E' L'ORA DEL TE'...E DI SCONES E MUFFINS

“Voglio che tu beva il mio tè. Sentirai, il profumo ti arriverà all’anima.” Parlava di un tè prezioso, giuntole da Calcutta … Un profumo acuto si spandeva nell’aria … Ella versò in una tazza la bevanda e l’offerse ad Andrea, con un sorriso misterioso. Egli rifiutò dicendo:”Non voglio berlo in tazza ma da te.” …
“Ora prendi un bel sorso.” Maria teneva le labbra serrate per contenerlo..
E Andrea la baciò, suggendo da essa tutto il sorso …

Questo bell’episodio tratto da Il piacere di Gabriele D’Annunzio, in cui il tè si carica di sensualità, introduce brillantemente l’argomento che voglio trattare oggi.
Ma andiamo per ordine: generalmente associamo il tè alla Gran Bretagna dato che gli inglesi hanno esportato nel mondo la cultura del “tè alle cinque”. Il tè però non è una bevanda inglese ma orientale e vanta una storia che risale a 5000 anni fa.
Narra la leggenda che l’imperatore cinese Chen Nung, detto il Divino Mietitore a causa del suo interesse per le coltivazioni, era così fiscale nel rispetto dell’igiene, da bere soltanto acqua bollita e aveva ordinato ai suoi sudditi di fare altrettanto.

