NEW PENS FOR ROMANCE presenta... WEIRDE



Questa settimana New Pens for Romance ospita un'amica che all'amore per la scrittura ha dedicato un intero blog: WEIRDE. Sul suo sito, L'arte dello scrivere...forse, appaiono constantemente post dedicati ai suoi generi preferiti: fantasy, urban fantasy e paranormale. Le abbiamo chiesto di partecipare a questa vetrina per aspiranti autrici e lei ha accettato con entusiasmo perchè il suo sogno nel cassetto per il futuro è proprio quello di fare della scrittura un lavoro. BUONA LETTURA!

Questo racconto nacque quando andavo ancora alle superiori
, ben 10 anni fa,sui banchi di scuola durante un'ora buca. Lo scrissi di getto per esprimere i miei sentimenti e paure di allora. Poi un anno fa l'ho tirato fuori dal cassetto, rivisto e modificato, e l'ho inviato a una selezione che la Perone editore fa ogni mese.

E' un inizio, possiamo dire. Ho scritto anche due romanzi. Uno d'amore intitolato Imprinting love, che ho inviato al concorso What Women Write della Mondadori ( il mio è stato il primo incipit a essere pubblicato sul loro sito, ed è scaricabile in file pdf insieme a molti altri). E un romanzo fantasy La fiamma del destino, che spero di pubblicare presto e i cui primi otto capitoli (abbozzati) si possono leggere qui: http://mywritten.wordpress.com/
Che dire di me? Amo leggere e scrivere, ho un blog dedicato ai libri e respiro letteratura. Mi piace il telefilm Buffy e non Sex and the city,sono 'Pro Angel e contro Spike',mi piace Quark e non Voyager,Jane Austen e non Emily Bronte.....
Tra le mie autrici romance preferite: Mary Balogh, Amanda Quick, Julia Quinn e Laura Lee Guhrke.
I miei due romanzi romance preferiti sono: Scandalous Lovers, di Robin Schone, e Prepotente è il desiderio, di Sharon and Tom Curtis.

Questo racconto è stato pubblicato dalla Perrone LAB in un libro/antologia di quindici racconti inediti che si può trovare a questo link:
ttp://giulioperroneditore.it/node/249


