ROSA DILAGANTE = PERICOLO IMMINENTE. PER NATALIA ASPESI IL RECENTE SUCCESSO DEI 'ROSA' E' UNA MINACCIA

Non so se qualcuna di voi ha avuto modo di leggere l'articolo apparso ieri, 18 marzo 2012, su una delle pagine culturali di Repubblica (lo potete leggere tutto andando qui,e sfogliado il giornale virtuale fino alla pagina 44)  in cui una firma eminente del quotidiano come Natalia Aspesi  si è intrattenuta  (chiaramente con poca voglia) a disquisire sul  perchè e sul per come 'IL ROSA' , cioè quello che a noi piace chiamare genere Romance, stia ultimamente invadendo anche quelli che una volta erano i 'santuari' della letteratura con la 'L' maiuscola, le librerie! L'occhiello del suo articolo intitolato PROFONDO ROSA ( la poco sottile allusione alla 'bassezza' del livello intellettuale del genere non potrebbe essere più chiara) recita così:' Dai bestseller ai film da Oscar le storie romantiche e a lieto fine dominano il mercato culturale. Così un filone classico della cultura popolare si è esteso contaminando opere raffinate e altri generi, dal comico all'erotico, fino al fantasy.'

Dopo cotanto occhiello uno si aspetterebbe chissà quale dotta disamina della suddetta dilagante 'invasione Rosa', che come un virus nefasto ed appiccicoso starebbe contaminando i libri di tutti i generi venduti ultimamente. Invece la signora Aspesi, brava nel suo lavoro in altri contesti, in questo caso dà un esempio di giornalismo sciatto e inutile, perchè tratta un argomento di cui, chiaramente, non sa molto e ancora meno le importa.Sembra averlo dovuto trattare tappandosi il naso e presa per i capelli. Avrà mai in vita sua l'emerita signora Aspesi sporcato le sue preziose manine di intellettuale , abituate  a essere usate per scrivere di chissà quali altri alti argomenti (di costume),  con un libretto delle collezioni Harmony da edicola, così da rendersi conto in prima persona di che si tratta? Giammai! Porcheria Rosa, contaminazione infernale, vade retro! Figuriamoci poi se si è mai abbassata a leggere un regency della Balogh! Mica è Jane Austen! E questo è sostanzialmente il  punto di vista che emerge dal suo articolo, sebbene esso  non brilli nè per chiarezza d'intenti nè per l'utilità o novità delle informazioni contenute, nonostante lo si sia impiegato per riempire ben due intere pagine di quotidiano.
Dopo vari giri di parole si intuisce che la Aspesi ce l'ha con quegli editori che ultimamente puntano su un genere 'popolare' come quello Rosa semplicemente per aumentare gli incassi perchè in un momento di crisi delle vendite (anche editoriali) come questo il Rosa invece piace e fa grandi numeri in termini di vendite. La Aspesi cita a questo punto a malincuore  le 280 mila copie vendute da UN REGALO DA TIFFANY , le 125 mila copie di AMORE ,ZUCCHERO E CANNELLA ( sì, proprio lui, il nostro giveaway della scorsa settimana)e le 144 mila di UN DIAMANTE DA TIFFANY, che lei nemmeno tanto velatamente considera polpettoni sentimentali in cui le donne appaiono  felici e appagate solo quando trovano un uomo e si sistemano. E da qui prende il la per propinarci la solita solfa sul fatto che il Romance è il classico genere consolatorio , 'balsamico e anestetico' che ha  sulla nostra psiche  lo stesso effetto di un potente psicofarmaco ( sensazione di piacere e pace) ma anche gli stessi effetti collaterali ( l'annubilamento della ragione). E poi passa all'alttrettanto vecchia e ormai consunta querelle che imputa al Romance di dare della donna un'immagine passiva e vagamente masochista, di una che ama essere trattata male dal suo uomo,eccetera eccetera. Cose dette e ridette.   Ma lo fa per vie traverse, in modo poco lineare, snocciolando qualche dato e informazione qui e là giusto per far capire al lettore medio, che di questo genere sa poco o nulla, che lei si è documentata. Così cita 'la potente associazione di scrittrici rosa'  Romance Writers of America come stesse parlando di una setta satanica e quando scrive i numeri, impressionanti, raggiunti dal Romance negli USA ( il 13% dell'intero mercato editoriale è appannaggio di questo genere e  74,8 milioni di americane legge almeno un romance all'anno) , lo fa giusto per domandarsi perchè uno scrittore dovrebbe dannarsi tanto a scrivere un libro 'intellettualmente valido' che lo faccia ricordare quando con una storiella a lieto fine  può  vendere cento volte di più? E qui cita i 280 milioni di copie dei romanzi venduti in tutto il mondo da Nora Roberts. Nota 'scribacchina' di libretti per massaie( non lo dice ma lo pensa).

