Quanto conta il titolo per il successo di un romance in Italia? Le autrici italiane rispondono

Qualche tempo fa Francy ha ben introdotto l’argomento titoli, corredandolo con un interessante articolo scritto da un’autrice americana, Jennifer Crusie (leggi qui).
Oggi vi proponiamo un secondo post che riguarda i titoli dei romanzi pubblicati in Italia. Abbiamo rivolto alcune domande a famose autrici italiane: ne è uscita una lunga intervista a più voci che vi proporremo in due puntate. Personalmente, sono convinta che un buon titolo sia sempre importante, ma devo riconoscere che in un mercato ristretto, come è il nostro, e poco caratterizzato dalla concorrenza (poche le case editrici che offrono romance) il titolo non può incidere più di tanto sulla scelta. Prevalgono in chi acquista altre considerazioni. Ma una cosa posso dire con sicurezza: i titoli dei romance italiani –proprio perché spesso sono scelti direttamente dall’autrice - sono di norma molto più interessanti ed originali di quelli dei romanzi anglosassoni tradotti per il nostro mercato.
Ecco l’intervista.

LMBR: Quanto conta il titolo per il successo di un romance in Italia?

Ornella Albanese: Conta molto, ma non credo che sia determinante. Hanno un buon rilievo anche la copertina e la trama. Anzi, secondo me, la vendita di un romanzo si gioca proprio sulle poche righe della trama. E poi ci sono le autrici che non tradiscono, quelle che si leggono dando la massima fiducia al nome, senza badare al titolo o alla copertina.

Elisabetta Bricca: Poco e niente, secondo me.

Mariangela Camocardi: A mio avviso un titolo accattivante può fare la differenza tra l'acquisto o no di un libro, quando non sai chi è l'autrice/autore. Se comunque ti ispira, lo compri quasi a scatola chiusa. A volte resti deluso dal testo di un titolo che era particolarmente azzeccato. Altre scopri con piacere che la scelta è stata indovinata.

Ne cito uno che mi è piaciuto parecchio: “La figlia del matematico”. Per una che odia la materia, non mi invogliava granchè ma c'era qualcosa che istintivamente mi ha indotto a prenderlo e a leggerlo: mi ha tenuta incollata alle pagine sino al the end!

Roberta Ciuffi: Un titolo può sempre costituire un buon traino, ma è difficile trovarne uno originale per un romance. Mi sembra che in genere si continui a rigirarcisempre gli stessi, con qualche lieve cambiamento.

Theresa Melville: Conta molto e non solo in Italia. Titolo e copertina stabiliscono il primo contatto con l'opera. In libreria, nel valutare il libro di un autore straniero, vado sempre a leggere il titolo in lingua originale.

Silvia Z.Summers A mio parere molto. Un titolo colpisce. Rimane nel cuore e fa sognare.

LMBR: Come funziona qui da noi? E' l'ufficio marketing a scegliere o l'autrice?

Ornella Albanese: Durante i miei primi contatti con Mondadori, mi è stato detto di non far conto sul titolo che avevo scelto, perché era molto probabile che fosse cambiato. Invece, incredibile, tutti i miei romanzi sono stati pubblicati con i loro titoli, segno che funzionavano. L’editor ha leggermente modificato solo uno: Cuore di lupo era, in origine, L’orma del lupo. All’inizio non sono stata contenta e l’ho anche detto, lo trovavo lezioso, ma poi, davanti al successo di quel romanzo, mi son dovuta ricredere. Niente da dire, bisogna fidarsi degli addetti ai lavori, che hanno il polso della situazione.

Elisabetta Bricca: Per quanto riguarda la mia esperienza, Harlequin ha sempre rispettato i titoli da me scelti.

Mariangela Camocardi: Personalmente quasi tutti i miei titoli sono passati senza problemi, tranne Tempesta d'amore, Un'adorabile bugiarda, I fuochi di maggio e Luna di primavera, che erano rispettivamente: Il segreto dei Santacroce, A jamais cherie, I fuochi di Beltane (romanzo di ambientazione celtica), L'ultima luna di Primavera.