GHIACCIO
Avete mai notato che alcune persone, quando piangono, diventano bellissime? Mentre le lacrime scorrono sulle loro guance, sembra che una luce limpida le illumini dal di dentro, come una lanterna, e ci appaiono fragili, ma al tempo stesso forti, di una forza che arriva loro direttamente dall’anima. Elisa aveva sempre pensato che quelle persone fossero fortunate. Esternare col pianto i propri sentimenti, non li rendeva solo esteticamente più belli, ma più sereni. Riuscivano a vivere la vita più intensamente di chi invece teneva chiuse dentro di sé le proprio emozioni, o non era capace di provare sentimenti, come lei. Il suo cuore era freddo come il ghiaccio e non c’era nulla che potesse scioglierlo, perché non c’era nulla che le interessasse. Voleva solo sentirsi al sicuro nella propria pelle, nel suo piccolo mondo. Tutto ciò che stava fuori lei non voleva sentirlo. Così decise di rifuggire gli affetti umani e di nascondersi in un suo luogo segreto per riuscire a stare in pace. Ma questo non era possibile. Quando la luce viene riflessa dal ghiaccio, esso ci appare splendido: diventa in parte trasparente e in parte color avorio, come diamante,come la materia più pura che abbiamo mai visto; non riusciamo a distogliere lo sguardo e osserviamo ogni sua venatura e ogni suo riflesso, finché la tentazione di toccarlo diventa troppo forte e noi cediamo. Sappiamo che è sbagliato, che dovremo ritrarre subito la mano, perché non riusciremo a sopportare il freddo troppo intenso, eppure siamo troppo attratti per desistere. Il ghiaccio esercita su di noi un fascino speciale ed Elisa emanava lo stesso fascino, e anche se tutti sapevano che era impossibile scioglierla, innumerevoli uomini tentarono comunque e fallirono. Per lei erano poco più di un soffio di vento, li sentiva, ma non li vedeva. Nessuno l’aveva raggiunta, nessuno aveva sfiorato il suo sorriso. Nessuno aveva visto la sua luce. Viveva sola, con la sua rabbia contro il mondo che non la comprendeva, e aspettava. Cosa? Non lo sapeva nemmeno lei, ma sicuramente qualcosa prima o poi sarebbe accaduto, qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la sua vita. Un giorno infatti trovò davanti alla porta del suo rifugio una busta bianca, incuriosita la aprì e dentro vi trovò un biglietto su cui era scritta una frase: “Tendiamo sempre verso ciò che è proibito e desideriamo quello che ci è negato”. Elisa rimase molto colpita da quel messaggio e dalla sua verità. Riflettè a lungo, cercando una ragione per questa pazzia umana di tendere verso l’impossibile, ma non la trovò, così alla fine dovette ammettere semplicemente che tutta l’umanità, lei compresa, era irrazionale. Il suo e quello di tutti gli altri esseri umani erano due tipi di irrazionalità diversa, ma ugualmente priva di senso. Loro desideravano veder appagato ogni loro bisogno, lei desiderava uscire da questo circolo vizioso che era il mondo con i suoi sogni e i suoi desideri: entrambe erano cose impossibili. Capì in quel momento di avere in comune con gli altri molte più cose di quante credesse. Aprì gli occhi e si accorse che anche altre persone erano insoddisfatte, ma andavano avanti a vivere in questo mondo lo stesso. Perché non fuggivano come lei? Poco tempo dopo arrivò una seconda busta e una seconda frase misteriosa: “A ciascuno il suo soffrire, tutti gli uomini sono condannati a gemere similmente: il tenero per la sofferenza altrui, il crudele per la propria”. Ma se tutti soffrono e vedono che la vita è sofferenza, perché lo accettano? Elisa lo aveva capito da tanto tempo e la sua soluzione era stata staccarsi dal mondo per non soffrire. Perdere le sensazioni e i sentimenti, significava non provare dolore. Perché anche gli altri esseri umani non facevano come lei? La risposta le arrivò all’interno di una nuova busta: “Soltanto nella sfortuna si afferma la forza umana, e la fedeltà dell’amico si sperimenta solo nella tempesta”. Stanca e abbattuta Elisa buttò all’aria tutti i biglietti che aveva ricevuto. Colui o colei che glieli inviava stava cancellando tutte le sue certezze, tutte le sue convinzioni. Non voleva rinunciare al suo isolamento, non voleva cambiare, aveva paura. Rifuggire da tutto e tutti, non provare più nulla, le era sempre sembrato così intelligente, perché ora non era più così? Stava rimuginando da giorni su questi pensieri, quando improvvisamente sentì un rumore dietro la porta del suo appartamento e vide una busta passare sotto la porta. Non ebbe il coraggio di vedere chi fosse il misterioso scrittore, non aprì la porta, ma anzi si assicurò che fosse chiusa a chiave prima di raccogliere la busta. All’interno c’era il solito foglietto, ma sopra di esso stavolta c’erano ben quattro frasi : “Non si può fuggire da se stessi. Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi. Bisogna morire a una vita per entrare in un’altra. Quando tutto intorno a te trabocca di possibilità ,come fai a tirare avanti ignorandole?”. Sicché qualcuno la spingeva a uscire dal suo guscio. Qualcuno le stava tendendo una mano per aiutarla a sollevarsi, a uscire dall’oscurità per tornare alla luce. Ma perché avrebbe dovuto farlo dal momento che si sentiva protetta stando da sola? Stavolta la risposta a questa domanda non le venne da un biglietto, fu lei stessa a rispondersi : per non essere più sola. Una cosa comunque era certa, fuggire non serviva se la vita veniva a torturarla e a sfidarla in questo modo. Stava solo peggio. Non le restava che ricominciare a vivere. Elisa pianse e pianse, il suo cuore si era sciolto, e il ghiaccio che lo aveva congelato ora era l’acqua che formava le sue lacrime. Ma non sapeva se essere felice o atterrita. Ad un tratto sentì un fruscio e vide passare sotto l’uscio una nuova busta. Con decisione si diresse verso la porta e afferrò la maniglia. Aveva deciso, non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione di vivere veramente, nonostante tutte le paure. E fu così, che aprì la porta all’amore.

