissimo nonostante il loro nome italiano.
    E’ vero che siamo autrici molto diverse l’una dall’altra, ma come si può dire che i nostri libri non destino interesse, curiosità? Per quel che mi riguarda, basta uno sguardo ai vari blog, alle librerie online, alle recensioni, alla bacheca fb, e poi ci sono le tante mail sulla posta del sito. Non mi sento affatto trascurata, al contrario mi sento molto coccolata da chi mi legge.
    Posso dire che Georgette ha colto un punto importante: libere dalla struttura del romance forse abbiamo più riscontri. Faccio l’esempio dei miei ultimi due romanzi L’anello di ferro e L’oscuro mosaico, in cui ho fatto confluire più generi. Davvero un numero di gran lunga superiore di recensioni, anche su riviste e quotidiani (in parte raccolte sul mio sito web)
    Sono meno letta delle autrici straniere? Ci sta. Ma non usare pseudonimi stranieri è stata una scelta di cui non mi sono mai pentita.
    E parlando de LVER in generale, a me è piaciuta molto perché ha un clima di amicizia e di professionalità insieme. Le interviste di Silvia e di Caterina davvero interessanti, leggere e profonde allo stesso tempo. Ross ha una qualità di grande impatto nel condurre: quello di dire e subito dopo sdrammatizzare.
    Quindi, solo due piccolissimi suggerimenti: le interviste sono più vivaci quando le domande vengono rivolte a due autrici, meglio se molto diverse come nel caso di Adele e di Viv. Si crea una dialettica che tiene desta l’attenzione.
    E poi più spazio alle lettrici, magari con la sicurezza preventiva di loro interventi.
    E per finire lo ribadisco, la VER è una festa che comincia tanti giorni prima e finisce tanti giorni dopo! Irrinunciabile.
    Dimenticavo una risposta a Carla. Sono scelte diverse: io ho preferito avventurarmi con i due ultimi romanzi nel thriller storico, sempre con una forte componente romance. Una direzione diversa che ha allargato il mio pubblico di lettori (hai notato che non ho scritto lettrici? Davvero, molti riscontri da lettori uomini!)
    Bene, direi che ho scritto un vero papiro. Un abbraccio affettuoso a tutte,
    Ornella Albanese

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  10. Care amiche, le ‘Rose nostre’ sono state 'accusate' di essere state poco aggressive, tuttavia non saprei come avremmo potuto esserlo.
    Abbiamo risposto alle domande che ci sono state poste e sarebbe stato presuntuoso, da parte nostra, tenere il microfono a forza per raccontare dei nostri romanzi in uscita e dei progetti futuri.
    La Masella, che è intervenuta prima di me in questa discussione, sa che anch’io la penso allo stesso modo riguardo all’invito fatto alle lettrici di acquistare i nostri romanzi. June è stata meravigliosa, ma io mi sono sentita un animaletto raro da proteggere.
    Io per prima acquisto quello che voglio, anche straniero. Se qualcuno vuole leggere i miei romanzi lo fa, se non vuole… pazienza.
    Con la Masella non sono però d’accordo sulla distinzione dell’editing fatto per la libreria e quello per l’edicola. Mondadori cura molto l’editing dei Romanzi e, in ogni caso, penso che per prime, noi autrici, esordienti e non, dobbiamo mandare alla casa editrice un lavoro corretto e scorrevole (su questo argomento si era già discusso su FB).
    In quanto agli interventi delle lettrici, ritengo che, se possono, debbano esprimere il loro parere. Gli editor glissano come sempre. Che altro possono fare se non hanno risposte precise da dare.
    Anche a me piacerebbe che le interviste fossero più brevi e le domande tante, ma immagino che per le organizzatrici non sia facile incanalare tutto alla perfezione. Hanno fatto del loro meglio.
    Aggiungo che sono stata felice di conoscere chi non avevo mai incontrato e di rivedere vecchie amiche. Ciao a tutte
    Miriam Formenti

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  11. Quando ho scritto il mio commento non avevo ancora visto quello di Carla e di altre amiche. Quindi, scusate se posto di nuovo.

