LMBR presenta...DOMINE ET SERVA di Arianna Teso

Oggi è ospite della nostra Biblioteca Romantica ARIANNA TESO, che cura con alcuni amici (il gruppo "I Demiurghi") il blog http://demiurghiracconti.blogspot.com/ ( hanno anche una pagina collegata su Facebook) .
La loro prima pubblicazione riguarda l'anteprima ai racconti di una squadra di intervento militare in epoca romana, la Coorte XXI Frates.  Pur non essendo una serie prettamente romance i racconti relativi ai personaggi della coorte prevedono anche storie d'amore.
Uno di questi racconti è DOMINE ET SERVA e Rachele l'ha letto per noi.
 
Autrice:      Arianna Teso
Titolo originale:      Domine et Serva
Genere:      Storico - Fantasy
Ambientazione:    Impero Romano, IV secolo d.C. 

Pubblicato in Italia:   www.ilmiolibro.it
Parte di una serie:  Cronache della Legio M Ultima 
Livello sensualità: ALTO
Giudizio :     1/2 Bello!

Altro:   Racconto d’esordio di Arianna Teso, premiato con il terzo posto al concorso letterario “La voce dei sogni” del 2010.

Recensione di Rachele

LA QUARTA DI COPERTINA
Aife è una sedicenne romana che non vuole accontentarsi del destino che la società ha riservato per lei.
Marco è il futuro prefetto di Augusta Taorinorum e, dopo un incontro fortuito, non esita a fare della giovane la sua schiava. Non sa che lei nasconde un segreto, ma la passione li avvolgerà senza lasciar loro scampo e, vittime di un Fato beffardo, le loro vite si intrecceranno in un parallelismo storico-fantastico riconducibile alle esperienze di vita di ognuno di noi.
LA STORIA
L’autrice ci cala con maestria nel mondo e nella mentalità dell’Impero Romano del  IV sec. d. C. e in particolare in quella di Marco, guerriero romano che tornando a casa dopo molti mesi di missione in Gallia, incontra per strada una splendida fanciulla e ne rimane così ammaliato da reclamarla come schiava: la sua.
In realtà Rhea, questo il nome con cui si presenta Aife, non è una schiava ma non può dimostrare la sua identità per cui  è costretta a vivere nella casa del suo ‘Padrone’:
“Ti prego, aspetta! Io…” Tentò ancora lei, ma fu zittita dall’occhiata trionfante e dal sorriso feroce di Marco.
“Tu ora sei mia, Rhea. Sono un militare e sono tenuto ad applicare la legge. Il vagabondaggio è un reato
e per punizione starai a servizio come schiava per un periodo minimo di sei mesi.
In seguito il costo della tua liberazione verrà abbuonato alla cifra simbolica di cento sestertii.”
“No! Ma io non ho fatto nulla!!”
“Eri forse in compagnia?” Le chiese autoritario.
“N-no…”
“Mi hai forse detto dove eri diretta?”
“No.”
“Ci sono tracce di briganti qua intorno?”
Lei si guardò  sconsolata attorno. “No.”
“Quindi stavi vagabondando.”
“No.”
“No?”
“Tu puoi vederla così, signore, ma io non stavo vagabondando. Mi sono semplicemente persa.”
“Vuoi che ti accusi di essere una schiava fuggiasca? Sai cosa fanno ai fuggiaschi?”
Rhea, questo era il suo nome ora, doveva ricordarselo, sentì gli occhi riempirsi di lacrime. Di male in peggio.
“Non sono una schiava, signore.”
“Da adesso lo sei. Sei la mia schiava e mi chiamerai padrone, sono stato chiaro?”
Il rapporto tra i due all’inizio è  ironicamente complicato. Rhea con la sua giovane età, con la sua arguzia e voglia di vivere coinvolge Marco in una serie di esilaranti e a volte non proprio benevoli scherzi, che fanno sorridere anche noi lettori. Marco è travolto dall’esuberanza di questa deliziosa ragazza, è incapricciato dalla sua bellezza e innervosito dai suoi tentativi di riscattarsi come donna libera. Ridendo, giocando, litigando e stuzzicandosi, Rhea e Marco si innamorano e trascorrono due mesi di beato amore.
