CHRISTMAS IN LOVE 2011 : IL VISCHIO di Libera Schiano


 Luisa leggeva un romanzo seduta al davanzale della finestra. Era il primo giorno di vacanza e già le mancava la scuola.
Veramente, a essere sinceri, le mancava Marco. Il compagno di classe più carino e simpatico.
Peccato che sarebbero passati quindici giorni almeno prima di poterlo rivedere.
Luisa frequentava il terzo anno del Liceo Scientifico Ettore Majorana situato nella cittadina accanto alla sua. Marco era un nuovo acquisto, trasferitosi in estate da Palermo, lei l’aveva conosciuto il primo giorno di scuola, appena prima di sapere che sarebbe diventato il suo compagno di banco.
Come sempre si era avviata a scuola molto presto, così da avere il tempo di leggere un po’ mentre aspettava gli amici. Se non l’avessero vista, seduta all’indiana sulla solita panchina, sotto la pensilina, si sarebbero preoccupati.
Marco era arrivato poco dopo di lei e gli era sembrato naturale chiederle qualche informazione della scuola.
Lui si spostava spesso a causa del lavoro del papà e ormai era diventato bravissimo ad adattarsi a nuovi insegnanti, programmi diversi e ambienti da scoprire.
Certo non era facile conservare le amicizie, ma la sua natura socievole gli permetteva di ricrearne altre facilmente.
Ripensando a quella mezzora da soli a chiacchierare, era quasi preda di nuovo del batticuore.
Il ragazzo aveva lasciato la panchina prima che arrivassero gli altri, doveva passare in segreteria per sbrigare le ultime formalità. Era stato un trasferimento non programmato e in agosto, quando era arrivato con la famiglia, la scuola era chiusa e non aveva potuto definire i dettagli burocratici.
Era seduta al banco, in prima fila e per caso con un posto vuoto accanto, quando era entrato l’insegnante di biologia, uno dei pochi che non era cambiato rispetto al primo biennio, seguito da un nuovo alunno. Marco Aulici.
Dopo tre mesi di mattinate fianco a fianco conosceva molti suoi atteggiamenti e anche gusti culturali, ma ancora non aveva il suo numero né aveva idea dei suoi gusti personali.
Non gli aveva comprato un regalino per Natale solo per il timore di rendersi ridicola.
Era consapevole che varie altre ragazze erano uscite con lui, su loro invito, per serate allegre al cinema o in pizzeria, ma lei era troppo timida per un simile approccio e lui non ci aveva mai provato.
- Tesoro ma leggi o sogni ad occhi aperti? – Luca la risvegliò dai ricordi facendola sobbalzare.
- In realtà stavo pensando. Esci fratellone? – era più grande di lei di quattro anni e lo considerava il suo idolo.
- Sì, con Alessio, vuoi venire con noi? Deve comprare il regalo alla sorella e un tuo parere sarebbe utile.
- Certo. Conosco bene Giulia e fare un giro nei negozi non mi spiacerà affatto.
Alessio e Luca erano amici dall’asilo, inseparabili. Proprio per questo anche Luisa e Giulia erano diventate compagne di giochi e poi di pettegolezzo. Erano state anche compagne di classe per anni, fin dall’asilo, separandosi poi in vista delle superiori. Giulia propendeva per un diploma finito.
Passarono due ore tra borsette e accessori vari, coloratissimi e adatti ad un’adolescente briosa come era la destinataria del regalo. Alla fine Alessio optò per una cintura luccicosa, come l’aveva definita la sua giovane amichetta. Comprò, di nascosto, anche una collana di pietre azzurre che era stata preda degli sguardi avidi di Luisa.
