Il romanzo rosa è l'avanguardia... lo dice anche il Corriere della Sera!

Qualche tempo fa due roselle (Cristina e Milena) sul forum di 'Romance Homage' hanno ricordato questo articolo apparso sul Corriere della Sera . Le ringrazio perchè mi era sfuggito e invece mi sembra molto interessante visto che tratta del genere che preferiamo e afferma cose che noi infondo già sappiamo, cioè che i romanzi rosa sono tutt'altro che letteratura di serie B come a certi (molti dei quali non leggono) piace pensare, piuttosto la nuova frontiera della letteratura femminile, visto gli incassi che fanno fare ogni anno alle case editrici!
Il fenomeno. Un impero da 6 milioni di copie solo in Italia. Il segreto: ha modernizzato la prosa di Liala

IL ROMANZO ROSA E' L'AVANGUARDIA

La Francia rompe il tabù: «La letteratura alta copia Harlequin»

Le donne leggono più degli uomini e apprezzano soprattutto le storie d' amore. Su questo concetto un po' vetusto ma forse vero la 50enne canadese Donna Hayes, la più grande (almeno in termini quantitativi) editrice del mondo, ha costruito un impero planetario quanto Disney, McDonald' s o Starbucks. Solo che lo ha fatto nell' ombra, e nessun manifestante no global si è mai sognato di attaccare un' edicola per dare fuoco ai romanzi Harlequin. I quali, quanto a pervasività nel mercato internazionale, rivaleggiano con la Coca-Cola. La Harlequin Enterprises Limited, comprata nel 1981 dalla Torstar Corporation che edita il quotidiano canadese Toronto Star, pubblica 120 titoli al mese in 109 Paesi (in Italia in joint venture con la Mondadori, brand «Harmony»), e nel solo 2006 ha venduto 131 milioni di libri. Di questi, sei milioni in Italia e 10 milioni in Francia, dove in questi giorni ricorre il trentennale dello sbarco di questo agente segretissimo dell' «imperialismo culturale anglosassone». Ogni tre secondi una donna francese compra un romanzo Harlequin (i Big Mac devono aspettare un po' più a lungo), suscitando un certo supponente silenzio nel mondo dell' editoria parigina. Rotto quest' estate dallo scrittore e giornalista Guy Konopnicki, che sul settimanale Marianne si è lanciato in un elogio di quella che definisce «la vera avanguardia letteraria». «Nelle migliori case editrici di Saint-Germain-des-Prés le novità degli ultimi anni non fanno che riprendere le ricette di Harlequin - scrive Konopnicki -, associandole ad ambizioni letterarie. Camille Laurens, Virginie Despentes o Christine Angot offrono una versione più chic delle solite storie a borghesi intellettuali che, piuttosto di rivelare una comunità di gusti con la parrucchiera, sarebbero pronte a regalare tutto il loro guardaroba Sonia Rykiel ai poveri dell' Abbé Pierre». La frecciata è diretta soprattutto alle lettrici di Christine Angot, star della rentrée letteraria con il romanzo Le marché des amants (Seuil) nel quale racconta la sua rovente relazione con il rapper filo-Sarkozy Doc Gynéco. «Negli scaffali delle librerie le analisi geopolitiche hanno lasciato spazio al romanzo rosa del potere - continua Konopnicki -. Ci voleva del genio per lanciare il genere quando ancora Cécilia e Carla si dedicavano a cambiare i vestitini alle Barbie». In un' epoca in cui politici e capi di Stato amano farsi vedere allo stadio, le riviste di gossip non sono più costrette nelle sale d' aspetto del dentista ma esibite e discusse in società, fa sorridere l' etichetta di «libri da sciampiste e portinaie» affibbiata ai romanzi rosa. Anche perché sciampiste e portinaie non sono milioni. E le altre? Donne dai 15 ai 90 anni, di qualsiasi estrazione sociale e culturale, che non si vergognano di concedersi un' ora di svago come si guarda una soap-opera in tv. Il successo delle Harlequin Enterprises Limited si nutre di momenti leggendari come la distribuzione gratuita di 720 mila copie ai tedeschi dell' Est che a fine 1989 rientravano a casa attraverso i posti di frontiera aperti dopo i primi inebrianti giorni di visita all' Ovest. Grazie all' attenzione per i nuovi mercati, nel 1992 la Harlequin ha venduto 11 milioni di libri in Ungheria, un Paese con soli 5 milioni e mezzo di donne. Il segreto sta nell' avere applicato un procedimento industriale ai racconti che Henri Gauthier-Villars, in arte Willy, fece pubblicare a inizio Novecento alla moglie Colette. E avere modernizzato la prosa di Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi, chiamata da d' Annunzio «Liala». Dopo qualche momento di difficoltà dovuto all' apparire, nei primi anni Novanta, della più spregiudicata letteratura chick-lit (dal Diario di Bridget Jones di Helen Fielding a Sex and the City di Candace Bushnell), Donna Hayes ha ripreso in mano la situazione creando decine di nuove collane, ognuna pensata per un pubblico diverso: «Il mio obiettivo è essere sicura che ogni volta che una donna vuole comprare un romanzo, ne potrà trovare uno Harlequin perfetto per i suoi gusti del momento». In Francia, la serie Red Dress Ink è chick-lit. Negli Stati Uniti, la Kimani è rivolta alle lettrici nere. Meno struggimenti alla Liala per aviatori lontani, e più sesso? Ecco la collezione «Passion» con titoli come Bionda Vendetta, Peccatori della Notte, Attrazione Bollente. In Sedotto al primo sguardo di Emma Darcy, si legge: «Lui chiuse gli occhi, incredulo di poter sperimentare un simile piacere. Erin si rialzò, sfregando il seno contro il torace muscoloso di Peter». Niente che Christine Angot non avrebbe potuto scrivere.

