Recensione: TO BEGUILE A BEAST di Elizabeth Hoyt

Autrice: Elizabeth Hoyt
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra,1765Pubblicazione: ed Grand Central Pubishing, maggio 2009, pagg.333
Pubblicato in Italia: NoParte di una serie: 3° romanzo serie Legend of the four soldiers
Livello sensualità
: ALTO

Giudizio :


To beguile in inglese ha diversi significati. Ma forse i due più indicati per tradurre letteralmente il titolo dell’ultimo romanzo di Elizabeth Hoyt sono: INGANNARE e SEDURRE .
E sarei più tentata a utilizzare il secondo verbo, considerata la predisposizione di Mrs Hoyt a trattare l’argomento.
Dunque il titolo, in italiano, potrebbe essere: Per sedurre una bestia o,meglio ancora, Per sedurre un mostro, nonostante il romanzo si ispiri alla favola di Beauty and the Beast, che tutte noi conosciamo almeno attraverso il bellissimo film Disney.
Chissà quale titolo l’editore sceglierà per la traduzione italiana. Perché sicuramente ci sarà una edizione italiana. La Hoyt è un boccone troppo succulento per lasciarsela scappare.
LA TRAMA
L’eroina: è Helen Fitzwilliam, la mistress, ovvero l’ amante riconosciuta, la mantenuta del Duca di Lister da quando, a soli diciassette anni, gli si concede per amore. Nonostante gli abiti, i gioielli, i servitori e la splendida magione londinese dove Lister l’ha sistemata, Helen non è una donna felice: il duca non la ama e non ama neppure i due bambini bastardi che lei gli ha dato. Vorrebbe lasciarlo, ma non può: Lister non è uno dal cuore tenero e se lei lo abbandonasse le porterebbe via i figli per mera ripicca, o forse farebbe anche di peggio. L’unica soluzione per Helen è cercare di evadere dalla prigione dorata in cui il suo potente amante la tiene incatenata. In gran segreto fugge con i suoi piccoli, Jamie e Abigail, per la Scozia, in tasca una lettera della sua cara amica Lady Vale che chiede a Sir Alistair Monroe di assumerla come governante.
L’eroe: è Sir Alistair Monroe, famoso naturalista. Sir Monroe è uno dei pochi supersititi del massacro di Spinner’s Fall, nel New England, dove i soldati inglesi caddero in un’imboscata francese e furono vittime delle torture degli indiani. A causa di quelle torture il fisico e l’anima di Monroe sono ora distrutti. Vive in totale isolamento a Castle Greaves, il suo malandato castello in Scozia, con la sola compagnia del suo vecchio, fidato cane e di un poco fedele servitore.
L’incontro tra l’eroe e l’eroina. Spossata dal lunghissimo viaggio, fradicia di pioggia e di paura, finalmente Helen bussa alla porta di Castle Greaves. E’ notte. Sotto i lampi di un cielo in tempesta, Sir Alistair si affaccia alla porta del castello, più terrorizzante di un fulmine, più minaccioso di un tuono. I bambini urlano, Helen è terrorizzata, ma sfodera il coraggio di chi non ha più niente da perdere. Sir AListair Monroe è un essere spaventoso, un mostro: gli manca un occhio e ha una guancia sventrata da una spaventosa cicatrice. Per non parlare della mano destra, a cui rimangono solo tre dita. E ha un fisico tanto imponente da mettere soggezione anche a un gigante. Come potrà Helen farsi accettare e diventare la governante di un tale spaventoso essere? Come faranno i bambini a vivere in quel luogo da incubo?
Molte cose succedono a Castle Greaves…
Il racconto procede dopo tale tempestoso inizio in diverse direzioni, meravigliosamente sostenuto dalla prepotente attrazione fisica che spinge ogni minuto Helen verso Alistair, e viceversa.
Helen e Alistair. Contro il volere di Monroe, Helen assume il comando domestico del castello: oltre a ripulire da sporcizia e ragnatele sale e saloni, libererà l’anima di Alistair da incubi e tormenti.
I bambini. Sulle prime terrorizzati, imparano giorno dopo giorno ad aver fiducia e a rispettare Alistair. Poi ad amarlo.
Lister. Incombe su Helen e i bambini. Vuole vendetta.
La ricerca del traditore. Chi è il misterioso soldato britannico che a Spinner’s Fall tradì i suoi compagni, forse un pari del Regno?
IL COMMENTO
Mi piace leggerla, Signora Hoyt. E anche questo suo ultimo romanzo non mi ha delusa: l’ho divorato.
