Ritorna NEW PENS FOR ROMANCE e presenta...Francesca Cani


Da questa settimana, ricominciamo l'avventura di New Pens for Romance, a cui partecipano ( e possono chiederci di partecipare) scrittrici e aspiranti scrittrici romance italiane, perchè questo blog è diventato nel tempo sempre più sensibile al fatto che il mondo romance è sì nato nei paesi anglosassoni, ma da nessuna parte è scritto che solo chi è di madrelingua inglese può scrivere bene una storia d'amore.

Noi bibliotecarie romantiche amiamo le autrici anglosassoni, ma crediamo anche che debbano essere date più opportunità a quelle italiane di provare a sfondare in questo campo. Sarebbe ora che gli editori di letteratura romantica in Italia smettessero di fare affidamento solo su traduzioni di autrici già collaudate nel loro paese di origine e rischiassero un po' di più, facendoci superare questo status di 'colonizzazione' anglosassone che da decenni impera in questo settore. Possibile che solo Liala , autrice rosa 'autarchica' a cui ideò lo pseudonimo addirittura D'Annunzio ( tanto per far capire quanto andiamo indietro nel tempo), avesse le carte in regola per diventare una scrittrice di best sellers d'amore in questo paese? Dopo di lei il deserto?

E' vero ci sono autori molto venduti come Sveva Casati Modignani, Federico Moccia e Maria Venturi , ma Moccia si rivolge a un target di lettrici soprattutto adolescenti e/o giovanissime,m entre la Modignani e la Ventura scrivono narrativa femminile più che romance puro. Quando potremo vedere romanzi rosa di autrici italiane pubblicati in collane apposite vendute anche il libreria e con la possibilità di essere ristampate ?
VOGLIAMO ASSOLUTAMENTE PUNTARE A UN NUOVO CORSO PER LA NARRATIVA ROSA ITALIANA!

A questo proposito stanno tentando di fare qualcosa le autrici e aspiranti autrici romance che si incontrano e si confrontano nello spazio di Officina Italiana Romance (http://officinadeisogni.ning.com/), sul cui sito potrete trovare ,leggere e commentare racconti e estratti di romanzi delle varie partecipanti al gruppo, di cui fanno, fra gli altri, parte nomi noti del rosa italiano come Mariangela Camocardi e Elisabetta Bricca (che del gruppo è stata ideatrice).


Fortunatamente la Rete, con il suo sempre più vasto bacino d'utenza, viene sempre più spesso in aiuto di chi ha voglia di farsi conscere in questo campo. E anche noi di LMBR vogliamo fare la nostra parte, anche perchè crediamo che Internet, le biblioteche online e gli ebooks siano, che ci piaccia o meno, il futuro dell'editoria. In parte lo sono già. E un giorno in molte potranno fare quello che per il momento solo poche fanno, cioè decidere proporre i propri romanzi sui bookshops in rete, bypassando le grandi case editrici 'cartacee', spesso così poco interessate ad investire sulle autrici di casa nostra.


New Pens for Romance ospita oggi Francesca Cani, giovane autrice mantovana, che ci propone una pagina del suo primo romanzo, @mare , ambientato in due diverse epoche della storia italiana in cui due donne, nonna e nipote, dimostreranno con la loro esperienza personale, che l'amore può avere molte forme e che non c'è un unico univoco modo d'amare e che ogni amore può essere perfetto e unico a suo modo. Come scrive l'autrice:

Questa storia racconta del tempo necessario per far crescere un sentimento inossidabile; a volte sono sufficienti quattro giorni, altre volte è necessario un atto di fede. Del tempo che scorre inesorabile evocato da un racconto che ha il potere di restituire le origini e di far rivivere l’epopea della famiglia Gorelli, fra atti eroici e lo scivolare tranquillo dei giorni nell’ottocentesca villa di famiglia. Possono le simmetrie del destino restituire il sorriso a Lisa? La chiave per la sua felicità sta nel racconto della nonna, lei ancora non lo sa, ma l’amore può essere eterno.Basta crederci.

Buona lettura!