Un giorno, mentre era seduto a riposare all’ombra di un albero selvatico, il vento fece cadere alcune foglie nell’acqua messa a bollire che assunse un’intensa colorazione dorata. L’imperatore l’assaggiò e fu colto da un benessere indicibile, così volle conoscere meglio la pianta che aveva prodotto quelle foglie benefiche e si adoperò per favorirne l’uso e la coltivazione. La pianta era la Camelia Sinensis dalle cui foglie, opportunamente essiccate e lavorate, si ricava il celebre infuso.
Dalla Cina, la bevanda arrivò dapprima in Giappone, servito secondo un preciso rituale ricco di grazia ed eleganza: il cha no hu, poi si diffuse in tutto l’oriente, trasportato dalle carovane sulla leggendaria Via della Seta.
A dorso di cammello arrivò anche in Russia nel 1618, come dono per lo zar Michele III, e da allora il paese ne divenne il principale importatore.
In Europa giunse all’inizio del XVII secolo importato dai mercanti olandesi e portoghesi. Fu proprio una principessa portoghese, Caterina di Braganza, andata in sposa a Carlo III d’Inghilterra a far diventare il tè la bevanda preferita della corte inglese.Da allora il successo di quest’infuso non ha conosciuto più limiti.
Esistono infinite varietà di tè. Le principali sono riconducibili ai colori.
Il tè verde è quello ottenuto dalle foglie raccolte e non fermentate. È certamente il più benefico per l’organismo, infatti contiene antiossidanti, vitamina C ed E, che rallentano il processo d’invecchiamento, aiuta il sistema cardiovascolare e quello immunitario, diminuisce il colesterolo, inoltre contiene poca teina, quindi si può bere durante tutto il giorno.
Il bianco è uno dei tè cinesi più preziosi e ricercati. Alcuni tipi sono costosissimi e vengono raccolti esclusivamente in alcuni giorni dell’anno. Le foglie si lasciano essiccare senza sottoporle al calore diretto e assumono un caratteristico colore argenteo. L’ infuso che se ne ricaverà sarà molto chiaro e delicato.
I tè Oolong, che i francesi chiamano Bleu-verts in virtù delle sfumature verde blu che assumono alcuni di essi, subiscono un parziale processo di ossidazione e quindi producono infusi più corposi e intensi di quelli verdi.  Il tè nero è prodotto principalmente in India e nei paesi africani per soddisfare il gusto occidentale che richiede tè dal gusto forte e ricchi di teina, in grado di sostituire il caffè. Per la prima colazione io prediligo l’English Breakfast, il Prince of Wales e soprattutto l’Earl Grey col suo inconfondibile aroma di bergamotto.
Tutti i tè, neri, verdi e persino i bianchi possono essere aromatizzati per soddisfare i gusti di ognuno. In questo modo anche chi non ama il sapore del tè verde, come me ad esempio, potrà godere delle sue qualità terapeutiche.
Il Roiboos, conosciuto come tè rosso, in realtà proviene da un cespuglio sudafricano (Aspalathus linoaris) che non è imparentato neanche lontanamente con la camelia. Di conseguenza, pur avendo un gusto simile, non è un tè vero e proprio e non contiene teina ma è ricco di polifenoli.
Ultimamente ne ho assaggiato uno davvero delizioso, aromatizzato con cannella, vaniglia e chiodi di garofano. Un gusto così intenso che mi ha portato alla mente quelle meravigliose terre esotiche, ricche di spezie ed essenze pregiate, di cui mi è sempre piaciuto leggere le storie e i racconti di viaggio.
Se volete saperne di più sull’argomento, vi consiglio di leggere Il piacere del tè di Davide Pellegrino. Ricco di aneddoti e belle illustrazioni, il volume ne racconta la storia, dalle origini alla diffusione, dai modi di preparazione alla scelta di quello più adatto a ciascuno. Inoltre ci sono utili schede su tutte le varietà esistenti al mondo.
Tè e tenerezza invece è uno dei romanzi più riusciti di Katie Ffforde, un’autrice dallo stile quieto e rilassante come la romantica campagna inglese in cui ambienta le sue belle storie d’amore, ricche di personaggi che si fanno ricordare.
Ecco la trama: quando l’ingenua Flora eredita dallo zio la metà di una casa d’aste che versa in cattive acque, decide di trasferirsi dalla caotica Londra al tranquillo villaggio di Bishopbridge. Sebbene le sue uniche nozioni di antiquariato le abbia apprese dalla televisione, sbarca in paese, insieme alla sua gatta gravida, decisa a rimettere in sesto l’attività. Subito si scontra con il rigido e altezzoso Charles, suo lontano cugino, e con l’antipatica fidanzata di lui, Annabelle, dalla faccia vagamente equina, intenzionati a rilevare le sue quote e rimandarla a Londra. A poco a poco, nonostante i disagi di un cottage cadente, la corte spietata del dongiovanni locale e un eccentrico individuo che ha l’abitudine di fare Tai Chi nudo nel suo giardino, la vita di campagna comincia ad affascinarla e poi non può assolutamente arrendersi davanti a chi la considera “utile come una teiera incrinata”…
Un libro piacevole e divertente che vi procurerà qualche ora di distensione.
Adesso, care amiche, senza arrivare agli estremi del saggio Lu Yu che raccomandava di usare solo acqua proveniente da una sorgente di alta montagna, ho raccolto qualche utile consiglio per preparare un’ottima tazza di tè, dunque:
- gli intenditori consigliano di usare tè in foglie e non in filtri
- la teiera va riscaldata con acqua bollente prima di usarla
- le dosi sono di un cucchiaino per ogni tazza e uno per la teiera
- la temperatura dell’acqua varia secondo la qualità del tè utilizzato, 90-95° per il nero, più bassa per il verde, 70-80°
- la durata dell’infusione varia anch’essa secondo il colore del tè, dovrebbe essere 4-5 minuti per il nero e solo 2 o 3 per il verde.
Tuttavia non esistono regole assolute e ognuno potrà variare secondo il gusto personale.
Se poi volete accompagnare una tazza del vostro fumante infuso con qualcosa di più sostanzioso, ecco la ricetta degli Scones, una sorta di panini dolci di origine inglese, molto facili e veloci da preparare, da mangiare farciti con marmellata o così come sono. Simili agli Scones, ma salati, ci sono i Muffins che sono altrettanto facili da realizzare e possono rappresentare un’idea utile per Pasquetta. Volete provare a farli?



