Abbiamo letto: IL DUCA ED IO (The Duke and I ) di Julia Quinn - 1° serie Bridgerton


Autrice:Julia Quinn
Titolo originale:The Duke and I
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra, periodo Regency

Pubblic.  originale: ed.  Avon, 2000, pp.384
Pubblicato in Italia:   Mondadori, I Romanzi nr. 728, ottobre 2006,  pagg. 312 - Anche in Super Oro,nr.6 novembre 2012
Parte di una serie:     1° libro della serie famiglia Bridgerton
Livello sensualità:  MEDIO
TRAMA: Simon Basset, duca di Hastings, è perseguitato da genitrici indaffarate a combinare matrimoni. Daphne Bridgerton è assillata dalla madre, decisa a ogni costo a trovarle il marito perfetto. Entrambi darebbero qualsiasi cosa per prendersi una tregua dal mercato matrimoniale, così escogitano un piano perfetto: fingersi fidanzati. Senza aspettarsi che la passione li condurrà davvero a ciò che volevano evitare…

RECENSIONE DI FRANCESCA
Giudizio :   - INTERESSANTE 

* ATTENZIONE SPOILERS*
Finalmente eccomi al primo libro della saga dei BRIDGERTON, la serie di otto romanzi dedicati ai virgulti di questa prolifica famiglia.
Avevo letto tanto in merito ai vari riconoscimenti di pubblico e della stampa specializzata nei confronti dell'epopea vergata da Julia Quinn, che l'aspettativa in me era forse eccessiva. Dopo le scintille comiche dei suoi primi, teneri, ma un po' stereotipati personaggi, sicuramente IL DUCA ED IO rappresenta un passo avanti verso la creazione di caratteri più complessi psicologicamente e la scrittura è più attenta ai particolari. Probabilmente il successo di questa serie offusca le piccole pecche dei singoli romanzi. IL DUCA ED IO, ad esempio, non riesce a mantenere un adeguato equilibrio fra le scene più leggere e i tormenti che attanagliano il protagonista. Manca, a mio parere, quel costante tocco brioso ed irresistibile con il quale identifico Julia Quinn. Prevalgono a lungo l'amarezza ed il soffocante senso di vendetta nei confronti dei fantasmi di un invadente passato. Sono numerosi i romances che giocano su questo filo conduttore, ma con la Quinn io vorrei soprattutto divertirmi e sorridere.
Ciò non toglie, comunque, che questo primo episodio dedicato a Daphne Bridgerton e a Simon Basset, duca di Hastings, sia una gradevolissima lettura, una garbata favola che ci trasporta in un mondo in cui l'amore guarisce anche le ferite più profonde.La storia di Simon, il duca dalla bellezza devastante, circondato dal tipico alone di irraggiungibilità e libertinaggio, nasconde una realtà ben diversa, fatta di privazioni affettive, dolore e lotte interiori. Un giovane dotato di sensibilità, forza e disperazione che si è autoimposto una disciplina ferrea per conquistarsi qualcosa che il padre gli ha sempre negato. Ma questa dura battaglia è vinta solo a metà e ha conseguenze che annientano la sua anima, finché non incontra la dolce e accogliente Daphne Bridgerton.
I Bridgerton sono un'allegra nidiata in cui regnano l'amore reciproco e un grande senso della famiglia. Lady Violet e il defunto marito Edmund hanno dato ai loro otto figli nomi in rigoroso ordine alfabetico, con un eccellente senso pratico che permette di ricordarli facilmente. Da brava chioccia, Violet si occupa profusamente del benessere e dell'educazione della sua prole e, poiché i quattro figli maggiori sono in età da matrimonio, le sue attività sociali hanno subito un'impennata propositiva.
Il primogenito è Anthony, che porta il titolo di visconte con responsabilità e possiede un carattere deciso e autoritario, anche se, ai tempi di Eton, era stato compagno di merende di Simon Basset, allora conte di Clyvedon. Ma gli anni lo hanno temprato e ora non è più tanto disposto agli scherzi, specialmente quando si tratta della virtù e della felicità di sua sorella Daphne. La ragazza, che ha alle spalle già una season londinese, non nutre un particolare entusiasmo per le usanze del mercato matrimoniale, ma sopporta con pazienza le manovre della madre. Del resto, con tre guardie del corpo come Anthony e gli altri due fratelli, Benedict e Colin, per Daphne