CHRISTMAS IN LOVE! .... PACE A NATALE di Cristina Contilli


PACE A NATALE

di CRISTINA CONTILLI

Questo racconto è uno spin off dall’ultima puntata della saga di Alain e Juliette che si intitola “La vendetta di Etienne”, in cui viene raccontata la storia del tenente di vascello della marina francese dell’800 Etienne Vallin, una storia che ho cercato di riassumere brevemente nelle prime righe di questo testo… la coppia Therese / Etienne è una di quelle che saltano, infatti, proprio nell’ultima puntata della mia saga e, quindi, ci sono state alcune lettrici che mi hanno chiesto che cosa è accaduto dopo tra loro… questo, dunque, è il seguito, con la loro riconciliazione nel pieno dell’atmosfera natalizia…

Il tenente della marina francese Etienne Vallin aveva davanti a sé una promettente carriera, in quella mattina del 1833, quando era scoppiata una bomba davanti al tribunale di Nantes ed era rimasto gravemente ferito, ma la conseguenza peggiore non era stata quella di aver perduto un braccio, ma quella di aver deciso alcuni mesi dopo di farsi giustizia da solo, sfidando a duello la persona che riteneva responsabile dell’attentato.

Grazie all’intervento del vice-ammiraglio Alain De Soissns, che lo conosceva, da quando aveva diciassette anni, Etienne era riuscito ad evitare di essere cacciato dalla marina e se l’era cavata con un trasferimento nella base navale di Cherbourg, nel nord della Francia.

Erano sei mesi ormai che Etienne prestava servizio nella caserma della Guardia Costiera di Cherbourg, comandata da suo zio, il capitano Jacques Vallin.

All’inizio suo zio aveva insistito, affinché Etienne facesse pace con sua moglie Therese, poi, si era arreso, pensando che Etienne era ormai un uomo e che lui non aveva né il potere né il diritto di condizionare le sue scelte personali.

Ogni tanto, però, non riusciva a resistere a non intervenire e gli scappavano frasi come: “Ti sembra giusto che Therese sia tornata a vivere dai suoi genitori, come se fosse ancora nubile?” Oppure come: “Più passa il tempo più crescerà la lontananza tra voi e sarà difficile per te tornare da lei e riconquistarla, se un giorno decidessi di farlo.”

Tra il lavoro in caserma e i rimbrotti dello zio si stava, intanto, avvicinando il Natale del 1834 e così lo zio Jacques aveva giocato la sua ultima carta, dicendo ad Etienne: “Ti posso concedere una licenza per Natale, ti farà bene staccare per un periodo e riposarti… e, magari, potresti anche andare a trovare Therese e chiarirti con lei…”

“Avete la testa più dura della mia, zio, ve l’ho già detto più d’una volta che il mio carattere e quello di Therese vanno bene, presi singolarmente, ma messi l’uno accanto all’altro, purtroppo fanno scintille…”

“Beh, potreste usarle per accendere le luci natalizie… o per i fuochi d’artificio di fine anno…” Gli aveva risposto Jacques per sdrammatizzare.

“Visto che purtroppo i miei genitori non ci sono più, credo che per Natale andrò a trovare il capitano De Soissons… non l’ho mai ringraziato davvero per avermi evitato l’espulsione dalla marina… sfidare a duello l’armatore François La Vallée è stata una vera pazzia, ma, nel momento in cui l’ho commessa, purtroppo non me ne rendevo conto…”

Alcuni anni prima Etienne era stato il vice di Alain e si era abituato a chiamarlo capitano, perciò, anche se Alain aveva ricevuto di recente la promozione a vice-ammiraglio, per aver contribuito a far catturare dei negrieri, per Etienne continuava ad essere il “suo” capitano.

Alain aveva ormai settantaquattro anni e, nonostante avesse un fisico robusto, cominciava ad avere qualche acciacco. Quando era stato a trovarlo a Parigi, Etienne aveva avuto l’impressione che fosse invecchiato rispetto a sei mesi prima, ma per amicizia non gli aveva detto nulla.

Non immaginava che anche Alain avrebbe affrontato con lui l’argomento della separazione da Therese.

“Capitano, non ci mettete anche voi!” Aveva protestato Etienne, quando Alain aveva iniziato a dirgli: “Io e Juliette siamo sposati da trent’anni e tutti e due in un periodo di tempo così lungo abbiamo commesso degli errori… bisogna sapersi perdonare a vicenda, se non si vuole distruggere un rapporto in breve tempo…”

“E’ vero, quando ero ricoverato all’ospedale militare di Val Grace a Parigi e Therese mi è venuta a trovare, io l’ho trattata male, ma anche lei avrebbe dovuto capire che stavo passando un brutto momento… invece si è limitata a dirmi che avevo un carattere difficile e poi ha fatto i bagagli ed è tornata dai suoi genitori… che amore è questo?”

