Perchè la Reggenza?


Chi come me ama i Regency, cioè i romanzi rosa ambientati nel periodo della Reggenza inglese, li ama per quel complesso di situazioni, personaggi, usi e costumi che dà alle storie ambientate in questo periodo storico un sapore tutto particolare, a cominciare dai romanzi di Jane Austen in poi. Ma perchè, fra tanti periodi storici, proprio la Reggenza è stata scelta come sfondo d'elezione da tante scrittrici rosa? Forse non ce lo siamo mai chieste, abbiamo semplicemente goduto della lettura dei loro romanzi, ma un perchè c'è sempre.

Ecco la traduzione di un simpatico articolo in cui la scrittrice Diane Perkins (altro nome de plume dell'autrice Regency Diane Gaston) cerca di dare una spiegazione a questo interrogativo. (Per leggerlo in originale sul sito
The Author, clicca qui )

Il periodo della Reggenza è sempre stato un'ambientazione storica molto popolare per i romanzi, specialmente per quelli rosa. (...) L' impareggiabile Georgette Heyer fece più di ogni altro per portare in auge il periodo, facendo nascere un vero è proprio genere, il Regency Tradizionale, grazie al quale sono nate bravissime autrici rosa come Mary Balogh e Mary Jo Putney e molte altre continuano a seguire le sue orme .(...) Ma, perchè, vi chiederete, proprio la Reggenza?

Il periodo della Reggenza durò dal 1811 al 1820, iniziando quando re Giorgio III impazzì, con la conseguente nomina di suo figlio a principe "Reggente" e concludendosi con la morte del re. Dal punto di vista sociale, qualcuno lo fa partire dal 1790 fino al 1837, anno di ascesa al trono della regina Vittoria. In ogni caso fu un periodo storico relativamente breve. Come mai ha ispirato tanti splendidi romanzi e altrettante fedeli lettrici?
Non sono una storica, semplicemente una scrittrice innamorata dell'epoca, ma ho una mia opinione personale sul perché il periodo "Regency" sia un caposaldo nella narrativa d'evasione.

Innanzi tutto, fu un' epoca storica magnifica. La bella architettura classica e il decoro dell'età Georgiana si fecero più vari e colorati , evitando però gli eccessi dei Vittoriani. Fu un periodo di grande ricchezza, di stupende case di campagna e splendidi giardini, di una moda bella ed elegante. Passati i capelli incipriati, le parrucche bianche e il trucco pesante dell'epoca Georgiana. Le donne della Reggenza indossavano sete e mussole a vita alta, graziosamente drappeggiate, vestiti che sarebbero considerati belli ancora oggi. L' abbigliamento maschile diventò più simile a quello dei giorni nostri, i broccati dai colori squillanti e i pizzi del '700 lasciarono spazio alla semplicità, pulizia e perfezione dei tagli su cui insisteva Beau Brummel . Uomini e donne passeggiavano in Hyde Park su carrozze tirate da cavalli perfettamente accoppiati. L'alta società titolata si riuniva in luoghi esclusivi come Almack's e White's. Gli uomini facevano sport presso il Jackson's Boxing Saloon o Tattersall's. Le signore facevano 'visite mattutine' di pomeriggio e riverivano la Regina in abiti pomposi. Vissero persone molto interessanti durante la Reggenza. Il mio preferito è il grande ma imperfetto Duca di Wellington, l'uomo che sconfisse Napoleone. Il Principe Reggente, "Prinny", un uomo di grandi eccessi, che promosse la costruzione dell'incredibile Brighton Pavillion, con il decoro più eccentrico e splendido che si possa immaginare. Figure spettacolari come Byron e Brummel si imposero all'attenzione pubblica, per poi sprofondare miseramente.

Jane Austen scrisse alcuni dei suoi migliori romanzi in questo periodo, donandoci personaggi che sono ancora oggi parte dell'immaginario collettivo. Anche Shelley, Keats, Sir Walter Scott e Byron scrissero durante la Reggenza. Altre personalità pittoresche come Charlotte Lamb, che si gettò ai piedi di Byron e poi scrisse per vendetta Glenarvon e Harriette Wilson, celebre cortigiana,che negli ultimi anni della sua vita si guadagnò da vivere pubblicando le sue memorie e ricattando i gentiluomini che non desideravano apparire nelle sue pagine. Fu lei ad essere apostrofata da Wellington con la famosa battuta: "Pubblicalo e vai al diavolo."

