LMBR presenta...FANTASTICA ADELE di Mariangela Dispinzeri


Molto volentieri presentiamo oggi questo libro perchè in vista delle prossime vacanze estive le letture leggere e spumeggianti fanno ancora più gola del solito.

FANTASTICA ADELE di Mariangela Dispinzeri è infatti un romanzo di genere chick lit, quel genere di matrice tipicamente anglosassone ormai conosciutissimo e e diffuso anche qui da noi, che ha normalmente vede come protagoniste donne giovani, single e in carriera alla ricerca del connubbio perfetto fra realizzazione personale sul lavoro e nella vita privata.

Fantastica Adele è un romanzo del genere chick lit, alla Bridget Jones, divertente e romantico, la storia spiritosa di una trentenne single a cui viene in aiuto la tecnologia.



COME INIZIA IL ROMANZO...


Cap. 1

Tutti i giorni la stessa storia: la sveglia alle sette, una tazza di tè, la doccia, il sipario aperto sulla tragedia del mio armadio, lo specchio crudele.


Ormai ho 30 anni e non diventerò mai Miss Italia. Mi devo accontentare dei jeans che per chiuderli devo ricordarmi del grande spavento di quando a sette anni sono scivolata giù dal balcone di nonna al primo piano, delle maglie che più le tiri giù e più ritornan su. Insomma il festival di “quello che non vorrei essere ma ormai sono diventata e tanto vale farci l'abitudine”.

Ma poi non è tanto questo il problema quanto il fatto che accanto a me, a lavoro, si siede Deborah, con l'acca, capelli biondi lisci e lucenti, seno – è sufficiente dire che c'è, visto che nel mio caso, invece, bisogna contare solo sull'immaginazione, per non parlare del suo sedere, le gambe, la bocca…. Insomma lei è insopportabilmente carina e, secondo me, l'unico scopo di questa sua fisicità è farmi sentire uno schifo, tutti i giorni - tutti – in cui riesco a trascinarmi al lavoro!

Già, il lavoro, e meno male che c'è quello perché, è vero, sto tutto il giorno al telefono a dire “Buongiorno, sono Adele, in cosa posso esserle utile?” però quando alla fine della conversazione sento rispondermi “Grazie, mi è stata di grande aiuto!” allora mi pare che il senso delle cose è tutto lì… o tutto nello sguardo da ebete di Deborah, con l'acca, la voce da oca ed il cervello così piccolo che per trovarlo ci ha provato pure il commissario Montalbano e manco lui c'è riuscito.

Insomma Deborah mi fa morire d'invidia con tutti quei colleghi sbavoni che le portano un caffè, i cioccolatini, il ricordo del viaggio al mare, le mimose per la festa della donna e la invitano ad uscire la sera. Per l'unica cosa nella quale potrei ricambiare la cortesia, lei è così stupida da non capire di esserlo, da non soffrire per la mancanza di un filo di luce nel labirinto in cui si è perso il suo cervello.


Mi rassegno, vado a prendere la mia dose quotidiana di doppia umiliazione. Allora: mi strizzo per entrare nei jeans o mi lascio straripare nascosta da una sahariana? Mi copro di lino rosso, lego i capelli ed esco di corsa, goffa ed in ritardo, tanto chi lo noterà? …il ritardo, è ovvio!

La macchina dov'è? Dunque… ieri sera son tornata a casa che era già buio, niente posto sotto casa… l'avrò parcheggiata al solito posto! Un po' lontano ma era l'unico spazio libero nel raggio di due chilometri. Sbuffo, corro e comincio a grondare poi mi ricordo…: arrivavo sotto casa quando quel moro super sexy del quarto piano ingranava la prima e andava via con una belloccia niente male seduta accanto a lui!

Sotto casa!
La folgorazione mi arriva all'improvviso e sento che il rivolo di sudore sulla schiena ha tracciato una riga sulla camicia. Mannaggia al moro, alle bellocce ed al mio ritardo! Mi sento uno schifo con i capelli appiccicati sulla fronte ma non ho tempo per recuperare la situazione. Deborah con l'acca sarà strafiga ed io straschifo ma tanto mi devo abituare e quindi è inutile pensarci.

Salgo finalmente in macchina e mi casca l‟occhio sull‟orologio…
NOOOO! E‟ tardissimo, quando arriverò in ufficio quell'antipatico di Guido, il mio capo, non perderà occasione per sottolineare che…”…come al solito…” condito con un‟alzata di sopracciglio (neanche gli avessero buttato una secchiata di vernice addosso!), “Adele, quante volte te lo devo dire…?”. E girerà lo sguardo verso Deborah, la buona, dolce, cara Deborah, puntuale e carina, peccato che sia solo un po' scema (senza acca)!

