Recensione: RITRATTO DI DONNA IN CREMISI di Monica Ahrnstedt ( Sperling&Kupfer)

Autrice:   Simona Ahrnstedt 
Titolo originale: 
Överenskommelser 
Genere: 
Storico
Ambientazione: Svezia, 1880
Pubblic.  originale: Pan ( 2011) pp.400
Pubblicato in Italia: ed. Sperling e Kupfer, settembre 2011, pp.448 - €19.90
Parte di una serie:  Sì  1° di una trilogia
E-book:E-book: Sì. Acquistabile QUI (€9.99)

LA STORIA
Stoccolma, 1880. È una sera di dicembre e la città è come incantata sotto una coltre di neve bianchissima. Nel foyer luccicante del Teatro dell'Opera, gremito di dame in abiti eleganti e gentiluomini dell'alta società, tra il profumo delle ciprie e l'aroma dei sigari, un uomo e una donna si incontrano. Lei è Beatrice Löwenström, dai meravigliosi capelli rosso fuoco e il viso spruzzato di lentiggini, una ragazza volitiva e ribelle che mal sopporta le rigide convenzioni borghesi degli zii con cui vive. Lui è Seth Hammerstaal, lo scapolo più discusso della città, con un debole per le belle donne e per le regole da infrangere. Un incontro fuggevole, eppure destinato a cambiare per sempre due vite. Perché quella sera nasce la più travolgente passione che la fredda Stoccolma abbia conosciuto: da allora le strade di Seth e Beatrice si incrociano più volte, per caso, nelle mille occasioni mondane dei salotti buoni della città. Seth è incantato dall'intelligenza di Beatrice, una donna che non assomiglia a nessun'altra, e Beatrice spaventata e insieme sedotta da quest'uomo affascinante e inaffidabile, che non ha mai vissuto secondo gli schemi. Lungo le vie scivolose per la brina, dinanzi alla baia ghiacciata scintillante di luci, tra convegni notturni e passeggiate in carrozza, si consuma così un amore segreto, e per questo ancor più bruciante. Ma su Beatrice sono già stati fatti progetti e conclusi accordi che non includono né la libertà, né la felicità e tantomeno Seth...
Traboccante di passione, con il passo ammaliante di un classico, Ritratto di donna in cremisi è un'indimenticabile storia d'amore. Emozionante comeVia col vento, provocatorio come L'età dell'innocenza, universale come Orgoglio e pregiudizio.