Mi piace la sua prosa, che pur scivolando via leggera non è mai banale o elementare; mi piace che con naturalezza lei si inserisca nel periodo storico senza darci lezioncine non richieste; mi piace il modo in cui approfondisce i suoi personaggi, svelandone poco alla volta il passato, fatto di segreti e virtù, vizi e debolezze in un continuo rovesciamento delle parti. Mi piace anche come poco alla volta lei rompa gli argini delle vite dei suoi protagonisti, facendole confluire in un unico dirompente flusso. Mi piace il suo modo di descrivere l’ attrazione fisica, facendola scivolare con delicata determinazione verso l’amore più totale. Come soavemente, signora Hoyt, lei sia in grado di usare le armi più affilate della seduzione: gli sguardi rubati, i pensieri nascosti, i tocchi leggeri e improvvisi, per farle poi esplodere nella più esaltante e primitiva passione. E delle scene di passione, signora Hoyt, lei è maestra, anche se a volte indulge forse troppo in descrizioni non sempre necessarie (ma questa tendenza anatomica è in generale delle autrici americane, o forse è un’esigenza del mercato USA).
Come poterle negare un cinque di cuori, Mrs Hoyt?
E i suoi personaggi, sempre intriganti e sfaccettati, come non amarli? Helen, che pur se è stata con un solo uomo è considerata una whore, una puttana, è in realtà una donna retta, seria e fedele, per nulla incline a peccare se non per amore. Alistair, che sulle prime ci appare con le fattezze e la sensibilità di un mostro, scorbutico, irascibile e poco incline a perdonare il passato di Helen, si rivela l’uomo più tenero e delicato, affettuoso e sentimentalmente disponibile che una donna possa desiderare. Ancora una volta i pregiudizi trovano nella sua prosa e nella sua fantasia, Mrs Hoyt, la loro più esasperata trasposizione. E forse in questo, e solo in questo contrappasso un po’ scontato, il romanzo pecca. O forse, proprio in questo trova la sua forza. Pur con le dovute differenze, ci troviamo ancora una volta sotto l’ala protettrice del Raven Prince (leggi qui la nostra recensione de “Il principe e la preda”). E anche qui non manca la favola che apre con lievità ogni capitolo del romanzo.
E se Helen, la nostra eroina trentenne, è un bel personaggio maturo che dopo anni di dorata prigionia rivuole indietro la propria vita, Alistair è un character ancor più convincente, la bestia ferita che riacquista la dignità di uomo: è il personaggio più ricco, più affascinante, più capace di sorprendere. E’ l’eroe, non a caso. E la sua tenerezza, intrecciata ad una virile e potente determinazione, nonché (grazie signora Hoyt!) a una sottile ironia, lo rende ai nostri occhi irresistibile, persino bello. Certo, dannatamente sexy.
Alistair teme il rifiuto, il disgusto che la sua persona suscita negli altri. E sulle prime lo rifiutano i due bambini di Helen, terrorizzati dal suo aspetto. Ma Alistair conquista anche loro, con pazienza, con il rispetto che si deve ai più piccoli, con le sue conoscenze di naturalista appassionato, con l’affetto che sente crescere ogni giorno per loro, che sono ormai la sua famiglia. Per quanto spesso risulti stucchevole o manierata la presenza di pargoli nei romance, ammetto, signora Hoyt, che non sia questo il caso.
E la ringrazio per aver sviluppato efficacemente, ma non in modo invadente, la parte suspense del romanzo che ha il suo epilogo, non privo di emozioni, a Londra. Dove, grazie al genio di Monroe, si compie la liberazione dei bambini rapiti da Lister alla presenza dello stesso Re Giorgio e dove si risolve (almeno per il momento) il mistero del traditore inglese di Spinner’s Fall.
Ma non finisce qui, perché lei, signora Hoyt, ha voluto tenerci sulle spine sino all’ultimo. Ha fatto sì che prima della parola fine Monroe si trincerasse ancora una volta dietro le proprie vigliacche paure rimanendo a guardare Helen andarsene via con i bambini: di nuovo, la bestia ha la meglio sull’uomo, e i pregiudizi sul passato di Helen ritornano prepotenti in Alistair. Con questa ultima trovata, signora Hoyt, che solo per un momento stravolge le regole del lieto fine, lei ci regala un secondo happy ending scoppiettante, con Alistair in ginocchio a supplicare Helen di sposarlo, sotto gli occhi felici dei due pargoletti in una affollata strada di Edimburgo.
Alla fine del romanzo, mi sono chiesta: chi è veramente la bestia, signora Hoyt? Monroe o Helen?
E se fossero tutti e due un po’ beast e un po’ beauty? Sì, credo proprio che sia così. L’incantesimo si rompe: per Monroe, che non è più un mostro agli occhi di Helen e del mondo, e per Helen, che non è più una mistress, nè per Monroe né per la società. Insieme, saranno finalmente e per sempre liberi.
IL VIDEO DEL ROMANZO

