IL LORD DEL MISTERO (To Love a Dark Lord) di Anne Stuart

Autrice: Anne Stuart
Titolo originale:
To Love a Dark Lord
Genere:
Storico
Ambientazione:
Londra, 1775

Pubblic. originale:
ed.Avon, dicembre1994,pp.409
Pubblicato in Italia:
Mondadori, I Romanzi Emozioni n.17, maggio 2010
Parte di una serie:
No

Livello sensualità:
MEDIO

Giudizio : 1/2 - Discreto

Recensione di Rachele

Emma Langolet, nel tentativo di difendersi da avance indesiderate, ha ucciso un uomo. Mai avrebbe pensato di ritrovarsi in una situazione tanto drammatica. Se scoperta, infatti, Emma rischia la prigione. O la forca. Eppure, apparentemente senza ragione, viene in suo soccorso James Killoran, stravagante conte irlandese, pieno di segreti e di fascino. James confessa l’omicidio, attribuendolo a un duello fra gentiluomini, e addirittura le offre un lavoro. Così, senza quasi rendersene conto, l’incredula Emma si ritrova a Londra, governante presso una ricca famiglia. Ma quando è nuovamente in pericolo, James ricompare al suo fianco. E questa volta sarà solo violando l’enigma che si cela nel cuore di lui, che Emma potrà scoprire se è davvero l’unico uomo della sua vita.

I protagonisti

James Michael Patrick quarto conte di Killoran è deprimentemente annoiato. E’ cinico, un giocatore incallito, un ubriacone, un buono a nulla, ha ammazzato più di un uomo a duello, un vero farabutto. Ma il suo fascino è letale. Ha gli occhi color smeraldo, ricci neri e un corpo alto e aggraziato che lo rendono preda ambita di donne e uomini a caccia di rischio ed emozioni.

Killoran non riesce più a provare emozioni ed è in un momento di noia, o forse era semplicemente ubriaco, che accetta la richiesta di un lontano parente: Matthew Hepburn di ospitare il giovane figlio di 23 anni Nathaniel per una stagione a casa sua. Spera forse che questa novità possa spezzare la deprimente noia che lo assilla.

Non sa che sta per essere accontentato……

Nathaniel Hepburn è un ragazzo dal volto belloccio, gli occhi azzurri sospettosi e colmi di disapprovazione; il classico bravo e retto ragazzo. Si capisce subito che non è felice di essere stato mandato da Lord Killoran, ne di approvare la cattiva condotta e reputazione di quest’ultimo.

Killoran si divertirà a scandalizzare il povero Nathaniel il più possibile, ma Nathaniel non è solo un noioso bigotto come sembra all’apparenza e la sua permanenza a Londra si intreccerà indissolubilmente con quella di Lady Barbara Fitzhugh, ragazza bellissima ma fredda e dissoluta che aspira a diventare l’attuale amante di Lord Killoran. Barbara, nonostante la sua giovane età, è andata a letto con moltissimi uomini ma non ha mai provato realmente desiderio per nessuno di loro, per lei sedurre gli uomini è solo un gioco. Ma perché si comporta così? Cosa nasconde la sua apparente freddezza? Nathaniel farà di tutto per scoprirlo.

Emma Mary Catherine Langolet si trova in una situazione a dir poco difficile: ha ucciso suo zio Horance mentre questi cercava di violentarla. Emma non voleva realmente ucciderlo, solo difendersi, ma ora si ritrova sola, in una stanza d’albergo, con le mani insanguinate vicino al corpo ormai privo di vita dell’uomo e con una cameriera urlante che sta attirando l’attenzione di tutti i presenti.

Non era un buon uomo lo zio Horance De Winter, ma lui e sua figlia Miriam (una specie di fanatica religiosa) l’avevano accolta in casa quando era rimasta orfana ben 7 anni prima. Nonostante i vari tentativi dello zio di allungare le mani nella sua permanenza a casa sua, Emma non aveva mai capito quanto fossero serie le cattive intenzioni dello zio, fino ad oggi. E’ grave ciò che ha fatto, ha ucciso un uomo e per questo non può smettere di pensare che ora la impiccheranno.

Ma un uomo giunge inaspettatamente ad aiutarla. E’ il conte di Killoran, giunto alla taverna per prendere l’appena arrivato Nathaniel. Killoran si diverte ad assumersi la responsabilità della morte dell’uomo, lasciandola così libera. Ma dove andrà ora senza un soldo e senza un aiuto?

Emma non sa che quella notte ha attirato su di se la curiosità e l’interesse di due uomini: Killoran che dopo averla salvata l’abbandona al proprio destino, ma che non riesce a dimenticare la sua bellezza, e quella di Nathaniel che disapprova apertamente il cugino per aver ignorato la richiesta d’aiuto della ragazza, dandole solamente il nome di una donna a cui rivolgersi, che molto probabilmente è una tenutaria di un bordello.