La Reggenza mi fa pensare al periodo della Seconda Guerra Mondiale, un'epoca di grande coraggio, onore, dramma e ciò che alla fine portò a una grande trasformazione sociale. La battaglia di Trafalgar e la morte di Nelson nel 1805. La lunga guerra contro Napoleone, con tutto il suo eroismo, il pericolo e il senso d' avventura lasciò un segno indelebile sul periodo. La fuga di Napoleone dall'Elba e la sua marcia verso la definitiva sconfitta di Waterloo fu un evento storico epocale di cui si discute e scrive tutt'oggi . Di questo periodo anche la Guerra del 1812, meno vittoriosa per i Britannici, ormai stabili in India, e i primi fermenti di imminenti cambiamenti sociali. La Reggenza segnò l' inizio del declino delle classi elevate e la crescita della ricchezza grazie all' industria e al commercio. Il malcontento sociale cominciava a far vacillare il sistema classista. I Ludditi si rivoltarono quando la manodopera fu sostituita dalle macchine. Gli operai si riunirono in assemblee per chiedere riforme al parlamento e furono massacrati a St.Peter's Field.

Ma i romanzi sulla Reggenza rimangono principalmente ancorati all'idea di privilegio e grandi ricchezze, piuttosto che trattare dei poveri e dei diseredati. Inoltre la Reggenza fu un periodo di transizione fra la decadenza del XVIII° secolo e la repressione dell'era Vittoriana. Per questo ci sono in esso elementi di entrambi, il che fornisce ricche opportunità di conflitto drammatico. Per esempio, fu un'epoca in cui si cominciava a fare avanti il concetto di matrimonio d'amore, ma in cui i matrimoni di convenienza continuavano ad esistere. Alle donne, intendo le donne sposate, era ancora consentito di poter godere di una relazione sessuale, seppur in modo più discreto di quanto non facessero le loro madri Georgiane. Le loro povere figlie Vittoriane non furono così fortunate. Regole e comportamento erano più fluide durante la Reggenza, meno definite delle epoche precedenti o seguenti, consentendo così alle autrici romance maggiore licenza di esplorare.

Penso che la Reggenza sia per le lettrici un periodo accessibile; abbastanza lontano da dare una sensazione di evasione in un' altra realtà, in un mondo di bellezza e conflitto, ma abbastanza familiare per sentirsi a proprio agio. E' facile immaginare di vivere in un'epooca del genere e più ci si avventura nel periodo leggendo romanzi sulla Reggenza più esso ci diventa familiare.(...)

(Nota:I link a luoghi e personaggi della Reggenza sono stati fatti a mia cura e quindi non sono presenti nel testo originale dell'articolo.)
Anche se i romanzi Regency tradizionali ( quelli cioè delle edizioni storiche Zebra e Signet, più brevi e dalle trame meno intricate e dalla sensualità solo accennata) hanno subito un drammatico declino nell'ultimo decennio, tanto da spingere le case editrici americane addirittura a sospenderne la pubblicazione, il genere non è certo morto. Fatti i dovuti adattamenti per riuscire ad incontare maggiormente i gusti delle lettrici moderne ( a quanto pare i regency tradizionali erano troppo casti!) , il genere viene oggi portato avanti da molte autrici con risultati spesso più che lusinghieri ( e con grande soddisfazione di noi fans!). A questo proposito, Mary Balogh, Loretta Chase e Jo Beverley sono i primi nomi che mi vengono in mente. Perciò... anche se un po' riveduto e corretto, lunga vita al Regency!


Sulla crisi del romanzo Regency tradizionale nel 2005 aveva tenuto una vera e propria 'tavola rotonda' il sito di All About Romance, cercando di indagare sulle varie cause che avevano portato le principali case editrici di romanzi Regency Tradizionali brevi a sospenderne la pubblicazione. Riporto qui di seguito la traduzione delle note conclusive al dibattito della redattrice di AAR Ellen Micheletti ( per leggere tutto l'articolo sul sito di AAR clicca qui ) :
(...) I romanzi Regency Tradizionali trasportano la lettrice in un passato color pastello dove le donne sono belle, ricche, ben vestite e argute e gli uomini sono affascinanti, ricchi, ben vestiti e galanti. Tutti sanno la propria posizione nella scala sociale, tutti seguono le regole e tutti vivono felici e contenti. Questo non significa che non ci possano essere conflitti o non si cerchi di piegare un po' le regole, ma se l'autrice colora troppo fuori dalle righe, i romanzi perdono quel senso d'ambiente ed epoca che li contraddistingue come Regency Tradizionali.