GLI ALTRI ROMANZI NELLA SERIE LEGEND OF THE FOUR SOLDIERS


TO TASTE TEMPTATION # 1 (maggio 2008)

Lady Emeline Gordon is the model of sophistication in London’s elite social circles, always fashionable and flawlessly appropriate. As such, she is the perfect chaperone for Rebecca, the young sister of a successful Boston businessman and former Colonial soldier. Samuel Hartley may be wealthy, but his manners are as uncivilized as the American wilderness he was raised in. Who wears moccasins to a grand ball? His arrogant disregard for propriety infuriates Emeline, even as his boldness excites her.But beneath Samuel’s rakish manner, he is haunted by tragedy. He has come to London to settle a score, not to fall in love. And as desperately as Emeline longs to feel this shameless man’s hands upon her, to taste those same lips he uses to tease her, she must restrain herself. She is not free. But some things are beyond a lady’s control…
TO SEDUCE A SCOUNDREL # 2 (novembre 2008) 

For years, Melisande Fleming has loved Lord Vale from afar . . . watching him seduce a succession of lovers, and once, catching a glimpse of heartbreaking depths beneath his roguish veneer. When he’s jilted on his wedding day, she boldly offers to be his. Vale gladly weds Melisande, if only to produce an heir. But he’s pleasantly surprised: A shy and proper Lady by day, she’s a wanton at night, giving him her body—though not her heart.Determined to learn her secrets, this sinner starts to woo his seductive new wife—while hiding the nightmares from his soldiering days in the Colonies that still haunt him. Yet when a deadly betrayal from the past threatens to tear them apart, Lord Vale must bare his soul to the woman he married...or risk losing her forever.

TO DESIRE A DEVIL # 4 
(novembre 2009) 


Reynaud St. Aubyn has spent the last seven years in hellish captivity. Now half mad with fever he bursts into his ancestral home and demands his due. Can this wild-looking man truly be the last earl’s heir, thought murdered by Indians years ago? Beatrice Corning, the niece of the present earl, is a proper English miss. But she has a secret: No real man has ever excited her more than the handsome youth in the portrait in her uncle’s home. Suddenly, that very man is here, in the flesh—and luring her into his bed. Only Beatrice can see past Reynaud’s savagery to the noble man inside. For his part, Reynaud is drawn to this lovely lady, even as he is suspicious of her loyalty to her uncle. But can Beatrice’s love tame a man who will stop at nothing to regain his title—even if it means sacrificing her innocence?

I GIUDIZI DEGLI ALTRI SITI
Opinioni positive anche su All About Romance ( A ) , The Romance Reader (4), Dear Author (A-), A Romance Review (5 rose)

  • GUARDA QUI UN'INTERVISTA A ELIZABETH HOYT SULLA SERIE DEI FOUR SOLDIERS



Vivienne


Hai letto anche tu questo romanzo? Cosa ne pensi? Ti piacerebbe che fosse pubblicato in Italia come gli altri di quest'autrice? Lascia il tuo commento.