Niente di nuovo sotto il sole, insomma, mie care, cose trite e ritrite. Da una come la Aspesi  ci saremmo aspettate qualcosa di meglio. Convengo con lei solo su una cosa: il ' boom del Rosa' che negli ultimi tempi sembra aver  coninvolto con le sue 'storie consolatorie' l'intero mercato editoriale italiano ha come verso della medaglia il fatto che se una storia funziona, gli editori sono spinti, per far cassetta e battere il ferro del successo editoriale finchè è caldo, a pubblicare una sfilza di romanzi tutti simili fra loro, ma non necessariamente tutti ben scritti.  D'altro canto però, lo sappiamo, ci sono Romance scritti molto bene, con storie articolate,ottime caratterizzazioni e stili di scrittura raffinati che è un vero piacere leggere. Molto di più di quanto non sia stato leggere questo articolo sconclusionato della Aspesi.  Di loro, inutile dirlo, lei poco o nulla sa, perchè solo per il fatto di essere incentrati su una storia d'amore e avere il lieto fine li rende tutti simili tra loro ai suoi occhi, un fascio unico di letteratura di serie Z giusto utile in tempi come questi, così tetri e disperati che solo un  genere che 'riesce a lenire le follie della vita' come il Romance può riuscire a vendere. E meno male, dico io!
P.S.: L'articolo della Aspesi prende il suo spunto di partenza dal fatto che la Mondadori ha deciso, dopo tre decenni tre, di riportare le sue collane romance anche nelle librerie...in pratica una sciagura per lei mentre  per noi una è una buona notizia ! La riscossa di un genere per tanto tempo ghettizzato  in edicola che si riappropria del suo giusto posto, visto che si tratta di libri.  Che alla fine  il Golia Mondadori abbia capito che medio-piccoli e  piccoli Davide come Leggereditore, NewtonCompton, Fazi , Fanucci, ecc molto più dinamici, innovativi e battaglieri di lui gli stiano sottraendo un bel numero di lettori ( e vendite) con romanzi che fino all'altro giorno erano solo suo appannaggio? Meglio tardi che mai!




COSA PENSATE DI QUESTO ARTICOLO DI REPUBBLICA, DEL PUNTO DI VISTA DELLA ASPESI E DELLA DECISONE MONDADORI DI TORNARE A VENDERE LE SUE COLLANE DA EDICOLA ANCHE IN LIBRERIA? SIAMO MOLTO INTERESSATE A SAPERE LA VOSTRA OPINIONE.

34 commenti:

  1. Passo di qui tutte le mattine a sbirciare i vostri articoli, che trovo sempre molto interessanti. Cavolo questo mi ha bastonato! Ho sempre avuto una gran stima della Aspesi, ma anche lei mi cade sul pregiudizio. Ultimamente si fa un gran parlare "contro" il successo del genere romance, ma nessuno critica mai l'enorme quantità di libri (spesso tutti uguali) di genere thriller con varie sfumature che da molto tempo riempiono le nostre librerie. Eh no, meglio un bell'omicidio di una storia d'amore, vuoi mettere? quello sì che è un genere presentabile.
    La verità è che a volte quando c'è una novità nell'aria, e il successo del romance lo è, i giornali devono riempire le pagine e spesso le fanno riempire a chi non ha molta preparazione, e magari molta voglia, per farlo.
    Ammetto di preferire giornalismo, come anche il mondo accademico americano: più aperto, più a 360 gradi e molto meno snob.
    Un saluto,
    Bluefly

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  2. Credo vada proprio bene così! Nonostante le scrittrici e le lettrici possano sentirsi "toccate" in modo negativo dall'articolo della signora Aspesi, che può benissimo essere stata costretta a scrivere l'articolo pur deprimendo il genere, io la ringrazio! Grazie perchè così ha dimostrato ancora di più che il genere rosa sta andando alla grande, che sta approdando FINALMENTE nelle librerie oltre che nelle edicole e che tutte le lettrici non si devono assolutamente sentire sminuite nel leggerlo perchè sta cavalcando l'onda! Che sia storico, contemporaneo, erotico o paranormal, il romance ha iniziato la sua scalata al successo e prevedo miglioramenti continui.
    Quindi grazie ancora alla signora Aspesi, che criticando così tanto il nostro genere ha contribuito attivamente alla sua pubblicità.
    Parlatene bene o male, MA PARLATENE!
    Chapeau...
    Simona Liubicich

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  3. Cassandra Rocca19/03/12, 09:01

    Come mi fanno arrabbiare queste cose! Sarà che io sono per il "vivi e lascia vivere", ma proprio non sopporto quando si denigra gratuitamente qualcosa senza un motivo valido! Se così tante persone scelgono di scrivere, pubblicare e leggere questo genere di libri, significa che è un genere valido come un altro, e che al lettore lascia qualcosa! Se funziona, perché demonizzarlo? Che male fa, alla signora Aspesi, accettare l'esistenza di tali testi peccaminosi nelle sacre Librerie? Inneggiano forse alla violenza, alla delinquenza? O forse non ne ha mai letto uno perché ha paura di trasformarsi anche lei in una "donnetta dalla mente semplice"? Quale potere hanno le scrittrici di Romance, allora! Altro che donne sottomesse e deboli... -.- E' un controsenso dall'inizio alla fine. Ognuno è libero di leggere e scrivere quello che vuole, se a qualcuno non piace che compri altro e lasci che siano i critici a giudicarne i contenuti, magari chi LI LEGGE prima di recensirli! Giudicare l'intelletto di una persona in base alla scelta di un libro mi pare offensivo.
    Cassie

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  4. Una mia amica è interista, il suo ragazzo è milanista, anni fa avevano l'abitudine di andare a vedere il derby in un bar di milanisti. E lui stupito e divertito ci raccontava di come lei si alzasse impavida, in quel covo di tifosi della squadra avversaria, a inneggiare alla sua squadra o criticare decisioni arbitrarie che le andavano contro. Ci vuole fegato ad alzare la propria voce contraria in mezzo a persone che la pensano altrimenti, fegato che la Aspesi evidentemente non ha avuto.
    Oppure come afferma Francy (grazie Francy, le cose che hai detto andavano dette!), è un argomento che non conosce e non le interessa, e ha messo insieme un tot di dati e cliché: l'impressione che ho avuto anch'io ieri leggendo l'articolo è stata di un testo piuttosto confuso, in alcuni punti non si capiva davvero - e questo per un giornalista è preoccupante! - dove volesse andare a parare.
    Certo, leggere parole (e non è certo la prima volta, come ha sottolineato Francy) di chi si spaccia come intellettuale quindi la mente più aperta dovrebbe avere e invece critica (hmmm, "sfotte" sarebbe qui più appropriato) i gusti altrui fa arrabbiare. Ma fa arrabbiare ancora di più leggere che le donne - intelligenti ed emancipate, le frustrate e stupide possono - non dovrebbero avere sentimenti ed emozioni, e non dovrebbero aver voglia di coccolarsi un po' indugiando in queste emozioni. Sa di quel femminismo vecchio stampo anni '70per cui per sentirsi "uguale" una donna doveva annullare la propria femminilità.
    In più, questi assunti, queste prese di posizioni saccenti e fastidiose sembrano pressupporre che gli uomini non si innamorino mai, che non finiscano mai con il cuore spezzato (ragazze, tutti quelli che avete incrociato e consolato negli anni, mentivano!). Le donne aprono una finestra d'intrattenimento leggendo storie a lieto fine? Orrore! Tutte a correre a casa per non perdersi il calcio di inizio della partita, e a esultare se 11 miliardari che non incontrerete mai nella vita battono altri 11 miliardari, questo è intrattenimento accettabile! Tutte davanti alla console a sparare a mostri grossi e cattivi, o al computer a giocare a Second Life. Questi sono "anestetici" che nessuno vi criticherà :)

