CINQUANTA SFUMATURE DI ROSSO di E.L.James (Mondadori) - Recensione

Autrice:     E.L. James
Titolo originale: Fifty Shades Freed
Genere:  Erotico 
Ambientazione:  Seattle, USA (e in giro per il mondo), oggi
Pubblic.  originale: Vintage; Reprint edition (April 17, 2012),pp. 592
Pubblicato in Italia:  Mondadori, collana Omnibus (luglio 2012), pagg. 624, € 14,90
Parte di una serie:   3° della trilogia Fifty Shades
Livello sensualità:  MOLTO ALTO
Disponibile in Ebook? Sì
TRAMA :Quella che per Anastasia Steele e Christian Grey era iniziata solo come una passione erotica travolgente è destinata in breve tempo a cambiare le loro vite.
Ana ha sempre saputo che amarlo non sarebbe stato facile e stare insieme li sottopone a sfide che nessuno dei due aveva previsto. Lei deve imparare a condividere lo stile di vita di Grey senza sacrificare la sua integrità e indipendenza, lui deve superare la sua ossessione per il controllo lasciandosi alle spalle i tormenti che continuano a perseguitarlo. Le cose tra di loro evolvono rapidamente: Ana diventa sempre più sicura di sé e Christian inizia lentamente ad affidarsi a lei, fino a non poterne più fare a meno. In un crescendo di erotismo, passione e sentimento, tutto sembra davvero andare per il meglio. Ma i conti con il passato non sono ancora chiusi...
Questo è il terzo e conclusivo volume della trilogia Cinquanta sfumature, il cui successo senza precedenti è iniziato grazie al passaparola delle donne che ne hanno fatto un vero e proprio cult ponendolo al primo posto in tutte le classifiche del mondo.
*ATTENZIONE SPOILERS*
Altro giro sulla giostra per i due piccioncini. Ultimo capitolo di una serie che, diciamo la verità, aspettavamo con ansia; col cuore in gola ci chiedevamo quanto avremmo dovuto aspettare per leggere il seguito, ci siamo strappate i capelli in attesa dell’ultimo atto. Dopo il primo libro c’era chi non dormiva la notte aspettando gli altri due, perché il primo non era bastato. Ci siamo precipitate nelle librerie ansimanti e sudate, fiondandoci su questa serie come assetati nel deserto, ringraziando il Dio Editoriale di averli pubblicati a poca distanza l’uno dall’altro. Grazie! Grazie dal profondo del cuore, non vedevamo l’ora di leggere il finale di Cenerentola e il Principe Azzurro in chiave moderna! Tralasciando la tavola cromatica che la James utilizza per buttare giù titoli come se niente fosse, mi sono imposta di leggere anche l’ultimo della serie. L’avevo promesso e l’ho fatto.
Va bene, lo ammetto, alcune parti le ho saltate ma solo per salvaguardare la mia salute. Troppo zucchero fa male alle arterie e provoca il diabete.
Procediamo per ordine perché a quanto ne so, questa serie è piaciuta tantissimo e il perché è ovvio: qui abbiamo un tema scottante; quello della dominazione sessuale, aggiungiamo un “uomo” bello ricco, potente e tormentato; infiliamoci dentro anche una ragazzina un po’ sciapa, una da diamante grezzo che devi limare per portarne la bellezza alla luce e finiamo col mettere l’amore esclusivo, puro e vero al centro di tutto. Bang! Fai il botto. Se poi il tutto è scritto in modo scorrevole con scene un po’ adrenaliniche alternate a scene quotidiane, in cui ogni lettore può identificarsi, il gioco è fatto.
Non mi stupisco di tanto successo e come sempre sottolineo il fatto, che se non fosse per questa vena di amore adolescenziale al glucosio, il libro non sarebbe male.
Insomma, Cinquanta Sfumature di Rosso, non ha fatto il famoso tuffo nel cestino ma sicuramente finirà in un angolo dimenticato.
Allora cosa non mi è piaciuto? Sempre e solo quello: l’eccesso. Lui ama lei e lei ama lui e non perdono occasioni per rinfacciarselo. L’uno è il centro dell’universo dell’altro, costantemente fino alla nausea. Ce lo dicono in mille modi diversi che loro sono fortunati e il resto del mondo è feccia. Si sposano felici e volano in Europa con il loro aereo privato, vestono abiti costosi, ma così costosi che non ti stupiresti se apparissero Dolce e Gabbana a pulire i pavimenti con la lingua. Solcano le acque del mare con lo scooter e approdano alla loro nave privata mentre i turisti, poveri comuni mortali, li fissano curiosi e tu sei lì che preghi per far apparire uno squalo bianco, così, tanto per pareggiare la situazione riportando la favola ad un livello di coerenza minima.
I signori Grey si scambiano regali come farebbero dei quindicenni, comprano gioielli da Cartier come se niente fosse, volano ad Aspen con il jet privato e lui la riempie di regali ricordandole che quello che ha è anche suo.
Niente contratto prematrimoniale perché si amano alla follia e per tenere alto il livello di tensione emotiva sono gelosi l’uno dell’altra. Una gelosia mal costruita visto che nemmeno Naomi Campbell col cervello di Rita Levi Montalcini riuscirebbe ad indurre in tentazione quest’uomo bello e potente ma Ana tira fuori le unghie ogni volta che una donna (praticamente tutte le appartenenti al genere femminile) lo divora con gli occhi, rivendicando la sua proprietà.
Le ex sottomesse tornano all’attacco ma lui se ne frega e striscia ai piedi di questa ragazzina che s’improvvisa psicologa e lo obbliga ad ammettere che in fondo tiene ancora alle sue sottomesse perché lui, da buon filantropo, paga ancora i conti accertandosi che non ricadano nella follia. Alla fine Mr. Grey ammette che sì, ci tiene e Ana è felice. Cara, piccola dolce Ana; mai sentito parlare di coscienza sporca?
