PINkKERMESSE - ore14,45: TRADURRE L'AMORE


14,45 - 15,30Tradurre d’amore: l’arte di ricreare un romanzo   SALA   B - Hanno partecipano: Simona Cives, Roberta Fabbri, Elisabetta Lavarello, Alessandra Roccato, Emanuela Velludo. Ha moderato: Ilide Carmignani
Della Pink Kermesse del 21 Maggio 2011, organizzata a Milano dalla Harlequin Mondadori per celebrare il trentennale della vincente joint-venture, saprete già tutto sicuramente, altri ve ne hanno già parlato prima e meglio di e. Vorrei solo aggiungere che è stata, per ciò che mi riguarda, una giornata memorabile sotto molti punti di vista; ho conosciuto persone simpatiche ed intelligenti, mi sono divertita e ho vissuto un'esperienza davvero emozionante, oltre a rappresentare, per me, na novità. Cosa si può volere di più dalla vita? Gli argomenti trattati erano tutti di estremo interesse, ma uno di questi mi ha intrigata in modo particolare: si tratta di quello dedicato all'arte di tradurre un romance, benché si sia rivelato, purtroppo, davvero troppo breve, data la vastità della materia e la molteplicità degli aspetti in discussione.
 Qualche numero, giusto per rendersi conto di che cosa stiamo parlando: i titoli proposti annualmente da Harmony sono, al 99%, titoli tradotti (nella stragrande maggioranza dall'inglese), solo un misero 1% è stato scritto originariamente in italiano. Oltre 14.000 i titoli tradotti in 30 anni di attività, grazie all'apporto professionale di quasi 600 traduttori.
Le prime considerazioni che saltano all'occhio riguardano i plateali cambiamenti avvenuti, in questi trent'anni, nello stile dei romance, nelle trame, nei personaggi e nelle ambientazioni. Prima di tutto le trame, nel corso degli anni, sono diventate molto più complesse, articolate e meno ingenue; i personaggi oggi sono decisamente più sfaccettati e meglio approfonditi da un punto di vista psicologico, di quanto non fossero all'inizio dell'avventura editoriale Harmony. In particolare, considerando i radicali cambiamenti subiti dal ruolo delle donne nella società odierna, quelli femminili si evidenziano oggi come personaggi veramente a tutto tondo, uno dei motori principali delle trame (non più e non solo a ruota del protagonista maschile) e le cui motivazioni vengono costantemente indagate ed esaminate. Le ambientazioni e le occasioni d'incontro tra i due protagonisti principali sono attualmente molto più varie, comprendendo, ad esempio, anche luoghi di lavoro, ristoranti, momenti di aggregazione sociale, insomma tutto ciò che richiama uno stile di vita più moderno e dinamico. In conseguenza di tutto ciò, le lunghe e ampollose descrizioni hanno ceduto spazio in favore dei dialoghi, sempre pungenti e spiritosi, mentre il ritmo s'è fatto più serrato e compatto. Una menzione a parte, infine, per le scene d'amore e di sesso, diventate preponderanti, anzi una colonna portante della storia: ove prima l'autrice glissava diplomaticamente, fermandosi iscretamente fuori dalla porta chiusa della camera da letto e affidando il sottinteso ai puntini sospensivi..., ora quei puntini vengono riempiti da situazioni sempre più sensuali ed esplicite che, per inciso, si verificano spesso anche in luoghi molto più azzardati di quello canonico. 