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  5. Non tema la signora Aspesi che le donne siano regredite ai tempi ( primi del Novecento)in cui leggevano Delly o Liala, come ha scritto nell'articolo. Nel frattempo siamo cambiate, certo.
    E comunque chi crede di essere per criticare? Schiava o regina che lei cita con disgusto, è stato uno dei libri preferiti della mia adolescenza.
    Il romance, e sto parlando dei libri migliori, e non dei romanzetti di serie B che però esistono in qualsiasi genere, non ha nulla da invidiare al resto della letteratura. Se è così facile scrivere una storia a lieto fine perchè non ci prova lei? Vediamo se riesce a raggiungere i dati di vendita che invidia tanto.
    Personalmente, dopo una giornata di lavoro intenso e stressante, per non parlare delle beghe familiari, non mi ci vedo ad affliggermi con qualche storia drammatica che mi tirerebbe ancora più giù. Il che non significa che non legga anche quelle, ma in altri momenti.
    Che Mondadori abbia deciso di tornare in libreria mi fa piacere per tutte quelle autrici che magari scrivono da vent'anni e nel frattempo sono state ghettizzate sempre in edicola.
    Lily

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  6. Sono d'accordo con chi ha detto vivi e lascia vivere.
    Per carità, un articolo scritto bene anche se un pò confusionario. Voglio cederle il beneficio del dubbio. La Signora non conosce bene il campo Rosa ampio e variopinto. I tempi di Lyala sono finiti. Il rosa è cambiato, adattandosi ai tempi, si è evoluto ma questo non viene fuori, non viene colto da chi preferisce guardare dall'alto della propria sicurezza "culturale". Un pò come dire: "leggo Eco, figuriamoci se considero il romanzo rosa...". Ora, io Eco l'ho letto, ma preferisco il romance. Lapidatemi....
    Ovvio, che poi, c'è rosa e rosa. Sparks ad esempio non lo sopporto... La Steel? Dio me ne liberi!
    Unica nota positiva, che ho accolto con gioia, è che mondadori con i suoi romance sarà nelle librerie..
    Più felice di così!

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  7. Ma dai, non c’è né da indignarsi, né da prendere posizione, solo da sorridere. I giornalisti che sproloquiano senza essersi prima informati sugli argomenti ci sono sempre stati e sempre ci saranno, su! :) A maggior ragione in certi campi dove le donne solitamente ritengono che per elevarsi al valore degli uomini bisogna far finta di essere uomini e ragionare di conseguenza, invece di valorizzare la propria femminilità. Fra le tante cose sicuramente non sa che ci sono anche moltissimi uomini che scrivono rosa dietro pseudonimo femminile. Se non se ne farà una ragione non è un problema mio.

    http://irenevanni.blogspot.com

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  8. Sono assolutamente d’accordo con voi e Francy complimenti per il tuo articolo.!
    Il primo pensiero che mi e’ venuto leggendo l’articolo e’ che ,chi l’ha scritto non sa cosa si perde a non leggere il genere Romance ! Ovviamente un pensiero istintivo , perché poi tutti i gusti sono gusti, ma giudico limitato e bigotto giudicare qualcosa che non si conosce , sposando dei preconcetti e un atteggiamento snob verso il genere, perché c’è una regola che bisogna sempre considerare “ vivi e lascia vivere”.

    Come molte di voi, leggo di tutto, dal romanzo rosa classico come la Kleypas, la Balogh, autrici di grandi capolavori, ad altri generi ed autori che non hanno niente a che vedere con il Romance, citando, solo per fare un esempio Ken Follett, e dico che mi piace tantissimo..anche se considero il Romance, in tutte le sue declinazioni la mia lettura preferita .

    Sono molto felice della scelta della Mondadori, di distribuire anche nelle librerie i loro libri , e dico anche, “ E finalmente!” sia perché e’ più facile recuperare le uscite ma anche perché questo lo “ eleva” agli occhi di chi ancora non conosce il genere, e magari legge l’articolo della Aspesi e pensa “ orrore il romanzo rosa” non osando minimamente avvicinarsi all’espositore dell’edicola che li tiene lì tutti in bella vista: vedendolo in libreria potrebbe pensare..” proviamolo..”: la libreria sicuramente e’ l’opportunità di farsi conoscere ed apprezzare da chi ancora non conosce il genere...:
    Se in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, una casa editrici come la Mondadori, che non e’ proprio “ l’ultima arrivata” decide di allargare la distribuzione del romanzi rosa, questo vorrà dire che evidentemente ci sono sempre più lettrici che si avvicinano ad un genere “ di tutto rispetto” e felice di vedere che la “ marea” rosa arriverà a colorare anche le nostre librerie!

