CHRISTMAS IN LOVE!....'Nicola' di Vittoria L.A.


" NICOLA "
di VITTORIA L.A.
Bianco. Vedo solo neve intorno a me. Una folata di vento mi scivola gentile sul viso e mi scompiglia i capelli. Un brivido mi percorre la schiena, ma no, non sento freddo. Di nuovo il vento, di nuovo la sensazione di una mano calda che accarezza il mio viso, che gioca con i miei capelli.
“ Ti ho aspettata per così tanto tempo.”
E’così dolce questa voce che corre nel vento. Intorno a me non c’è nessuno. Ho tante cose da chiedere. Dove sono? Chi ha parlato?Mi guardo ancora intorno e questo posto mi sembra familiare, non so dove sono eppure mi sento tranquilla, mi sento a casa. Forse sono matta, ma sento di conoscere anche la voce nel vento.
“ Scusa, non lo sapevo” è tutto ciò che mi esce di bocca. Ma forse sono veramente matta, perché parlo con il vento e mi aspetto che risponda.
“ Lo so. Ma adesso che sei pronta potremo stare insieme se dirai di si. ”
Si, credo di essere matta. Il vento vuole stare con me?
“ Insieme? ”
Forse ho capito male.
“ Si, insieme, se tu lo vorrai. Spero che tu scelga di restare. Ho capito che eri tu quella destinata a me, quando avevo 18 anni. ”
Si sono matta. Ma perché continuo a sentire di conoscere questa voce? Perché voglio continuare a parlare con il vento?
“ Io sono Ginevra, solo Ginevra. Non credo di essere la lei del destino di nessuno. Inoltre credo di essere matta perché sento le voci e ci parlo .”
“ Non sono una voce. ”
“ Sei il vento o il signore del vento? ”
“ No, e non esiste il signore del vento. ”
Bene, quindi sento e parlo con una voce che non è una voce e che non è neppure il vento o il signore del vento, che naturalmente non esiste. Quindi con chi cavolo sto parlando?
“ A cosa pensi? Hai una strana espressione. ”
“ Che sono matta a par… un momento tu mi vedi? ”
“ Si perché non dovrei ? ”
“ Perché io vedo solo neve e non mi piace parlare con qualcuno o qualcosa che non vedo e che non conosco”
Una folata di vento mi oltrepassa facendo volare i miei capelli in tutte le direzioni.
“ Puoi chiamarmi Nicola. ”
Mi sento sussurrare all’orecchio e una mano calda prende la mia. E’ dietro di me e non riesco a muovermi, sono come bloccata.
“ Ginevra... ”
Sussurra il mio nome in un soffio leggero vicino ai miei capelli. Ci deve essere della magia nella sua voce perché la tensione scivola via e lentamente mi volto. Mi lascia andare la mano e in qualche modo mi sembra sbagliato. Mi giro e praticamente gli sbatto contro, non pensavo fosse così vicino. Lui non si muove di un centimetro. Faccio un paio di passi indietro e finalmente lo guardo in volto. Folti capelli scuri un po’ scompigliati fanno risaltare gli occhi di un azzurro chiaro e limpido.
Lo fisso in quegli occhi tanto belli da non sembrare neppure veri e mi perdo. Una carezza, è il vento che mi sfiora il viso o è lui? Non riesco a concentrarmi.
“ Ginevra... ” sussurra lui.
“ Sono io, ci siamo già visti ricordi? Non era un sogno. Io ho continuato ad aspettarti.”
Non riesco a muovermi. Perché non riesco a muovermi? Però riesco a pensare. Mi ricordo di lui? Non lo so. Però i suoi occhi… sì i suoi occhi li ho sognati. Ma era un sogno? Non capisco.
“ Ginevra, posso spiegarti se vuoi. Lascia che ti mostri e capirai. ”
Capire. Sì vorrei proprio capire. Capire perché tutto mi è familiare, il luogo, la sua voce, i suoi occhi. Devo essere in trance o sotto shock perché non riesco a parlare.
“ Ginevra ”
Colma la distanza tra noi e mi prende la mano. Mi sorride.
“ Stringi la mia mano se vuoi che ti mostri ”
Lo faccio, riesco a stringere la mano. Un attimo e non vedo più i suoi occhi, mi sta baciando. Immagini mi si riversano nella mente.
Mia madre in ospedale con i capelli scompigliati e mio padre che le tiene la mano.
Un’infermiera consegna un fagotto tra le braccia di mia madre. “ore 23. Ginevra Antonelli” legge papà ad alta voce “ si il braccialetto è giusto, è la nostra piccola” da un bacio alla mamma mentre le dice “ tesoro è il più bel regalo che potessi fami. Domani sarà il nostro primo natale con questa principessa.”
Una donna bella e dall’espressione dolce in un grande letto intagliato nel legno, culla un neonato. “ Benvenuto Nicola e buona vigilia.” Guarda la sveglia sul comodino. Sono le 23. “ Il tuo papà sta lavorando per far felici i bambini, ma domani sarà tutto tuo. ”
Uno spiazzo innevato, una slitta legata a sette renne, un uomo alto e forte che porta sulle spalle un bambino dagli occhi limpidi.“Papà, posso venire con te? ”
“ Nicola sai che devi aspettare di avere 18 anni. ”“ Ma io voglio lasciare i regali ai bambini! ” protesta il piccolo. “ Quando sarai più grande potrai accompagnarmi e un giorno quando sarà il momento prenderai il mio posto, come ho fatto io con mio padre e lui con il suo.” L’uomo alza il bambino senza sforzo e lo mette a terra.
“ E se io decidessi che è ora il momento? ”“ Nicola, non siamo noi a decidere, sono le donne. Per me è stata la mamma e per il nonno la nonna.”
Un ragazzo, capelli neri e occhi limpidi, cammina nervoso attraverso la cucina, mentre la donna bella dall’espressione dolce mette qualcosa nel forno.
“Nicola stai tranquillo, andrà bene. Anche tuo padre era nervoso la prima volta ”
“Non è questo, è che credevo che ieri notte lei sarebbe arrivata. Ormai ho 18 anni”
“ Si, e come tu ben sai li ha anche lei. Ogni ragazza è diversa. Io avevo 24 anni quando ho sognato tuo padre e ho deciso di restare, mentre tua nonna ne aveva 21.”
Nicola sale sulla slitta con il padre e in un attimo sono in cielo. “Secondo te la vedrò questa notte?” “ Beh come te ha 18 anni, è il suo ultimo anno di regali quindi la vedrai sicuramente, ma non è detto che in te si risvegli il legame e che tu percepisca che è la tua lei. La nonna aveva due fratelli piccoli ma il nonno nei due anni che è stato da lei non l’ha neppure notata.” “ Ma tu con la mamma hai capito” “Si, l’ho capito appena l’ho vista, ma mi ha fatto aspettare 6 anni prima di incontrarmi in sogno”
Camera di Ely, sto dormendo in un sacco a pelo ai piedi del suo letto dopo essere tornata dalla discoteca per festeggiare i miei 18 anni. “ Papà, è lei” Nicola si inginocchia vicino a me. “ Ti ho trovata” sussurra.
Camera mia, Nicola si siede sul mio letto mentre sto dormendo. “ Per fortuna tuo fratello è piccolo, così potrò vederti finché non deciderai di venire da me.” Si alza, arriva alla porta e torna indietro. “ Tanti auguri” Mi da un bacio sulla fronte e se ne va .
Camera mia, dormo sopra le coperte, ancora vestita da discoteca. Nicola se ne sta vicino al letto. Si guarda intorno. Prende il mio plaid e mi copre. “Quando verrai da me? Detesto vederti solo una notte ogni anno. Detesto pensare che questa sera non ero io quello vicino a te mentre indossavi questo vestito così corto”
Camera mia, Nicola si siede alla mia scrivania. “ Ah piccola mia, quante foto hai. Questa è così bella. Non arrabbiarti se te la rubo” Mi si avvicina e mi da un bacio sulla fronte. Mi accarezza i capelli. “ Ti sto aspettando da così tanto.” Mi accarezza una guancia. Mugolo qualcosa e apro gli occhi sonnacchiosi “Chi sei ?” Chiedo con voce impastata. “Un sogno” risponde lui . “ Che begli occhi” mormoro “Da oggi sono tuoi, te li regalo” sussurra lui. Mi riaddormento.
Nicola allontana leggermente il viso, i sogni sono finiti e siamo tornati in quel bianco infinito. Mi tiene stretta tra le braccia e mi guarda con i suoi occhi limpidi carichi di domande e aspettativa. Non so se ho capito bene come funziona la cosa. Ma c’è tempo per imparare e capire. Mi metto sulle punte, avvicino il mio viso al suo e bisbiglio tra le sue labbra “Si”.
CHI E' L'AUTRICE
VITTORIA L.A.è una lettrice del blog con l'amore per la scrittura che ha voluto donarci un suo racconto per festeggiare insieme queste feste.