4 commenti:

  1. Ragazze, sarò ripetitiva, ma mi complimento ancora una volta per le vostre splendide recensioni.
    Questo romanzo sembra avere tutti gli ingredienti per essere un keeper, speriamo di vederlo presto in Italia.
    Baci!
    Susa

    RispondiElimina
  2. Grazie SUsa! Noi bibliotecarie romantiche ci mettiamo passione nello scrivere i nostri commenti, d'altra parte non potrebbe essere altrimenti visto i romanzi che leggiamo!
    Spero che questo della Hoyt, quando e se lo leggerai, piacerà anche a te!
    Un bacio
    Vivienne

    RispondiElimina
  3. Io e Vivienne amiamo la Hoyt soprattutto a causa di quel primo splendido 'Raven Prince' che ci ha conquistate e spinte a segnare il nome di questa autrice nell'elenco delle nostre autrici 'must-read'. Arrivata al penultimo romanzo di questa nuova serie( quella dei 'Four Soldiers', intendo), mi accorgo però che il mio entusiasmo per le sue storie sta un po' scemando.
    Le ragioni sono varie. La prima è che mentre nel 'Raven'( e anche negli altri romanzi della 'trilogia dei Pricipi') la protagonista era in tutto per tutto all'altezza dell'eroe, in questa ultima serie le eroine sono meno interessanti.Poco sfaccettate.Questa Helen Fitzwilliam sarà anche bellissima, ma caratterialmente è piattina,tanto da farsi rubare spesso la scena dalla figlia di nove anni. Non mi stupisco che l'amante si sia stufato di lei. L'eroe,Alistair Monroe, sulla carta era un eroe 'da brividi'e nel senso positivo!Con un'esperienza drammatica come la sua alle spalle poteva diventare il 'mio suffering hero' dell'anno, fulgido nonostante la mutilazione fisica e la cosneguente sofferenza anche psicologica(l'archetipo di 'Bella e la bestia' funziona sempre per me,lo sapete). Purtroppo alla Hoyt non interessa approfondire più di tanto 'il lato oscuro' di questo personaggio, quanto piuttosto concentrarsi su un aspetto che ha indiscutibilmente fatto la fortuna dei suoi romanzi precedenti, cioè sulle scene di passione fra i protagonisti che qui sono varie e curate , quelle sì, con dovizia di particolari (fin troppo).
    Non posso dire che TO BEGUILE A BEAST sia un brutto romanzo, perchè è invece una piacevole lettura, in questo l'autrice non ha perso il suo tocco di brava narratrice, però
    è una storia che per quanto mi riguarda non si fa ricordare. La passione fra i due protagonisti scoppia un po' troppo velocemente; Helen passa dall'orrore per l'aspetto di Alistair al desiderio per lui nel giro di pochi giorni e questo è poco credibile. Anche perchè l'archetipo vuole che Bella si innamori della Bestia perchè arriva , con il tempo,a conoscerlo e ad apprezzarne l'anima, tanto che alla fine l'aspetto fisico non ha più importanza. Qui, volendo, la tensione erotica fra i due poteva essere tenuta molto più sospesa, l'avvicinamento poteva essere molto più lento ...cosicchè quando la fiamma si accende, noi sentiamo che il calore è reale. Qui invece si vuole arrivare presto al dunque per dedicarsi a descrivere 'il dunque' e questo toglie parte del bello alla storia. A differenza dei personaggi della famosissima favola,Helen e Alistair sembrano essere legati molto più dalla mutua passione fisca che da una reale comunione di anime. Alistair, poi, è una 'Bestia' che dimostra di essere tutt'altro che difficile da domare. Alla bella Helen basta proprio poco, infatti. Ed è un peccato.Perchè le conquiste facili sono sempre meno interssanti.
    Tirando le somme, questo nuovo capitolo della serie dei 'Quattro Soldati' è carino,scorrevole, ma , per quanto mi riguarda, per molti aspetti deludente.
    Francamente mi aspetto molto di più da questa autrice che negli ultimi romanzi sembra essersi un po' 'seduta' dal punto di vista della sottigliezza narrativa.
    Sono sicura che molte leggeranno volentieri questa nuova 'favola' della Hoyt, perchè non mancano gli spunti piacevoli,bisogna dirlo,ma, per le ragioni che ho citato, il mio giudizio su TO BEGUILE A BEAST rimane un po' tiepido (4 cuori). UNA LETTURA CARINA MA NON UN ROMANZO CHE SI FA RICORDARE.
    Continuo però a sperare che per l'ultimo capitolo della serie dei 'Four Soldiers' ( che uscirà anovembre)la Hoyt abbia recuperato in parte l'ispirazione che le ha fatto scrivere un gioiellino come 'The Raven Prince'.

    Francy

    RispondiElimina
  4. Questa serie ora si trova anche in italiano e ho iniziato a leggerla partendo proprio da questo (in italiano: "Come d'incanto" - A me sta piacendo molto e lo trovo anche divertente!

    RispondiElimina

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