Montefiori Stefano

(I link e immagini nel testo sono stati messi a mia cura.)
Sì, insomma,per chi non l'avesse ancora capito ,leggere romanzi rosa equivale a leggere un qualsiasi romanzo d'intrattenimento o vedere un film o un telefilm, nè più nè meno. La finalità è per tutti la stessa: divertirsi, svagarsi, rilassarsi. Esistono romanzi che hanno valore letterario, non c'è dubbio su questo, ma non sono la maggiornanza. Il resto, il grosso dei libri presenti oggi nelle librerie puntano all'intrattenimentio puro, sia che escano in formati eleganti in brossura che in edizioni economiche con la copertina di cartoncino. E poi davanti a un genere che fa vendere milioni di copie c'è poco da fare gli schizzinosi, se no significa dare delle cretine a milioni di lettrici che chiaramente non saranno tutte sciampiste e portinaie ( le quali a loro volta sono tutt'altro che cretine !)

Ma chi è questa Donna Hayes che a soli cinquantanni è a capo di un colosso come la Harlequin Enterprisies LTD ?

Ecco cosa ci dice di lei il sito eHarlequin.com:

Donna Hayes CEO Harlequin
Donna Hayes è Editore e Amministratore delegato del Consiglio di Amministrazione di Harlequin Enterprises Limited. Da diciotto anni alla Harlequin, ha lavorato in quasi tutti gli ambiti aziendali ed è la prima donna a dirigere l'azienda da quando fu fondata nel 1949 a Winnipeg.
La Harlequin Enterprises è una dei principali editori mondali di narrativa femminile., che attualmente pubblica quasi 100 titoli al mese in 27 lingue , su 97 mercati internazionali in 6 continenti. L'azienda ha la sua casa madre in Canada ed uffici in 20 altri paesi, oltre a rappresentanze editoriali a Londra, New York e Toronto. Libri Harlequin occupano regolarmente i primi posti nella classifica dei best sellers del New York Times e vende ogni anno oltre cento milioni di copie dei suoi romanzi in tutto il mondo.Nella sua carica di Editore e Amministratore delegato, la Hayes continua il numero delle collane della Harlequin, ampliando il focus aziendale dai romanzi rosa anche alla narrativa femminile. Molte delle collane di maggior successo dell'azienda, incluse la MIRA e la Red Dress Ink,sono state introdotte sotto la sua direzione. Soprattutto, ci tiene a sottolineare la Hayes, la missione di Harlequin è 'creare esperienze di intrattenimento e arricchimento di cui le lettrici possono godere, che possono condividere e a cui possono tornare. ' E noi che i rosa li leggiamo da tanto tempo, non possiamo che essere daccordo con la Hayes e apprezzare chi cerca di tenere alto il livello anche quando si tratta di letteratura d'intrattenimento.

Ecco dunque una ragione in più per non vergognarci quando scegliamo un romanzo rosa!

Cosa pensate dell'offerta di romanzi rosa oggi in Italia? Vi soddisfa o vorreste poter avere più titoli a disposizione? Quanti romanzi leggete in media ogni mese? Lasciate i vostri commenti.