Lui non riusciva proprio a vederla come una sorella acquisita, era troppo bella e dolce per non sentirsi attratto da lei, anche se la conosceva troppo bene per provare un approccio qualsiasi, era sicuro che la timidezza l’avrebbe fatta scappare via.
Non le avrebbe dato il regalo a Natale magari, ma voleva che fosse il messaggio giusto per farle comprendere i suoi sentimenti. Senza però allontanarla nel caso non li avesse condivisi. La sua amicizia era importante per lui, se non poteva avere altro, era già abbastanza.
- Che ne direste di una festa per Capodanno? – Luca aveva spezzato il silenzio con quella domanda provocatoria. – Ho il permesso dei nostri genitori per organizzarla a casa nostra. Così sorellina potrai aiutarmi e invitare anche qualche tuo amico.
- O magari il tuo ragazzo – la provocò Alessio.
- Non ho un ragazzo, ma l’idea è fantastica, anzi fantasmagorica. Quanti inviti mi permetti? – Luisa era arrossita, ma sperava che i due non se ne accorgessero.
- Quanti fidanzati hai?
- Ho detto nessuno – rispose piccata.
- Allora spasimanti – si intromise ancora Alessio. – Ci sarà sicuramente qualcuno che ti fa il filo.
- Inutile che mi prendete in giro, so benissimo di non attirare sguardi e provocazioni.
I due la guardarono un po’ perplessi, impossibile convincersi che non fosse attraente, ma anche persuadere lei del contrario.
Alla fine Luisa decise di invitare cinque persone, tra cui ovviamente Marco.
Era indecisa se prendergli un regalino, ma poi decise di non farlo; non voleva né essere considerata infantile né pubblicizzare troppo la propria infatuazione.
I due fratelli trascorsero i giorni tra Natale e Capodanno a decorare la casa e la ragazza ne approfittò per disseminare vischio come neve, sugli archi, ai lampadari, sulle porte e negli angoli bui. Avrebbe fatto il possibile ed anche di più per avere o rubare un bacio. Uno speciale però.
Avevano deciso di dare appuntamento agli invitati dall’una in poi, in modo che tutti potessero fare il brindisi in famiglia, ma la festa incominciò ad ingranare dopo le due, quando la maggioranza era già arrivata.
Il primo a bussare fu Alessio, accompagnato da Giulia; mentre gli amici di Luisa arrivarono poco dopo, tutti insieme, compreso Marco.
Ma da quando si è inserito così bene nel gruppo da arrivare insieme a loro?” si chiese la ragazza sbalordita.
Dopo averla salutata però non le dedicò più di un bacetto per gli auguri, preferendo scherzare un po’ con tutte, compresa Giulia che aveva appena conosciuto, ma evitando persino di invitare lei a ballare. Nonostante fosse la sua compagna di banco. Nonostante fosse la padrona di casa, colei che l’aveva invitato alla festa.
- Vacci piano con mia sorella! – Alessio apostrofò Marco con tutta l’arroganza di cui era capace. Avrebbe voluto strapazzarlo a causa di Luisa, ma doveva nascondere la vera ragione dietro la preoccupazione per Giulia.
- E chi sarebbe? – Marco era sconcertato.
- Quella con cui ballavi un attimo fa.
- Ah Giulia. Che festa sarebbe se non si flirta un po’?
- Tu fai il cascamorto con tutte e lei non è abituata ai tipi come te.
- La vuoi suora?
- Fai poco lo spiritoso ragazzino!
“Screanzato!” pensò Luisa, dopo aver finto di divertirsi per una mezzora, con un falso sorriso stampato in viso, cercando di ballare con chiunque la invitasse. Non riuscì a recitare oltre e si ritirò nell’angolo più buio a deprimersi su una poltrona sgangherata, messa lì quasi per nasconderla. Così mentre si trastullava nel compiangersi si era persa il battibecco tra Alessio e Marco, che forse le avrebbe potuto aprire gli occhi su molte cose.