Vi è piaciuto questo nuovo racconto di CHRISTMAS IN LOVE? I vostri commenti ed eventuali domande all'autrice sono più che benvenuti!


9 commenti:

  1. Carino. Mi è piaciuta soprattutto la prima parte quando lei crede di parlare con il vento! :-)

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  2. Un racconto davvero molto particolare che si legge con curiosiosità fino alla fine.Complimenti alla scrittrice!
    Daisy

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  3. Ovviamente intendevo dire con curiosità fino alla fine e non quell'indistinta parola che ho scritto!
    Daisy

    RispondiElimina
  4. originale...molto molto particolare.
    complimenti!!

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  5. Bello veramente! E' una storia che riscalda il cuore. Brava Sara!!!

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  6. curiosamente strano... all'inizio mi aspettavo di tutto, anche un serial killer! :D:D:D
    Bando agli scherzi... ma che fantasia, che dire, io sono quasi al traguardo con il secondo giro di boa dopo i 18... hai visto mai che sono una che si sveglia tardi?! :D
    Cmq piacevole, e curioso fino alla fine!

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  7. Ciao sono Sara,grazie a tutte per i vostri commenti.Questo racconto è stato scritto in treno mentre andavo dal mio paesino sperduto tra i colli a casa del mio fidanzato.Avavo paura che la parte dei sogni fosse troppo criptica ma voi sembrate aver capito..
    Un bacio a tutte e buone feste
    S@ra

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  8. molto stuzzicante come racconto, se fosse stato un libro lo avrei comprato. brava ;)

    RispondiElimina

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