Tempesta d'amore è stato scelto come titolo da Lia Volpatti, all'epoca editor de I Romanzi, e devo dire che ha portato molta fortuna a questo romanzo di forti sentimenti e passione. A jamais cherie è stato cambiato con un titolo italiano perchè qualcuno poteva avere difficoltà a interpretarlo (...?) Un'adorabile bugiarda era in ogni caso calzante al testo ed è poi è stato ripreso da altre autrici (Jude Deveraux, per citarne una). Per I fuochi di Beltane, Annalisa Carena, editor subentrata a Luciana Leoni, riteneva che le lettrici non ne conoscessero il significato. In effetti non ho potuto eccepire perchè se io avevo dimestichezza con Druidi e Celti, non potevo pretendere che le lettrici ne fossero altrettanto informate. Infine, L'ultima luna di primavera è stato ritenuto troppo lungo come titolo ed è stato accorciato da Sandrone Dazieri.

Roberta Ciuffi: A parte il primo, gli altri li ho sempre scelti da me, e non so se sia stato un bene. Non ho un 'tocco' per i titoli. Comunque, il primo doveva chiamarsi 'Un ragionevole accomodamento', ma è stato cambiato in 'Un matrimonio perfetto'. E quando ho chiesto aiuto per un altro romanzo perchè l'unico che mi veniva in mente era 'La magnifica preda' (abusato!) hanno risposto con... 'La preda magnifica'!

Theresa Melville: Per quanto mi riguarda, ho sempre scelto personalmente il titolo di ogni mio romanzo senza ingerenze da parte della redazione. Per me il titolo è un punto di partenza; di rado lo cambio in corso di stesura.

Silvia Z.Summers Credo che accadano entrambe le cose. Se l’autrice propone un titolo che convince l’ufficio marketing, allora questo viene tenuto senza problemi.

LMBR: Sei soddisfatta dei tuoi titoli?

Ornella Albanese:Si, dal momento che li ho scelti io. E tutti riflettendoci molto. Per esempio, ne La sposa e il guerriero volevo focalizzare l’attenzione sull’apparente fragilità di lei e l’apparente crudeltà di lui, e i due termini mi sono sembrati perfetti. Con Inganni d’amore volevo trasmettere quel senso d’incertezza che si crea intorno a un amore nato dall’inganno.

Elisabetta Bricca: Certo! Li ho scelti io!

Mariangela Camocardi: Sono più che soddisfatta dei titoli dei miei romanzi. Anche perchè, come dicevo nella risposta precedente, diversi sono stati ripresi per altre cose, come Sogni di vetro (serie tivù Commissario Manara), Tempesta d'amore (serial a puntate di rete 4, iniziata parecchio dopo l'uscita del mio romanzo) , Un'adorabile bugiarda, eccetera. Naturalmente rifletto a lungo sul titolo più appropriato mentre sono intenta alla stesura del romanzo. Per me ogni romanzo è come un figlio cerebrale: lo amo dall'incipit alla parola FINE e il nome che scelgo di dare a ciò che nasce dalla mia creatività è decisamente importantissimo. Magari parto da un titolo provvisorio, ma a un certo punto scatta l'spirazione e arriva da sè: sento a pelle se è quello giusto.

Roberta Ciuffi: Come ho detto sopra, non tanto.

Theresa Melville: A tutti. Dietro ognuno di essi c'è lavoro e passione.

Silvia Z.Summers Molto, li ho scelti tutti io. Non mi sono mai state fatte obiezioni (finora). Mi hanno detto spesso che sono brava a inventare titoli (ma in effetti mi esercito da anni: anche nel mio lavoro di traduttrice mi viene chiesto di segnalare qualche possibile titolo e spesso ho ritrovato i miei suggerimenti in copertina!).

LMBR: A quale titolo sei più affezionata?

Ornella Albanese:Forse a quello del mio ultimo romanzo, L’avventuriero che amava le stelle. Volevo, col titolo, rendere una situazione. Se un uomo decide di riscattarsi dal buio di una vita priva di valori, la prima luce che vede, alzando la testa, è quella delle stelle. Quindi il titolo doveva rendere la doppia idea della perdizione e del riscatto.

Elisabetta Bricca: D'amore e di ventura.

Mariangela Camocardi: Prediligo Sogni di vetro e Tempesta d'amore in assoluto, ma sono orgogliosa anche di Nina del Tricolore ( era semplicemente Nina, poi Laura Grimaldi ci ha aggiunto del Tricolore), I pirati del lago, L'Angelo della notte, Il prezzo del peccato, Sposami ancora, Lo scorpione d'oro, Dimmi di sì, Il talismano della dea.