“Forse, ti sei dimenticato che sei stato tu a dirle che volevi stare solo…”

“Volevo semplicemente farle capire che non mi doveva stare addosso, non significa che doveva andarsene di casa…”

“Se la te la prendi tanto, Etienne, solo a parlarne, significa che sei ancora innamorato di lei.”

“E allora cosa dovrei fare?”

“A Natale tutti desiderano stare con la propria famiglia e in particolare accanto alla donna che amano e, se ne hanno, anche accanto ai propri figli… Vedrai che, se ti presenterai a casa dei genitori di Therese, riuscirai a fare pace con lei…”

Uscendo da casa del capitano De Soissons, Etienne si era accorto che Parigi era pervasa dall’atmosfera natalizia, a cui, preso dai suoi problemi, fino a poche ore prima, non aveva neppure badato. Adesso, all’improvviso, gli sembrava che l’aria avesse qualcosa di magico e che, nell’atmosfera luminosa del Natale, tutto sarebbe stato possibile, anche far pace con Therese.

Quando era giunto nella città, dove vivevano i genitori di Therese, era ripiombato, però, nello sconforto. Era, infatti, una piccola città e non c’era per le strade e nei negozi, anche se ormai mancavano davvero pochi giorni al Natale, la stessa magica atmosfera che Etienne aveva percepito a Parigi.

Si era presentato lo stesso, tuttavia, a casa dei genitori di Therese che non erano stati, però, contenti di vederlo.

“Therese lavora ormai da tre mesi presso l’atelier di una sarta e non tornerà a casa prima di stasera…” Aveva spiegato ad Etienne sua madre.

“Posso aspettarla?” Le aveva dunque, domandato, Etienne, temendo di aver fatto un lungo viaggio a vuoto.

“Se vuoi, ma non credo che Therese voglia parlarti.” Le aveva spiegato sua madre.

“Ma io, anche se siamo separati legalmente, resto sempre suo marito.”

“Certo, ma se le concedessi il divorzio, lei potrebbe risposarsi… c’era il padrone di una filanda della zona che la corteggiava, prima del vostro matrimonio, e che ora, sapendo che si è separata, ha ricominciato ad interessarsi a lei…”

“Accidenti…” Aveva pensato Etienne: “Ci mancava solo un rivale…”

L’idea di Therese che festeggiava il Natale con un altro, anzi ancora peggio l’idea della “sua” Therese che baciava un altro uomo, magari sotto un ramo di vischio, aveva fatto innervosire Etienne che aveva detto: “Therese in parte è ancora mia moglie e, prima di lasciarsi corteggiare da un altro, avrebbe potuto almeno venirmi a trovare a Cherbourg, per vedere se era possibile rimettersi insieme… invece gli sono bastati sei mesi soltanto per trovare un sostituto…”

“Litigavate già abbastanza da fidanzati, ma si sa che gli ufficiali della marina sono spesso lontani per lavoro e che, quando tornano a casa, non sono molto attenti ai bisogni delle propri mogli…”

“Io avrò commesso degli errori nei confronti di Therese, ma, fino all’incidente di Nantes, non penso di essere stato un pessimo marito… e poi, sono venuto qui, per parlare con lei… non per farmi dire da voi che Therese ha un altro…”

“D’accordo, basta che non ricominciate a litigare…” Gli aveva risposto il padre di Therese, aggiungendo: “Altrimenti stasera perdo la pazienza e vi caccio di casa tutti e due…”

Quando, finalmente, Therese era tornata e aveva visto Etienne, aveva osservato: “Guarda un po’ chi si vede… credevo che avessi dimenticato la strada che porta a casa mia…”

“Siamo quasi a Natale e io sono venuto fin qui, perché vorrei far pace con te… o almeno provare a parlarti… anche se ho saputo che forse c’è già un altro uomo nella tua vita…” Aveva esordito Etienne.

“C’è una persona che è interessata a me, ma io non l’ho mai incoraggiata…” Si era giustificata Therese.

“Allora, non è vero, che aspettavi il nuovo anno, per cercare un avvocato e chiedere il mio consenso per il nostro divorzio…”

“Sono appena sette mesi che ci siamo separati, io volevo ancora aspettare, prima di pensare al divorzio…”

In quel momento era intervenuto il padre di Therese: “Stasera in questa casa neppure la cena si riuscirà a fare, se voi due la prendete alla larga in questo modo… il tuo ex marito, Therese, vuole tornare con te, altrimenti tu pensi che si sarebbe fatto un viaggio da Cherbourg fino a qui?”

“Ho capito, padre, ma volete che decida il mio futuro in cinque minuti?”