In Italia, o comunque in Europa in genere, funzionano alla grande, oltre al classico romance storico (soprattutto Regency e medievale), il contemporaneo e, in questi ultimissimi anni, il paranormale. Pare che, invece, negli Stati Uniti il genere storico funzioni poco, probabilmente anche a causa di una scarsa dimestichezza delle lettrici con l'ambientazione storica stessa. Altri generi che vanno forte negli Stati Uniti, mentre da noi, praticamente, non hanno mercato, sono il genere Inspirational (a sfondo religioso), il genere Western e, per finire, le trame ambientate nei piccoli centri rurali e quelle dirette al pubblico afro-americano. In queste divergenze nelle preferenze delle lettrici, mi pare che si riscontri con chiarezza la profonda differenza socio-culturale che ci separa dal pubblico statunitense.  
Per stessa ammissione delle traduttrici, i testi vengono "adattati" in italiano, cioè tagliati, quando si riscontrano troppe ripetizioni, per renderne più scorrevole la prosa, oppure corretti di sana pianta quando ci si imbatte in anacronismi storici, che le lettrici americane sembrano accettare più serenamente (o, forse, non li colgono?). Un esempio eclatante riportato riguardava, in un romanzo ambientato verso metà '700, un personaggio descritto come esperto nell'interpretazione di lingue e scritture antiche, come, ad esempio, i geroglifici e la lingua fenicia. Ora, una qualsiasi lettrice media italiana sa, a partire dalla quarta elementare, che i geroglifici sono stati interpretati da Champollion dopo il 1820, grazie alla stele di Rosetta; per quanto riguarda il fenicio, se l'autrice in questione l'ha tradotto buon per lei, perché da noi, in pratica, non ci hanno ancora capito una cippa lippa.
Avendo iniziato di recente a leggere anche in inglese, avrei trovato estremamente interessante chiedere a delle traduttrici professioniste, ad esempio, in cosa consistano, di preciso, le ripetizioni a cui si riferivano e che tolgono scioltezza alla prosa e come si comportano quando s'imbattono in espressioni o frasi dialettali (in genere in cockney, il dialetto parlato dalle classi popolari londinesi), dal momento che tutte le espressioni dialettali, nelle traduzioni, sono da evitarsi.
A dir la verità, ne avevo un mucchio di altre domande da fare, ma l'incontro è durato tre quarti d'ora d'orologio, dopodiché siamo state gentilmente congedate per mancanza di tempo. Data la netta egemonia del comparto traduzioni, come si evince dalle cifre in apertura di questo breve commento, avrei preferito fosse dato più spazio all'argomento, con anche maggiore attenzione all'aspetto tecnico della questione. Le organizzatrici hanno riconosciuto che la materia ha riscosso molto più interesse del previsto, prendendole in contropiede dal punto di vista organizzativo. Spero vivamente che questo evento venga organizzato nuovamente, diventando magari un appuntamento fisso e trovando così il modo di affrontare queste problematiche così interessanti. Questo, a mio parere, è stato l'unico piccolo difetto di un avvenimento altrimenti divertente, piacevolissimo e ottimamente pianificato. 




