L'AMANTE DELLE TENEBRE ( The Companion) di Susan Squires

Autrice: Susan Squires

Titolo originale: The Companion
Genere:
Paranormale / Storico
Ambientazione: 1810, Nord Africa e Inghilterra
Pubblic. originale: St. Martin's,2005, pp.368

Pubblicato in Italia: Mondadori, collana Dark Passion n. 1, aprile 2010

Parte di una serie: 1° serie “The Companion

Livello sensualità: MOLTO BASSO

Giudizio : 1/2 - Discreto

Recensione di Rachele

Oscuro è il suo sangue, ma puro è il suo cuore Ian Rufford è un uomo all’inferno. Prigioniero, ridotto in schiavitù, abbandonato tra le dune del deserto egiziano. Genesi delle sue sofferenze è una donna bellissima, dall’animo più nero della notte. Mutato nel profondo da una forza terribile, Ian prega per una morte che continua beffardamente a sfuggirgli. L’Egitto è anche luogo di viaggio per Elizabeth Rochewell, di ritorno in Inghilterra e a una vita che più si addice a una giovane lady. La sua strada incrocia quella di Ian, tanto affascinante quanto misterioso, depositario di un segreto innominabile. Un segreto in grado di annientare. Ma anche di sedurre.

Storia e Commenti

Uhmmm! Lo so vado controcorrente e dico subito che il libro non mi è completamente piaciuto. Anzi le prime 200 pagine le ho trovate piuttosto noiose, pur essendo splendide nel loro racconto. Mi spiego: questo libro si incentra tutto sulla paura e lo shock subito da IAN RUFFORD e quindi è un lungo racconto della sua introspezione. Entriamo nei dettagli:

Ian Rufford è un uomo inglese che durante il viaggio in mare dall’Inghilterra in Africa, ha dovuto subire l’attacco dei pirati che lo hanno catturato e venduto come schiavo. Ma non è questo il peggio, di peggio c’è che è stato acquistato da una donna misteriosa Ashanti, - che Ian farà non poca fatica a capire che si tratta di una crudele vampira -, con cui è costretto a vivere in schiavitù per due anni. Durante questi anni, Ian si muove con tutta la carovana di Asharti nel deserto alla ricerca della città perduta di Kivala dove risiede l’Antico, Colui che Attende.

Giorno dopo giorno Ian vede portare vari schiavi nella tenda di Asharti, schiavi che ne escono poi morti dissanguati o ancora in vita ma con tremende punture e ferite varie sul corpo, che li porterà in breve tempo ad impazzire e comunque morire in una successiva convocazione…. Fino a quando tocca a lui.

Successivamente, in vari Flash back, Ian ci mostra l’orrore vissuto nei due anni di prigionia. Le torture subite, non solo a causa dei morsi che Ashanti gli lasciava in tutte le parti del corpo, ma anche per le torture sessuali subite. Vi dico solo che c’è una scena agghiacciante riguardante la pulizia dell’orifizio anale prima dell’uso, su di lui, di falli artificiali. Brrrrr!

Per arrivare poi (lo faccio velocemente saltando le parti spoiler) a bere accidentalmente una goccia di sangue di Asharti, che lo abbandona in pieno deserto condannandolo a morte. Ma ovviamente il destino ha in serbo un’altra cosa e Ian, aiutato da Fedeyah, fedele servitore (fin’ora) di Asharti, sopravvive e riesce a raggiungere la città dove viene salvato dal Maggiore Vernon Ware, un ufficiale di stanza alla delegazione inglese a El Golea. Una volta ripresosi fisicamente, Ian si imbarcherà sulla Beltrane per tornare in Inghilterra, dove spera di trovare un dottore che lo possa guarire dalla ‘malattia’.

Ecco e qui iniziano le mie dolenti note.