Così mi lancio nel traffico cercando di recuperare qualche minuto.

“Toglietevi … lasciatemi passare! Ma guarda, sto tipo, parla pure al
telefonino! Ma ti vuoi togliere di lì che blocchi tutto?” mi sembra una guerra…
E questo con questa moto dove va? “…ma vuoi andare più piano, dov'è che corriiiiiii?” mi giro e gli faccio un cenno con la mano,come per dirgli di rallentare, tanto non serve a niente correre che più avanti è tutto bloccato. Lui si gira, mi guarda da sotto al casco e… chissà che gli è sembrato quel gesto: traballa, perde l'equilibrio e … poi parte come una palla da bigliardo, anzi, due palle da bigliardo: la moto, da un lato, e lui che rimbalza sul sedere (che scena, sembra un cartone animato!),dico sul serio, rimbalza sul sedere per venti metri senza mai cadere di fianco, mentre la moto si ferma sbattendo sul cassone della spazzatura.

Accosto la macchina al marciapiede e scendo. Che paura! Mi
tremano le gambe. Mi immagino già la polizia, l'ambulanza, lui con le gambe spezzate, una vita rovinata, il rimorso che non mi lascia per tutta la mia esistenza…
Lui si alza e si scuote un po‟, si toglie la polvere dai pantaloni, si gira… No, non si tratta di gambe spezzate…! Sorrido imbarazzata: i pantaloni gli si sono strappati, mettendo a nudo i glutei, o meglio, i boxer! Ma cos‟è il disegnino sulle mutande? Mi trattengo a forza, c‟è scritto “…bello e impossibile!” Ridicolo…!

“Si è fatto male…?” gentile e premurosa mi avvicino “mi spiace
ma…” Lui si toglie il casco e mi interrompe con un gesto brusco “Ma si può sapere cosa cavolo aveva da gesticolare?” BANG! Era il titolo di un libro “Occhi blu, capelli neri”: è lui, quello del libro, l'attore di un film, un fotomodello, il sogno ricorrente di quello che vorrei e non ho (ma lo avrò?)…! Apro la bocca per rispondere, la chiudo perché mi sono scordata cosa volevo dire, la riapro perché se non dico niente mi sento scema, la richiudo perché tanto lo so che sembro scema…

Alla fine sento che sto rispondendo qualcosa tipo “… mi spiace, ma
perché andava così veloce…?”. Che figura da cretina, penserà che son caduta da piccola, dal seggiolone, con danni irreparabili alle mie capacità intellettive. Mi manca l‟aria, ricomincio a grondare e non voglio pensare agli effetti sul lino della mia camicia.

Così OcchiBlu mi si avvicina, mi guarda preoccupato…”ma si sente
bene?” allunga la mano per sostenermi (gli sembra che potrei svenire? Forse mi conviene fare la parte della povera donna delicata e sensibile?).

Ecco, mi tocca… BANG, BANG, BANG una scarica elettrica….


“No, non si preoccupi, lei piuttosto…si è fatto male?”
Adesso sorride. E' proprio carino, abbronzato, ben sbarbato e, se mi avvicino un po' mi sa che posso sentire pure il profumo. Proviamo un po': lo allungo stiracchiandolo, il naso. Percepisco un buon odore di limoni, di mare, di sole… Sarà la mia immaginazione.

Ritiro il naso e cerco di darmi un contegno. Nel frattempo lui mi sta guardando (accidenti ai miei chili di troppo,alla mia stupida incapacità di non mangiare). Evitiamo l‟analisi accurata, blocchiamo questo check di controllo,inventiamoci qualcosa!
Ecco: “Diamo un'occhiata alla moto” dico ”così vediamo cosa c'è da fare per l'assicurazione.”. Lui mi sembra diventare improvvisamente serio “Già, la moto!” e si tocca con la mano la fronte. “Ero così preso da lei da essermene completam
ente dimenticato…” sorride mentre un lampo malizioso gli attraversa lo sguardo. Divento rossa e abbasso gli occhi (neanche al liceo!!).

No, non è andata esattamente così, ma come mi sarebbe piaciuto
sentirle sul serio quelle parole! Lo guardo mentre cerca nel portafogli il suo biglietto da visita. Proprio carino. Ha pure le iniziali sulla camicia. Mi avvicino altrimenti senza occhiali non vedo nulla….SP. Incredibile, come mio fratello Saverio, Saverio Potenti.