COSA PENSATE DELLE TRADUZIONI DEI ROMANZI CHE LEGGETE? VI SODDISFANO? POTREBBERO ESSERE FATTE MEGLIO? COSA PENSATE DELLA PRATICA DI 'ADATTARE' IL TESTO ORIGINALE A ESIGENZE EDITORIALE O AI GUSTI ITALIANI? VI E' CAPITATO DI LEGGERE UN LIBRO IN LINGUA ORIGINALE E POI IN ITALIANO? AVETE NOTATO DIFFERENZE? LASCIATE I VOSTRI COMMMENTI.
 *ATTENZIONE*:ANCHE CHI LASCIA COMMENTI A QUESTO POST PARTECIPA ALL'ESTRAZIONE DEI CINQUE ROMANZI HARLEQUIN CHE METTIAMO IN PALIO QUESTA SETTIMANA.

16 commenti:

  1. Ma che bello (ironico)... mi sono persa - per forza di cose - il panel più interessante di tutta la Kermesse! ;_;

    Già lo sospettavo, ma averne la conferma nero su bianco... brucia! è_é

    Sonia C.

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  2. Ciao a tutte. Grazie Ladymacbeth x l'acutezza del tuo post.Cosa posso dire delle traduzioni???? leggo abitualmente in spagnolo, a sua volta tradotto dall'inglese, lingua originale x il 99% dei romance. Spesso faccio un raffronto fra le 2 traduzioni dall'originale. Esempio ho letto il primo libro dell saga Rohan in ita e poi in spagnolo. Certo non saprò mai cosa mi sono persa visto che il mio inglese è discreto e nulla più ma x esempio in spagnolo ho notato molte forme idiomatiche, + accuratezza nelle descrizioni dell'ambientazione, ma soprattutto nei dialoghi, + incisivi. Hanno tentato di fare sforzi nel rendere dall'inglese originale, trovando in spagnolo delle espressioni linguistiche perfettamente pertinenti ed azzeccatissime. Da lì mi sono resa conto dei tagli che vengono "effettuati" traducendo in ita....dalla mia esperienza personale leggendo prima in spagnolo come lingua originale e poi in italiano ho però anche incontrato, per esempio libri di Gabrièl Garcìa Marquez, di Isabel Allende o Marcela Serrano delle traduzioni eccellenti, senza tralasciare nulla del testo originale.Sono pienamente cosciente che ci ssarà sempre una differenza fra il testo in lingua e le traduzioni successive e che sempre ci sarà un sottile divario e sempre mancherà qualcosa. Sempre ci saranno esigenze editoriali e di marketing a "sporcare"le storie.E' un rammarico grande perchè ovviamente il romanzo ne risente e spesso una traduzione macchinosa o poco accurata decreta il successo od il fiasco di un libro e sta alla competenza e bravura delle traduttrici e delle editrici capire. Non dimentico che il libro è un prodotto, come tutto oggigiorno e ci sono le leggi di mercato. Certo da lettrice e non addetta ai lavori, è + facile criticare...
    Mi fermo qui.
    MariaT.

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  3. ciao,
    per quanto mi riguarda io leggo solo in italiano dato che l'inglese (e tutte le altre lingue) per me è sempre stato solo una lingua "Straniera". Questo mi rammarica in quanto scopro che molti libri durante la traduzione vengono "tagliati". Io credo che se un libro scritto in lingua originale viene pubblicato nel suo paese nonostante errori storici o frasi ripetitive anche noi in italia dobbiamo pubblicarlo nella sua integrità per rispetto sia della scrittice che della lettrice che perde così punti del romanzo che potrebbero essere interessanti leggerli. Sta al lettore decidere se un libro piace oppure no e questo può deciderlo solo se lo legge per intero e non "tagliato"...

    ciao
    Giovanna

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  4. Ciao
    anche io sono d'accordo con le amiche del blog. Il discorso traduzione è sicuramente un problema sottovalutato. Devo ringraziare sempre Francy, Viv e Rachele che insistono a farci leggere in lingua originale e devo ringraziare soprattutto Francy per il continuo sostegno che mi da quando le chiedo consiglio di quali autrici mi posso permettere di leggere visto il mio inglese not excellet.
    @Giovanna: purtroppo leggendo solo in italiano ci precludiamo tutta una serie di autrici che non vengono tradotte.

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  5. L'argomento delle traduzioni, secondo me, è sempre trattato poco dalle case editrici. A parte i tagli che sono un male comune sempre più spesso trovo, anche nei libri comprati in libreria, veri e propri errori di grammatica italiana. Ma a questo punto mi chiedo: un libro prima di pubblicarlo viene letto?
    Perchè gli errori a volte sono talmente tanti che tolgono il gusto della lettura.

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  6. Ciao a tutte, mi fa piacere constatare che il problema sia sentito. Chissà che le case editrici comincino magari ad affrontarlo seriamente.
    Sono d'accordo con Giovanna, le traduzioni dovrebbero rispettare il testo originale, nel bene e nel male. Sinceramente nn so da chi dipenda qs tipo di decisioni xché nn penso che un traduttore, di sua iniziativa, possa scegliere di modificare un testo, indipendentemente dai motivi, x cui ritengo si tratti di una politica editoriale.
    Anche Niki è nel giusto quando nota nelle traduzioni anche mancanze a livello grammaticale: anche a me, a volte, capita di chiedermi se il traduttore in questione conosca perfettamente l'italiano, prima che la lingua di partenza.
    Tenendo presente il discorso iniziale di Maria T, in cui precisa che le traduzioni spagnolo/italiano di scrittori come G.G. Marquez o Allende sono ottime, nn vorrei che i traduttori e, di conseguenza, le traduzioni più scadenti venissero riservati unicamente al genere romance. Sarebbe un vero peccato, oltre ad un affronto verso scrittrici e lettrici. Voglio sperare di sbagliarmi.
    Un saluto a tutte e grazie.