è difficile passare inosservata. I tre ragazzi ci vengono già delineati ampiamente da Julia Quinn come irresistibili ed intriganti marcantoni, per i quali le femmine si sciolgono in deliquio. Tutti i Bridgerton si assomigliano molto fisicamente e sono facilmente identificabili per le loro folte chiome castane. Colin, il più malizioso ed irriverente, ha, a differenza degli altri, anche un paio di fantastici occhi verdi, cosa che Daphne un po' gli invidia, perché lei si sente così poco appariscente, da ritenersi incapace di attirare l'attenzione di uomini di sostanza e non dei soliti insignificanti giovinastri che frequentano i ricevimenti. Il carattere disponibile e gentile, l'intelligenza vivace, il senso dell'umorismo e la semplicità di Daphne ne fanno l'amica e confidente perfetta, ma sembra che nessuno si accorga che in lei c'è una donna che vorrebbe innamorarsi sul serio e crearsi una famiglia bella coma quella in cui è cresciuta.
Simon Arthur Henry Fitzarnulph Basset, prima conte di Clyvedon e ora, dopo la morte del padre, divenuto duca di Hastings, non è nato dall'amore, ma da un dovere coniugale. Dopo anni di tentativi falliti, la duchessa sua madre era riuscita a coronare il sogno del marito: finalmente un erede da allevare nel culto della propria casata e da presentare con orgoglio al mondo. La duchessa, immolandosi per la causa, era morta di parto e nessuno potrà mai sapere se almeno lei avrebbe dato amore a quel figlio caricato di tante responsabilità dal duca di Hastings. Purtroppo le aspettative del padre di Simon erano fondate su basi destinate a sgretolarsi dinnanzi alle difficoltà del pargolo a pronunciare le prime parole. A quattro anni, il bambino non parlava ancora e il duca, inorridito, sconvolto, imbestialito e distrutto da questo tradimento, aveva cominciato a disprezzarlo, ad inveire contro l'innocente e spaventata creatura e aveva deciso che suo figlio era un idiota senza speranza e lo aveva abbandonato nelle mani della nurse, nella tenuta di campagna, andandosene a vivere a Londra. Negli anni, alla gente che frequentava aveva fatto credere che Simon fosse morto ed, in effetti, per lui lo era. Il bambino, con l'amoroso aiuto della nurse, aveva cominciato a parlare, ma dalla sua bocca uscivano soprattutto stremati balbettii e soltanto una grande volontà, una ferrea determinazione all'autocontrollo e lo sforzo tremendo di dimostrare a suo padre il proprio valore avevano permesso a Simon di dominare sempre di più l'uso della parola. Quando si era presentato a Eton, da solo, aveva vinto la diffidenza e si era fatto accettare e da lì la sua intelligenza era stata l'arma con cui aveva ottenuto ottimi risultati ad Oxford. Ormai si era conquistato un alone di superiorità che affascinava il prossimo, ma il suo carattere era forzatamente schivo e selettivo, a causa delle sofferenze passate e in lui non c'era l'arroganza aristocratica che tutti gli attribuivano. La leggenda di incurante libertino, cucitagli addosso da chi non lo conosceva nel profondo, ne aveva fatto un'icona da imitare per i suoi coetanei dell'alta società e un oggetto del desiderio per donne maritate in cerca di avventure e fanciulle nobili da marito. Dopo dieci anni di viaggi per il mondo, fatti per evitare il ritorno di fiamma di suo padre che, nel frattempo, si era reso conto di non avere generato un idiota e stava tentando di riavvicinarlo, Simon è ora stabilmente a Londra e subito si parla di lui ovunque nei salotti.
L'incontro fra Simon e Daphne Bridgerton avviene per caso, al ricevimento di Lady Danbury (personaggio clou di How to marry a Marquis). Simon, avendo vissuto con l'unica motivazione di vendicarsi del padre, è fermamente deciso ad opporsi a qualunque cosa fosse importante per lui, anche ora che è morto. Innanzitutto, non intende sposarsi mai e non vuole avere figli, così il sangue degli Hastings e il titolo nobiliare si estingueranno con lui.
Daphne, assillata dalla madre, in piena competizione con le altre genitrici di fanciulle in fiore, cerca un rifugio dagli obblighi sociali.