Erano passate due settimane da quando era arrivata nella sua domus e dovunque si girasse Marco vedeva il segno del suo passaggio. Come i fiori che aveva sparso ovunque.  Specie sul suo letto. Come il muro del peristilium che stava attraversando, ora perfettamente bianco dopo che lei aveva ingaggiato una squadra di operai, che aveva dovuto pagare ovviamente, per ricoprire a calce gli affreschi. Si ricordava bene del giorno in cui aveva dato
quell’ordine: erano nel peristilio, proprio in quel punto, e lui le aveva detto in presenza di altri servitori: “Mi raccomando Rhea, starò via tre giorni, quando torno voglio che questo peristilio sia pulito come se fosse stato appena imbiancato.” Aveva messo nel tono di voce una lieve minaccia che lei doveva aver colto, ma
volutamente frainteso.
Marco era appena rientrato dal suo ultimo incontro d’affari alle terme, e guardava attentamente ogni minimo dettaglio della casa, temendo di scoprire l’ultima bizzarra idea della sua nuova schiava.
Rhea. Una giovane perla di rara bellezza classica. Fosse stato solo per i fiori sarebbe stato contento. Per l’imbiancata pazienza, era da tempo che sua moglie pensava di rinnovare gli affreschi. Peccato che tre sere prima quella piccola pazza avesse preparato il triclinium per una cena con dei cuscini dai colori improponibili: blu, arancione, rosso. Quando, alla fine della cena, aveva chiesto spiegazioni, lei aveva risposto candidamente: “Ho eseguito il tuo
ordine: che non si veda nemmeno una macchia. Siccome alcune non venivano via, ho provveduto a mascherarle.”
Decisamente, sotto a quegli arancioni e a quei rossi le macchie non si notavano. Per non parlare di quando aveva accuratamente pulito e lucidato le sue caligae: aveva preso l’ordine alla lettera facendogli trovare anche i chiodi ben lucidi. In un mucchietto a parte. Ridacchiò divertito, nemmeno in legione si erano inventati scherzi del genere.
Sospirando si inoltrò  nel corridoio colonnato del peristilium, considerando che erano passati abbastanza giorni. Aveva deciso di lasciarla ambientare prima di prenderla come amante e ancora non si spiegava tutti quegli scrupoli, nei confronti di una schiava oltretutto.
Si fermò  allarmato nel notare un vaso colmo di fiori di campo pericolosamente in bilico. Avvicinandosi di corsa lo spostò  in fretta al centro del basamento, sapendo quanto sua moglie tenesse a quel vaso cretese.
Lo scroscio d’acqua che lo inondò  dall’alto lo fece bestemmiare vigorosamente: si era appena messo quella toga pulita in vista della cena di quella sera con i notabili della città.
Scrollatosi l’acqua dal viso, vide un sasso dondolare dietro al basamento su cui era posato il vaso. Era appeso a un filo di lana bianca che ben si mimetizzava con il marmo della colonna. Il filo ondeggiava come una coda di gatto, strisciando lieve a terra mentre seguiva inesorabile il dondolio del sasso, non più trattenuto dal peso del vaso. Seguendo il filo bianco verso l’alto, risalì alla corda dei velarii su cui si avvolgeva come una carrucola e a cui era stato
appeso un secchio. Il secchio in questione era stato agganciato a quel filo di lana bianca che ora lo teneva quasi sottosopra. Il marchingegno era semplice e diabolico, fortuna aveva voluto che l’altrettanto diabolica autrice di quegli scherzi non fosse stata perfida al punto di usare altri liquami, invece che la semplice acqua
che gli impregnava i vestiti. Acqua profumata alla rosa, per la precisione. Con una persistente nota di gelsomino.
“RHEAA!!!”
L’urlo riecheggiò  potente per la domus.

