HONORATA CORTIGIANA di Rosa Ventrella ( Arkadia)

Chi è affascinata dalle storie romantiche ambientate in altre epoche, probabilmente oltre ai romance storici apprezza anche tutta quella serie di libri dove fiction e storia si fondono per proporci personaggi realmente vissuti in storie che accanto a fatti reali presentano situazioni  e altricomprimari creati dalla fantasia dell'autrice.
E' questo il caso del libro che vi presentiamo oggi, HONORATA CORTIGIANA (ed.Arkadia,Collana Eclypse 17, €17)  in cui la scrittrice e studiosa  ROSA VETRELLA ha fatto confluire  il suo amore per la storia e la fascinazione  per Veronica Franco, famosa poetessa e cortigiana venziana del XVI° secolo. Di lei e delle cortigiane veneziane della sua epoca abbiamo già parlato sul blog ( vedi QUI e QUI) . Siamo sicure che un romanzo di questo tipo non mancherà di incuriosire molte di voi perchè tratta di una donna che seppe  essere davvero indipendente  e 'padrona del suo destino' ( così è intitolato il film del 1998 che ne ripercorre la vita) in un epoca in cui alle donne si chiedeva di essere solo mogli e madri.
LA STORIA: Nella sontuosa Venezia del tardo Rinascimento la giovane e bellissima Veronica, istruita dalla madre, diventa "onesta cortigiana", frequentando, grazie alla sua bellezza e alla sua intelligenza, il mondo dorato di dogi, patrizi, ricchi mercanti e teste coronate quali Enrico di Valois, il futuro re di Francia.
Le "honorate cortigiane" costituivano, nella Venezia dei secoli d'oro, una categoria sociale oltre che professionale, nettamente distinta da quella delle comuni meretrici. Pur esercitando anch'esse la prostituzione, si distinguevano socialmente non solo perché potevano contare su lauti guadagni e protezioni influenti, ma anche in virtù della loro cultura e talento artistico e letterario, che erano libere di esercitare pubblicamente proprio grazie alla loro particolare condizione.
Divenuta la più  ricercata delle honorate, Veronica coltiva anche la sua seconda passione: la poesia, che le apre le porte dei salotti culturali in cui intrattiene rapporti con i maggiori intellettuali del suo tempo, entrando nel novero degli scrittori dell'epoca. Vive ardendo, come lei stessa scrive in una delle sue Lettere, ma nessun amplesso rubato riesce a colmare un profondo senso di vuoto e solitudine che si sente crescere dentro, in una Venezia che vive una fetta importante della sua storia: le guerre contro i Turchi, Lepanto, la caduta di Cipro, la peste, i processi dell'Inquisizione.
Veronica Franco ( 1546-1591) ritratta da Tintoretto
Orde di improvvisati predicatori, visionari, frati indovini, animano le strade della città, annunciando oscuri presagi di morte e additando come responsabili le frotte di peccatori che imbrattano di lussuria le locande, dove aleggiano zaffate di sesso e vino che inebriano anche i giovani più pii, i vicoli e i ponti della città, dove le prostitute di malaffare adescano i loro squattrinati clienti, persino i banche delle chiese, dove le cortigiane honeste siedono in prima fila. E, mentre l'ignoranza del popolo va seminando pericolosi germi d'odio, Veronica conosce Federico, un giovane artista, allievo di Tintoretto, una creatura fragile e riservata, i cui occhi trasmettono una solitudine antica e il cui severo cipiglio vela lo sguardo di un'espressione impenetrabile. Nei suoi quadri, però, Veronica ritrova una passionalità travolgente, un lato oscuro che l'affascina e la fa innamorare. Per la prima volta la cortigiana scopre l'amore, ma, insieme, anche la delusione del rifiuto. Federico nasconde un segreto, una verità talmente pericolosa che, se svelata, lo condurrebbe a morte certa. Quando la città viene avvolta dal tetro velo della morte nera, tra l'acre odore dello zolfo usato per le fumigazioni e il puzzo delle pire di morti trascinati via dalle proprie case dai pizzicamorti, Veronica fugge a Roma, compiendo una scelta radicale che la porterà a cambiare tutto il suo mondo dorato. Con il suo ritorno a Venezia, sceglierà di affrontare una sorta di nemesi purificatrice assieme a Federico, perseguitati entrambe: lei, donna libera, come strega, lui, omosessuale, come abominio, entrambi capri espiatori della furia cieca dell'ignoranza.
Una scrittura ricca e colta, capace di farci cogliere profumi e acri aromi, contrasti di splendori dell'opulenta Venezia rinascimentale e ombre inquietanti del perdurante fanatismo medievale. Una storia d'amore insolita e toccante, una storia di intolleranza e pregiudizio per un'opera che coglie l'universalità che rende sempre attuali i grandi sentimenti dell'uomo.
LEGGI UN ESTRATTO