Quando i due si conoscono, il fatto che Simon sia il migliore amico di Anthony sembra agevolare una frequentazione piacevole e complice, in cui il gusto per l'umorismo e la conversazione brillante la fanno da padroni. Poi l'illuminazione: Simon propone a Daphne di fingersi innamorati l'uno dell'altra. Un corteggiamento renderebbe lui libero dalle grinfie delle matrone e darebbe a lei una nuova luce di desiderabilità, tale da attirare maschi più consistenti e risvegliare in loro un interesse amoroso con scopi matrimoniali. La sciarada nasconde, però, insidie inevitabili. Violet, la madre di Daphne, fa già progetti per le nozze della sua figliola con il duca e i fratelli della ragazza sono all'erta, preoccupati che Simon, con la sua fama di avversione per il sacro vincolo, si approfitti della loro sorella, spezzandole il cuore. 
La nuova raccolta 2012 che contiene
il romanzo
Daphne ci mette poco ad innamorarsi di Simon, anche perchè con lei lui si apre come non ha mai fatto prima e l'amicizia diventa un legame molto più profondo di quanto essi avevano previsto.Anthony sa del piano dei due, ma dubita dell'amico e si intromette di continuo. Succede di tutto e pare che anche i più intimi meandri di una storia che si fa, via, via più seria, finiscano sulla scrivania di una giornalista gossipara ante litteram: la fantomatica Lady Whistledown, di cui tutti cercano di indovinare l'identità, ma che nessuno conosce, riesce a venire in possesso delle indiscrezioni e dei pettegolezzi relativi all'aristocrazia londinese e ne fa un succoso e arguto resoconto sui suoi "Society Papers", che i nobili aborrono, ma che leggono con avidità. Ad un certo punto, la carne essendo debole e provando il duca una forte attrazione, non solo fisica, per la dolce Daphne, succede qualcosa che costringe Simon ad una scelta fatale: duellare con Anthony o sposare la fanciulla. Simon, fedele fino alla morte al proprio voto di ribellione edipica, pur nutrendo sentimenti inespressi per Daphne, sapendo di non poterla soddisfare dandole i figli che lei desidera, preferisce il duello. Ma, alla fine, il matrimonio s'ha da fare.
Un'unione traboccante di passione e anche ricca di forti emozioni, ma Daphne vuole scoprire i segreti del marito e guarirlo da ciò che lo ossessiona. Vuole anche rimanere incinta e lo scontro è duro e difficile. Ma nei romances l'amore può tutto e figuriamoci se quest'eroina non troverà la chiave dell'anima tormentata del suo adorato e bellissimo marito.
Scene di tensione e risvolti emotivi si mescolano a qualche momento divertente, come quello in cui la madre di Daphne cerca di prepararla alla prima notte di nozze, non riuscendo a dirle alcunché di comprensibile.
Una tenera storia di amore e rinascita. Un romanzo diviso in due fasi, forse troppo contrastanti e scarsamente equilibrate. Ma valevole per apprezzare l'evoluzione di Julia Quinn.
FRANCESCA


LEGGI QUI  la nostra presentazione di tutta la SAGA della famiglia Bridgerton.

Avete letto questo romanzo? Cosa ne pensate? Siete d'accordo con la recensione? 

2 commenti:

  1. Scusa Francy ma sei sicura che " Il duca ed io" e' uscito ad ottobre 2010 n' 928 ne I Romanzi Mondadori??? Io non l'ho trovato. Ciao

    RispondiElimina
  2. Ciao Anna, grazie di avermi avvertito della svista!

    Ho fatto un errore scrivendo la data di uscita. IL DUCA ED IO è uscito nei Romanzi Mondadori nel 2006 nr. 728. Ho corretto.
    Però forse sarebbe ora che lo ripubblicassero nei Romanzi ORO non credi?

    Francy

    RispondiElimina

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