    @ Carla, dici che avresti voluto chiedere perché non descriviamo le scene d'amore in modo più sensuale. Candidamente ti dico che io credevo di scrivere d'amore e di passione in modo abbastanza caldo, così come credevo facessero le mie colleghe. Ma certo si può fare di più.

    Ho però la sensazione che stia passando qualcosa che non è: e cioè che le italiane che scrivono romance storici non vendano.
    Ne ha parlato Ornella Albanese riguardo ai suoi romanzi, e io stessa, di recente, ho potuto felicemente sperimentarlo con la ristampa in eb di un mio vecchio romanzo. Noi italiane abbiamo i nostri
    estimatori e nel nostro piccolo abbiamo anche in discreto successo. In caso contrario non credo che Mondadori continuerebbe a pubblicare i nostri lavori, né avrebbe inserito un'altra esordiente. Cosa che ha fatto anche Harlequin.

    Un caro abbraccio a tutte.
    Miriam Formenti

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  12. Condivido quasi del tutto quello che Viv ha detto e quello che le lettrici dicono nei commenti.
    Ho notato molte cose che si ripetono ogni anno, perchè si devono fare sempre le stesse domande? perchè insistere che le lettrici comprino i romanzi delle italiane per sostenerle! ma dico io , ognuno può comprare quello che vuole no? io compro libri di autrici italiane, quelli che mi piacciono ovviamente e credo che anche le autrici facciano la stessa identica cosa. le nostre autrici non devono sentirsi offese se a qualcuno non piacciono i loro libri, perchè ad altri invece piacciono tanto.
    A me per esempio la Kleypas non fa impazzire e non la compro, ma altre 100 l'adorano!
    E sono d'accordo con la Masella che dice di non essere un "panda"...insomma basta con questa storia, è giusto che anche le nuove autrici abbiano spazio e fama, come tutte loro a loro volta lo hanno avuto quando hanno esordito no? Per quanto riguarda le lettrici trovo che lo spazio dedicato a loro per le domande mi è sembrato sempre più ristretto, è ora di dedicare un lungo panel esclusivamente per avere delle risposte dagli editori , che siano educate nella stessa misura con cui sono state rivolte, perchè le lettrici hanno diritto a delle risposte oneste.
    Infine trovo, noioso, invadente e fuori luogo insistere sempre sulla questione dello pseudonimo! Ognuno è libero di decidere che nome usare senza sentirsi in dovere di giustificarlo a noi, ognuno può avere le sue ragioni personali oppure usare un nome fittizio per diletto, ci basta solo leggere i loro libri se ci piacciono, altro non ci deve interessare affatto.

    Infine care amiche a Firenze sarei andata anche a nuoto solo per vedere Marzio Biancolino ballare!!!!!!!! MITICO!

    Ringrazio Viv per avermi dato un bel 10, sicura di essermelo meritato? ^_^

    Andreina

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  13. Dunque sembra che a questa VER le domande delle lettrici siano state un po' la pietra dello scandalo... Come hanno già detto diverse persone sopra, se le domande sono sempre le stesse o siamo tutte tonte e autolesioniste, oppure sono le stesse perché i problemi rimangono gli stessi o non vengono fornite risposte, mi sembra lapalissiano.

    Se non si vuole incorrere nel rischio di domande scomode o ripetitive o fuori luogo (non mi sembra ce ne siano state) l'unica è filtrarle in partenza, è molto semplice. Da valutare per il prossimo anno, nel caso.

    Vorrei anche fare i complimenti a Ornella, Miriam Formenti e Maria Masella per i loro interventi qui sopra, avete detto cose interessanti e che personalmente condivido in pieno. Conosco meglio Ornella, solo di vista Miriam e Maria, ma trovo che le loro parole rispecchino chi sono - come sempre accade, le parole che scriviamo parlano di chi siamo.