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  7. Posso essere un poco "malignetta"??? Il problema delle traduzioni fatte male, dei tagli ecc..senza dimenticare le copertine è super dibattuto su tutti i blog che si occupano di romance, e non posso credere che le case editrici non ne siano al corrente!!! a meno che non leggano la corrispondenza ed i commenti (dubbio che mi sta sorgendo).
    In un incotro così importante come quello avvenuto a Milano,riservano solo tre quarti d'ora di tempo per questo problema?????
    Mi viene il sospetto, atroce, che sapessero benissimo delle obiezioni che sarebbero state fatte e che non volessero affrontare in modo esauriente il problema!!!!!!!
    Io non sono più giovane, la memoria, purtroppo, non è più quella di una volta, ho studiato (ai miei tempi sigh) il francese, ho un mare di impegni durante il giorno...e per tutti questi motivi mi è impossibile studiare una nuova lingua per leggere in originale i romanzi che amo.Vorrei tanto essere considerata e rispettata come acquirente e ricevere un "prodotto" (il romanzo) non manipolato ma integro, starà poi a me decidere se mi è piaciuto o meno e se ho speso bene i miei soldi.
    Per questo motivo vorrei un libro non rivisto e corretto, a volte anche malamente.
    Scusate il "romanzo" ma questo argomento ha il potere di farmi arrabbiare!!!!
    Saluti a tutte e complimenti per il vostro impegno...siete super!!!!
    Mari

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  8. Sì, Mari hai ragione, è impossibile che le case editrici non sappiano che uno dei problemi più dibattutti online sui siti romance è proprio quello delle traduzioni, accanto a quello delle copertine...problema quest'ultimo che però la Harlequin ha solo marginalmente visto che il più delel volte utilizza le copertine originali, che di solito sono piuttosto belle, magari apportando qualche variazione come per il romanzo della nuova serie Atlantis della Showalter (vedi foto nel post) . Addirittura direi che in questo caso la grafica della cover italian supera persino quella dell'originale!

    Tornando alle traduzioni,l'avvento di internet è stato sicuramente positivo anche per questo aspetto, perchè molte lettrici (come me) hanno cominciato a trovare più facilmente i romanzi nelle librerie online e hanno cominciato a fare confronti e a 'sgamare' le eventuali traduzioni poco fedeli, i tagli ai testi e le varie manipolazioni. Se un'autrice sbaglia un riferimento storico o altro e la sua casa editrice glielo passa, perchè mai un'altra casa editrice dovrebbe intervenire sull'originale apportando variazioni così macroscopiche come cambiare riferimenti, tagliare parti, spostare scene? Insomma, da quello che è stato detto alla Pinkkermesse, si capisce che sul testo originale in fase di traduzione si può fare quello che l'editore meglio crede bopportuno, visto che una volta venduti i diritti per l'estero al proprio editore americano le autrici non hanno più nessuna voce in capitolo sulla loro opera! Certe variazioni possono anche essere capibili (tipo la correzione delle inesattezze storiche) però...si tratta pur sempre di manipolazioni dell'originale che personalmente è una pratica che non mi piace. Già il passaggio da una lingua all'altra fa lasciare per strada molte cose, se poi l'intervento di chi traduce (con la complicità di editors e editori) può arrivare a fare cambiamenti sostanziali al testo, mi chiedo alla fine l'opera di chi stiamo leggendo dell'autrice o della traduttrice?

    In questi anni le prese di posizione di molti siti romance riguardo alle (brutte o troppo manipolate) traduzioni certamente hanno fatto riflettere le case editrici sull'argomento. E' vero che ci sono degli aspetti della scrittura anglosassone che in italiano potrebbero 'suonare male' e quindi in fase di traduzione si aggiustano, ma fra questo tipo di operazione e la mutilazione del testo originale o lo spostamento o il cambiamento di interi paragrafi ce ne corre.

    Attualmente ci sono però anche case editrici che hanno deciso di pubblicare i testi tradotti senza tagli e si spera che questa partica si diffonda maggiormente. Da questo punto di vista io tendo ad essere piuttosto integralista anche se capisco certe decisioni editoriali. Sarà perchè mi rendo conto che per quanto una traduttrice possa essere brava od ispirata, il processo della traduzione è comunque sempre un processo di cambiamento dell'originale. A volte il risultato finale, lo concedo, potrebbe persino fare acquistare valore al testo originale, ma il più delle volte è vero il contrario, purtroppo.