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  9. Ieri mio marito mi fa... Guarda parlano del romace su Repubblica. Ma io stavo finendo di leggere Fra le tue braccia di Roberta Ciuffi e figuratevi!
    Poi, finito il libro (bello, bello!) gli dico... allora l'articolo? E lui fa una faccia scettica: Mah! Non l'ho finito è troppo sarcastico per i miei gusti e poi si capisce dove vuole andare a parare.
    Io cado dalle nuvole, avevo visto che era scritto dalla Aspesi che stimavo (notate il passato) poi lo leggo e con calma olimpionica gli dico: più che sarcastico è offensivo ti definisce un villanzone noioso.
    Eh!?!
    Sì, caro, perchè con oltre 1000 romance in casa per non parlare del fatto che li voglio anche scrivere... pensa a quanto sei messo male!!!!
    Alla signora Aspesi, vorrei tanto dire (e non è escluso che lo faccia se è vero che esiste la libertà di pensiero e parola) che non c'è uno che uno dei capolavori della letteratura che sia stato scritto con l'intento di essere un capolavoro, ma tutti i grandi autori avevano in comune una cosa 'il rispetto dell'individuo' che in lei, evidentemente, è deficiente...
    ^_^
    Telenad

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  10. Onestamente..ma cosa vi importa? In fondo la signora Aspesi fa solamente il suo lavoro di giornalista..ma non per questo tutto ciò che scrive è Vangelo. Se riguardo alla letteratura "rosa" la pensa così, liberissima.. Io adoro il genere giallo e anche questo è considerata da molti giornalisti, critici e intellettuali vari una letteratura di serie B..ma io me ne frego. Dico solo che in una libreria che si rispetti e degna di essere chiamata tale si deve poter trovare di tutto e per tutte le tipologie di lettori senza "classificazioni" o senza parlare di "contaminazioni".. Il resto sono chiacchiere..anche se firmate Natalia Aspesi.

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  11. Tipica opinione di una che non ha mai aperto un Romance, e non Rosa, dico un Romance in vita sua.
    Le critiche sono sempre le stesse e non sono altro che le opinioni di coloro che lo credono un genere di serie B, che contaminerebbe le librerie.
    Invece, vorrei far notare alla signora Aspesi, che il romance è un GENERE che è sempre esistito; le storie d'amore sono sempre state amate e molte sono diventate anche dei classici della letteratura.
    Inoltre voglio dire che la cosiddetta "letteratura popolare" è quella che ha fatto sviluppare la letteratura stessa. Molti autori, ora considerati Grandi, alla loro epoca scrivevano romanzi d'appendice o romanzi d'amore.
    Infine, vorrei dire alla Aspesi che se lei proprio non li vuole leggere i romance, che non lo facesse, ma almeno si astenesse dal dare giudizi triti e ritriti; che era ora che il nostro genere avesse accesso alle librerie, piene di libri di infimo ordine, di infima qualità (esempio biografie di calciatori e simili); che la scrittura di un buon giornalista dovrebbe evitare i luoghi comuni e i clichés.
    Quindi signora Aspesi dovrebbe evitare di definire libri di serie B le opere di scrittrici quali la Balogh, la Quinn, la Kleypas, la Beverly, e solo per citarne alcune, senza prima essersi documentata.
    Perché in Italia si è sempre pronti a prendere spunto dagli USA per cose sciocche, e invece quando si parla di apertura al nuovo, di apertura mentale, il nostro paese rimane l'unico ad essere indietro, pronto ad emettere giudizi medievali e censori???
    Juliet

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  12. Personalmente ho un solo commento da fare all'articolo in questione: "Nel bene o nel male, l'importante è che se ne parli". ;D

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  13. Complimenti per l'articolo...mi piacerebbe che questa signora avesse il coraggio di confrontarsi con chi denigra in questo modo indegno...forse perchè siamo troppo intelligenti per comprare e leggere quello che scrive lei! ^^

    Replico con quello che ho scritto anche su FB:

    A mio avviso considerare importante l'opinione di una donna che avrebbe bisogno di farsi una bella scopata mi sembra eccessivo. Di solito le donne che denigrano il romance sono solo delle frustrate che odiano gli uomini, che non sanno vivere la loro sensualità senza sentirsi sporche, che considerano il sesso come un peccato, e l'amore come una perdità d'identià. Pertanto, per quanto mi riguarda sta tizia (che neanche so chi è e non mi manca di saperlo) conta meno di nulla! ^^

    Aggiungo che non ho conosciuto donne più consapevoli della realtà e avolte più ciniche di chi legge Romance, donne con le idee chiare...che sanno ciò che vogliono da un uomo e non si accontentano della mediocrità...forse proprio perchè leggono Romance...preferiscono essere single che male accompagnate...quante cosiddette intellettuali hanno un coraggio e una coerenza simile?
    Pertanto freghiamocene di cosa pensa una frustrata che...vabbè evito di diventare volgare altrimenti mi bannate!! :oDDDDDDDDDDDDDDDD

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  14. Quando ho postato l'articolo su FBK,per condividerlo con le altre ragazze tra cui Francy, personalmente la mia attenzione è stata catturata in primis dalla notizia che il genere "Rosa" normalmente appannaggio delle edicole, avrebbe invaso le librerie da giugno e successivamente dai numeri impressionanti che il business del Romance "smuove" soprattutto in America: lo so, sono numeri che le lettrici più assidue e informate, conoscono già, ma per chi come me si è avvicinata da poco a questo genere, rappresentano una piacevole novità.
    Mi sono trovata d'accordo con la Aspesi, solo su alcuni punti, ma la lettura integrale dell'articolo e tutte le sue implicazioni (tra cui il tono snob, la mancanza forse di informazioni corrette )non ha diminuito la mia voglia di comprare romanzi Rosa, cercando di acquistare non solo quelli consigliati da tutte voi, ma anche e soprattutto quelli che più si avvicinano al mio gusto e alla mia sensibilità.Se poi da un articolo non condiviso, nascono delle belle riflessioni, spunti per un miglioramento e nuove "battaglie"da portare avanti,tanto meglio! Natalia Aspesi è libera di scrivere quello che vuole,le Case Editrici è con i lettori che devono rapportarsi, non con i giornalisti e mi sembra che in alcuni casi l'obiettivo sia stato raggiunto (penso alle risposte dell'Editor Marzio Biancolino sul blog della Mondadori).