“No, ma neppure che ci pensi per altri sei mesi… ora io e tua madre vi lasciamo soli, così parlate tra voi e decidete cosa fare…”

Tre giorni dopo, Etienne era tornato a Cherbourg.

Quando lo zio l’aveva visto, aveva osservato: “La tua licenza non è ancora finita, come mai sei tornato?”

“Non sono solo… sono tornato con Therese…”

“Per gli scherzi di Carnevale siamo ancora lontani, quindi, stai parlando sul serio?”

“Certo, zio, il problema, però, è che io vivevo in caserma, ma ora che c’è Therese avrei bisogno d’una casa… e voi avete una casa così grande… vi chiedo ospitalità solo per il periodo natalizio… vi prometto che, passate le festività, io e Therese troveremo una casa in affitto…”

Felice per la loro riconciliazione, il capitano Jacques Vallin, aveva accettato di ospitare suo nipote con la moglie Therese… non aveva messo, però, in conto che Etienne e Therese erano capaci di litigare su tutto, anche sulle piccole cose…

“I re magi, Etienne, non si mettono adesso… si mettono la notte prima dell’Epifania…”

“Sì, perché io mi alzo il cinque a mezzanotte per venire ad aggiungerli sul presepe…”

“Li puoi mettere anche la sera prima, Etienne, non serve mica che li metti alla mezzanotte del cinque gennaio… basta che non li metti nel presepe adesso, facendoli arrivare a destinazione con venti giorni d’anticipo!”

“Sono di cartapesta, Therese, non si offendono mica…”

“Ma sei un disastro, Etienne, pure il bambinello hai messo in anticipo… Mancano ancora tre giorni al 25 dicembre e per te è già nato…”

“A casa mia il presepe si faceva tutto insieme, Therese, a casa tua si faceva, forse, a puntate?!”

“No, ma i personaggi si mettevano al momento giusto… non così come capita…”

Alla fine nello spostamento uno dei re magi era caduto e si era rotto…

“Accidenti, Therese, questi personaggi sono di mio zio… non sono neanche i miei… Ora cosa gli diciamo? Che da tre i re magi sono diventati due, perché uno si è perso per strada, prima di arrivare a destinazione?”

“No, Etienne, prima che torni tuo zio, ci mettiamo qualcosa per riattaccarlo…”

“Qualcosa?”

“Sì, della mollica di pane bagnata… attacca benissimo…”

“Si vedrà che l’abbiamo riattaccato…”

“No, fidati di me...”

Quella sera, tornando a casa, lo zio di Etienne, aveva trovato il presepe pronto.

“Bello, l’avete fatto insieme?” Aveva chiesto a Therese.

“Sì, ogni tanto io e Etienne riusciamo anche a portare a termine qualcosa insieme…”

“Avete già fatto arrivare a destinazione i re magi?”

“Sì, sono un po’ in anticipo… io ho detto ad Etienne di non metterli, ma lui l’ha voluti mettere lo stesso…”

“Ma questo non ha la testa un po’ storta?” Aveva notato lo zio di Etienne, guardando, da vicino, uno dei tre re magi.

“No, è una vostra impressione… questi personaggi sono deliziosi, dove li avete presi?”

“L’ho comprati vent’anni fa, quando sono stato in Italia al seguito di Napoleone…Se tu e Etienne riusciste a trovare un accordo in futuro non solo sui personaggi del presepe, ma anche su cose più importanti, sarebbe un bene per voi due e, se in futuro ne avrete, anche per i vostri figli…”

“Lo so, avete ragione, ma, quando ci siamo sposati, io e Etienne eravamo molto giovani… ora, però, siamo maturati e in futuro cercheremo di non perdere più il tempo in inutili litigi…”

E qui finisce il racconto della pace, fatta da Etienne e Therese, grazie all’atmosfera magica del Natale… auguri a tutti e non litigate su come è meglio fare il presepe… anche se oggi i personaggi non sono più in terracotta o in cartapesta, ma in plastica e, quindi, non c’è il rischio di decapitare uno dei tre re magi, se per errore, finisce per terra.