Sono stata assediata dall’eccesso, dalla ricerca ossessiva della perfezione dell’amore assoluto perché è tutto un susseguirsi di cuori che palpitano, di lei che zompetta da una parte all’altra tutta eccitata e contenta di avere un uomo come lui: bello, ricco e potente. E dominatore. È così felice che avresti voglia di strapparle i capelli, i suoi meravigliosi capelli, uno ad uno.
Va bene, lo ammetto: questa ragazzina mi fa venire l’orticaria. Tutte le donne attorno a lei la invidiano, agognano a Mr. Grey, lo venerano e invece è lei la fortunata che ha vinto al lotto. Lei e solo lei è la vincitrice che è riuscita ad accaparrarsi un tipo che guadagna fior di quattrini, ha un elicottero e un jet privato, una casa ad Aspen, suona il pianoforte meglio di Mozart, si mantiene in forma ed è sempre in perenne erezione deliziandola ogni volta con orgasmi da urlo.
Scusate ma uno così perfetto ti fa rimpiangere l’uomo con la pancetta, peloso, che non ricorda gli anniversari e che lascia la tavoletta del water alzata!
Già a metà libro mi sono resa conto che aspettavo il momento in cui Mr. Grey avrebbe fatto sfoggio di un piccolo difetto. Anche uno solo e finalmente sono stata accontentata. Respiro di sollievo quando succede il fattaccio e la famiglia si allarga. Ebbene la ragazzina si dimentica dei contraccettivi, cosa che, se stai con uno che ti riversa sul letto ogni tre per due non puoi che darle della scema. Mr. Grey si arrabbia di brutto e finalmente puoi sollevare gli occhi dal libro per ringraziare tutti i santi in paradiso perché lui reagisce alla notizia ubriacandosi come uno scaricatore di porto. Grazie Dio! Anche Mr. Grey è umano!
Alla fine Ana ci regala una frase tipicamente adolescenziale, che solo un’innamorata cotta potrebbe dire. Cito testualmente:  Christian, tu sei un terno al lotto, la cura per il cancro e i tre desideri della lampada di Aladino, tutto in uno. Olè… ci mancano i tre porcellini, i topolini di Biancaneve, il cacciatore di Cappuccetto Rosso e la fata turchina. Manca nessuno? Bene andiamo avanti. Definire Mr. Grey la cura per il cancro è da guinness dei primati dell’idiozia. Va bene che uno così farebbe gola a chiunque ma il bello è che questo uomo praticamente perfetto non lo sa. Non si accorge dell’effetto che ha sul genere femminile, no, lui ha occhi solo per questa ragazzina dolce, bella e affascinante a cui dichiara ogni cinque minuti il suo amore incondizionato.
Situazioni che spostano il focus del libro dall’erotismo al semplice romanzo rosa. Il concetto di dominatore si stacca completamente dalla sua realtà per tingersi di rosa, ad uso e consumo di una storia romantica fino all’eccesso. Scene non da romance erotico ma da telenovelas argentine dove, dopo ogni litigata, succede qualcosa che fa capire ai due piccioncini che separati non possono proprio stare. Si stringono la mano, si asciugano le lacrime a vicenda… cioè, lui asciuga le lacrime di lei perché la cara Ana è tutta un frignare. Ma che piangi??? Hai voluto la bicicletta? Mò pedali, bella mia!
In questo girone infernale di zucchero filato per fortuna abbiamo una protagonista che ho adorato, una di quelle che avresti voluto vedere in prima fila e non dietro le quinte. Tale Katherine Kavanag, l’amica di Ana, colei che avrebbe dovuto intervistare Mr. Gray nel primo libro. Kate è una tipa tosta, una con tanto di neuroni funzionanti perché lei odia Mr. Grey, gli sta proprio antipatico e tenta di mettere in guardia la piccola Ana. Fantastiche le scene in cui Katherine lancia frecciatine a Mr. Grey. Divertenti e spassose. Sarebbe stato interessante vedere lei nei panni di Ana alle prese con questo dominatore maniaco del controllo. Tuoni e lampi assicurati, ma Mr. Grey ha scelto un’altra. Ecco un’occasione persa….
Insomma è tutto e troppo e anche sul finale, abbiamo sempre l’eccesso assoluto. Si passa da scene da telenovelas a scene da famiglia del MULINO BIANCO dove i due signori Grey sono diventati genitori, aspettano un altro figlio (che la nostra casa Ana chiama Puntino… oddio… ti prego. Puntino???), lei, visto che i soldi non bastano mai, sta facendo carriera e guadagna un fracco di quattrini. Come se non bastasse la loro libidine è sempre ai massimi storici e si divertono a giocare al padrone e alla sottomessa.
Unica nota degna di merito: il libro si chiude con un colpo di genio della James e qui tanto di cappello. Ricordate quando Ana cade nel suo ufficio e poi lo intervista, nel primo libro? Bene, alla fine abbiamo lo stesso identico capitolo scritto con i pensieri di lui. In questo modo Mr. Grey viene fuori, si impossessa dell’attenzione finale, diventa umano e la sua psicologia, anche se per poco, viene approfondita. Non abbiamo un Mr. Grey visto con gli occhi di una ragazzina innamorata, abbiamo un dominatore che ha puntato la preda. Un finale che sicuramente ti risolleva da quel mare zuccheroso in cui sei affondata..
L’ultimo capitolo è promettente, denota uno stile, anche se da sceneggiatura, lascia intravedere un personaggio coerente, deciso, che sa quello che vuole. È come se questi libri di cinquanta sfumature fossero stati un po’ il banco di prova per poi approdare a qualcosa di più concreto e stimolante.
Insomma stiamo rientrando in carreggiata, forza James che il prossimo andrà meglio.