    Permettetemi di concludere con una battuta, un vero e proprio tormentone: Iscrizione alla VER, 26 euro; Frecciarossa da Milano, 69 euro; riabbracciare le amiche virtuali prima durante e dopo la VER NON HA PREZZO :D

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  14. Sono d'accordo con Andreina. Pienamente. Leggo di tutto ma ho le mie autrici preferite. Quasi tutte straniere. Ho provato a leggere libri di italiane; alcuni mi son piaciuti e altri no. E' tutta una questione di gusto personale.
    La VER è stata emozionante. Un evento unico e tutti i miei complimenti vanno alle organizzatrici.
    Il problema delle domande deriva dal fatto che c'è stato poco tempo. Con tutto il rispetto ma l'intervista all'autrice "una furtiva lacrima" è durata un pò troppo. Magari mi sbaglio ma dalla trama sembra tutto tranne che un romance. Non credo proprio che lo leggerò.
    Ben venga l'autrice nuova ma avrei preferito più tempo per uno scambio di opinioni con gli editor perchè ho avuto l'impressione che la giornata si animasse proprio attraverso le domande e le risposte tra editore e lettore. Finalmente abbiamo capito che se una serie viene pubblicata a metà è colpa dei diritti d'autore e di precedenti acquisti. io non lo sapevo e grazie a Biancolino che ha risposto chiarendo una volta per tutte un dubbio e una domanda che ci siamo fatte da sempore.
    Alessandra

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  15. Anch'io ero alla VER.
    Sicuramente la parte più emozionante è stato proprio lo scambio di "battute" tra lettrici e case editrici. La VER ci ha permesso di scavalcare quel mondo virtuale fatto di post e risposte attese a lungo. Il produttore e il consumatore che si incontrano. Quando mai capita una cosa del genere?
    Quindi è naturale che qualche domanda "scomoda" possa aver infastidito e lì, nel mezzo a tanta gente, era impossibile coordinarsi per decidere cosa dire e cosa chiedere. Gli interventi (alcuni) sono stati fatti di pancia, dettati dal momento. Non posso parlare per le altre ma io avrei voluto fare cento, mille domande. Purtroppo il tempo è stato poco e non ho potuto chiarire che senza i nostri editor, noi non andremmo da nessuna parte; senza i nostri romance saremmo perse. Naturalmente, come lettrici, non possiamo sapere cosa c'è dietro un libro finito e stampato. A noi arriva il prodotto ultimo; che ne sappiamo di ricerche di mercato, costi e diritti d’autore? Avrei voluto inchinarmi e dire grazie a Leggereditore per la Phillips, un grazie per la nuova collana Hm Mondadori e per tutti gli sforzi che fanno per venirci incontro comprese le risposte sui loro blog. (tanto per citare due case editrici) Come già detto il tempo è ladro e così ho finito per chiedere il motivo di alcune mancate pubblicazioni. La mia domanda verteva sui generi che secondo alcune mancano dal panorama editoriale italiano. Sarebbe stato interessante uno scambio di opinioni più ampio. Magari anche gli editor avevano delle domande da porre? Credo di si. Se fossi stata in loro avrei chiesto (anche esasperata) che cosa volete? Cosa leggete? Cosa vi è piaciuto e cosa non vi è piaciuto? Se è vero che siamo avanti rispetto alla lettrice “comune”, il nostro intervento poteva essere interessante
    Alla prossima VER spero di avere più tempo per approfondire temi e domande rimastre inespresse.
    Detto questo non posso che fare i miei complimenti a Caterina, Silvia e June per l’evento. Auguro a loro e a tutte noi, dieci venti trenta, cento edizioni emozionanti come questa.

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  16. Grazie a tutte per aver commentato con tanta passione il mio post. Sono contenta che ciò sia successo perché ne sono uscite indicazioni interessanti, anche da parte delle autrici che gentilmente sono intervenute.
    Credo che discutere faccia sempre bene e che dalle discussioni anche pacate come questa possa nascere qualcosa di interessante, certo molto più che dal silenzio o dall'inerzia accondiscendente. Una cosa traspare da tutti i vostri commenti. L' affetto e il comune apprezzamento per La Vie en Rose, per quanto è stato fatto fino ad oggi da Caterina, June e Silvia (sempre in ordine alfabetico) e per quel che faranno in futuro. A proposito, care organizzatrici, avete già deciso la data per l'anno prossimo?
    Ancora un grazie a tutte per aver di molto arricchito con le vostre idee e considerazioni il mio pensiero.
    Un abbraccio
    Viv