    Francy

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  9. Sempre a proposito di fedeltà e bontà delle traduzioni, riporto un piccolo esempio da "HIGHLANDER - AMORI NEL TEMPO" (Beyond the Highland Mist) di Karen Marie Moning, ripreso dal sito http://romancebooks.splinder.com/:

    Testo originale
    “Sidheach James Lyon Douglas, third earl of Dalkeith, stalked across the floor. Droplets of water trickled from his wet hair down his broad chest, and gathered into a single rivulet between the double ridges of muscle in his abdomen. Moonlight shimmered through the open window, casting a silvery glow to his bronze skin, creating the illusion that he was sculpted of molten steel.”

    Traduzione
    “Sidheach James Lyon Douglas, terzo conte di Dalkeith, camminava a grandi passi per la stanza. Goccioline d’acqua gli scorrevano dai capelli bagnati, ricadendo sul petto ampio, e si univano in un unico rivolo tra i solchi dei muscoli sull’addome. La luce della Moonie (?!) brillava attraverso la finestra aperta, donando un bagliore argenteo alla sua pelle di bronzo, e creando l’illusione che l’uomo fosse scolpito nell’acciaio fuso.

    Cominciamo dall'inizio. "Sidheach..., camminava a grandi passi per la stanza." Stanza? Chi ha parlato di stanza in originale? Per chi nn legge in inglese giuro sulla testa dei miei nipoti che nn è nominata alcuna stanza. Si parla di pavimento. D'accordo, in italiano, dire "camminava a grandi passi sul pavimento" è pleonastico; TUTTI camminiamo sul pavimento nn essendo ancora abilitati al volo, ma, a voler essere precisi, in italiano si potrebbe dire "avanzava a grandi passi" oppure "avanzava a passo di carica/di marcia", finito lì, xchè, magari, sta camminando in un corridoio o altro ambiente.
    "ricadendo sul petto ampio," è giusto, xò in italiano sta meglio "ricadendo sull'ampio petto".
    "e si univano in un unico rivolo tra i solchi dei muscoli sull’addome.", secondo me sarebbe stato meglio "e si univano in un unico rivolo tra le doppie fasce muscolari addominali".
    "La luce della Moonie", qs nn lo commento neanche sennò mi viene la gastrite.
    "donando un bagliore argenteo alla sua pelle di bronzo," in italiano sta meglio "donando un bagliore argenteo alla sua pelle bronzea,"
    "creando l’illusione che l’uomo fosse scolpito nell’acciaio fuso." in realtà sarebbe
    "creando l’illusione che egli fosse scolpito nell’acciaio fuso."
    Quante righe sono?

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  10. A proposito, come si fa a scolpire l'acciaio fuso? Ma qs è un problema dell'autrice.

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  11. Carissima ladymacbeth, facciamola bene questa prova. Riprendo paro paro il pezzettino che tu hai scritto dall'inglese e poi la traduzione italiana e poi se permettete lo traduco alla lettera e poi ne discutiamo. Karen Marie moning:Highlander
    Escocia, 1 de abril 1513

    Sideach James Lyon Douglas, tercer Conde de Dalkeith, se deslizò sobre el suelo.
    Las gotas de agua fluyan de supelo humedo hacìa su pecho, uniendose en un solo riachuelo entre las ondulaciones dobles de musculos de du abdomen.
    La luz de la luna brillò debilmente a travès de la ventanaabierta e lanzò una luminosidad plareada sobre su piel de bronce, creando la lusiòn de que habìa sido esculpido en acero fundido.
    Traduzione di MariaT abbastanza letterale
    Sideach James Lyon Douglas, terzo conte di Dalkeith, scivolò silenziosamente sul pavimento.
    Le gocce d'acqua scorrevano dai capelli umidi, verso il suo petto, unendosi in un solo rivolo (o rivoletto), tra le doppie ondulazioni dei muscoli dell'addome.
    La luce della luna brillò debolmente attraverso la finestra aperta e lanciò una luminescenza argentata sulla sua pelle di bronzo, creando l'illusione di essere stato scolpito in acciaio fuso".
    Come vi sembra la traduzione dall'inglese allo spagnolo e dallo spagnolo all'italiano? + aderente, letterale.? Adesso le confronto e poi scrivo di nuovo.
    MariaT.