SCONES 
Ecco i miei Scones  appena fatti. Vorrei farvi sentire il buon profumo che ha invaso la cucina: è celestiale!
Ingredienti :
260 g di farina
150 ml di latte
80 g di uvetta oppure gocce di cioccolato
50 g di burro
½ bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di zucchero
1 pizzico di sale
Setacciate la farina in una ciotola e mescolate con il lievito, lo zucchero e il sale.
Aggiungete il burro morbido e lavorate con le mani finché non sarà stato assorbito.
Aggiungete l’uvetta e il latte e mescolate bene.
Lavorate fino a formare un panetto morbido ma non appiccicoso (aiutatevi con un po’ di farina).
Stendete l’impasto dello spessore di un centimetro e ritagliare gli scones con un tagliapasta rotondo.
Infornate in una teglia rivestita di carta forno a 200° per 20-30 minuti.
MUFFINS
Ecco i miei muffins, nel cesto a sinistra.
Ingredienti:
250 g di farina
200 ml di latte
2 uova
50 g di burro
100 g di prosciutto cotto a dadini
100 g di formaggio a dadini (Emmental)
50 g di formaggio grattugiato (Grana o Parmigiano)
1 cucchiaino di sale
1 bustina di lievito per torte salate

In una ciotola mescolate la farina setacciata, il sale, il lievito, il formaggio grattugiato, e i dadini di prosciutto ed Emmental.
In un’altra ciotola mescolate le uova, il latte e il burro fuso. Versate tutto nella prima e mescolate bene.
Riempite per 2/3 degli stampini da muffins e infornate a 200° per 40 minuti.


E a questo punto non mi resta che salutarvi affettuosamente, care le mie ragazze, dopo aver condiviso un’ultima notizia: sapevate che esiste anche il tè di Pasqua? Lo trovate in un nota sala da tè della capitale ed è una miscela realizzata col dolce profumo delle mandorle, un pizzico di zenzero, qualche scorzetta d’arancia e un fragrante tè nero di Ceylon. La prossima volta che passo da Roma, giuro che non me lo lascerò sfuggire.
 Auguri di Buona Pasqua a tutte !
 

  


VI PIACE LA NOSTRA NUOVA RICETTA DEL CUORE? LA PROVERETE? SE AVETE DOMANDE DA FARE ALLA NOSTRA LILY SARA' FELICE DI RISPONDERVI! 

13 commenti:

  1. Carissima Lily
    mi hai fatto venire l'acquolina in bocca con i tuoi Scones e Muffin, naturalmente o copiato diligentemente le ricette che proverò a breve.
    I tè poi è un'abitudine che ho nel periodo invernale e qualche volta anche in estate, malgrado il caldo.
    Ma la storia del tè, descritta in modo breve e preciso, mi ha entusiasmato ancora di più. Sapevo dell'origine del tè, Cina, appunto ma non dell'Imperatore di quel tempo. La migrazione di queste "foglie" Giappone, Russia, ecc.
    Ho in mente il film: Karate Kid 2" quando Daniel, il protagonista accompagnando il maestro Miyagi a Okinawa,è con Kumiko, la ragazza del luogo di cui si innamora, condividono il "rituale del tè". Una scena molto bella ed elegante.
    Grazie Lily di questo articolo, che hai curato molto bene, le ricette e d il tè. Molto tempo fa c'era un film con Deborah Kerr intitolato: "Tè e simpatia". E' la frase che mi è venuta in mente leggendo il tuo articolo. Grazie ed auguri per Pasqua anche a te e a tutta LMBR.
    Saluti da Anna B

    RispondiElimina
  2. Woah! Lessi Il piacere anni e anni fa e non ricordavo certi episodi... se poi penso che qui la controparte di Andrea è Maria (e non Elena)! Forse dovrei rileggerlo.
    Ludo.

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  3. Adele V. Castellano05/04/12, 10:47

    E la nostra Lily colpisce ancora!
    Le ricette sono golosissime e semplici, l'ideale per me e la storia del té una vera chicca per una che beve solo té verde da anni, acquistato in una teieria di Milano, unica nel suo genere!
    Lily, un bacione e grazie per le tue golosità, le belle foto e interessanti articoli che ci regali!

    Un abbraccio e agurissimi di Buona Pasqua!

