Recensione: IL DIAVOLO HA GLI OCCHI AZZURRI ( Blue Eyed Devil) di Lisa Kleypas

E' in uscita questo mese la traduzione italiana del secondo romanzo della sua serie contemporanea Travis , di cui abbiamo appena recensito il primo( leggi qui). Una buona occasione per recensire anche il secondo!

Autrice: Lisa Kleypas
Titolo originale:
Blue Eyed Devil
Genere:
Contemporaneo
Ambientazione:
Texas,USA

Pubblic. originale:
ed St.Martin's Press, marzo 2008,pp.352
Pubblicato in Italia:
Mondadori collana Emozioni Best Sellers, febbraio 2010

Parte di una serie:
2°serie Travis

Livello sensualità:
ALTO

Giudizio :
*Recensione di Vivienne*

Hardy Cates è un uomo affascinante e ambizioso, un milionario nato in una famiglia povera, che ha costruito la propria fortuna da solo. Ed è detcrminato a portare avanti una sua vendetta privata contro i più ricchi petrolieri di Houston, i Travis. Haven è la figlia ribelle dei Travis, tornata a casa dopo due anni di matrimonio fallimentare con un uomo che non è mai piaciuto ai suoi, e ben decisa a non dare più retta al proprio cuore. Ma quando il suo sguardo incrocia quello di Hardy, la giovane donna si renderà conto che non si può resistere alla tentazione di un diavolo dagli occhi azzurri. Entrambi finiranno preda di un sentimento che nessuno dei due può - o vuole contrastare. Soprattutto quando una minaccia terribile emergerà dal passato della ragazza, e solo Hardy potrà salvarla...

Il blub originale:Every woman needs at least one bad boy to break her heart... In Sugar Daddy, listeners met Hardy Cates, the Texan from the wrong side of the tracks, the man who stole the heart of Liberty Jones. Now, in Blue-Eyed Devil, Hardy Cates is back...and no woman is safe! Haven Travis is the rebellious heiress of a wealthy oil family. But as Haven marries a man the Travises disapprove of, her life is set on a new and dangerous path. Two years later, when Haven returns to town, she is determined never to fall for the wrong man again. And Hardy Cates, an enemy of her family, is the last person she needs darkening her door.

Ok. Aspetto che uova e pomodori e altri generi alimentari andanti a male mi piovano (virtualmente) addosso dopo questa mia recensione de “Il diavolo ha gli occhi azzurri”, romanzo che le appassionate di romance attendono particolarmente.

Dirò subito perché “Il diavolo ha gli occhi azzurri”, che ho letto l’anno scorso in originale (Blue Eyed Devil), non mi ha convinta, per quanto sia scritto bene e rientri nei prodotti altamente professionali (il che non è poco): perché mi è sembrato costruito a tavolino e infarcito di luoghi comuni (come il fatto che i protagonisti debbano essere sempre milionari). Come se la signora Kleypas, che ammiro come scrittrice di historical anche se non è fra le mie favorite (è sempre troppo di tutto, non ha mai la mano leggera insomma), avesse scelto con cura un argomento particolarmente scottante e dibattuto per poi costruirci intorno un romanzo. Non che in un romance (o quasi) non si possa parlare di molestie e violenze contro le donne. Al contrario. Ma in un romanzo, rosa o altro che sia, conta a mio avviso il modo, la qualità più che la quantità. Se il tema che deve fungere da catalizzatore al racconto e muovere e motivare i protagonisti diventa ridondante, la lettura inevitabilmente ne risentirà.

Non ho dubbi, signora Kleypas, che lei sia sinceramente attenta ai gravi problemi di abuso e di violenza che ristagnano indisturbati nella nostra emancipata società, e apprezzo che dopo la parola fine (almeno nell’edizione USA) lei sottolinei la gravità del tema ed elenchi siti e associazioni che se ne occupano. Ma non è per questa meritoria campagna che elogerò il suo romanzo.
Che avrebbe anche potuto essere una buona storia d’amore tra la solita ereditiera (Haven Travis ) che rifiuta il patrimonio di papà in nome della propria indipendenza e che col procedere della storia va incontro all’inevitabile processo di maturazione, e il self made man (Hardy Cates, già nel primo volume della trilogia, Sugar Daddy che, per la cronaca, non ho letto) che proviene dal lato buio della strada, che entra in scena come un
villain e ne esce come un eroe. Uno che non deve chiedere mai e che ti toglie il fiato appena lo incontri. Uno che, dimenticavo, ha gli occhi talmente azzurri che li noti anche da lontano, blue even at a distance. I due si incontrano al matrimonio del fratello di lei dove lui si è imbucato. Hardy odia i Travis, e i Travis odiano Hardy.