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  17. Mi è piaciuto il commento di Ornella Albanese perché condivido molto di ciò che ha scritto. A mio parere non è vero che snobbiamo le autrici italiane. Io, per esempio, le leggo. E se continuano a pubblicare i loro romanzi, significa che ottengono buoni responsi da parte del pubblico. Ovviamente compro anche romanzi americani (ne ho letto persino uno svedese), ma questo non significa che non ami il romance italiano e nemmeno a me è piaciuto moltissimo l'intervento della Ross che invitava le lettrici a promuovere i romanzi delle rose nostre. Senza contare il fatto che, per le autrici stesse, non deve essere stato bello essere additate come quelle che non piacciono abbastanza e hanno bisogno di incoraggiamento. Alcune di loro pubblicano romanzi da parecchi anni e sono amate dalle loro lettrici! Non credo abbiano nulla da invidiare alle autrici straniere, se non forse il fatto che non vengono tradotte ed esportate all'estero. Ma non credo che questo dipenda dalla nostra scarsa volontà.

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  18. Ho partecipato alla VER per il secondo anno, ed e' stata una giornata bellissima perchè mi ha permesso di trascorrere del tempo insieme a delle care amiche e , a prescindere dalla riuscita globale dell'evento , questo e' uno dei motivi che per me rende meravigliosa e unica questa occasione visto che per gli impegni di ognuno e i km che ci divono non e' facile poter stare insieme molto spesso.

    Devo dire che non condivido alcune considerazioni fatte da alcune di voi e in particolare mi riferisco al giudizio sugli interventi e le domande delle lettrici, , perchè non e' la prima volta che leggo questo tipo di commenti da cui sempra che coloro che sostengono il Romantic Suspence siano persone impreparare e che non capiscono le leggi di mercato delle CE ..: guadagno/utili..!

    Queste sono considerazione ovvie, essendo alla base delle prime regole di marketing , ma questo non significa che come lettrici non abbiamo il sacrosanto diritto di chiedere, chiedere , chiedere .. non per essere " delle spine del fianco" ma perchè rappresentiamo per le CE la loro fonte di guadagno e questo ci da il diritto di partecipare attivamente al " dibattito" su qualsiasi argomento !

    Nello specifico dei genere erotico, vorrei rispondere a Mira , perchè anch'io sono tra quelle persone che critica e ha criticato 50 sfumature senza averlo letto, semplicemente perchè dopo 50 pagine ho trovato il libro una noia mortale e non sono riuscita ad andare avanti .
    In particolare quello che critico di questo " presunto" fenomeno, e' il fatto che il successo di questo libro non e' stato sicuramente generato dalla sua qualità , ma solo ed esclusivamente per il battage pubblicitario che la CE ha pianificato a tavolino con delle precise e studiate strategie di marketing che , vi assicuro quando sono ben strutturate potrebbero vendere " il ghiaccio agli esquimesi"!.
    Concludo, facendo i complimenti a Ornella e Miriam, i cui interventi hanno colto ed espresso aspetti importanti da valutare per le future edizioni !

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  19. Bell'articolo! Peccato non esserci stata. Comunque l'idea delle interviste alle lettrici è davvero carina. Perché non aprire una rubrica a tema, magari a cadenza periodica? Lettrici 'pure', persone che non scrivono e non ne hanno nemmeno l'aspirazione. Sarebbe interessantissimo!