Roberta Ciuffi: 'Fino in fondo al cuore' mi piace. E anche 'Il ritorno del marinaio', che però all'inizio la redazione aveva modificato in 'Le onde del desiderio'... Blà.Pensa che quando ho ricevuto il contratto ho telefonato preoccupata, dicendo che quello non era il mio libro. Ero convinta che mi avessero spedito il contratto di qualcun altro! Forse hanno capito l'antifona, perchè poi è uscito col mio titolo.

Theresa Melville: Rispondo come alla domanda precedente: non ho preferenze, e sono affezionata a tutti i miei titoli.

Silvia Z.Summers Al terzo, quello del romanzo in uscita quest’anno. Tengo moltissimo a questo libro, a tutto ciò che ne fa parte, perciò anche al titolo.

**DOMANI troverete la seconda parte dell'intervista alle nostre autrici romance sull'argomento titoli...non mancate!**


Vivienne


Vi piacciono i titoli dei romanzi delle autrici italiane? Se no, perchè? Qual è il titolo che vi è piaciuto di più in assoluto? Un brutto titolo rovina il gusto di un bel romanzo? Lasciate un commento.

6 commenti:

  1. Il titolo a mio avviso non ha molta importanza, scelgo un romanzo in base all'autrice (se conosco e seguo) oppure dalla quarta (se è da provare).
    Non considero neanche le copertine, a me interessa solo il contenuto!

    Alla fine titoli e copertine sono solo la superficie di un libro, è come quando un uomo guarda una donna solo dal punto di vista estetico senza valutare ciò che c'è nel cuore!

    Le case editrici curassero di più i contenuti perchè ultimamente il livello è parecchio scarso, salvo qualche eccezione, tanto è vero che mi sto stancando di "provare" nuove autrici! :o((

    Comunque complimenti alle Rose Nostre che comunque si sforzano sempre di essere originali e di "contenuto"!! Dovrebbero essere apprezzate di più! =^__^=


    Baci
    Giusy

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  2. Di solito cerco di dare un'occhiata al libro e alla trama, più che al titolo. Devo dire che un certo effetto "subliminale" lo hanno le copertine...
    Cmq, un titolo accattivante ha il suo effetto, è innegabile; e spesso, più all'estero che in Italia, vi è un raffinato lavoro di marketing per scegliere il "nome" di una storia.
    Per quanto riguarda le nostre autrici, di solito acquisto i loro volumi a scatola chiusa: le scrittrci italiane sono sempre sinonimo di qualità, al di là della...confezione.
    Complimenti a Vivienne per l'interessante intervista!

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  3. Di solito, prima di acquistare un libro, ne leggo sempre la trama ed è quella essenzialmente che mi aiuta a decidere. Però, quando giro fra gli scaffali in libreria, può essere che la mia attenzione venga attratta da un titolo o una copertina. Quindi anche questi aspetti hanno la loro importanza.
    Per esempio, non ho problemi a dire che, quando acquistai il primo romanzo di Sylvia Z. Summers, fu perché mi colpì molto la copertina. E' chiaro che poi mi lasciai tentare anche dalla trama, ma se non avessi visto quella copertina probabilmente non sarei neppure andata a leggere la trama, anche perché in quel periodo non leggevo molti romance.

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  4. Sono d'accordo su tutto con Lady Akasha!
    E' il contenuto, ciò che conta e non le copertine o i titoli.
    Puoi acquistare un libro con una copertina insignificante e con un titolo che non dice assolutamente nulla, ma, se l'autrice è talmente brava/originale da riuscire a catturare l'interesse dei lettori.....bè, sarà un successo! E’ il “tam-tam” che si crea fra le lettrici, una delle cose piu’ importanti a mio avviso!
    Mor70

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  5. Il titolo, contrariamente alle copertine che mi lasciano indifferente, può incuriosirmi ma prima di comprare un libro leggo sempre la trama e solo dopo decido se acquistarlo o meno.Una cosa per me determinante, invece, sono le recensioni positive lasciate dalle altre lettrici. Molto spesso ho letto un libro sulla base di queste opinioni e difficilmente me ne sono pentita.
    Un saluto, Daisy

    RispondiElimina
  6. LadyAileen06/02/10, 23:46

    Sono d'accordo anch'io con Lady Akasha! Il titolo é l'ultima cosa che guardo di un libro. ^_^

    RispondiElimina

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