Con un inizio come questo, mi sono detta: finalmente un contemporaneo non romantic suspense promettente. Perché l’inizio è vero romance, di quelli che non ci stancheremmo mai di leggere: la Kleypas è sempre bravissima ad azzannare il lettore sin dalle prime battute. Haven, dicevo, è in cerca del suo fidanzato, Nick, e finalmente lo scorge nella cella dei vini. Che è buia. Lo raggiunge. Lui non parla, lei lo bacia. Lui ricambia, ed è molto meglio del famoso cioccolatino della Perugina. Lei si sdraia sul freddo tavolo di marmo della cantina mentre la temperatura intorno a loro continua a salire, pronta a fare qualsiasi cosa quell’uomo voglia. Già, quell’uomo. Perché, stordita da tanta insolita passione, Haven non è più così sicura che la bocca che la sta divorando sia proprio quella di Nick, e che quelle mani che la stanno…Vi lascio immaginare. Il dubbio, in talune circostanze, ti salva la vita. Ma non in questo caso. Perché se Haven, invece di fare la ritrosa, si fosse abbandonata tra le braccia di quel meraviglioso e misterioso super alpha male, forse non avrebbe sposato Nick, e non avrebbe dovuto vivere all’inferno per due lunghi anni. Ma no, ovviamente lei allontana Hardy. Rimanendo praticamente appiccicati l’uno all’altra, i due si presentano e con sgomento si rendono conto di appartenere, come Giulietta e Romeo, a due schieramenti nemici. E quando lei gli chiede 'chi sei?' Lui le risponde con voce calda, bassa, sensuale, piena di testosterone insomma,: “I
’m trouble, for you”, sono guai per te.

Wow, e strawow! Arrivata fin qui, col sorrisino ebete sulle labbra proseguo la lettura. Ed eccola lì, la tragedia annunciata. Perché la stolta Haven, più per testardaggine che per vero amore, sposa contro il volere della sua famiglia Nick, che in men che non si dica da dolce fidanzatino alla Peynet si trasforma in un paranoico aguzzino dalle mani mooolto pesan
ti, e lei nella sua vittima consenziente. So benissimo che questo tipo di rapporto vittima-carnefice, dove la donna si accolla spesso la colpa per gli abusi subiti, è documentato in più in casi di violenza domestica. Ciononostante, non ho potuto evitare di irritarmi ben oltre le intenzioni dell’autrice per il fatto che Haven si riveli così remissiva, succube e autopunitiva. Non voglio, ripeto, sminuire un tema così serio, ma dedicargli le prime 89 pagine (edizione pocket americana) del romanzo, mi è sembrato davvero eccessivo. Mrs Kleypas, se lei si fosse limitata a descrivere la tragica vita matrimoniale di Haven in un prologo, avrei apprezzato. Così, dopo l’inizio romance bollente si scollina in una Women’s Fiction dal taglio pesante, in cui la misera vita di Haven ci viene descritta, abuso dopo abuso, senso di colpa dopo senso di colpa, fino alla agognata fuga. Incrocio le dita per Haven che: 1)violentata dal marito, 2) pestata a sangue, 3) vestita di stracci e a piedi nudi scappa di casa, 4) telefona al fratello e infine 5) è tratta in salvo dalla cavalleria. A pezzettini, ben inteso. Haven torna così a Houston dove trova lavoro nell’impresa del fratello Jack (l’ alpha male protagonista dell’ultimo romanzo della trilogia dei Travis, Smooth Talking Stranger). Non che la vita ricominci a sorriderle subito, certi problemi non si cancellano mettendo chilometri tra presente e passato. Ma uno spiraglio di speranza Haven lo intravede.