CHI E' L'AUTRICE

CRISTINA CONTILLI è nata nel 1977 a Camerino, nel 2001 si è laureata in lettere e nel 2006 ha concluso il dottorato di ricerca in italianistica presso l’Università di Macerata. E’ un’appassionata del risorgimento italiano e della storia francese dell’800, i periodi in cui sono ambientati anche i suoi libri. Ha pubblicato quattro biografie romanzate: “Le passioni di Silvio Pellico: amicizia, amore e scrittura nella vita di un poeta dell’800” (Carta e Penna, 2006), “Dalla prigionia nello Spielberg al ritorno alla vita: la vita dentro e fuori dal carcere di Alexandre Andryane, Federico Confalonieri, Piero Maroncelli, Silvio Pellico”, (Giovane Holden, 2008), “Il duello: Costanza Arconati tra Giovanni Berchet e Pietro Borsieri” (Giovane Holden, 2008), “Amore e rivoluzione: una biografia romanzata dei tre ufficiali che parteciparono alla presa della Bastiglia” (Giovane Holden, 2009), e diversi historical romance che raccontano le avventure della marchesina e scrittrice di romanzi erotici Juliette De Sade e del conte e colonnello della marina Alain Philippe Eugéne De Savoia-Soissons, ambientate nella Francia dell’800, dall’epoca napoleonica alla rivoluzione del 1832. Il primo volume della saga, intitolato “Il porto di Calais”, è stato tradotto in inglese. In uscita per gennaio 2010 con la Caravaggio Editore il suo nuovo romanzo: “Gli amori della contessa Giulia”, ambientato tra Italia, Inghilterra ed Ungheria nel decennio 1859-1869.

IL NUOVO ROMANZO

Giulia (Iulia Katarina Muravyov) è una nobile di origine russa, nata nel 1826 a Torino, dove la madre si è rifugiata dopo che il marito è stato condannato a morte per aver partecipato alla rivoluzione decabrista dell’anno precedente. Nel 1855, durante la guerra in Crimea, Giulia si innamora di un ufficiale medico dell’esercito piemontese di origine ungherese, il conte Theodore Von Berg, rimane incinta e lo sposa, ma dopo pochi anni il loro matrimonio è già in crisi e così, quando, nel 1859, durante la seconda guerra di indipendenza, Giulia che si trova al fronte come infermiera volontaria, conosce il corrispondente del “Times” Ferdinand Eber, anche lui di origine ungherese, si accorge di provare qualcosa per lui, ma pensa inizialmente che i suoi sentimenti siano solo il frutto della situazione difficile che sta attraversando con il marito e così decide di fare il possibile per allontanare Ferdinand, anche perché nel frattempo ha maturato la convinzione che Ferdinand non sia solo un giornalista, ma sia anche un agente segreto inglese, inviato in Italia per controllare le iniziative militari di Garibaldi... nel pieno della lotta per l’indipendenza italiana tra battaglie, fughe e imprevisti, riusciranno Giulia e Ferdinand a fidarsi l’uno dell’altro e a vivere fino in fondo la loro storia d’amore? ( Se vuoi acquistare questo romanzo vai qui)

SITI DI CRISTINA CONTILLI

http://officinadeisogni.ning.com/profile/CristinaContilli432

http://stores.lulu.com/store.php?fAcctID=792258


Vi è piaciuto questo nuovo racconto di CHRISTMAS IN LOVE ? I vostri commenti ed eventuali domande all'autrice sono più che benvenuti!



8 commenti:

  1. Evviva gli spin off!!!
    tanti auguri di Buon Natale, Cristina! :-))))

    RispondiElimina
  2. Grazie, Stefy, ho scritto il racconto in tempi brevi, quindi, per me era più facile fare uno spin off dalla mia saga, però, Etienne e Therese erano anche due personaggi che mi erano rimsti simpatici e quindi ci tenevo a raccontare che avevano fatto pace.
    L'episodio del re magio decapitato però è autobiografico, perché alcuni anni fa mi è veramente finito accidentalmente per terra uno dei personaggi del presepe di quando mamma era piccola ed è servito l'attack per far tornare la testa attaccata al collo del re magio!!!
    Cristina

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  3. E' bello ritrovare i personaggi di questa saga che ho tanto amato, per di più in versione natalizia!

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  4. Io non ho letto la saga (Rimedio non appena avrò un pò di tempo.) Mi piace il racconto. Complimenti Cri. ^_^

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  5. Il racconto mi è piaciuto.
    Ciao
    Mor.

    RispondiElimina
  6. Se ho un po' di tempo mi piacerebbe anche scrivere uno spin off su Valerie e il marito, il pittore Charles Quesnet, però, in questo periodo ho già scritto diversi racconti e il tempo per fare tutto non c'è.... quindi per ora l'altro racconto è rimandato...
    e intanto grazie a tutte per i commenti... per lady Aileen la mia saga anche se i primi volumi sono usciti dal catalogo di Carta e Penna è sempre disponibile parzialmente su lulu.com...
    Cristina

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  7. Io che devo dire se non che è la mia autrice preferita???La metto accanto alla mia cara Paola Calvetti....

    Brava Cry....
    ;)

    RispondiElimina
  8. Ri-grazie anche a Samanta... adesso mi prendo per Natale qualche giorno di vacanza in attesa dell'uscita per gennaio 2010del mio nuovo romanzo e poi mi rimetto a scrivere...
    Cristina

    RispondiElimina

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