THE SERPENT PRINCE

di Elizabeth HOYT
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra,1760
Pubblicazione: ed. Warner, settembre 2007, pagg.362
Pubblicato in Italia: No
Parte di una serie: 3° della Princes Trilogy

Livello sensualità
: ALTO

Giudizio :

QUANDO IL DIAVOLO INCONTRA UN ANGELO...
Cresciuta e vissuta in campagna Lucy Craddock-Hayes è contenta della sua quieta esistenza. Fino al giorno in cui non inciampa sul corpo privo di sensi di uno sconosciuto, sul corpo 'nudo' privo di sensi di uno sconosciuto, e perde per sempre la sua innocenza.

LA PUO' PORTARE IN PARADISO...
Simon Viscounte Iddesleigh è stato picchiato quasi a morte dai suoi nemici. Ora è deciso a vendicarsi a tutti i costi. Ma mentre Lucy lo cura e lo aiuta a recuperare le forze, la sua onestà riesce a scalfire il cuore indurito di lui e a far eccendere un desiderio che potrebbe bruciare entrambi.

O ALL'INFERNO...
Affascinata dallo spirito acuto di Simon e dai suoi bei modi cittadini , così come dalle sue scarpe con i tacchi rossi, Lucy non tarda ad innamorarsi profondamente di lui. Ma se l'onore di Simon gli impedisce di sedurla e farle del male, la sua sete di vendetta non può far a meno di metterla in pericolo, mandandole alla porta i suoi assalitori. E mentre Simon dichiara guerra aperta ai suoi nemici, Lucy dichiara la sua guerra personale per salvare l'anima dell'uomo che ama facendo uso dell'unica arma a sua disposizione: il suo amore.


E' di non molti giorni fa la notizia, a seguito pubblicazione dei risultati della Annual Reader Poll 2008 di All About Romance, che questo romanzo è risultato miglior romanzo rosa del 2007 ad ex equo con If His Kiss Is Wicked di Jo Goodman. Quale migliore occasione,allora, per una bella recensione, anche se il libro l'ho letto alcuni mesi fa?

Innanzitutto lasciatemi dire che è un riconoscimento meritato, perchè la Hoyt sa scrivere romanzi d'amore con la A maiuscola, e anche se io ho preferito il primo della trilogia (The Raven Prince), di certo questo è un romanzo che non mancherà di lasciarvi con un bel sorriso di soddisfazione quando sarete arrivate all'ultima pagina. Qualcuna di voi, avrà persino voglia di tornare indietro per assaporare con più calma parti che la fretta dettata dalla curiosità di arrivare alla fine della storia le aveva fatto trascurare.

Questa è la storia del 'terzo principe', Simon Iddesleigh, che in realtà è un visconte di grande fascino ed eleganza, che ha con gli 'altri due principi' della trilogia un legame di insolita amicizia. Il principe del titolo in realtà è il protagonista di una storia che Simon racconta alla protagonista, Lucy Craddoch-Hayes, per passare il tempo mentre si trova in convalescenza a casa sua. Anche in questo caso la favola, che è intessuta dall'autrice nei vari capitoli del romanzo, ha un valore allo stesso tempo simbolico ed allegorico rispetto al soggetto del romanzo stesso. Chiaro come il sole che c'è molto di Simon nella storia del 'Principe Serpente', ma preferisco non dire di più per non rovinarvi la sorpresa. Quello che invece voglio dire è che anche in questo romanzo la Hoyt ci presenta un protagonista difficile da dimenticare. Simon è un personaggio che cattura l'attenzione e riesce a stare in primo piano anche quando non è protagonista, come nei romanzi precedenti. E' un eroe tormentato (dal desiderio di vendetta), ma non è il solito eroe dal carattere schivo e solitario, piuttosto è esattamente l'opposto: è brillante, vivace, sagace ed ironico (ed un appassionato coltivatore di rose) e maschera il suo tormento dietro i modi a volte affettati ed indolenti del damerino in pizzi e broccati.

Lucy, come le protagoniste dei due romanzi precedenti, è una donna indipendente che vive una vita tranquilla e soddisfacente, anche se anonima, nel paesino di Maiden Hill . A differenza delle altre eroine, però, Lucy non si deve fare carico di pesanti situazioni familiari. La sua sola responsabilità è fare la brava padrona di casa nella casa paterna (il padre è un capitano di marina in pensione) e vivere la sua placida vita di campagna, aspettando pazientemente che il vicario che la corteggia da tre anni si decida a chiederle la mano. L'arrivo di quell'affascinante sconosciuto in casa sua è per Lucy un evento epifanico. La rivelazione di una realtà diversa oltre il suo piccolo mondo. E una rivelazione su se stessa: attraverso gli occhi di Simon, che fin dall'inizio non nasconde la sua attrazione per lei,infatti, Lucy si sente ammirata ed apprezzata e scopre la forza della sua femminilità e il proprio potere seduttivo.