A due anni da quel bacio a cavaturaccioli (come l’avrebbe definito mia mamma), Haven rincontra Hardy e la loro storia appenacominciataegiàfinita riprende. Con dei ma. Primo ma: Nick è ancora in giro, e non certo con buone intenzioni. Secondo ma: c’è un’altra carogna a congiurare contro Haven (la sua capa Vanessa). Terzo ma: Haven non riesce più a fare sesso (nonostante abbia per le mani Hardy?):
What kind of problem are we dealing with? Con che problema dobbiamo vedercela?, le chiede lui, preoccupato. Voi non preoccupatevi: il sesso, per Haven, tornerà ad essere incandescente, la Kleypas sa come renderlo tale.
*Spoiler leggeri*
In un crescendo di suspense e passione (che almeno nella scena dell’ascensore sfiora il ridicolo, concedetemelo), la vicenda si concluderà con un po’ di sangue e un lieto fine da romance. Nick e Vanessa avranno quel che si meritano, Haven sarà riaccolta in famiglia e sposerà con la benedizione di tutti Hardy.

Ultime, veloci annotazioni. Come gli altri titoli della serie, il romanzo è narrato in prima persona ed è uscito negli Usa prima in brossura, poi in paperback. Questi due aspetti, oltre all’argomento trattato, lo indicano più come un prodotto W’s F che come un romance puro (grazie a chi me l’ha fatto notare). Non a caso in Italia la serie ha ottenuto dalla Mondadori la dignità della distribuzione in libreria (Collana Emozioni Best Sellers), che copre un target non solo romance. Ammissione finale. Ho letto l’estratto di
Smooth talking stranger sul sito dell’autrice e naturalmente mi è venuta voglia di tutto il romanzo. Ma quali drammi e tragedie si celeranno dietro la storia di Jack ed Ella? Si parla di bambini…

Vivienne


Guarda il trailer del romanzo...





DA LEGGERE NELLA STESSA SERIE

1. SUGAR DADDY (2007) - ed.italiana: Sugar Daddy, Mondadori, collana Emozioni best Sellers,2007 - Gage Travis e Liberty Jones
3. SMOOTH-TALKING STRANGER (2009) - ed. italiana non ancora disponibile - Jack Travis e Ella Varner



Avete già letto questo libro? Cosa ne pensate? Vi piacciono i contemporanei della Kleypas?
Lasciate un commento.



7 commenti:

  1. (attenzione qualche spoileruccio)
    Come ho gia detto in un altro post la Kleypas sarebbe in grado di rendere e sensuale anche una filastrocca per bambini...Il libro si legge benissimo, è accattivante ed emozionate....ma...anche a me ha lasciato diverse perplessità...prima fra tutte l'infinita sequela di disgrazie che la protagonista infila una dietro l'altra manco fosse Fantozzi arrivando a sfiorare l'inverosimile:
    prima il marito violento, poi la capa psicopatica (assurdo tenendo poi conto che l'ufficio è del di lei fratello e avrebbe potuto metterla alla porta in 5 minuti netti...a casa mia questo si chiama masochismo), poi la scena apocalittica nell'ascensore in cui lei non prede la calma ma sta lì rassegnata con l'unico rimpianto di non essersi concessa ad Hardy(mi verebbe da dire.."tesoro vai a Lourdes"), poi la pistola...insomma una sfilza di disgrazie una appresso all'altra con esiti ancora più improbabili...
    La Kleypas è una fantastica narratrice e continuerà ad essere una delle mie preferite...ma secondo me qui gli è scappata un po' la mano....
    vale77

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  2. Anch'io ho letto il libro ed è stata una bella sorpresa... di solito le saghe non mi conquistano mai... invece ho dovuto ricredermi e non vedo l'ora che esca il terzo racconto in italiano ... è vero che l'eroina sembra perseguitata dalle tragedie ma non è poi così lontano dalla realtà...ogni giorno sui giornali si leggono di queste donne maltrattate e che si annullano..a volte con un finale davvero dreammatico... insomma...meno bello di sugar daddy ma tra i miei preferiti.. brava Kleypass.. Sonia

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  3. @Sonia
    non fraintendermi...nulla a togliere alla drammaticità della vicenda matrimoniale della protagonista che purtroppo è molto di attualità...è che ho trovato un po' assurdo l'accanirsi di tutte queste tragedie in una persona sola...prima la violenza domestica poi il mobbing ed infine la morte sfiorata nell'ascensore...mi è sembrato un po' troppo anche per un romance....e cmq a me la Kleypas piace moltissimo anche con qualche imperfezione!!!Anzi mi chiedevo ma come mai non hanno pensato di farci dei film?In fondo per quelli della Pilcher li hanno fatti...è troppo sperare?

    vale77

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  4. Ayyy!!! Amo questa storia. Uno dei miei romanzi preferiti dalla Kleypas... bello, bello, bellísimo. Quando ho scoperto Sugar Baby, credo che questa autrice mi piace anche piu alla contemporánea che alla stórica. Baci.