Presto però la realtà bussa alla porta.
Domina Laetitia, la moglie di Marco torna a casa da una visita alla sorella. Rhea ne rimane sconvolta, fino ad allora non aveva pensato che Marco fosse sposato. Avrebbe dovuto però almeno sospettarlo perché non era una cosa rara, anzi è una cosa del tutto normale che un uomo abbia oltre alla moglie anche delle schiave-amanti. Per Rhea è un duro colpo, una sofferenza. Sofferenza che scoprirà condivide con Laetitia che, rassegnata a divider e il marito con altre donne, non accetta che questa volta il capriccio del marito per una schiava sia in realtà ‘qualcosa di più’.
E come solo le donne sanno fare. Rhea e Laetitia dividono per un po’ il proprio uomo, soffrendo entrambe della situazione, comprendendo l’una i sentimenti dell’altra fino ad aiutarsi a vicenda.
La domina … resasi conto dell’espressione di sofferenza della ragazza davanti a lei. E comprese l’amara realtà. Soppiantata da una schiava. L’aveva visto nello sguardo acceso del marito nei confronti della giovane Rhea, l’aveva capito da come Marco non reclamasse lei tutte le notti, ma sempre andasse da quella ragazzina nel suo nuovo alloggio privato, inconcepibile che venisse concesso tanto a una semplice schiava. Ma in quel momento capì quanto fosse grande l’amore che quei due condividevano. Amore incondizionato e consapevole quello di Rhea, incosciente e passionale quello di Marco. Ma indubbiamente amore.
Rendendosi conto di essere osservata, la schiava chinò il capo vergognosa e si affrettò  a rialzarsi per riprendere il proprio lavoro.
Le parole della matrona le giunsero al cuore come stilettate. “Tu lo ami. Povera piccola.”
Incapace di reggere la tensione e la compassione che aveva percepito nella voce della domina, la giovane schiava si sciolse in un pianto dirotto crollando nuovamente in ginocchio. Con un sospiro Laetitia carezzò  la testa della giovanissima donna in ginocchio davanti a lei e con parole gentili la blandì e la consolò, ascoltando poi la sua storia. Non disse nulla, ascoltò e basta, sentendosi il cuore lacerare dal dolore quando la ragazza sollevò su di lei gli occhi colmi di lacrime, implorando il suo perdono per quel suo cedimento emotivo.
Guardandosi, entrambe compresero l’amore e la devozione l’una dell’altra nei confronti dello stesso uomo. E nessuna delle due accettava di dividerlo con l’altra. Stavano limitandosi a subire quella consuetudine sociale contro cui era impossibile andare.
Per Rhea è giunta l’ora di tornare dalla sua famiglia e fugge.
Marco la cercherà a lungo, non si darà pace, fino a quando sarà costretto a promettere alla moglie di non cercarla più. Ma non riuscirà  a dimenticarla …

COMMENTO
Bello! Divertente, romantico, struggente, doloroso. Gioia e dolori si mescolano con bravura in questo romanzo che parla di amori ‘impossibili’. Tre protagonisti uniti da un amore destinato a farli soffrire.
La scrittrice ci immerge nel mondo dell’Antica Roma, con il personaggio maschile avente la classica arroganza dell’epoca. Le donne sono o mogli o schiave, ma comunque soggette alla ‘volontà’ del maschio. Maschio non immune però alla magia e al dolore dell’amore, quello vero.
Questo libro è un test per la linea dei racconti dei Demiurghi e certamente ne seguiranno molti altri. E’ nato come racconto a puntate sul blog http://demiurghiracconti.blogspot.com/ per presentare il personaggio di Marco Sestio Augusto con lo scopo di ridurlo e renderlo in seguito un prologo a un romanzo vero e proprio.
La linea temporale di questo racconto e di tutti i romanzi della Coorte XXI Frates saranno romance storici ambientati nell'Impero Romano del IV sec. d.C. intrisi di fantasy e con una bella storia intricata sotto, visto che si tratta di un reparto di investigazione ci sarà da investigare. Ma protagonisti assoluti della storia saranno i due principali scelti per ciascun membro della Coorte che troverà la sua anima gemella.
Questa storia ha partecipato al concorso letterario: La voce dei Sogni 2010, (indetto da Onirica Edizioni) a cui l’autrice Arianna Teso si è piazzata terza.
Attualmente è di nuovo in concorso a "Il giallista inedito" e pertanto non è ancora ufficialmente pubblicato (ma lo sarà presto).
L'AUTRICE
ARIANNA TESO è nata nel 1976 ed è  cresciuta con una mamma divoratrice di romance. Il passaggio  da lettrice a scrittrice l'ha fatto solo di recente.  E’  analista programmatore, grafica e stampa e cartotecnica,  curatrice e revisore di bozze per studenti universitari.
Appassionata di giochi di ruolo, con alcuni amici abbiamo iniziato per gioco a fare la stesura di quello che giocavamo e... da cosa nasce cosa e sono nati i Demiurghi e i loro racconti.
Per ora il libro è acquistabile dal sito www.ilmiolibro.it,( ma bisogna registrarsi), spero a breve anche su www.youcanprint.it, sempre previa registrazione, e al seguente link: http://www.wfv.it/rio/?p=261, nella sezione PubbliLibri. Il costo: €10 per il cartaceo, € 5 per il formato in e-Book.