RECENSIONE  DI ADELE V. CASTELLANO
GIUDIZIO: 
Bene bene. Ero un po’ stufa. Leggere sempre di questi conti inglesi, belli, dissoluti, sensuali ma pronti a redimersi per un bel visino. E Londra mi era venuta un po’ alla nausea. Il Tamigi, Almack’s, Byron e i dandy… avevo bisogno di una bella ventata d’aria fresca.  
Ebbene, l’aria che mi è arrivata in pieno viso, era gelata. Addirittura ghiacciata. Come quelle perturbazioni invernali che arrivano dalla Svezia. Ma se pensavo che da quel lontano e un po’ misterioso paese nordico arrivassero solo neve e cristalli di ghiaccio, mi sbagliavo di grosso.  
Leggere “Ritratto di donna in Cremisi” è stata una bella emozione, anche se non forte come viene vantato nella presentazione. E qui concedetemi un appello agli editori italiani: smettetela di fare paragoni con “Via col Vento” o con Orgoglio e pregiudizio. Dimostrate di non conoscere a fondo il panorama letterario mondiale di questi due ultimi secoli. Noi lettrici di romance che li abbiamo letti da tempo, li conosciamo bene, li amiamo alla follia. Ma nel frattempo, signori miei, ne è passata di acqua sotto i ponti. In giro c’è anche altra buonissima letteratura d’amore che può essere usata come termine di paragone, quindi… SVEGLIA! E grazie al Cielo, ogni tanto qualcuno si accorge che non solo le anglosassoni o le americane sanno scrivere libri d’amore. 
Dunque, dicevo… i protagonisti del libro di Simona Ahrnstedt sono così vividi e azzeccati che mi hanno fatto venire letteralmente le lacrime agli occhi e la pelle d’oca, ancor prima di terminare il secondo capitolo. Lei, Beatrice Löwenström, è una giovane fuori degli schemi: allevata da un padre professore è intelligente, sensibile, passionale, con una chioma di capelli rossi e una buona dose di lentiggini che esibisce con orgoglio nella suntuosa Stoccolma di fine XIX secolo.  
Lui, Seth Hammerstaal (come mi piace questo nome… Seth, il dio del caos della mitologia egizia,) è un uomo d’affari tutto d’un pezzo, scapolo, corteggiato e ambito da donne fatali. Bello e galante ma freddo come il Mar Baltico, su cui la città di Stoccolma si affaccia. Ci penseranno gli occhi azzurro profondo di Beatrice Löwenström a toccare il suo cuore, fin dalle prime pagine del libro, in un punto che lui non si sognava neppure di avere. 
Non vi racconto la situazione familiare di Beatrice, strappalacrime: sappiate che è orfana, costretta a vivere in casa dell’autoritario e dispotico zio, che la costringe ad un matrimonio combinato. Il futuro sposo non solo è molto più vecchio di lei ma ha idee molto precise sul ruolo che devono avere le donne nella spumeggiante società svedese di fine ottocento. Eccolo al meglio di sé:
«… quando le mogli iniziano a comportarsi come gli uomini, la struttura della società è in pericolo.» o ancora: «Una donna che non ubbidisce al marito è una vergogna e deve essere punita.»  
Avete capito che cosa vi aspetta? Una sacrosanta indignazione, così cocente da far bruciare le guance e mettere le ali alle pagine. Lo divorerete questo libro, cercando una giustizia che come in tutti i racconti d’amore, sarà l’immancabile lieto fine. Non vi dico altro. Sta a voi immaginare come andrà a finire tra la colta e volitiva Beatrice e il tenebroso e favolosamente ricco Seth. 
Sappiate che i due innamorati, innamoratissimi protagonisti si incontreranno e scontreranno più volte, in una vertiginosa altalena di passione e tenerezza, di rabbia e rimpianto, in un incedere descrittivo così accurato che a volte, ve lo confesso, ho saltato qualche riga per la troppa fretta di sapere cosa sarebbe accaduto nelle pagine successive.  
Vivrete con Beatrice ogni evento, ogni stato d’animo con una tensione interiore che vi irriterà, vi farà indignare e insorgere contro le ingiustizie e la violenza di quegli uomini ottusi che la circondano, la costringono e la condannano senza appello ad un destino terribile. Che lei accetta solo per amore della cugina Sofia, l’unica della famiglia meritevole di affetto sincero e alla cui felicità Beatrice sacrifica se stessa, andando incontro ad un triste e cupo futuro. Fino al lieto fine, ovvio! 
Unico neo, ma questa è una notazione molto personale, è che il nostro eroe non c’è nel momento più difficile e non coglie, non capisce, non intuisce ciò che a noi lettrici è palese.  
“Lei ti ama, stupido!” gli ho gridato agitandomi sul divano, mentre leggevo le righe galeotte. L’unico “difetto” della trama infatti, è che nonostante siano follemente, irrimediabilmente innamorati, i due protagonisti non si parlano e la trama si regge su questo gioco snervante e accattivante di parole non dette, di incomprensioni e di equivoci di una e dell’altra parte, che rendono un pochino troppo ingenui i nostri eroi. Questione di gusti, comunque. 
Ma vi assicuro, non potrete fare a meno di proseguire d’un fiato fino all’ultima pagina. Perché Simona Ahrnstedt è davvero brava ad incantarci con feste, balli suntuosi, abiti da sogno e gioielli da favola. 
Ops, sto parlando troppo. Sappiate però che alla fine, ho perdonato l’affascinante Seth. Eccome. 