E’ vero, Ian è un uomo che è passato attraverso l’Inferno, ha vissuto due anni in schiavitù fisica, spirituale e morale. Hanno cercato in tutti i modi di spezzarlo e praticamente in gran parte ci sono riusciti. Ora infatti è un uomo confuso, non sa chi o cosa è, o forse semplicemente non vuole accettarlo. Ma a me questa parte, che praticamente durerà per tutto il libro, mi ha dato fastidio. Cavolo, sono due anni che stai con Ashanti e ancora non hai capito che è una vampira? Sei tu stesso un vampiro che beve sangue per vivere, le cui ferite, nonostante i 3 tentativi di suicidio sono miracolosamente guarite, e ancora non vuoi capire o convincerti che sei anche tu un vampiro?

Per farglielo capire, oltre ad Ashanti, oltre al dottore a cui si rivolgerà, oltre alla protagonista Beth, che lo ha capito semplicemente perché lo ha letto in qualche testo antico, dovrà essere un’altra vampiro a dirglielo: Beatrix Lisse contessa di Lente, che andrà di sua iniziativa a cercarlo e a spiegargli chi e cosa è diventato. Finalmente. Certo che oltre ad essere confuso e sotto shock è pure un bel po’ ottuso.

Veniamo ora a Elizabeth Rochewell detta Beth. Beth è una ragazza di madre egiziana e padre inglese, vissuta seguendo il padre nei vari scavi archeologici. L’Africa è la sua patria, il suo mondo, ma quando il padre muore, rimane sola ed è costretta a recarsi presso una zia in Inghilterra.

Durante il viaggio in mare sulla Beltrane, incontra e conosce Ian Rufford, un uomo tanto bello quanto misterioso. Contrariamente a Ian, Beth non è ottusa ed anche molto intelligente. Così frequentandolo e soprattutto osservando le gesta impossibile da super eroe e soprattutto le sorprendenti guarigioni delle ferite riportate da Ian durante uno scontro con un’altra nave di pirati (alla Squires piacciono particolarmente le battaglie in mare aperto con i pirati evidentemente, o è Ian ad essere proprio sfigato e non può prendere una nave senza che questa venga attaccata dai pirati???), dicevo, così Beth ‘capisce’ cos’è lui e lo aiuta anche a provare i propri poteri (senza che Ian ci abbia capito un acca), addirittura lei lo vede talmente sofferente che non ha il coraggio di rivelargli cosa è, un vampiro, e lo lascia nella sua beata ignoranza.

Ora tra i due c’è quella che io chiamerei una tiepida attrazione, si piacciono, ma ovviamente capirete che con i casini mentali di lui figuratevi se può accadere qualcosa. Addirittura è lei che gli chiede un bacio (casto) all’attacco dei pirati.

E comunque, per non dilungarmi in polemiche, finalmente giungono in Inghilterra dove le loro strade si dividono per due mesi (ovviamente nelle loro intenzioni sarebbe dovuto essere per sempre).

Beth inizia a frequentare i balli dell’alta società, dove viene evitata, derisa, compatita e completamente snobbata perché lei non è bionda, i suoi occhi non sono azzurri e soprattutto la sua pelle non è bianca. In più è una donna istruita che non parla solo del tempo e degli abiti. Un aborro per i tempi e il luogo. Diciamo che la Squires è stata bravissima ad evidenziare un’aristocrazia britannica snob, cattiva e razzista. (Che la Squires non ami l’Inghilterra del tempo?).

Infine, sempre per non dilungarmi, Ian, ritrovato dalla perfida Ashanti, deve non solo accettare ciò che è, ma anche il suo destino e per farlo ha bisogno di Beth. Così la cerca, le chiede di sposarlo e la riporta in Africa. Beth, ormai destinata a diventare la dama di compagnia di una vecchia bisbetica e insopportabile, ovviamente accetta, ben felice di fuggire dall’Inghilterra.

In Africa il loro destino si compie, e finalmente a fine libro, lui pare riuscire a liberarsi un po’ del suo incubo.

***

Si capisce che il libro non mi è completamente piaciuto, come detto all’inizio? Praticamente non c’è una storia romantica, non c’è una grande passione, non c’è struggimento d’amore. I due si innamorano in modo tiepido, quasi scontato, la storia d’amore non è la protagonista del libro.