- Luca tua sorella si è andata a nascondere?
- Come sempre. Sai quanto è sensibile, basta uno screzio a farla chiudere a riccio.
- Secondo me è gelosa del ragazzino nuovo.
- Marco?
- Sì quello…
- Dici? Ma se a stento si sono salutati. L’ha invitato soltanto perché sta aiutando il tipo ad inserirsi nel gruppo.
- Mi fa male vederla triste.
- Ah quindi ti senti pronto a mostrarle i tuoi veri sentimenti?
- Cosa intendi?
- Guarda che ti conosco Alessio. So bene quanto ci tieni a lei. Tieniti solo pronto a ricevere un due di picche.
- Grazie Luca, della fiducia.
- Mi fido tanto di te da non prenderti a pugni, di più, da avvisarti. Ci ama allo stesso modo.
Alessio rimase molto scosso dallo scambio avuto col suo miglior amico; non pensava di essere un tale libro aperto, neppure per lui. Non aveva mai mascherato l’affetto che provava, ma di esserne innamorato l’aveva ammesso a stento con se stesso.
- Ecco dove ti sei nascosta.
- Alessio, mi cercavi? – il sorriso di lei era tanto triste da ferirlo.
- Sei qui a disperarti solo per l’idiozia di quel ragazzino chiassoso? – vedendola quasi in lacrime decise di portarla a reagire provocandola.
- Che ragazzino? – lei era senza parole, temeva di essersi resa ridicola, che tutti avessero capito del suo amore senza speranza.
- Quello che cerca in tutti i modi di scansarti.
- Non capisco che intendi.
- Se davvero non ti importa, vieni a ballare con me.
Luisa era riluttante a lasciarsi riportare alla luce, preferiva la sicurezza del suo angolo buio, ma conosceva bene la tenacia di Alessio. Anzi la sua testardaggine, quando si impuntava su qualcosa nulla riusciva a fargli cambiare idea.
Si lasciò guidare sulla pista. Dopo il lento, ballato abbracciati e senza dire una parola, ritornarono alla vecchia poltrona nascosta.
Alessio decise di giocarsi il tutto per tutto.
La fece sedere sulle sue ginocchia e le diede il pacchetto. Il sorriso luminoso di Luisa lo ripagò di ogni batticuore, se anche non l’avesse mai amato, valeva la pena restarle accanto per quelle reazioni.
- Non ci posso credere. Mi conosci proprio bene.
- Più che altro non riesco a non guardarti e quindi ho imparato ad osservarti bene.
- In che senso?
- Che ho imparato i tuoi gusti.
- No. La prima parte. Quando hai detto…
- Che mi piaci da morire? – la interruppe quasi con impeto. La paura lo faceva quasi tremare. Non voleva un suo rifiuto.
Il vischio sul muro gli diede il coraggio e l’idea.
La strinse tra le braccia, le alzò il viso e poggiò delicatamente le labbra sulle sue. Gli aliti si mescolarono e la ragazza ne fu sbalordita. Incoraggiato dal suo tremito, lui cominciò a sfiorarle la bocca con la sua.
- C-Che fai Alessio?
- Ti bacio. C’è il vischio, che hai messo proprio tu, qui sopra.
Lei rispose con un sospiro.
Allora lui si fece coraggio e riprese a stuzzicarla con labbra e lingua, in modo dolcissimo, provocandola senza fretta. Quando poi approfittò dei suoi ansiti per approfondire il bacio e giocare con la sua lingua, lei dimenticò ogni pretesa di affetto fraterno.
Era la sua prima esperienza romantica e la emozionò come non mai.
Aveva davvero ottenuto quello che sognava: un primo bacio da sogno.