Ma il destino, beffardo, si prende gioco dei nostri protagonisti e invece di dividere le loro strade, farà si che tutti si rincontreranno a Londra.

Nataniel e Barbara, con le loro scaramucce, le differenze di carattere e i loro sentimenti contrastanti, divertiranno il nostro annoiato Lord Killoran a ritrovare la ‘gioia’ di divertirsi ad intrigar trame.

Emma invece diventerà lo strumento di vendetta di Killoran, nei confronti di Jasper Darneley, suo vecchio nemico, che a sua volta si alleerà con Miriam De Winter, cugina di Emma, per ucciderla e impadronirsi della sua eredità.

E così Lord Killoran, non avrà più modo di annoiarsi…..

Cosa non mi è piaciuto

Ancora una volta mi ritrovo in disaccordo con le tante critiche entusiaste su questo romanzo e questa autrice.

La storia è intrigante però si perde nei lunghi passaggi indiretti. Avrei preferito più dialoghi diretti e più “battibecchi” o scambi di opinione tra i vari protagonisti che invece si perdono nei loro lunghi pensieri e considerazioni che a lungo andare mi hanno un po’ annoiata, impedendomi di leggere il libro ‘d’un fiato’ ,come mio solito, ma facendomelo trascinare da una poltrona all’altra per più di una settimana (che per me equivale a libro noioso o perlomeno non accattivante).

Alcuni ‘pensieri’ dei nostri protagonisti,poi,mi hanno lasciata un po’ sconcertata: Killoran ha la strana convinzione che una donna vergine sia sinonimo di donna debole. Invece dopo aver perso la verginità le donne diventano cosa? Forzute e nerborute? La forza di una donna dipende dunque dall’essere o no vergine ??? Vi riporto qui uno solo dei passaggi in cui Killoran si stupisce della forza di una verginella:

...una verginella come lei avrebbe dovuto essere completamente indifesa, invece riusciva sempre a riprendersi nonostante i colpi subiti. Era stata aggredita e quasi ammazzata quella sera e, invece di sciogliersi tra le sue braccia, invece di lasciarsi andare ad un attacco isterico, aveva ripreso il controllo di sé, dimostrandosi agguerrita come al solito…..

E meno male che il libro è scritto da una donna!

Non ho amato nemmeno l’eccessiva cupezza e noia del protagonista che si è autopunito non solo di un errore di gioventù ricaduto suoi genitori (e questo mi sta bene e lo capisco), ma l’assumersi la colpa di una donna che si è suicidata perché in guai non creati da lui…. Va bene il senso di colpa, ma ho trovato eccessivo e ingiustificato questo suo attaccamento alla vendetta considerando che lui per tutto il libro ha confermato di non averla mai amata nè di aver avuto un vero interesse per la donna. E allora? Perché tutto questo astio, tutto questo rancore, tutto questo autopunirsi e auto commiserarsi? Mi ha dato solo l’idea che Killoran fosse semplicemente un autolesionista.

Emma poi, è cresciuta segregata in casa, non sa nulla della vita esterna, non ha quasi mai visto degli uomini, ma in pochi giorni (in realtà ore) riesce a capire alla perfezione il modo di pensare di Killoran(?). E pur sapendo che l’uomo la porterà solo alla rovina, sta alle sue decisioni. Ma dico io, è vero ti sei trovata in situazioni compromettenti e non per colpa tua, ma hai dalla tua il fatto di essere un’ereditiera e avere tanti soldi, la cugina in quanto femmina, comunque non avrebbe potuto farle da tutore, e invece di chiedere aiuto a Killoran in tal senso, o almeno provarci, che fa? Accetta di essere la pedina di vendetta di Killoran ed è pronta a dare la sua verginità al nemico di Killoran (Jasper Darneley) solo perché glielo ordina Killoran???? Ma sei scema forte. Più che una donna sembra una marionetta guidata da fili tenuti in mano da Killoran.

Nel finale il libro si riprende un po’, ma onestamente ho apprezzato di più la storia tra Nathaniel e Barbara, che hanno il compito di salvare un romanzo altrimenti assurdo. E peccato perché gli elementi per renderlo ottimo c’erano.


RACHELE


Avete letto quasto romanzo? Siete daccordo con la nostra recensione? Lasciate un commento.

2 commenti:

  1. Carissima Rachele, sono contenta di aver letto la tua recensione perché mi trovo totalmente d'accordo con te. Nonostante le recensioni positive che ho letto su questo romanzo io non sono riuscita a trovarlo così sensazionale. Meno male che non sono la sola! :-)

    RispondiElimina
  2. Cara Rachele, sono stra-d'accordo con te! Non aggiungo niente e concordo in tutto e per tutto. A mio parere un raccontino tanto per distrarsi, ma molto noioso.
    Lucia

    RispondiElimina

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