Trama
Toscana 1943. Sofia Gorelli è una ragazza di diciassette anni che conduce un’esistenza tutto sommato ovattata e lontana dai pericoli della guerra. Per lei e per la sua famiglia tutto cambia in quattro giorni, Sofia incontra Francesco un giovane partigiano che ha perso tutti coloro che amava e che troverà in lei un motivo per continuare a lottare. L’incontro con i partigiani decreterà la fine dell’isolamento della famiglia Gorelli e la nascita di un amore che nemmeno guerra, fame, separazione e l’onda lunga e spietata della Storia potranno cancellare.Ai nostri giorni è possibile un amore come il loro? Lisa pensa di no, teme di aver perduto la capacità di @mare, ma non è così.
Gaza 2002. Lisa Longhi
è una giornalista di trent’anni, nella vita non le manca il successo, la possibilità di viaggiare ed il senso dell’avventura. Lisa ha ereditato dalla nonna Sofia, gli occhi azzurri, i capelli neri, la determinazione ed il carattere forte. A separarla dalla felicità è la difficoltà di credere nell’amore, anche quando ha il volto solare e rassicurante di Adam un fotografo irlandese che porta con sé il fascino di un paese fiabesco.


Striscia di Gaza 2002

Adam la seguiva spesso con lo sguardo, quando Lisa non se ne accorgeva, la studiava nei movimenti, nelle espressioni. Lui sentiva che per quanto tempo riuscisse a passare con lei, per quante emozioni provassero insieme c’era qualcosa che gli sfuggiva costantemente, come un lato ombroso del carattere di lei che non riusciva a penetrare.

C’era qualcosa nell’espressione di quella donna, sulle labbra naturalmente rosate e dal sorriso aperto; oppure era sul fondo degli occhi blu pervinca, o nel modo di camminare sicuro, spavaldo; sapeva che il segreto era nascosto in un particolare proprio come accadeva nei suoi scatti.

Anche in quel momento, dopo tre mesi che si frequentavano, lui la fissava mentre si rivestiva ai piedi del letto. Nella camera d’albergo di Gaza, la stessa della loro prima notte, filtrava il sole azzurrato dell’alba. Lisa sbadigliando si infilava i pantaloni cachi, dalla finestra entrava il suono lugubre di una sirena in lontananza. Le tende sottili fluttuavano ad un metro dal corpo sudato di Adam, lui era già pronto, come al solito aveva predisposto l’attrezzatura la sera prima.

La macchina fotografica riposava nella tracolla nera sopra ad un tavolino sbilenco, i rullini più sensibili erano nella borsa termica con il ghiaccio sintetico che gli forniva l’albergo tutte le sere, la casacca della divisa israeliana pendeva stropicciata dallo schienale della sedia.

Lisa era fresca e profumava di violetta di Parma, si abbottonava una camicia color acqua marina quasi trasparente; Adam la osservò fermarsi i capelli con delle forcine, poi legarsi i sandali alle caviglie con un nastro azzurro chiaro.

Non sembrava minimamente preoccupata, non un sentimento traspariva dal bel volto leggermente arrossato dal sole, non le importava che fossero i loro ultimi minuti insieme a Gaza? Non sentiva il peso di quell’addio prolungato? Quale sarebbe stata la sua vita quotidiana a migliaia di chilometri da quella realtà?

Adam scosse la testa per allontanare i pensieri, non era da lui farsi tanti problemi, non era persona da crucciarsi su simili interrogativi. Odiava il modo in cui quella relazione lo stava cambiando. Ma era più forte l’amore incontrollabile ed incondizionato che lo legava a doppio filo a quella creatura inafferrabile.

«Domani a quest’ora sarai nel tuo letto…»

L’aveva raggiunta posandole le mani roventi sulle braccia mentre lei cercava qualcosa nella valigia.

«Sì… non hai idea di quanto mi manchi un materasso morbido, un cuscino degno di questo nome…»

Le baciò la nuca.

«Un mese e avrai finito anche tu qua. Un mese e verrai a trovarmi, ti porterò in Toscana a casa di mia nonna. Ti mostrerò Villa Gorelli, vedrai, è strepitosa in settembre. E’ sempre bella, ma quando inizia l’autunno… è come se rivivesse tutta la sua storia.»

Un mese non era poi molto ma Adam lo percepì come un’eternità. Un lasso di tempo infinito in cui lei sarebbe stata a contatto con persone che lui ancora non conosceva; avrebbe vissuto in una casa della quale lui aveva visto solo un paio di foto; avrebbe parlato in una lingua che non le aveva praticamente sentito pronunciare.

Adam si sentiva furioso, provava una sensazione di ira profonda mentre respirava in modo affannoso per il caldo e la accompagnava giù per le scale dell’albergo reggendo in una mano la valigia blu; unico bagaglio di quella donna che, ne era certo, si era portata così poche cose per apparirgli ancora più inafferrabile.

Lisa fluttuava nell’aria leggera della mattina salutando in tedesco i suoi compagni di viaggio; contemporaneamente scambiava qualche convenevole in inglese con un uomo alla reception e gli stringeva la mano sorridente.