LA TRILOGIA FIFTY SHADES
    1. Fifty Shades of Grey (2012) - ed. italiana: Cinquanta  sfumature di grigio da Mondadori, coll.Omnibus, 8 giugno 2012 - LEGGI QUI la nostra recensione
    2. Fifty Shades Darker (2012) - ed. italiana: Cinquanta  sfumature di Nero da Mondadori, coll.Omnibus, 26 giugno 2012 -  LEGGI QUI la nostra recensione

    3. Fifty Shades Freed (2012) - ed. italiana: Cinquanta  sfumature di Rosso da Mondadori, coll.Omnibus, 17 luglio 2012
L' AUTRICE
E.L.JAMES è il nom de plume di Erika Leonard, londinese, moglie e madre di due figli, lavora in televisione. Ha sempre sognato di scrivere storie di cui i lettori si sarebbero innamorati, ma ha accantonato fino a oggi questa passione per concentrarsi sulla famiglia e sulla carriera. Alla fine, però, ha preso il coraggio a due mani e ha scritto il suo primo romanzo, Cinquanta sfumature di Grigio, cui fanno seguito Cinquanta sfumature di Nero e Cinquanta sfumature di Rosso.

Visita il suo sito: http://www.eljamesauthor.com/

AVETE LETTO QUESTO ROMANZO? COSA NE PENSATE? SIETE D'ACCORDO CON LA NOSTRA RECENSIONE ? SE AVETE LETTO TUTTA LA TRILOGIA, QUALE LIBRO VI HA CONVINTE DI PIU'? IN UNA FUTURA RIDUZIONE CINEMATOGRAFICA, CHE GIA' SI SA SI FARA', CHE ATTORI VEDRESTE NELLE PARTI DEI PROTAGONISTI?

9 commenti:

  1. Bella recensione Cristina, anche il mio capitolo preferito è l'ultimo.

    Dovreste mettere a posto il formato del post, ci sono alcune frasi con caratteri piccoli che fanno fare fatica a leggerle.