Protagonista del libro è la storia tormentata di Ian. Ed è questo che non mi ha completamente affascinata. Il racconto dell’introspezione di Ian è ben scritto, ben sviluppato, la scrittrice riesce a farci vivere i tormenti di Ian, le sue paure, le sue angosce, i suoi orrori, ma il tutto è troppo lungo, troppo dettagliato, al punto che nel libro non c’è spazio per altro.

Ian non è un maschio Alpha, e non lo diventerà fino all’ultima pagina. Tutto narra della nascita di un vampiro, e della rinascita di un uomo che da fine libro in poi potrà diventare un Uomo con la lettera maiuscola.

Cos’altro dirvi. Vi piacciono i libri che narrano dei tormenti dell’anima, che analizzano gli aspetti psicologici di un uomo distrutto che non accetta la realtà? Questo libro è perfetto per voi.

Siete tra quelle che vogliono la grande storia d’amore, la passione tra un uomo e una donna, l’incontro tra due anime che non riescono a stare lontane l’una dall’altra? Questo libro non è per voi.

NOTA personale sulla nuova collana DARK PASSION

Mi consentite un commento sui nuovi Dark Passion della Mondadori?

Ebbene come prime uscite di una nuova collana, a mio parere, la Mondadori non ha saputo scegliere bene.

Secondo me avrebbe dovuto scegliere delle storie di impatto immediato, che facessero avvicinare al genere paranormale anche quella vasta fetta di lettrici dei Romanzi classici e romantici. Invece, ha scelto due libri ‘difficili’: quello della Christina Dodd: ‘Fascino Oscuro’ (vedi qui recensione che è un libro bello ma ‘crudo’ , duro, non completamente adatto a quelle non abituate al genere: io sono un uomo dalle forti passioni, che non ho bisogno di chiedere il tuo permesso per prendermi ciò che voglio>>, e ti lascia alla fine del libro con molti interrogativi. Questo della Susan Squires: ‘L’amante delle tenebre’, invece è tutto basato sul genere ‘introspettivo’,sulla psicologia di un uomo, che se non ne sei proprio appassionata, a lungo andare… annoia.

Secondo me, la Mondadori avrebbe dovuto fare più attenzione sulle autrici e i romanzi d'esordio, perché se questo è l'inizio.... non è granché, ripeto potevano scegliere meglio.

***

Dato che tanto se ne è parlato, vi riporto di seguito uno ‘stralcio’ della lettera del nuovo editor de’ I Romanzi’ Mondadori, il sig. Marzio Biancolino, già pubblicata da Francy (vedi qui l'articolo intero), che a proposito dei Dark Passion dice:

Per inciso, a breve anche le copertine dei “Dark Passion” acquisiranno l’ormai tradizionale archetto che favorisce la riconoscibilità dei nostri “Romanzi” in edicola. Si tratta di una collana da voi Lettrici fortemente richiesta e che ci sta già dando incoraggianti riscontri. Oltre al completamento delle serie appena iniziate, alla scoperta di nuove frontiere del romance, sia storico sia contemporaneo, prossimamente ci porteranno autrici del calibro di Donna Simpson, Amanda Ashley, Jasmine Cresswell, Keri Arthur, Rene Lyons.

Speriamo bene.


RACHELE


DA LEGGERE DELLA “THE COMPANION SERIES”
  1. THE COMPANION (May 2005) – L’AMANTE DELLE TENEBRE pubbl. in Italia da Mondadori, collana Dark Passion n. 1, aprile 2010 (Ian Rufford e Elizabeth Rochewell)
  2. THE HUNGER (October 2005) (Beatrix Lisse e John Staunton, conte di Langley)
  3. THE BURNING (April 2006) (Stephan Sincai e Ann Van Helsing)
  4. ONE WITH THE NIGHT (April 2007) (Callan Kilkenny e Jane Blundell)
  5. ONE WITH THE SHADOWS (December 2007) (Gian Urbano e Kate Sheridan
  6. ONE WITH THE DARKNESS (June 2008) (contessa Donatella Margherita di Poliziano e Jergan)
  7. BEYOND THE NIGHT, In the anthology, DEAD AFTER DARK (with Sherrilyn Kenyon, J. R. Ward, and Dianna Love: December 2008) (Drew Carlowe)
  8. TIME FOR ETERNITY (September 2009) (Frankie Suchet e Henri Foucault)


Avete letto questo romanzo? Cosa ne pensate? Lasciate un vostro commento.