    Valeria

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  15. Quando ho letto l'articolo mi sono profondamente indignata. essere definita "facile preda di qualsiasi storia abbia protagonista ...." da una signora Tal de Tali mi ha fatto veramente girare .....
    Ma poi mi sono detta, leggo romance e non me ne sono mai vergognata e certo non mi interessa l'opinione di una persona che non si prende nemmeno la briga di leggere quello che sta con tal foga criticando. Oltre a essere molto offensiva la signora giornalista a mancato anche di professionalità utilizzando vecchi pregiudizi senza un reale approfondimento di quello che è a tutti gli effetti un fenomeno editoriale, a dispetto di quello che ne pensi la signora Aspesi.

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  16. Cara Francy,
    seguendo il link ho iniziato a leggere l'articolo e cosa trovo dopo appena 10 righe di una striminzita colonna?
    Un errore enorme: ARLEQUIN, senza la H!
    Non so se sia possibile considerarlo un semplice refuso: dal momento che la A è maiuscola mi sembra che sia stato scritto così...
    Per ora mi fermo qui, più tardi finisco di leggere e torno a commentare...

    Laura

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  17. Ognuno è libero di pensarla come vuole e l'articolo della Signora Aspesi risulta....squallido, scritto da una persona che non capisce assolutamente le donne ne i momenti in cui viviamo.
    Personalmente posso solo dire grazie ai romance, perchè mi aiutano a sopportare le vagonate di spazzatura, corruzione, malaffare, ecc.ecc.. insomma tutte le brutte notizie che ci vengono scaricate addosso quotidianemente.

    L'unica notizia rilevante e degna di nota è, secondo me, che il colosso Mondadori si sta svegliando e che approderà in libreria!!!!Evviva!!!!!
    Poi inutile ..."spargere le proprie perle davanti ai porci"... tanto non capirebbero!!!! chi denigra il rosa non merita di leggerlo!

    Francy condivido in pieno quanto hai scritto, sei grande!!!! come grandi sono tutte le persone che hanno postato i commenti *-*
    Mari

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  18. Come ho già detto sulla pagina FB di Fan di Romance Magazine, l'articolo secondo me indafa più il tema sociale che non quello personale, sulla singola lettrice (anche se poi non lo approfondisce come avrei sperato). La cosa che mi ha dato molto fastidio (anche se ognuno può esprimere il suo parere, ma quando lo esprime sul più letto quotidiano nazionale dovrebbe stare più attento e non basarsi solo sul proprio mestiere pluridecennale e su delle trite generalizzazione) è il banale utilizzo di stereotipi vecchi e già sentiti. La Aspesi, che è una bravissima giornalista, ha per me qui peccato di superbia intellettuale e di un' inutile ironia, che è sempre un facile (e per questo criticabile) strumento di approvazione popolare. Come in tutti i generi (anche in quelli più 'elevati'), anche nel rosa c'è del buono e del cattivo. Una critica basata solo sul colore della copertina non è che superficiale snobismo.
    Viv :o)

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  19. Wow che articolo.
    Mi son divertita molto a leggervi tutte e... non ho altro da aggiungere tranne che VIVA IL ROSA e essendo IO aggiungo: VIVA IL PARANORMAL, in edicola, in libreria e in ogni luogo.
    Rachele

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  20. bell'articolo e ovviamente condivido appieno!!
    ma non è possibile che si abbia sempre tutto questo pregiudizio vero i "romanzi rosa"...!
    come se chi li leggesse fosse per forza di cose uno che ha un livello di cultura limitato e che mal digerirebbe "mattoni polacchi" che non si fila nessuno ma che sono presi a modello quali "libri di un certo livello"...!

    sono solo preconcetti di ki non accetta che possano tranquillamente piacere i romance scritti bene e non banali e che questo non sia affatto una cosa negativa!!!

    a me piacciono molti generi di romanzi, dai thriller a quelli tratti da storie vere/di attualità, a quelli a sfondo storico... a quelli "sentimentali" e/o divertenti (ad es adoro la kinsella...)...
    Ogni libro - ripeto, scritto bene..., con gusto, con criterio circa i personaggi, le storie, il contesto... - ha qualcosa da comunicare a ki legge e ciò che leggiamo dipende molto da ciò che cerchiamo in un certo momento...
    io mi son ritrovata a legger romanzi "impegnativi" (che a volte mi hanno deluso!!!) e a leggerne altri più "leggeri", con tematiche meno "pesanti" (scusate la banalità degli aggettivi... ^_^) perchè avevo voglia di immergermi in letture piacevoli, che mi facessero sognare....