8 commenti:

  1. Meraviglioso post, e ammetto di essermelo perso anch'io sulle pagine del Corriere della Sera, quindi grazie per averlo riproposto.
    Che dire, questa Hayes diventerà il mio mito, ha perfettamente ragione quando dice che vale la pena diversificare l'offerta di romanzi rosa, in effetti quello che può piacere a me, magari ad un'altra donna può essere assolutamente insignificante. Ora come ora, in Italia abbiamo una bella scelta, io di solito prediligo il genere storico (passion o meno), ma è bello poter pensare che sono presenti i noir, il soprannaturale, il contemporaneo, ecc.
    Alla domanda quanti romanzi leggo al mese.. bè facciamo una media di 4, poi molto dipende dal tempo a disposizione, anche se spesso mi capita anche di fare notte fonda pur di non spezzare la magia di una bella storia.
    Insomma, diciamo che non fumando e non bevendo, i libri romance sono la mia sola dipendenza!;):D

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  2. A me piacerebbe anche una collana dedicata ai time travel, che io adoro. Inoltre mi domando, se il genere rosa fa vendere tutti questi libri perché qui in Italia non possiamo trovare i libri Harlequin anche in libreria? Uno deve fare la posta davanti all'edicola per accaparrarsi l'ultima uscita e talvolta ne deve girare più d'una per trovare quello che cerca. Alla collana "Emozioni" della Mondadori, per esempio, mi sono dovuta abbonare perché nella mia città è praticamente introvabile.
    Nelle librerie invece è molto più facile reperire un libro, anche se è uscito da mesi lo trovi negli scaffali. Insomma, se questo genere di letteratura non è considerata più di serie B perché non muoversi in tal senso?

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  3. Devo dire che il panorama italiano soprattutto negli ultimi tempi si sta arricchendo di molte collane per tutti i gusti e tutti i generi.E credo che per il bene dei nostri portafogli di più comincerebbe ad essere un grosso problema!!! Quello su cui bisogna ,secondo il mio modesto parere, ancora lavorare è sulla fedeltà maggiore possibile al testo originale (no tagli,no censure) e nella distribuzione (non si trovano in alcune zone parecchi libri oppure non hanno uscite affidabili) che creano le varie cacce che non dovrebbero avere motivo di esistere!!
    lib63

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  4. I segnali che in italia siamo ancora incastrati nel clichè romanzo rosa=romanzo di serie B , a mio avviso sono:
    1 le copertine....brutte sgraziate e senza il minimo senso estetico...sembrano dire "tanto che ci importa, quelle che leggono questa roba basta che vedono due bicipiti e sono contente"
    2 i tagli e le censure...soprattutto negli Harmony...per non offendere il pudore....come se uno che va a cercare un romance si aspettasse di trovare i salmi
    3 la scelta sempre degli stessi generi per paura di rischiare nel proporre generi nuovi e più aggressivi..

    molto è stato fatto ma secondo me molto è ancora da fare

    vale77

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  5. articolo molto bello! finalmente qualcuno che ci difende! la faccenda delle copertine purtroppo in italia rimane un tasto dolente: certe copertine sono davvero brutte e purtroppo fanno giudicare (a chi non conosce il genere!) il romanzo a priori.... però mi sembra che le cose stiano migliorando anche da noi, basti pensare all'uscita sempre più frequente di paranormal romance oppure ai bei formati dei romanzi Emozione della mondadori, o gli Harlequin (che di solito sono abbastanza carini anche come grafica, soprattuto i Grandi romanzi storici special!)... Eleonora

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  6. Speriamo che questo genere di articoli e relativi commenti non siano letti solo da romance fans ma anche dagli addetti ai lavori, che mi risulta nons iano del tutto disinteressati rispetto alle opinione espresse su forum e blog. Il romance italiano ha bisogno di nuovi impulsi, di più sostegno e di entrare di più nelle librerie. Chi legge in italiano è stufa di non poter trovare un libro il mese dopo della sua uscita! Si devono stampare collane che prevedano diverse ristampe ancheper i rosa! E' ero che per questo ci sono collane ad hoc, vedi la collana Oro de I Romanzi Mondadori, ma non è sufficiente. Il numero delle lettrici è congruo lo sappiamo, ma l'ofefrta rimane ancora troppo bassa!

    Francy

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  7. Anch'io come Luna70 vorrei poter leggere dei TimeTravel. Vorrei che si decidessero a pubblicare anche le Antologie e la smettessero di fare tagli e censure. Naturalemente un cambio anche di copertine (Non per la Harlequin che negli ultimi tempi ha fatto passi da gigante).

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  8. Sono daccordo con te, Lady, anche perchè fra tutti i paranormali quelli TIMETRAVEL sono quelli che preferisco. Speriamo che dopo vampiri vari i nostri editori si decidano a regalarci qualche bella storia di 'viaggio nel tempo'...con una bella copertina, che, sarà pure solo accessoria, ma se è bella è meglio!

    Francy

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