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  20. @Irene
    Davvero un'idea originale! :-)

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  21. Giovanna R.22/03/13, 07:54

    Condivido e sottoscrivo gli interventi delle autrici Masella e Formenti, meno quello della blogger Miraphora. In sostanza l'articolo non chiarisce la posizione della Viviana: ma da che parte sta? A chi tesse le lodi e a chi toglie lo scettro? Io dico solo che alla VER c'ero e mi è piaciuta (io non do' mai pagelle, non sono professoressa, i voti sono così classisti...): la June Ross che, con il suo spirito arguto, strappa sempre una risata, le amiche che ritrovo ogni anno con piacere, l'atmosfera gioiosa di donne che amano le stesse cose e vogliono sognare... NON mi è piaciuta: l'intervista noisissima e TROPPO lunga della Caracciolo a un'autrice NON di romance. Signora Caracciolo, lei non brilla di vivacità e l'autrice ha una voce soporifera, purtroppo. Concentrare il tutto in 15 minuti sarebbe stato meglio per lasciare tempo prezioso al ROMANCE che era il tema della VER, quello per cui siamo venute e abbiamo PAGATO. O mi sbaglio?

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  22. @Dalia:
    la mia osservazione non voleva essere offensiva perché, come avete già detto, ognuno ha il diritto di chiedere ciò che vuole. La cosa che mi è sembrata strana - e stancante - è che si cerchi di resuscitare un genere che non vende.
    Io leggo romantic suspance, mi piace molto (come ben sai) e mi piacerebbe vederlo pubblicato in italiano, ma se nessuno lo compra è inutile prendersela con gli editori. La colpa ricade sul pubblico di lettori. Mi sembra di essere tornata indietro nel tempo, quando tutti volevano vampire romance e nessuno lo pubblicava, poi è espoloso e adesso ci esce dalle orecchie. Forse è solo questione di tempo ma, nel frattempo, perché non guardare avanti e non sempre indietro? Niente vi impedisce di continuare la vostra crociata, ma sono convinta che tartassare gli editori in quelle occasioni sia deleterio (senza contare che rischiamo di apparire ripetitive).

    Per quanto riguarda le 50Sfumature hai sicuramente ragione. Ma hai considerato che Mondadori si è sperticata in pubblicità esagerate per questa trilogia perché aveva la certezza assoluta che quei soldi sarebbero ampiamente ritornati nel loro borsellino?
    Non voglio entrare troppo nel dettaglio, ma tra gli addetti ai lavori girava voce che Mondadori avesse tirato un sospiro di sollievo grazie proprio alle vendite della James, in piena crisi economica. Non serve a molto rinfacciare questa scelta che, ripeto, non condivido ma a cosa potrà mai servire fare il processo a questo fenomeno editoriale? A niente!
    Anzi, grazie alla mediocre serie delle 50Sfumature mi hanno ristampato la Rice, quando ormai avevo perso le speranze.

    Vorrei spezzare una lancia a favore di Ross. Credo che il suo intervento sia stato male interpretato o forse io ho capito un'altra cosa. Secondo me ha cercato di spostare l'attenzione del pubblico sulle autrici italiane, considerando che nel panel precedente sono stati fatti nomi di autrici straniere. Certo, così è sembrato che nessuno le leggesse e che non avessero un loro pubblico, ma sono convinta che Ross non l'abbia detto con quell'intento.

    Sono d'accordo con Giovanna per quanto riguarda l'intervista fatta da Caterina: troppo lunga, davvero troppo lunga.

    Non odiatemi, vi prego :P Sono una persona buona, lo giuro! Credo che non serva a niente lisciarci il pelo tra di noi ma che ci dobbiamo confrontarci con onestà perché siamo noi lettrici a far vivere il romance. Nasconderci dietro a lodi e amore incondizionato non ci farà certo migliorare.

    Miraphora

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  23. A Giovanna R.
    Mi è sempre stato detto che è buona norma fare critiche in merito ai contenuti e non in merito alle persone… Dire alla signora Caracciolo che non brilla di vivacità o alla signora Lippolis che ha una voce soporifera non giova alla questione.
    Al massimo si può concordare o meno se sia il caso di presentare un libro NON romance a La vie en Rose.
    Io ritengo di sì, e aggiungo anche che considero meritevole lo sforzo della signora Caracciolo di creare un ponte tra il romance e altra letteratura… Creare legami è il modo migliore per non chiudere, ancora una volta, il romance in un ghetto, con la responsabilità di essere state noi stesse, questa volta, ad alzare i muri che ci imprigionano.
    Buona giornata.
    Morena.