6 commenti:

  1. Ciao Francy concordo in pieno con la tua recensione di entrambi i libri della collana Dark, anch'io non ne potevo più del tormento di Ian di essere un vampiro (che non aveva capito di essere:( )troppo lungo e solo verso la fine si è ripreso un po', però devo dire che si seguiva bene, nel senso che in Fascino Oscuro ho avuto difficoltà nel seguire i discorsi alcuni non ci incastravano niente tanto è verò che alle volte mi sono chiesta: Ma di che parlano, ho saltato una pagina?. E' dovuto alla traduzione?? Cmq la prox. uscita ci sarà un libro di Nora Powers, che conosciamo e speriamo non deluda sennò io chiudo con i Dark ed aspetterò la Gena Showalter in Bluenocturne di Harmony, ciao

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  2. Ciao Anna, la recensione non è mia ma della mia coblogger Rachele che è appassionata di paranormal romance.

    Giro la tua domanda a lei. Quello che posso dire è che in effetti i tuoi sospetti possono essere fondati, cioè possono esserci stati tagli nella traduzione che hanno reso un po' difficile la comprensione della trama, oppure è l'autrice che ha preferito mettere per così dire 'tanta carne al fuoco' senza dare particolari spiegazioni. Io propendo per la seconda ipotesi.

    Francy

    RispondiElimina
  3. Ciao Anna.
    Concordo con te che questo libro della Squires si seguiva bene. Infatti non ho nulla da ridire sulla scrittura, ma la storia ci ha perso nella 'lungaggine' dell'aspetto psicologico del protagonista. Se avesse curato allo stesso modo anche la storia d'amore, che invece è stata scarsa, probabilmente sarebbe stato molto bello.

    Per Fascino Oscuro della Dodd... è tutto un'altro dire. La storia mi è piaciuta moooolto di più (tra l'altro a me piace molto la Dodd), MA alcuni passaggi non erano ben chiari. Sarà perchè come ammesso dal responsabile Mondadori, il libro è stato tagliato del 10% (dicono loro), sarà perchè la Dodd ha volutamente lasciato sospesi alcuni misteri che ci rivelerà nei prossimi libri (almeno spero), a fine libro si rimane con un senso di ... vuoto, di ... 'non finito'. Sono curiosa di leggere il secondo libro per scoprire cosa ne verrà fuori.

    Il mese prossimo c'è Nora Roberts, indubbiamente una brava scrittrice, anche se io non amo le storie con maghi e streghe. Faremo poi il paragone.

    Per quanto riguarda Gena Showalter... ebbene l'adooooro, e non vedo l'ora di leggere il prossimo BlueNocturne.

    Al momento tra BluNocturne e Dark Passion, vincono su tutti i fronti gli Harmony. (oopsss!).

    Buona lettura. Rachele.

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  4. Anche a me ha annoiato "l'amante delle tenebre" ed è piaciuto di più "Fascino oscuro" anche se tagliato del 10%. Malgrado i tagli (di cui non mi sono resa conto da quanto l'ho divorato) mi è sembrato più completo e passionale del libro della Squires. Non so, io pensavo che il libro con i tagli fosse "l'amante delle tenebre" proprio perché le scene d'amore non rendono, sono fredde. E il protagonista non mi ha affascinato, anzi! Che noioso e sono d'accordo con Rachele: ottuso!
    Lucia

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  5. Scusa Rachele mi sono distratta e non ho letto che la recensione era tua( e dire che ho letto altre tue recensioni!)Anche a me non piacciono molto maghi e streghe ma vedremo cosa ci prospetterà la Roberts, ciao e scusa ancora :P.Saluti a tutte

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  6. E' un peccato perché se l'autrice avesse curato di più la storia d'amore sarebbe stato meglio. Complimenti per la recensione. ^_^

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