Forse la scomparsa del romanzo Regency Tradizionale è una buona cosa. Col fatto che se ne pubblicavano così tanti tutti i mesi, le autrici dovevano spingersi ben oltre il semplice 'piegare le regole', dovevano infrangerle perchè i loro libri si notassero. Così abbiamo avuto viaggi nel tempo, fantasmi, animali parlanti, streghe e protagoniste che si comportavano in modi assolutamente anacronistici.

Ultimamente facevo davvero fatica a trovare un Tradizionale che mi soddisfacesse. Dopo essere stati assenti dalla scena per anni ho notato che i gotici stanno ritornando lentamente in auge. Forse questo sarà anche il destino dei Regency Tradizionali. Nel frattempo, ho molti scatoloni di preferiti che mi rileggerò...e prometto che leggerò Georgette Heyer prima che finisca l'anno. (Ellen Micheletti)


Io, comunque, rimango sempre affezionata ai Regency tradizionali e ne conservo diversi che rileggo sempre con molto gusto, come ad esempio quelli di Emma Jensen, Annie Gracie, Nonnie St.George o di Carla Kelly. Tutte queste autrici sono passate (per chiari motivi!) a scrivere Regency lunghi, ma la leggerezza e i colori delicatamente e piacevolmente pastello che avevano quei loro romanzi brevi, non sempre sono ripetuti in quelli più lunghi. Chi ama i Regency, chi ama Jane Austen e non è particolarmente infastidita dal fatto che i protagonisti del romanzo non cadano uno nelle braccia dell'altra già alla seconda pagina, non può fare a meno di leggere questi gioiellini del genere!

( ** clicca sulla copetina per andare all a trama!**)









3 commenti:

  1. Bellissimo post! Ha razionalizzato tutti i motivi pricipalii per cui mi piacciono i regency. Il perchè li preferisca ad altre ambientazioni, dopotutto mi sfuggiva. Ho sempre amato Jaane Austen e sulla sua scia sono passata a Georgette Heyer, solo da un paio d'anni ho conosciuto le scrittrici moderne. Vorrei che i regency tradizionali, di cui parli alla fine, fossero tradotti. A me piacciono anche se non ci sono scene hot, anzi, in questi casi la scrittrice deve essere ancora più brava a tenere desta l'attenzione con una trama all'altezza. Mi sembra che questo mese pubblichino un romanzo di Carla Kelly, lo prenderò!
    Claudia

    RispondiElimina
  2. Ciao Fairy!Il romanzo che esce questo mese nella collana 'Harmony History'intitolato 'Cuori alla Deriva' è l'ultimo romanzo regency lungo della Kelly, che in originale è intitolato BEAU CRUSOE ed ha una copertina splendida (mentre quella italiana è piuttosto bruttina a mio avviso). Anche la Kelly si è convertita agli storici lunghi, da quando hanno soppresso le collane dei regency tradizionali, ma di questo libro ho letto commenti molto buoni, perciò mi sento di consigliartelo.(Io l'ho ordinato in originale ma non mi è ancora arrivato). Però ti avverto, l'atmosfera non è sarà quella delicata dei regency tradizionali.Non a caso questo libro è stato da poco nominato dal sito 'All About Romance' come miglior 'hanky romance' (romanzo rosa strappalacrime)dell'anno. Infatti, a quanto so, la storia ha diversi risvolti piuttosto drammatici.Se lo leggi, fammi sapere le tue impressioni. Personalmente non vedo l'ora! Spero solo che la versione italiana non sia stata troppo tagliata (l'originale è di 304 pagine!)

    RispondiElimina
  3. come sempre un bel e interessante post.
    anche io amo questo periodo. adoro le descrizioni degli ambienti, degli abiti, dei balli e mi piacciono persino le lunghe e spesso esagerate descrizioni dei pranzi, con le loro preghiere e attenzioni... insomma è un epoca unica e magica.
    friederike

    RispondiElimina

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