    RispondiElimina
  24. Rispondo a Giovanna.

    Per prima cosa vorrei dirti che sul programma de LVER era chiaramente indicato che in mattinata ci sarebbe stata l'interivista alla signora Lippolis. Non te ne sei accorta prima di PAGARE ?
    In ogni caso ritengo che sia un merito de LVER, e non certo un demerito, aprire alla narrativa femminile, anche se non prettamente romance. Lo trovo un momento di grande crescita, anche personale, e se vuoi anche di rispetto nei confronti della vivacità culturale e intellettuale di chi partecipa.

    Come seconda cosa vorrei dirti che su Biblioteca Romantica accettiamo le critiche, ma non le offese personali e la maleducazione. Tu hai offeso Caterina Caracciolo (e mi scuso con lei perché è successo qui in Biblioteca Romantica), davanti alla cui preparazione e cultura mi inchino umilmente (mi spiace Caterina, sul serio). E hai offeso anche la signora Lippolis, che non parla di vampiri e duchi e neanche di bondage, ma che ha pubblicato un romanzo che forse tutte dovremmo leggere.

    In quanto al mio articolo, forse non sono stata abbastanza chiara. Mi ripeto.
    La Vie en Rose è una grandissima manifestazione che sostengo e sosterrò sempre. Realizzata bene, con intelligenza e passione. Nel mio post ho semplicemente osservato, più come uno stimolo a crescere che non una critica, che forse la formula andrebbe in parte rinnovata. Conclusione alla quale sicuramente anche le organizzatrici sono giunte. Il cambiamento è nella dinamica della vita.

    Ne approfitto infine per dire che la parziale freddezza che ho riscontrato nel pubblico nei confronti delle autrici italiane è riferita solo al pubblico presente a LVER non a tutte le lettrici di romance, come forse erroneamente è stato interpretato. Le autrici italiane hanno un pubblico fedele e numerosissimo che le apprezza e le segue, non ho mai pensato che fossero un panda in via di estinzione.
    Ma scherziamo?

    RispondiElimina
  25. Santo cielo, credo di essermi espressa male riguardo all'osservazione sulla sezione Lippolis (e, questo punto, dovrei farmi due domande sulla mia capacità di esprimermi): l'ho reputata lunga ma mai mi permetterei di criticare le persone, né Caterina né la signora Lippolis. Caterina, se ti ho offesa sappi che non era mia intenzione! :(

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  26. Sbagli Giovanna R. sbagli.
    Infatti, non abbiamo pagato 26 euro per vedere uno spettacolo di fuochi d'artificio, ma solo per il catering.
    Del resto, le partecipanti non hanno pagato un bel nulla.
    Quindi, se qualcuno degli interventi, o tutti, ti hanno annoiato, potevi benissimo allontanarti e andare in sala ristoro, non avresti perso nulla.
    Se si interviene alla Vie en Rose SOLO per incontrare le amiche, si può uscire dalla sala e andare a parlare altrove, magari le due o tre alle quali interessava ascoltare la Lippolis avrebbero preferito poter udire lei e non le chiacchere.
    Dove è scritto che la Vie en Rose è solo Romance? Che io sappia è un incontro tra lettrici, scrittori e editori per parlare di Romanzi d'Amore. Non di Fantascienza, non di Thriller, non di Gialli. A meno che non siano Romantic Sci-Fi, Romantic Suspence, o Paranormal Romance. Un romanzo può parlare d'amore e non avere il lieto fine.
    Inoltre, è così difficile dare un parere negativo senza offendere la persona?
    C'è modo e modo di porre le proprie critiche...
    Mi dispiace molto che sia stata offesa una donna che è sensibile e profonda e che, per tutto l'anno, si è fatta "il mazzo" insieme ad altre due donne, per poter offrire una giornata speciale a chi vuole partecipare.
    E mi fermo qui, è meglio.
    Lucia Bianchi