Lucy è il perfetto controaltare di Simon. Ad iniziare dal suo cognome,lei rappresenta tutto quello che lui per nascita ed educazione non è. E' una ragazza di campagna con i piedi per terra, che si oppone con la sua calma ed onestà al sarcasmo e alle pungolature di lui. Ma non è priva a sua volta di intelligenza e di una lingua affilata che rende molto gustosi gli scambi verbali fra i due. E non solo gli scambi verbali ad essere gustosi in questo romanzo. La Hoyt ha la rara capacità di non aver bisogno di molte descrizioni e degressioni per rendere a dovere lo spirito di un epoca, il resto lo può dedicare interamente ai protagonisti, a descrivere come nasce e si evolve un sentimento. E Il lato passionale del loro rapporto emerge fin da subito. Lei lo trova svenuto, nudo e malconcio sul ciglio di una strada e pur comportandosi da buona cristiana e accorrendo in suo soccorso, il suo sguardo non può fare a meno di cadere, in modo molto meno pio, sul corpo scultoreo di lui. Simon, quando ritorna in sè, la prima cosa che vede è il dolce viso di lei e gli sembra di essere volato in paradiso. Inizialmente sono i loro corpi a parlare, ma mentre la convalescenza di Simon si protrae, tra i due nasce e si intensifica un tipo di rapporto che va ben al di là della sola attrazione fisica. Un coinvolgimento di corpo ed anima, come se fosse stato scritto nelle stelle, che un giorno, contro tutte le leggi matematiche, i loro mondi paralleli si sarebbero incontrati. E quando due mondi paralleli destinati a non incontrarsi mai, si incontrano, cosa può mai separarli?

Qui, l'elemento di conflitto non è la differenza sociale dei protagonisti, che infatti decidono di sposarsi, ma qualcosa che appartiene al passato di Simon e che ha pesato per anni come un macigno
sulle sue spalle.La Hoyt non si tira indientro nel rappresentare anche il lato oscuro, violento, dell'eroe che ha passato gran parte degli ultimi dieci anni della sua vita alla spasmodica ricerca degli assassini del fratello. Una vendetta a cui lui si è dedicato con sinistra determinazione, riuscendo a trovarli quasi tutti e ad ucciderli in duello, forte della sua abilità di schermitore, ma che non ha lasciato spazio a nient'altro e che a poco a poco gli ha cambiato la personalità, un tempo vivace e spensierata.

Questo romanzo potrebbe forse avere una protagonista diversa,anche se Lucy è un'eroina piacevolissima, ma non potrebbe fare a meno di Simon Iddesleigh. Simon è un eroe che si fa ricordare perchè ricco di sfaccettature e di contrasti. Da una parte raffinato ed elegante intellettuale con la passione delle rose e dall'altra spietato persecutore di quelli che crede essere stati i responsabili della morte del fratello. Così se la storia fra Lucy e Simon sembra iniziare in modo un po' convenzionale con la dolce ragazza di paese abbagliata e sedotta dal nobile forestiero dagli occhi di ghiaccio, la seconda parte, quella del matrimonio, mostra sviluppi meno prevedibili. Perchè nella storia di Simon e Lucy il matrimonio non è la fine ma l' inizio. Simon non ha potuto fare a meno di cedere ai sentimenti e sposare Lucy, ma allo stesso tempo sa che la necessità di vendicare la morte del fratello, di fare giustizia, continua a roderlo . Vorrebbe farla felice ma allo stesso tempo non riesce a vincere i suoi demoni.

Lucy, una volta venuta a conoscenza dei problemi di Simon, sa di non poter lasciare il marito ma avverte che duello dopo duello, morte dopo morte, la strada che lui ha imboccato può essere quella del non ritorno. Può l'amore sopportare tutto questo? Può l'amore cambiare la vita e i destini delle persone? Forse non sempre, ma come dice Lucy: 'true love heals all', il vero amore cura tutto, e per una volta, questo romanzo ce lo fa credere davvero.


DA LEGGERE DELLA STESSA AUTRICE NELLA TRILOGIA PRINCES


CHI LA PENSA COME ME...
Opinioni positive anche su , All About Romance ( A- ) , Romantic Times (4 1/2), The Romance Reader ( 4 cuori),Dear Author (B+)

...E CHI NO (O NON PROPRIO)

Mi ci è voluto un po' per entrare a pieno in questo romanzo e mi sono quasi arresa a metà strada. Non perchè sia scritto male, perchè non lo è ( a parte certi azzardati americanismi infilati in un inglese che dovrebbe essere del Settecento) ma il ritmo mi è sembrato abbastanza stagnante nella prima parte. Tuttavia, la seconda parte si velocizza considerevolmente e il romanzo diventa più divertente. (...)

Non sono mai stata molto sicura dei personaggi di Simon e Lucy. In qualche modo essi sembravano sempre un po' sfocati e le ragioni di Simon nel voler sposare Lucy non erano molto chiare. Che cos'era di lei che l'attraeva così tanto a parte il suo parlar chiaro? Comunque, nella seconda parte del romanzo ho trovato Simon molto più credibile, anche se sembra un po' diverso da se stesso nella prima parte; un uomo torturato dalla morte del fratello e dalla sua vendetta, con la paura di essere malvagio e con allo stesso tempo il sentimento di dover continuare, per onore, la sua missione di vendetta. I tentennamenti occasionali di Lucy se rimanere a vivere con Simon o no, sono un po' seccanti, ma nel complesso questo è un buon libro una volta che la narrazione si mette in moto.

  • LEGGI L'INTERVISTA DELL'AUTRICE CON UNA REDATTRICE DI ALL ABOUT ROMANCE
  • LEGGI sul sito dell'autrice un estratto del romanzo.

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