    Libera

    RispondiElimina
  2. io ancora non leggo neppure una sfumatura, ma ne parlano tutti e credo che alla fine mi farò una lettura, almeno per avere un'idea ragionata e personale
    Grazie per la recensione!^_^

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  3. Complimenti Cristina,come al solito le tue recensioni sono bellissime e approfondite.
    Ho amato molto la saga,e anche io ho trovato particolarmente intriganti i capitoli finali,penso che se la James decidesse di scrivere un quarto libro secondo quello schema ne verrebbe fuori un bel lavoro.
    Rita

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  4. Bellissima recensione, Brava Cristina.
    Ti stimo!!! ( alla Giovanni Vernia di Zelig)
    La tua recensione con il giusto pizzico di ironia mi ha divertito moltissimo.
    Questa trilogia, uscita in un lampo,è "sfumata" nella sua conclusione, lasciando dietro se opinioni diverse. Malgrado tutto questo chiacchierare intorno ad essa, io non ho la benchè minima curiosità di leggerla...
    non mi voglio far mica venire il diabete!!!
    A parte gli scherzi, mai dire mai, ma non credo che la leggerò neanche in futuro.
    Un saluto a te, Cristina e a tutta LMBR.
    Anna B

    RispondiElimina
  5. Cristina M.23/07/12, 16:29

    @Pseudoy mous:

    ehehehe..anch'io ti stimo!..
    bella tua osservazione: questa trilogia è sfumata lasciando moltissime opinioni diverse. Ho letto qualche recensione positiva in giro per il web e devo dire che ognuna ha le sue opinioni e i propri personali punti di vista... quando si dice che il mondo è bello perchè vario.. ;-)
    Secondo me la James non scrive poi così male, ha uno stile tutto suo ma le cinquanta sfumature proprio non riesco a digerirle.

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  6. Ri-ciao Cristina
    A me la tua "sfumatura" ironica è piaciuta tantissimo....;O)
    Saluti

    RispondiElimina
  7. Il tema della dominazione e sottomissione lo sto "approfondendo da qualche anno, leggendo scrittrici statunitensi come Cherise Sinclair, Shayla Back, Jaide Blacj ed altri.
    La trilogia l'ho letta e capisco perfettamente il successo e lo scalpore che ha suscitato.
    Personalmente la storia ed i personaggi non mi hanno "folgorato". I tema è molto delicato e tocca molto profondamente, secondo me , perchè si paarla del potere che dai ad un'altra persona, ma si parla anche di fiducia, di amore, di dolore e di paura, tutti sentimenti importanti e che andrebbero trattati con ancora maggior rispetto e poi ci sono implicazioni troppo personali. I libri in questione sono un prodotto eccellente di marketing , ma ovviamente non approfondicono "la filosofia", se vogliamo così chiamarla della dominazione sessuale. Ci sono persone che vivono "Lo stile di vita BDSM", per intenderci , ma non è semplicem,emte una fantasia sessuale trasgressiva, è molto di più.
    Come tutte le cose controverse, o lo detesti o ti affascina.
    Io ho letto dei libri stupendi , delle storie d'amore intense e poi anche robaccia che ho poi cestinato. DEI TRE IL LIBRO CHE MI é PIACIUTO é STATO IL SECONDO:
    la recensione, ironica ed intelligente, mi ha divertito. Molto ben scritta.
    Possibili attori per un film sul genere?
    Forse, vedrei James Franco. Attrice donna? Keira Knightley......
    MARIAT:

    RispondiElimina
  8. quando ho finito di leggere i tre libri, avendo saltato anche molte parti, la prima cosa che ho pensato è stata ma sevivano tre libri per scrivere questa storia? Sinceramente certe cose le ho trovate davvero ridondanti e ripetitive. Qual'era il punto forte di questa storia? Il sesso estremo tra i due? La complicata vita del protagonista? La frustrazione di lei? Il fatto che per quanto si amassero non riuscissero a vivere un'esistenza tranquilla e serena in coppia?..e chi ci riesce in fondo...mah...
    RM

    RispondiElimina
  9. Nn li ho ancora letti, ma davvero le rece di Cristina valgono la pena indipendentemente dal libro.

    Sono d'accordo su tutta la linea con Maria T.
    Probabilmente il successo della trilogia è dovuto anche, oltre a tutte le ragioni già addotte in precedenza, al fatto di aver reso accessibile e, di conseguenza, di aver banalizzato un po' un aspetto particolarmente ostico della sessualità. In un tempo in cui, ormai, il sesso è esibito e ostentato senza remore, forse qs aspetto, il BDSM, resta l'ultimo tabù, anzi l'ultimo mistero che ci obbliga a sprofondarci nei meandri più insondabili della ns psicologia e qs, va da sé, ci terrorizza e ci affascina.

    RispondiElimina

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