    Ci mancherebbe solo che ci fossero categorie di libri DA NON VENDERE in libreria come se contaminassero gli altri generi evidentem ritenuti dalla giornalisti "degni di nota e di rispetto"....
    Tutti abbiamo diritto di leggere ciò che ci va e se questi libri "vanno" e vendono... ben venga, non possiamo che gioirne!!!

    baci <3

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  21. Stefania G.20/03/12, 21:05

    La Signora Aspesi ha ragione: io li leggo per anestetizzarmi. Sì, perchè la giornalista in questione, magari guadagna talmente tanto, che non si pone problemi nella vita, ha un lavoro che non le da pensieri, una famiglia senza problemi, tanta salute. Quindi non mi può capire. Semplice!!!!!! Se ho un'ora al giorno la passo leggendo cose che mi piacciono, per distrarmi da questa vita che, tanto per ricordarlo ad una giornalista che forse non ha presente la realtà delle persone meno fortunate di lei. Di morti e situazioni finite male, per motivi di lavoro, ne vedo tanti, non ho nessuna voglia di leggere Letteratura che forza la realtà al pessimismo. Francamente non ne sento la necessità. Avrei molto altro da dire, ma mi fermo, altrimeti divento pesante.

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  22. Ma sì, và, è la solita vecchia storia di certi "intellettuali" italiani che nn sopportano proprio che un libro possa essere un prodotto come tutti gli altri e quando frutta soldi loro subito s'insospettiscono, in realtà è questione d'invidia xché loro certi numeri se li sognano. Cmq, su una cosa ha ragione la signora Aspesi, anch'io leggo romance x anestetizzarmi, ho già la mia dose di "fregature e delusioni" nella vita ed è più che sufficiente, grazie x l'interessamento, nn mi serve ritrovarmele anche nei pochi momenti di svago.
    Evidentemente, la signora nn ha mai trovato il tempo x leggere "Come un romanzo" di Daniel Pennac (un vero intellettuale, oltre che un gran signore, ma forse nn è all'altezza di Madame, visto che ha cominciato la sua carriera come prof di scuola media), che cita i 10 Diritti del Lettore, tra cui:
    5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA
    e vorrei anche vedere che la signora me lo impedisse, cosa che nn si è mai permesso di fare nessuno, nemmeno i miei genitori.
    Inoltre, dato che la signora Aspesi si dà tante arie da intellettuale, forse apprezzerà che le si rinfreschi la memoria sulla definizione di intellettuale data da Solženicyn (Premio Nobel per la Letteratura, 1970) in "Arcipelago GULAG", che sicuramente la signora avrà letto: "Un intellettuale è colui che sa pensare in modo autonomo", cosa che mi pare in qs articolo la giornalista nn abbia fatto, dato che è un mero elenco di luoghi comuni.
    Infine, visto che lei nn ce ne perdona una, le espressioni "lettore maschio", "lettrice femmina" e "autori maschi" sono pleonastiche.
    E qs è quanto.

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  23. Questo argomento ha infervorato gli animi sia qui che su FB. Riporto un mio commento sulla pagina di Romantic Suspense Italia perchè mi fa piacere sottolineare anche qui, che, a parte il fatto che quoto Lady Macbeth quando dichiara a chiare lettere, seguendo Pennac, il su diritto di LEGGERE QUALSIASI COSA, mi sembra chiaro che NON TUTTI i ' Romanzi Rosa' sono uguali e che il nostro disappunto riguarda il fatto che ci si riferisca la Romance sempre pensando a un certo tipo di libri e non agli altri:

    In Italia il genere è da sempre guardato storto, ma del resto questo è il nostro atteggiamento verso tutto quello che è puro intrattenimento. Nei paesi anglosassoni non stupisce nessuno che a scuola si insegni Drama, drammatizzazione, si faccia teatro, insomma,mentre in Italia i gruppi teatrali nelle scuole sono relegati alle attività extra curriculari. Così In USA il ROMANCE è anche studiato nelle università come una forma di fiction popolare di successo, nè meglio nè peggio di altre, mentre da noi dubito che qualche università abbia avuto 'l'ardire' di istituire qualche corso monografico a riguardo. Non so se un po' della 'colpa' tra virgolette sia da attribuire al super sucesso degli Harmony che in tutti questi anni hanno venduto valanghe di libri il cui livello, per vari motivi, lo ammetto, non è eccelso. Ma neanche lo vuole essere. Appartengono a quella 'pulp fiction' di romance mass market che in USA si vende soprattutto alle casse di Walmart e altri grandi magazzini popolari con caramelle,chewinggum e altri generi vari da 'acquisto impulsivo'. Sono brevi, si leggono in due ore, spesso non eccelsi nè sul versante trama nè sulla caratterizzazione dei personaggi, ma fanno il loro lavoro di 'intrattenitori' alla stregua di un fotoromanzo o di un TV show. Infatti, non a caso, i titoli sono a volte un po' assurdi come ,per citarne alcuni nostri, L'EREDE DELLO SCEICCO, UNA NOTTE COL MILIONARIO,DOLCE INGANNO GRECO (e sì sceicchi,greci e italiani meglio se danarosi vanno forte in queste trame!), titoli molto simili tra loro, per sottolineare l'argomento NON per farsi ricordare. Anche in questo tipo di 'category books' le eccezioni ci sono e personalmente ne ho letti di molto belli, in originale, ma in Italia dove le pagine sono ridotte all'osso e i tagli ripetto all'originale,pesanti, si tratta di libri semplici, senza pretese. E' chiaro che non sono questi i libri che meglio rappresentano la valenza del genere ed è altrettanto chiaro che se uno quando pensa al Romance pensa solo a loro, torto torto a ritenerli letteratura di serie B infondo non ha...un po' come i B movies al cinema. Però esiste altro e noi lo sappiamo. E se si vuole parlare di Romance bisogna conocere tutto, il mediocre e l'ottimo. Quello che vogliamo fare, tutte noi, è cercare di fare andare oltre l'ottica degli Harmony brevi . Con tutto il rispetto per quel prodotto e per chi lo legge, io però non mi ci avvicino da decenni semplicemente perchè sono storie fatte con lo stampino,troppo corte e soprattutto scritte così così: non mi divertono. Poi anche la Harmony(Harlequin) ha collane di libri più lunghi e di maggiore spessore che possono ben rappresentare il Romance. L'importante è riuscire a far capire la diversità. A proposito, se vi interessa sapere sapere di più del Romance come 'materia universitaria' e soggetto per libri e saggi , vistate questo blog: http://teachmetonight.blogspot.it/ .