RECENSIONE  DI ANITA GAMBELLI
GIUDIZIO:  1/2
Stoccolma, 1880. Beatrice Loewenstroem incontra Seth Hammerstaal ed è subito attrazione fatale. Lei è svedese, la si riconosce nelle sale per l’inconfondibile chioma rosso fuoco che la contraddistingue, pure se non è una bellezza mozzafiato, con quelle lentiggini impertinenti. Lui è un uomo d’affari norvegese che è abituato alla compagnia di donne affascinanti e compiacenti. Eppure viene stregato dalla personalità di Beatrice, che lo colpisce e lo affonda. Lei è orfana ed è cresciuta con gli zii e i due figli della coppia. Lui ha una triste infanzia alle spalle, un presente promettente, un futuro scintillante. Il loro incontro è travolgente, brucia di passione e di intenso coinvolgimento nonostante fuori sia freddo, incredibilmente freddo. Le superfici degli specchi d’acqua sono ghiacciate, il loro mondo vive intrappolato nel bianco perenne del lungo inverno e solo a tratti cede a stagioni più miti che durano il tempo di un respiro. Perché la lettura non lascia spazio a interruzioni, rapisce il lettore e non lo abbandona fino all’ultima riga.
Beatrice e Seth vivono la loro storia al di fuori delle convenzioni sociali a cui devono inevitabilmente sottostare. Ci sono persone che si metteranno sul loro cammino e più o meno intenzionalmente li allontaneranno. Se è vero amore, però, ritornerà.



ANITA GAMBELLI






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    L'AUTRICE
    SIMONA AHRNSTEDT è nata a Stoccolma nel 1967. Laureata in psicologia, lavora come terapista. Collabora con diverse riviste scrivendo articoli sulle relazioni tra uomini e donne. Ritratto di donna in cremisi è il suo primo romanzo, che ha ottenuto un enorme successo di pubblico e di critica in Svezia. Vive poco fuori Stoccolma con il marito e i figli e sta ultimando la stesura del suo secondo romanzo.



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    4 commenti:

    1. CIAO ADELE, HO APPENA LETTO IL POST E MI HAI, FATTO VENIRE VOGLIA DI LEGGERE QUESTO ROMANCE SVEDESE.
      MI PIACE IL TUO APPROCCIO AL LIBRO E LA STORIA, IL TOMO DI VARIE CENTINAIA DI PAGINE, LA COPERTINA E LA TUA RECE, SONO IRRESISTIBILI PER ME: UN LIBRO, UNA POLTRONA, UNA STORIA INTRIGANTE, IL FREDDO POLARE DI QUESTI GIORNI ED UNA TAZZA DI CIOCCOLATA CALDA... GLI SVEDESI, CON STIG LARSSON , LA SUA TRILOGIA, MANKELL CON I SUOI THRILLER MI SONO PIACIUTI MOLTISSIMO, E MI STUZZICA UNA DONNA NORDICA CHE SCRIVE UN ROMANCE CHE SICURAMENTE, DATA LA MOLE, SARA' DI AMPIO RESPIRO E SUFFICIENTEMENTE COMPLESSO DA TENERE AVVINTA LA MIA ATTENZIONE E QUELLA DI TUTTE.
      SEI ISPIRATA E COME SEMPRE IRONICA.

      MARIAT.

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    2. Mi incuriosisce molto e l'ho messo da tempo nella wish list, mi blocca il costo decisamente elevato
      Grazie per il bel post ciao
      Maristella

      RispondiElimina
    3. Concordo con Maristella il prezzo elevato frena la curiosità di leggerlo, anche se la storia lo meriterebbe, e di conseguenza di comprarlo....
      Daisy

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    4. Ciao il titolo è sbagliato di monica???si chiama simona

      RispondiElimina

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