 (…) Allorché  Federico varcò la soglia della camera da letto della cortigianaera sudato e concitato. L’urgenza, con cui Laura lo aveva esortato ad accorrere da Veronica, gli aveva fatto temere qualche guaio.
La scena che gli si presentò davanti lo colse di sorpresa. Un’atmosfera soffusa e ovattata circondava le pareti e gli arredamenti. Fumi di incenso afrodisiaco si muovevano sinuosi nell’aria,serpeggiando intorno ai corpi nudi della donna e del giovane Matteo, resi lucidi da unguenti profumati. I due erano sdraiati sul letto, da dove Veronica invitò  il giovane artista ad avvicinarsi.
«Cosa significa questa messa in scena Veronica?», balbettò Federico, a cui sembrava già che la vista si stesse annebbiando e che i sensi stessero subendo una sorta di progressivo intorpidimento. Era confusoe incapace di riflettere lucidamente. I suoi occhi si posavano sul corpo di marmo scolpito di quel giovane sconosciuto, accarezzatodalle languide mani della cortigiana.
Veronica non aveva preparato niente di particolare, oltre quell’accoglienza.
Voleva semplicemente rendere ebbro il suo amato. Pensava,
infatti, che se i sensi di Federico avessero percepito il piacere,
annusandolo in quegli odori di corpi e di spezie, vedendolo riflesso in quei fisici lucenti e voluttuosi, toccato, assaggiato e infine udito, nei gemiti di quei due improvvisati amanti, allora anche lui ne sarebbestato travolto.
Federico rimase ancora immobile. Una parte di lui voleva voltarsi
dall’altra parte e scappare il più lontano possibile. Ma i suoi piedi
erano inchiodati al suolo, mentre il suo sguardo era rapito da quella
visione che le numerose candele accese intorno al letto illuminavano
abbondantemente.
Veronica si levò in piedi abbandonando momentaneamente Matteo.
Avanzò  nuda e bellissima verso Federico. Lui non riuscì a opporre
resistenza. Si lasciò condurre sull’alcova e, senza indugio, si fece
spogliare da Veronica. Per contro lei assaporava ogni attimo di quel
momento che aveva sognato innumerevoli volte.
Si fermò  infine a osservarlo, nudo, nel candore di quel corpo fragile, perché  ogni particolare le si fissasse bene nella mente, in modo da non dimenticarlo mai. In fondo al cuore credeva che quella sarebbe stata la sua unica occasione.
Il giovane Matteo non sembrava imbarazzato dalla situazione che
Veronica aveva creato. Anzi, con grande sorpresa della cortigiana, fu il primo a lanciarsi sul corpo dell’artista. Poi tutto divenne sfumato, un intrico di corpi e umori che si mescolavano, in un rito orgiastico che nessuno dei tre aveva mai neanche immaginato. In un appagamento di piacere oltre ogni limite.
Al tramonto si lasciarono andare sfiniti. Dormirono, abbracciati e
sorridenti. Tutto era stato perfetto, bellissimo, appassionante.
Quando Veronica si svegliò, dopo parecchie ore, sulle labbra aveva
ancora impresso il gusto del suo amato e continuò, per pochi istanti, ad assaggiarlo e gustarlo. Poi si voltò dall’altra parte, ma Federico si era già  destato. Matteo invece dormiva rumorosamente.
Vide la sagoma del giovane pittore, nella penombra, accanto alla
grande finestra della camera da letto. Era nudo e sembrava tremare.
Lei lo chiamò  ma lui non si voltò. Il corpo era squassato dal singhiozzoritmico del pianto. Un pianto ininterrotto e silenzioso. (...)    