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  4. Bellissimo post Lilly. E Buona Pasqua anche a te. :)

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  5. Si parla di té! Adoro il té, rigorosamente nero preferisco anch'io il Prince of Wales e l'Earl Grey, meglio in foglie. Un po' di latte e zucchero e via! Buona Pasqua a tutte. ANITA

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  6. Il piacere di D'annunzio, mi è piaciuto molto!!!ho fatto martedì il compito in classe su d'annunzio e sulla sua opera!!!
    Grazie per la ricetta, proverò a farli, anche se sono una frana nel cucinare!!!
    Va be sbagliando si impara!!!

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  7. @ Anna B.
    Karate Kid è uno dei miei film preferiti e inoltre adoro Debora Kerr, che splendida donna! Peccato che sebbene guardi sempre molto volentieri i suoi film, mi sia sfuggito questo Tè e simpatia di cui parli, altrimenti l'avrei citato. Anch'io bevo il tè anche in estate, ne preparo tantissimo e lo metto in frigo. Va via come fosse acqua.

    Per tutte
    Sono felice che il post vi sia piaciuto, a me è piaciuto molto scriverlo.
    Un bacione
    Lily

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  8. Bel post, Lily.
    Mi piace molto conoscere le leggende associate all'origine delle cose e questa sul tè è davvero carina e interessante.
    Mi sono ripromessa più volte di leggere "Il piacere" e dopo aver letto il sensuale estratto credo che affretterò i tempi^^.
    Le varietà di tè che consumo più volentieri sono il tè verde e quello ai frutti rossi. Penso che presto li gusterò accompagnati dagli scones, grazie per la ricetta. =)

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  9. Ciao Lily, grazie delle ricette, le proverò sicuramente, nn ho mai preparato i muffin salati, solo quelli dolci.
    Si vede che tè e lettura vanno d'accordo, anch'io sono una forte consumatrice di tè, di tutti i colori, nero, verde, oolong, anche bianco (con un po' più di parsimonia, visto che costa un botto), puri e aromatizzati. Secondo le indicazioni del mio fornitore di fiducia, i tè pregiati si possono riutilizzare x più infusioni (da 3 a 6/7, secondo la qualità). Anch'io preferisco decisamente il tè sfuso, uso quello in bustine solo in viaggio, x questione di comodità.
    Personalmente bevo tè caldo anche in piena estate, nn ci sono controindicazioni di sorta, il tè freddo è un'invenzione occidentale, tutti i popoli che lo consumano come bevanda tradizionale, lo prendono caldo. Inoltre è la bevanda in assoluto più diffusa al mondo, seconda solo all'acqua.
    Per finire, hanno ragione gli orientali, prepararsi e bere il tè è una delle attività più rilassanti e scacciapensieri che esistano.

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  10. mmm che buoni! Sei stata bravissima! Mi sa che mi cimenterò con gli scones... Mi piace un sacco preparare i dolci e questi sembrano fantastici!!! Spero di ottenere un risultato altrettanto invitante

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  11. Che voglia, bravissima Lily! Mi piace sempre sperimentare ricette nuove se poi sono collaudate e i risultati sono come i tuoi....gnam!
    Interessanti anche le notizie relative al tè anche se io non sono una grande amante di questa bevanda però mi ha incuriosito il tè di Pasqua con il profumo delle mandorle e zenzero lo assaggerei molto volentieri.
    Daisy

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  12. Fatti!!!! Veramente buoni! Io li ho fatti sia con la cioccolata che con l'uvetta, fantastici e profumatissimi e finiti in un batti baleno... Li rifarò sicuramente ^.^

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  13. @ Stefy
    Tesoro, sono felice per te e sono d'accordo: gli scones sono davvero deliziosi!
    @ Lady Macbeth
    Non sapevo che alcuni tè sono riutilizzabili dalle 3 alle 6/7 volte. E' proprio vero che non si finisce mai di imparare. Se penso che M. Thatcher venne tacciata di taccagneria perchè usava due volte lo stesso tè... Sei fortunata ad avere un fornitore di fiducia, sai, io solo per trovare il tè in foglie devo farmi 50 km ...

    Una saluto a tutte da
    Lily

    RispondiElimina

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