    RispondiElimina
  12. Lady Macbeth, prendo il pezzettino iniziale del libro della moning tradotto dall'inglese allo spagnolo e poi ve lo traduco a mia volta e poi discutiamo
    Highlander: Da inglese a spagnolo:

    Sideach James Lyon Douglas, tercer Conde de Dalkeith, se deslizò silenciosamente sobre el suelo.
    Las gotas de agua fluian de su pelo humedo hacìa su pecho, uniendose en un solo riachuelo entre las ondulaciones dobles de musculos en su abdomen.
    La luz de la luna brillò debolmente a tràves de la ventana abierta e lanzò una luminosidad plateada sobre su piel de bronce, creando la ilusiòn de que habìa sido esculpido en acero fundido.

    Traduzione di MariaT (letterale se possibile) dallo spagnolo all'italiano:
    Sideach James Lyon Douglas, terzo conte di Dalkeith, scivolò silenziosamente sul pavimento.
    Le gocce d'acqua scorrevano dai suoi capelli umidi verso il suo petto, unendosi in un unico rivolo tr le doppie ondulazioni dei muscoli sull'addome.
    La luce della luna brillò debolmente attraverso la finestra aperta e lanciò una luminosità argentata sulla sua pelle di bronzo, dando l'illusione che fosse stato scolpito nell'acciaio fuso".
    Bene. Adesso confronto le traduzioni e poi mi rifaccio sentire. Voi che pensate ragazze??? E tu ladymacbeth???
    MariaT.

    RispondiElimina
  13. Anch'io non trovo giusto che un romanzo venga riveduto e corretto durante la traduzione. Chi dovrebbe farlo è l'editore che l'ha pubblicato nel paese d'origine, non il traduttore. E se un'autrice scrive strafalcioni storici preferirei saperlo leggendo. Inoltre, ho trovato anch'io errori grammaticali nelle traduzioni, talvolta mi sono chiesta se siano traduttori professionisti che se ne occupano oppre no.

    RispondiElimina
  14. Sono d'accordo con i commenti precedenti, preferisco di gran lunga una traduzione integrale (assolutamente priva di errori grammaticali) e fedele all'originale. Voglio che un romanzo mi piaccia, o non mi piaccia, sulla base di ciò che ha scritto l'autrice e non su un prodotto riveduto e corretto.
    Leggendo il post anch'io, come Mari, ho subito pensato che le organizzatrici dell'evento abbiano ristretto i tempi per evitare il problema. E'impossibile che non si aspettassero tanto interesse dopo che se n'è straparlato in tutti i blog in cui si parla di romance. Un'occasione buttata via, peccato!

    RispondiElimina
  15. Ciao,
    anch'io purtroppo leggo solo in italiano ed ecco le mie considerazioni sulle traduzioni:
    - quando un testo è "tagliato" lo percepisco (o almeno credo) dal fatto che il più delle volte la "cucitura" non è proprio perfetta e ciò mi lascia sempre un'insoddisfazione per ciò che mi è mancato della storia. Quindi preferirei sempre la versione integrale;
    - le traduzioni come molte hanno già rilevato sono spesso modeste dal punto di vista lessicale e grammaticale e anche se da un romance non mi aspetto un capolavoro della letteratura ricordo ai traduttori che la lettrice ama soprattutto leggere e solo dopo ama la storia che legge;
    - per quanto detto sopra io sarei favorevole alla traduzione migliorativa: se il punto di partenza è scarso o ha degli errori palesi mi sembra un bel gesto, da parte di chi cura la versione italiana, correggere le incongruenze.
    Concludo ringraziando le curatrici e tutte le partecipante a questo blog per i piacevoli spunti che offre sempre ad una lettrice con grave dipendenza da romance.
    Gio

    RispondiElimina
  16. Lol Gio, hai ragione, siamo tutte gravemente affette da qs dipendenza, molto più grave della dipendenza da qualsiasi droga, alcol o tabacco (infatti, durante la PK, il romance è stato definito anche la più potente droga sintetica senza effetti collaterali).
    Cmq, mi fa molto piacere che ognuna esprima il proprio parere, significa che qs blog centra pienamente il suo bersaglio. (Qs. è per la Francy :-) )

    @ Maria T.
    Ci stiamo ingabolando con tutte 'ste lingue! Diciamo indicativamente che, secondo me, una traduzione ben fatta dovrebbe essere una giusta mediazione tra la fedeltà alla lingua originale e la resa nella lingua di arrivo.

    Ciao a tutte e grazie x i vs interessanti commenti.

    RispondiElimina

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