  • PER LEGGERE LE PRIME PAGINE DI QUESTO LIBRO, ANDATE QUI.(dove si può anche acquistare)

VI PIACCIONO LE STORIE AMBIENTATE IN EPOCA ROMANA? VI INTERESSANO I ROMANZI AUTOPUBBLICATI DALLE AUTRICI, EVENTUALMENTE SCARICABILI IN FORMATO EBOOK?  

7 commenti:

  1. Mi piace molto l'ambientazione in epoca romana.
    Complimenti Arianna, il libro sembra molto interessante.
    Miriam

    RispondiElimina
  2. Bellissima la scelta di un'epoca particolare, il volgere al termine dell'Impero Romano e originale l'idea di "un reparto di investigazione"! Mi incuriosisce e mi attrae...

    RispondiElimina
  3. mi sà che questo libro sarà nei prossimi acquisti....
    bellissima l'ambientazione in epoca romana, io agli ebook preferisco la carta......

    RispondiElimina
  4. ladymacbeth05/02/11, 23:00

    Be', nn posso far altro che complimentarmi con l'autrice x il suo coraggio: ha scelto un periodo storico veramente inusuale e poco sfruttato; anche l'idea del reparto investigativo dell'epoca è estremamente intrigante, ed entrambe qs caratteristiche conferiscono grande originalità all'ambientazione e alla trama, di cui ho letto le prime pagine e che promette molto bene.
    Nn ho niente contro gli ebook, in linea di principio, però attualmente nn possiedo ancora un ebook reader perché nn ho ancora le idee ben chiare; ho solo un paio di ebook sul pc, ma la lettura su qs supporto massacra gli occhi.
    Saluti e grazie.

    RispondiElimina
  5. ladymacbeth05/02/11, 23:08

    Mi son dimenticata un pezzo: ma c'è l'happy end?
    L'unico aspetto che nn mi convince tanto è il ruolo rassegnato e succube della moglie: d'accordo che forse all'epoca le cose andavano così punto e basta, ma stridono un po' con le ns sensibilità e mentalità moderne (spero!).

    RispondiElimina
  6. Grazie grazie grazie a tutte!!
    Mia cara LadyMacbeth, non posso svelare così il finale, ti pare?
    E per quanto riguarda il ruolo dei personaggi, ammetto che stride tutto anche in me quando scrivo certi pezzi, però è anche vero che sarebbe assurdo stravolgere le cose così come erano davvero (già l'ho fatto a sufficienza sia con l'ucronia storica, mantenendo in vita l'impero, sia con la Specula, dove anche le donne possono lavorarci!!) solo perchè la nostra sensibilità "moderna" non le accetterebbe. Anzi, penso che questo divario ci farebbe vivere ancora più intensamente le scene descritte.
    In ultima, se volete una copia del libro non avete che da scrivere a atia.rubinia@gmail.com indicando il vostro indirizzo, sarò felice di mandarvene una copia. Costo: 10€.
    Giusto per essere chiari. :)
    Grazie ancora del vostro apprezzamento
    Arianna

    RispondiElimina
  7. ehm... evviva l'italiano correggiuto, eheheh

    ERRATA CORRIGE: "Penso che il divario tra lo scritto e la nostra sensibilità ci FACCIA vivere ancora più intensamente le scene descritte."

    Scrivo, ma alle volte mi si inceppa il neurone e lo devo riavviare come il pc... ^^

    P.S. Il libro richiesto alla mia mail sarà rigorosamente autografato (per quello che può valere) e dedicato.

    RispondiElimina

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