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  24. In riferimento al commento di Lady Macbeth poco qui sopra, riguardo a Pennac, ecco per chi non se lo ricordase o non lo sapesse il suo

    DECALOGO DEI DIRITTI IMPRESCRITTIBILI DEL LETTORE,BAMBINO E ADULTO, tratto dal suo saggio'COME UN ROMANZO', in cui l'autore ( che è professore di lettere) si interroga sui modi per riporatre soprattutto i giovani alla lettura:

    I. il diritto di non leggere;

    II. di saltare le pagine;

    III. di non finire un libro;

    IV. di rileggere;

    V. di leggere qualsiasi cosa;

    VI. di leggere senza regole;

    VII. di leggere ovunque;

    VIII. di spizzicare;

    IX. di leggere a voce alta;

    X. di tacere.

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  25. quello che mi rattrista di più e che il commento arriva da una giornalista.
    Il giornalista ha il compito di scoprire e descrivere le notizie per quelle che sono e non discriminarle a suo piacimento, se no diventa un critico. Ma l'articolo non riguarda la critica di uno specifico scritto del genere rosa ma la critica del genere rosa in generale...(scusate lo scioglilingua) è nessuno si può permettere di giudicare qualcosa che riguarda moltissimi scrittori/scrittrici dello stesso genere ma che hanno stili diversi.
    la Signora dovrebbe innanzitutto imparare a fare il suo mestiere e poi giudicare... soprattutto se quello che hai giudicato ha la maggior parte dei consensi in tutto il mondo.
    Giovanna

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  26. Che scrivere ancora dopo che molto è già stato scritto e condiviso?
    Mi spiace per Natalia Aspesi, una giornalista brava e con un gran senso dello spirito. Forse, chissà, leggere l'articolo sotto una luce diversa, quella dell'humour, ad esempio, darebbe un altro significato alle sue parole?!
    Ad ogni modo, leggo questo genere da troppo poco tempo per dare un'opinione giusta e completa, ma concordo con Francy che, purtroppo, vi sono storie banali e mediocri, mal tradotte o pesantemente censurate, dove la superficialità e il cattivo gusto regnano sovrani. Eppure, il buono e il brutto sono ovunque e generalizzare non è mai una bella cosa.
    La lettura dei romance, è vero, “anestetizza”: dà un attimo di respiro prima dell'immersione in un quotidiano pesante, ma non ha il potere di cambiare la vita.
    A volte, ho l'impressione che, chi denigra il Rosa, lo fa perché ne ha paura: paura di restare talmente sorprese e affascinate da non riuscire più a staccarsene o paura che questo genere possa avere una fortissima influenza da riuscire a modificare o plasmare l'indole di chi legge.
    C’è una frase dove l’Aspesi sbaglia e, per me, anche di grosso ed è quando scrive: “….eppure eccoci ancora, a migliaia, tuttora lacrimanti su un luminoso finale come quello di Amore zucchero e cannella: quando Lei finalmente si siede accanto a Lui, si appoggia alla sua spalla e... «Poi quello che avevo sperato accadesse, accadde». Certo come romantiche lettrici magari siamo contente, ma come donne responsabili proprio no, ma come, siamo ancora qui con la vita più o meno a pezzi a consolarci per una scema che facendo da mangiare e tornando al ricamo vince che cosa? Un uomo!!”
    Non si vince un uomo, si lotta per non perdere l’Amore.
    E, non quello melenso, sentimentale e fiabesco, ma quello vero, quella per la vita. E, quello per un uomo, un’amica, un figlio, un padre, una madre, un cane, un gatto….perché, retoricamente e banalmente, tutti abbiamo bisogno dell’unico carburante della nostra vita: l’Amore.
    E fin quando ciò non si comprenderà, fin quando si avrà timore di ammetterlo, allora, ahimè, vi saranno altre Aspesi che continueranno a screditare e a giudicare.
    Maria

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  27. Concordo pienamente con la tua considerazione Maria. L'Amore ci riempie la vita, possiamo anche stare senza partner ma non senza amore, sentimenti,passione. Fanno parte della natura umana. Nella vita non sempre tutto va per il verso giusto, non sempre le storie d'amore hanno un lieto fine, anzi, a volte la fine può essere tremenda. Non è che non lo sappiamo, lo sappiamo e come. Ma questo non toglie che per rilassarci , per divertirci, noi preferiamo leggere del 'migliore delle fini possibili' piuttosto che il peggio. Percè? Perchè ci fa sentire bene ed è quello lo scopo delle letture passatempo come il romance. Poi ci sono le letture che ti fanno pensare, che ti fanno riflettere sulla vita,che ti fanno mettere in discussione certi tuoi punti di vista, che ti aprono gli occhi...ma quello è un altro discorso, quello è a mi avviso l'ambito della 'letteratura alta'. A un romance io chiedo solo di divertirmi sia sul piano della trama che della scrittura. Se è scritto male non mi diverto. Se trovo per varie ragioni i personaggi mal caratterizzati non mi diverto. Chiedo al romance quello che chiedo a un film di farmi provare belle sensazioni, tutto qui. Niente di più. Se il romanzo in questione riesce a farlo, ha raggiunto il suo scopo nel migliore dei modi secondo me.E quindi è da esaltare non da denigrare.
    Quanto al desiderio delle donne di avere un uomo su cui appoggiare la testa come la protagonista di 'Amore,zucchero e cannella'...la signora Aspesi non si è mai sposata, ma ha un compagno, a quanto so, con cui non convive ( perchè è neglio che ognuno abbia i propri spazi). Possiamo prenderci in giro quanto vogliamo, ma sotto sotto, cara signora Aspesi, quello è esattamente il desiderio segreto di tutte le single...aver un uomo da amare che è anche un compagno a cui poter appoggiarsi e su cui poter contare nei momenti di difficoltà. Il brutto è che molte, pur cercando , questo partner ideale non lo trovano.