Ecco il biglietto da visita. Me lo porge. Ma guarda che mano, abbronzata (anche se non è stagione, si farà le lampade?), con quella peluria scura, leggera, un che di macho che non guasta. Lui mi guarda incuriosito, in effetti, mi sono imbambolata a guardarlo. Penser
à che sia un po' toccatella. Prendo il biglietto. Sergio Potema.
“Non si preoccupi” gli dico e lo guardo dritto negli occhi “ecco tutti i
miei riferimenti. Vedrà che mettiamo tutto a posto con l'assicurazione. La chiamo appena mando tutte le comunicazioni alla mia.”

Cap. 2

Arrivo in ufficio trafelata (come sempre) ma oggi devo pure badare a
questa storia dell'assicurazione. Ho dovuto fare la denuncia ad un poliziotto che mi guardava come se fossi trasparente. Adesso devo mandare una copia a quel tipo della moto e sperare che la cosa si chiuda senza troppi problemi.

Mi seggo alla mia scrivania mentre già il telefono squilla.
Non credo di farcela oggi, a sopportare la solita gente che si lagna e trovare il modo di placare le arrabbiature per i nostri pacchi smarriti.

RING - RING


Il telefono continua a squillare.
Chiudo gli occhi e mi prendo la testa tra le mani: che gran mal di testa! Riapro lentamente gli occhi mentre Guido, che è arrivato piano piano (non l'ho proprio sentito, metterà mica delle scarpe con le suole speciali?) si è piantato di fronte a me con le braccia conserte. Sembra un totem indiano, gli manca una bella piuma dietro la testa e poi il quadro sarebbe completo.
“A-de-le…” quando sento quel tono capisco che si avvicina la tempesta, neanche avesse appena finito la danza della pioggia, poi con quel sillabare, sento che è un gran temporale “anche oggi in ritardo, ma non i soliti 20 minuti! Oggi hai superato ogni limite, due ore, senza neanche avvisare!” Si gira senza lasciarmi dire nulla e va via con un passo pesante che fa vibrare il pavimento (dove saranno finite le suole speciali?).
Mai come questa mattina avrei potuto argomentare le ragioni del mio
ritardo ma mi è sembrato di capire che a Guido non interessi affatto e quindi sono costretta a tenere tutto per me.

RING – RING


Il telefono riprende a squillare. Sono costretta a rispondere perché
altrimenti mi immagino di nuovo Guido davanti alla mia scrivania a guardarmi con grande disappunto.
...


FANTASTICA ADELE di Mariangela Dispinzeri si può già acquistare sul sito ilmiolibro.it a questo link:
ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=393826



CHI E' L'AUTRICE
Maria Angela Dispinzeri è laureata in matematica e dopo l'università ha subito iniziato a lavorare nel campo dell'Informatica. E' una lettrice appassionata del genere rosa ma anche di fantascienza e storia, sin da ragazzina, con tanta voglia di scrivere da sempre.


Vi piacciono i romanzi chick lit? Vi ispira FANTASTICA ADELE ? Dite la vostra o fate domande all'autrice lasciando un commento.

6 commenti:

  1. Complimenti Adele, ho letto il brano molto volentieri. E' divertente e ricorda un po' la vita di tutte noi (bellone in moto a parte). E' il tuo primo romanzo?
    Tienici informate!
    Viv

    RispondiElimina
  2. Come inizio mi sembra molto promettente. I miei complimenti all'autrice!

    RispondiElimina
  3. Anche a me è piaciuto molto l'inizio del romanzo di Mariangela...

    Ho un appunto solo sulla copertina del libro che mi sembra più da saggio che da chick lit.

    La storia però mi sembra proprio carina e sono curiosa di spaere con chi finirà la nostra Adele...con il belloccio dell'incidente o magari con il suo capo?

    Francy

    RispondiElimina
  4. Mariangela D.31/05/10, 23:07

    Grazie a tutte. Sì, è il mio primo "esperimento". Mi ha molto divertito scrivere questa storia e sto già programmandone un'altra.

    RispondiElimina
  5. Complimenti all'autrice. Se le fa piacere la ospito volentieri anche nel mio blog. ^_^

    RispondiElimina
  6. Mariangela D.07/06/10, 09:01

    Grazie dell'opportunità LadyAileen, accetto ben volentieri.

    RispondiElimina

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