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  5. Ciao, per tentare di annacquare un po' la mia delusione, mi sto rileggendo per la seconda volta il libro dopo aver riletto anche Sugar Daddy (piccolo capolavoro). Ebbene non ho cambiato impressione. Tanto di cappello alla K. per aver trattato un argomento così delicato come la violenza domestica, ma questo e tutte le altre vicissitudini della protagonista femminile hanno, a mio parere, tolto molto spazio al
    coprotagonista maschile, cioè Hardy. Avrei voluto leggere di un Hardy maggiormente annalizzato psicologicamente anche in relazione a Haven. Il conflitto interiore tra ambizione e sentimento. Invece l'ho percepito più come personaggio in funzione di Haven e della sua viccenda.
    PATTY

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  6. Ero ancora tutta presa da Sugar daddy quando mi sono messa a leggere Blue eyed devil. Quindi forse anche io sono rimasta mediamente delusa...
    Il libro mi è piaciuto moltissimo lo stesso, ma non vengono inseriti elementi di novità, e questo secondo capitolo della saga si assesta coerentemente sulla falsa riga del romanzo precedente, concentrandosi così tanto su Haven da dimenticarsi quasi di parlare di Hardy. Il suo personaggio, sono d'accordo con voi, non viene sviluppato quanto avrebbe meritato. Rimane sempre un buon carattere, ma è tagliato un pò con l'accetta, sinceramente.
    L'altro elemento un pò artificiale è quello legato alle violenze subite da Haven... Si comprende la ricerca fatta dalla Kleypas su questi argomenti, ma è troppo accademica... Ho percepito un approccio meno "vero", troppo studiato e anche più "superficiale"...
    Ciò non toglie che io abbia divorato il libro, seguendo con molta partecipazione le tribolazioni di Haven, in questo suo scivolare all'inferno e risalire verso la vita. La descrizione delle emozioni, dei conflitti sentimentali e personali, la morsa familiare... Lisa Kleypas sa raccontare i sentimenti in modo unico e universale.

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  7. Avrei molto da dire su questo romanzo che ho letteralmente aspettato e divorato. Non posso negare che mi sia piaciuto, ma dato che ho elevato Sugar Daddy rasentando l'idolatria, questo rappresenta un buon prodotto, a mio avviso, ma di un livello decisamente più basso. Benchè possa tollerare che un romance si parli anche di argomenti scottanti (e ho apprezzato l'idea dell'autrice) e anche se attraverso le sue parole ho capito bene PERCHE' Haven sia così remissiva nei confronti del marito e delle percosse, credo che questo romance manchi un po' di spessore. Ciò che ha reso il suo predecessore a me tanto care è stata la quotidianità che si può leggere in ogni sua pagina, dove non tutto ciò che si dice è fatto ai fini della storia d'amore, ma ci troviamo invece di fronte alla storia di una donna (prontamente coronata dal vero amore, certo) che per me è diventata più reale della mia vicina di casa... qui invece la quotidianità è assente, Haven non rappresenta un personaggio in cui posso in parte riconoscermi perchè di lei non viene detto niente della vita di tutti i dì, come invece mi piace dei romance contemporanei, ma è tutto incentrato su problemi/storia-con-Hardy. E inoltre penso che la nostra Haven manchi un po' di caratterizzazione psicologica. Su Hardy c'è poco da dire, nel primo libro è già stato detto tutto, quindi posso passare alla Kleypas di sorvolare su di lui (a parte l'ecatombe finale sulla sua vicenda familiare e i suoi onnipresenti problemi), anche se mi sarebbe interessato come mai il maschio alpha sia così addomesticato, come si autodefinisce. Ma lei? Non me la ritrovo nell'idea di Haven fatta con SD e neanche con quella dell'inizio: Haven è un personaggio per me costruito un po' a metà, per questo forse non ho apprezzato tanto quanto avrei voluto questo romanzo. Spero che l'autrice, che io adoro, si rifaccia col terzo che, comunque, aspetterò con grande ansia incrociando le dita che la Mondadori si sbrighi a tradurlo ^_^

    RispondiElimina

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