    RispondiElimina
  28. Salve! Grazie per l'articolo!
    La parte che più mi interessa è la nota finale in cui dici che la Mondadori ha intenzione di portare in libreria le sue collane da edicola. Cosa vuol dire ciò? Che tutti i romanzi che verranno pubblicati d'ora in poi in edicola nelle varie collane saranno disponibili anche il libreria ma in versione intergrale e grafica migliore? Grazie infinite se puoi rispondermi!

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  29. Cara Anonima (chi sei?) da quello che si può intuire ci aspettiamo di vedere dipsonibili anche in libreria così come in edicola gli stessi libri. Chissà se avranno voglia di migliorare la grafica, passando ora anche alle librerie. E auspicabile ma non scontato.

    RispondiElimina
  30. Mi trovo perfettamente d'accordo con Maria quando scrive:
    "A volte, ho l'impressione che, chi denigra il Rosa, lo fa perché ne ha paura: paura di restare talmente sorprese e affascinate da non riuscire più a staccarsene o paura che questo genere possa avere una fortissima influenza da riuscire a modificare o plasmare l'indole di chi legge."
    Mi sa che hai proprio ragione.

    Detto ciò, sono supercontenta che i romance arrivino anche in libreria, era ora! Che lusso poter scegliere con calma!

    RispondiElimina
  31. Mi trovo d'accordo con quanto avete scritto finora. Devo però anche aggiungere che la Sig.ra Aspesi ha il diritto di esprimere la sua opinione, qualunque essa sia,così come noi abbiamo il diritto di leggere Romance. Non sarà un'opinione contraria, o mille contro, ad uno dei miei generi letterari preferiti, per farmi smettere di leggerlo. Ognuno ha il diritto di pensarla come crede, così come dice Pennac, ogni lettore ha il diritto di leggere ciò che vuole. E aggiungo io, puchè legga. Vedete, oggi in Italia, a mio parere, non bisognerebbe denigrare i vari tipi di lettura, ma il fatto che non si legge. Non so se a voi è capitato, ma a me più che spiegare perchè leggo Romance, capita di dover spiegare perchè leggo. E di giustificarmi a volte. Sì perchè se ti chiedono se la sera hai visto quel determinato programma "che va di moda" o se sei andoato in quel locale dove vanno tutti al momento e tu rispondi: no ho letto un libro! Ti guardano tutti come fossi impazzita! E guai a dire che la Lettura e i Libri (con la elle maiuscola), sono la tua più grande passione e che in un mese riesci a leggere anche 8 libri. Sei da camicia di forza! Passare il tutto quel tempo sui libri non è normale. Poi non ti azzardare mica a dire che, mentre il sabato deve essere dedicato allo shopping nei centri commerciali alla caccia dell'ultimo oggetto di culto, tu invece lo possi in libreria a comprare un nunovo libro. Ma come, ti dicono, già il fatto della libreria è noioso e poi non l'avevi comprato sabato scorso un libro? Che spendacciana che sei. Sì, e tu invece che la scorsa settimana hai comprato una borsa da € 200 e questo week end un paio di scarpe altrettanto costose, solo che sono all'ultima moda, cosa sei? Una filantropa!!! Scusate se mi sono dilungata,e se i sono risultate contorta in alcune parti, ma mi sono stancata di sentirmi accusare per il fatto di leggere e di quello che leggo. La lettura è la mia passione e mi fa stare bene, perciò leggo quello che voglio e quanto voglio. In fondo non faccio del male a nessuno e se qualcuno non è d'accordo, peggio per lui, il problema è suo, non mio.
    Alessandra

    RispondiElimina
  32. LOL, Alessandra, è vero, anche a me capita, ma siccome la menata va avanti fin da quando ero piccola, ormai c'ho fatto il callo! E poi nn mi spiace essere considerata un po' "strana", così quelli che mi conoscono poco mi lasciano nel mio brodo (nel senso che quelli che mi conoscono ormai nn ci fanno più caso). ;-)

    RispondiElimina
  33. A distanza di anni ho trovato questo insieme di deliri e devo dire che sono solidale con la signora Aspesi. Padronissime di leggere queste storielle stupide che fanno credere che l'unica cosa a cui dobbiamo aspirare noi donne sia trovare un uomo per cui annullarci (messaggio delirante) ma dovete accettare che per fortuna c'è stato il femminismo e che ci sono donne che vogliono leggere altro che non sta robaccia.

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    Risposte
    1. Cara Elena, tu sei padronissima di leggere quello che vuoi, ma dare giudizi su cose che non si leggono non è corretto; a quale titolo in particolare ti riferisci per definirla 'robaccia', perchè, sicuramente, ci sono anche romance di povera caratura, su questo non ci piove, ma non sono quelli che piacciono e leggiamo noi. Se ne dai un giudizio di merito e non li hai mai letti, il tuo commento ha poco senso e quella delirante sembri tu.
      Quanto al femminismo, io non lo tirerei proprio in ballo, guarda. Divertirsi a leggere storie incentrate su un lieto fine romantico, non significa certo negare il femminismo. Nei nuovi romanzi le donne cercano l'amore ma anche la realizzazione di se stesse e l'uomo è un partner alla pari, non un uomo padrone. Insomma, non è che perchè uno si appassiona ai gialli debba poi diventare per forza un serial killer! Nè perchè a una piace leggere di amore e lieti fini debba necessariamente essere repressa e sottomessa. O che non lo sia se legge altro genere di libri.

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