Adam si sentiva affogare. Annaspava in apnea nel sudore, nell’assenza d’aria della hall dell’albergo; sentiva la mancanza di ossigeno salire su, fino al cervello.

Lei si era avvicinata e gli aveva gettato le braccia al collo cercando di fermare su di sé lo sguardo torvo dell’uomo.

«Ehi…»

«Ehi.»

L’aveva abbracciata sciogliendo l’ostilità. Il viso sprofondato nei capelli d’ebano, setosi e al tatto più piacevoli del velluto.

«Ci sentiamo non appena atterro in Italia, ok? Non so quanto mi costerà questo mese in bolletta telefonica.»

Lisa gli sorrideva bisbigliandogli all’orecchio mentre lo stringeva.

«Mai quanto mi costa lasciarti andare ora.»

«Torno solamente a casa, quello che rimane al fronte sei tu. Dovrei essere io a farti mille raccomandazioni ma credo di averti assillato a sufficienza negli ultimi due giorni.»

Lui la staccò con dolcezza. Perché doveva fare tanto male?

«Io fossi in te non abbraccerei in questo modo un uomo conosciuto da tre mesi davanti a tutti i tuoi amici», Adam si riferiva agli operatori di una tv tedesca con i quali Lisa aveva condiviso gran parte del viaggio.

«Ma loro fanno il tifo per te!»

Lisa si girò placando con un’occhiataccia i commenti dei tre uomini tedeschi, che parlavano in una lingua che Adam non capiva.

«Come no, penso che dovrò imparare le lingue come te. L’egocentrismo di noi anglofoni inizia a pesarmi.»
«Per primo l’italiano, naturalmente.»

Lui le accarezzò la schiena lisciando le pieghe della camicia mentre lei sorrideva per quell’attenzione tanto adorabile quanto non necessaria.

«I-t-a-l-i-a-n-o», Adam scandì ogni singola lettera e comunque i suoni che pronunciò non lo convinsero.

«Mmm… il tuo accento mi fa impazzire.»

Lisa lo baciò a lungo con trasporto poi si allontanò salutandolo nella sua lingua. Nell’udire quel “ciao” Adam rabbrividì pur sudando copiosamente. Si sbottonò il colletto dell’uniforme israeliana per cercare refrigerio. Adam si morse un labbro, sul volto solo il muto ed annichilente vuoto della lontananza che gli faceva aggrottare la fronte, mentre l’ultima nota di profumo di violetta si dissolveva dai suoi vestiti impolverati e la jeep con Lisa a bordo si allontanava.


@MARE

pp. 231

€ 15,00

ISBN 978-88-96375-00-6

Pubblicato da Edizioni Tipografia Moderna – Asiago


Il romanzo è acquistabile on line su:


LibreriaUniversitaria.IT
http://www.libreriauniversitaria.it/libro/978889367500



L’AUTRICE

Francesca Cani ha ventinove anni e vive con la famiglia a Porto Mantovano in provincia di Mantova. Laureata in Scienze dei Beni culturali presso l’Università degli studi di Verona, ha da poco conseguito il titolo di Dottore Emerito in Storia dell'arte. Il romanzo d’esordio è frutto di sei anni di stesura, per questo si può dire che il romanzo sia cresciuto con l’autrice.


Il suo blog: http://www.francescacani.it/amare/amare.htm




Vi è piaciuto questo estratto? Come la pensate circa il fatto che in Italia si pubblichino ancora troppo poche autrici italiane?Questo spazio è dedicato sia alle scrittrici che alle lettrici, perciò i vostri commenti sono più che benvenuti!


5 commenti:

  1. Ciao Francesca che bello vederti anche su questo blog! Brava!

    Mariachiara (weirde)

    RispondiElimina
  2. A me è piaciuto tantissimo! Mi piacerebbe leggere il libro. E' già stato pubblicato o in via di pubblicazione?

    RispondiElimina
  3. @Weirde: ciao Mary! Ci si trova anche qui. Un bacio!

    @Luna70: ciao Luna! Il libro è già edito, per sapere dove acquistarlo ti suggerisco di andare sul mio sito: www.francescacani.it.
    In più, se qualcuno dovesse essere interessato, possiamo metterci in contatto direttamente (lo posso spedire a casa vostra): francesca.cani@gmail.com.

    RispondiElimina
  4. Anche a me è piaciuto l'estratto, forse un po' breve per farsi un'idea del tuo stile e in generale del romanzo. Comunque, brava!

    RispondiElimina
  5. @Georgette: grazie! Anche Francy mi aveva detto che l'estratto era un po' corto, però abbiamo rimediato. Ho inviato il seguito!

    RispondiElimina

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