Weirde

Ringraziamo WEIRDE per aver partecipato al nostro spazio New Pens for Romance.

Vi è piaciuto questo racconto? Questo spazio è dedicato sia alle scrittrici che alle lettrici, perciò i vostri commenti sono più che benvenuti!




11 commenti:

  1. Conosco già un po' questa autrice perché talvolta passo a leggere il suo blog, anche se non sempre lascio un commento. Il suo racconto mi è piaciuto molto e mi ricorda un po' il romanzo di Francesca Borrione "L'uomo che attraversò il tempo per me" che ho letto di recente. Una strana coincidenza! :-)
    Faccio a Weirde un grosso in bocca al lupo perché è veramente brava e merita di avere successo!

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  2. Complimenti Weirde!!! Come sai ti seguo ormai da molto tempo e mi sono sempre piaciuti i tuoi lavori! Questo racconto a mio parere rende bene il conflitto che nasce all'interno della protagonista tra "vivere" e continuare a lasciarsi scivolare tutto adosso per paura di soffrire. Molto bello!

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  3. complimenti, molto bello questo racconto

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  4. Anch'io seguo il suo blog e devo dire che è stato scritto molto bene, un pò corto per i miei standar,ma bellissimo.
    “Tendiamo sempre verso ciò che è proibito e desideriamo quello che ci è negato”. Questa frase è proprio vera..! Complimenti!

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  5. E brava la nostra Weirde! sei in gamba, te lo avevo già detto in altra sede!! un abbraccio, stefania

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  6. Complimenti! Bella storia, mi ha fatto prima riflettere (ma le perle di saggezza dei bigliettini, sono tue?) e infine venire i brividi (dal piacere del finale)
    Racconto breve, che è riuscito però a regalarmi forti emozioni. Brava.
    Rachele.

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  7. Grazie mille a tutte voi e a Francy per avermi ospitato sul suo blog. Spero presto di potervi dire che il mio primo romanzo verrà messo in vendita. Incrociamo le dita. Bacioni

    weirde

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  8. Grazie a te, Weirde, per aver partecipato con il tuo bel racconto alla nostra vetrina di NPFR!

    Spero che se riuscirai a pubblicare verrai a parlarne anche qui da noi, sai che ti ospitiamo sempre molto volentieri.

    In bocca al lupo!
    Francy

    PS: A me invece la forma del racconto breve, essenziale ma intenso, piace molto.

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  9. Anche a me è piaciuto, proprio perchè breve, fresco, scorrevole e "sentito" da chi lo ha scritto.
    Un racconto che merita un elogio, Weirde. Magari un po' dispiaciuta che nella rosa delle sue autrici preferite non figuri neppure una scrittrice italiana.
    Un cordiale saluto
    Mariangela Camocardi

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  10. Bellísimo raconto, Weirde.

    Per la prosa elegante e curata. Nonostante le mie difficoltà con l'italiano, ho capito perfettamente il racconto! E non solo il testo, ho sentito anche le sfumature che come autrice desideri trasmettere al lettore.

    Ma questo racconto non è non solo bello per l'eleganza della tua scrittura, quello che lo fa bello è i sentimenti che si percepiscono leggendolo. E quello penso che è la grandezza della narrativa romantica, provocare sentimenti nel lettore.

    Ti congratulo dalla Spagna, e mi piacerà continuare leggendo le tue creazioni, Weirde.

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  11. Lo stile di Weirde mi piace moltissimo. Ho letto alcuni dei suoi lavori e spero davvero di vedere presto i suoi libri pubblicati. ^_^ In bocca al lupo!

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