    RispondiElimina
  27. Come lettrice e come scrittrice ho molto apprezzato l'intervista di Caterina alla scrittrice Lippolis: preciso e stimolante senza essere invadente.
    Come amica, spero che mi permettiate l'appellativo, posso comunicarvi un sogno? Avere la soddisfazione di un'intervista come quella che ha Caterina ha fatto a Maristella Lippolis!
    maria masella

    RispondiElimina
  28. Mi astengo da ogni polemica e mi limito a dire che le autrici italiane devono essere brave il doppio delle colleghe straniere, e a volte anche questo non basta per farsi prendere in considerazione dalle CE. Un evento come La Vie en Rose ci ha offerto l'opportunità di dimostrare il nostro valore a chi quando vede un nome italiano si ferma al nome e alla copertina senza spingersi oltre. Senza alcuna presunzione, suggerisco a chi ama il romance di constatarlo da sè leggendo i nostri libri. Sono convinta che avrà una piacevole soprpresa anche per ciò che riguarda le scene calde. Allego il video della prima edizione: è abbastanza esplicito sulle difficoltà a pubblicare del nome italiano. Concludo dicendo che le scrittrici italiane si sono imposte per talento e bravura, senza alcun favoritismo da parte degli addetti ai lavori ( ma quando mai?) Molte testi da me letti di autrici straniere sono a dir poco mediocri, eppure spopolano perchè il marketing fa egregiamente il propio lavoro.
    Mariangela Camocardi

    http://www.youtube.com/watch?v=rp6rMEOK3cw

    RispondiElimina
  29. Che bello una polemica e una voce fuori dal coro! ^^

    Aggiungo solo, ognuno ha diritto di esprimere la propria opinione, però offendere le persone non è nun bel leggere.

    Georgette è una donna che esprime sempre ciò che pensa, ma lo fa con raffinata sapienza e senza mai calunniare il prossimo, basta saper leggere, e avere la capacità di comprendere.

    Caterina è una forza della natura, oltre che dolce e sempre disponibile, e paziente con quelle come me che passano il tempo a chiacchierare...

    La Signora Lippolis non la conosco, ma anche se non leggo il genere di letteratura che scrive, non trovo molto edificante denigrarla.

    Per finire faccio presente che La Vie en Rose non è una manifestazione incentrata sul Romance, ma sulla narrativa al femminile in generale, in tutte le sue sfaccettature, tra cui il Romance. E chi la segue sin dall'inizio ormai lo dovrebbe aver compreso.

    Si sta facendo carico di fare da ponte tra il genere Rosa e il resto della letteratura, sta cercando di far uscire dal ghetto ciò che amiamo...pertanto...invece di fare commenti spocchiosi, sarebbero graditi suggerimenti, proposte, è facile aprire bocca e trincera sentenze!

    Grazie Vivi per il 10 e lode, spero di meritarmelo anche il prossimo anno! ^^

    RispondiElimina
  30. Nn essendo stata presente (purtroppo!) alla VER nn entro nel merito della polemica.
    Vorrei solo dire che sono completamente d'accordo con l'intervento di Mariangela Camocardi: ho imparato da qualche anno a qs parte a leggere ed apprezzare le scrittrici italiane di romance e posso assicurare che si è trattato di una scoperta meravigliosa. Scrivono in una prosa fluida e coinvolgente, le trame sono appassionanti, eroi ed eroine soddisfano i ns sogni più arditi e le scene d'amore sono sensuali e passionali, senza sconfinare nel trattato di anatomia, che nn ci serve.
    Anzi, direi proprio che, ultimamente, scarico più romance italiani che a firma straniera (che invenzioni infernali il reader e il relativo download che dura 30 secondi netti, di peggio ci sono solo gli Smarties!)

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  31. Non ho partecipato alla vie ne rose ma è una manifestazione che conosco molto bene e apprezzo molto. Credo comunque anch'io che le nostre autrici abbiano una marcia in più! Quanti libri ho letto di autrici straniere note e quante delusioni, su molti titoli pochi si salvano. Mi piacciono le storie italiane sono affascinanti le ambientazioni nella bella Italia nei vari periodi storici, mi piacerebbe leggere anche frizzanti libri contemporanei. Quindi un po' di grinta scrittrici italiane.

    RispondiElimina

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