L'AUTRICE
ROSA VENTRELLA, nativa di Bari, è laureata in storia contemporanea e ha un Master in Dirigenza scolastica. Insegna Lettere da undici anni nella provincia di Cremona, città dove vive attualmente con marito e figlia. Ha tenuto, per diversi anni, dei laboratori di scrittura creativa e scrive da tempo per riviste storiche e siti specializzati. Appassionata di storia e letteratura, coltiva l’amore per la scrittura da adolescente.  Interessata alle tematiche sociali, alle vicende che hanno per protagoniste figure marginali, deboli, che vivono e spesso subiscono la “grande” storia ufficiale. Ha pubblicato Innocenza e peccato (Neftasia editore) e  Honorata cortigiana (Arkadia editore).   Ha di recente ultimato, inoltre, Missione Templari- Il caso di Jacques de Molay uno storico rivolto a un pubblico di adolescenti, I sette peccati capitali, un romanzo storico ambientato in Italia, nel travagliato periodo dell’unificazione nazionale e Il diavolo e l’acqua santa- Storie di donne e donnacce.L’ultimo libro, Il suonatore di organetto,è la storia di Faustino, un bambino italiano emigrato con la famiglia in America, nel lontano 1907,ispirata alla vera vicenda del sindaco Fiorello La Guardia.


VERONICA FRANCO COME L'HA IMMAGINATA IL CINEMA



 
VI ATTIRA QUESTA STORIA? VI PIACCIONO I ROMANZI CHE FONDONO SAPIENTEMENTE REALTA' E FINZIONE,  SEMPRE SUPPORTATI  DA APPROFONDITE RICERCHE STORICHE?

4 commenti:

  1. questa storia, leggendo l'incipit, promette benissimo...
    sono sicura che le competenze della scrittrice avranno saputo infarcire di verità storiche le vicende narrate. deve essere un bel libro

    ^_____^

    RispondiElimina
  2. Ho letto sul sito della casa editrice che ormai è in uscita (credo già la prossima settimana). La trama è avvincente! Ho visto il film, ma l'estratto promette decisamente meglio. Corro in libreria a prenotarlo e grazie a Francy che ci fornisce sempre queste preziose "chicche".
    Miky

    RispondiElimina
  3. Per la verità, quando si tratta di personaggi storici, preferisco decisamente leggerne la biografia storica piuttosto che quella romanzata. Invece, apprezzo i romanzi storici che narrano vicende romanzesche di personaggi inventati dall'autore e in cui i personaggi storici restano sullo sfondo. Ovviamente si tratta di un'opinione squisitamente personale.
    Grazie Francy, molto interessanti sia qs. post che quelli più vecchi sullo stesso argomento.
    saluti affettuosi a tutte.

    RispondiElimina
  4. Finito! Divorato in soli tre giorni...Che dire, l'ambientazione storica è stupenda, mi sembrava di camminare per i vicoli di Venezia. Il capitolo sulla peste mi ha emozionato, così come il finale, assolutamente inatteso. Mi ha commosso. Un libro da consigliare vivamente, un vero romanzo storico, con la R e la S maiuscole!!!

    RispondiElimina

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