Mi chiamo LIBERA SCHIANO LOMORIELLO, scrivo per passione ma a parte qualche racconto in alcune raccolte, per generi diversi, non ho mai pubblicato nulla. Le più famose sono 365 Racconti Horror per un anno, Il magazzino dei mondi per Delos. Suspense Tales per Edizioni Rei. Di prossima uscita 365 racconti sulla fine del mondo.
Inoltre ci sono in giro delle raccolte di racconti, frutto di concorsi, in cui sono arrivata finalista ed hanno pubblicato il mio lavoro.
Inoltre sono una blogger, quando ho il tempo, e sul mio blog, Parole e pensieri in libertà, parlo delle mie letture, di autrici romance italiane e di giovani esordienti.
Oltre al mio sito su Splinder (quando funziona, vedi sotto) sono anche su Faceboook:  https://www.facebook.com/liberasl
VISITA IL SUO SITO: http://freecora.blogspot.com/

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27 commenti:

  1. Brava Libera, un young adult con tutte le dolci caratteristiche di un periodo che resta dentro al mio cuore; i primi sospiri, i tonfi dell'anima quando un ragazzo ti stringe per la prima volta...Mi hai fatto tornare indietro nel tempo, con un pizzico di malinconia. Brava davvero!Simo

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  2. I voli pindarici, le giravolte del cuore, il senso dell'attesa e quello della sorpresa, il valore assoluto delle cose minime che gonfia i primi amori di dolcezza e fa stare in perenne bilico fra estasi e dramma....brava Libera, hai davvero saputo raccontare quella stagione...e poi un racconto "giovanissimo" ancora mancava...unico, piccolo dubbio: alcune espressioni nei dialoghi sono forse poco aderenti al modo di parlare degli adolescenti. Ma il modo di aspettare e incontrare l'amore c'è tutto...quindi complimenti!
    Patrizia

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  3. Concordo con Simona e Patrizia: sei riuscita a farmi rivivere(...e sono passati secoli) le emozioni e gli struggimenti del tempo del liceo...Brava davvero cara libera!

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  4. devo ripetermi... un racconto diverso.. che mi ha fatta ritornare indietro di 20 anni oddio... non avrei dovuto dirlo.... molto carino

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  5. Chiedo scusa a Libera per la minuscola sfuggita dalla penna...ehm, dal mouse, ma è ancora l'effetto dell'emozione giovanile! ;)

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  6. Cara Libera, hai realizzato l'invenzione del millennio, la macchina del tempo. Sono ritornata a quando parlare con il ragazzo dei sogni era più spaventoso di un'interrogazione, ballare un lento era un'avventura e un batticuore e baciarsi trasmetteva un senso di attesa, di ignoto, quasi di pericolo; sensazioni che, negli anni a venire, nn si proveranno mai più, nemmeno con il compagno di una vita. Che nostalgia e che emozione! Grazie, carissima!

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  7. Anche se non sono più giovanissima tornare indietro e rivivere con racconti young adult queste emozioni è sempre un piacere: ti scaldano il cuore e ti fanno sognare. E mentre leggi si stampa sulla faccia un sorriso solare. Bello! Complimenti!

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  8. Sono sposata da 12 anni, ho un bimbo di 4, un marito e un gatto...tra casa, lavoro, famiglia e tutto il resto a fine giornata mi sento addosso 20 anni in più...stamattina, grazie al tuo racconto, per un attimo sono tornata nella classe 3c del liceo, quasi 25 anni fà....GRAZZZZZZZIEEEEE!!!

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  9. La dolcezza del primo bacio.
    Brava, hai fatto rivivere a parecchie (o forse tutte) l'emozione del primo bacio. Questo ancora più delicato e bello perchè innaspettato ma dato con vero amore.
    LidiaS

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  10. Davvero brava Libera...anche se lo young adult non è il mio genere preferito...hai davvero realizzato l'atmosfera giusta e soprattutto hai ricreato la dolcezza del primo bacio.
    Ancora brava!!
    Juliet

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  11. Ho un pessimo ricordo di quel periodo, ma ho avuto anche momenti piacevoli, pochi e mi sono immedesimata nella timida protagonista e quindi ho riaperto il baule dei ricordi, quelli carini.
    Delizioso racconto davvero complimenti a Libera, per il dolcissimo finale.

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  12. Davvero carino, Lib! Mi piacciono le storie che parlano di giovani alle prese col primo amore. Questa, in particolare, l'ho trovata davvero piacevole, anche per il significato che sembra racchiudere in sé: alle volte non ci accorgiamo delle persone che abbiamo intorno e ci affanniamo a cercare l'amore lontano da noi quando invece è vicinissimo.

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  13. Grazie a tutte per i complimenti. Siete troppo gentili. Mi da immensa gioia avervi emozionato.
    Io amo scrivere dei primi amori proprio perchè mi permette di immergermi nei ricordi e di rivivere un po' di adolescenza-prima giovinezza.
    E poi per Natale mi piaceva l'idea della dolcezza delle prime cotte, dei primi rossori... del primo bacio.

    Libera

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  14. Mi sto appassionando a questi racconti natalizi e vi ringrazio per questa bella idea!

    Questo racconto ha una trama semplice come semplice è il tipo d'amore descritto, con piccolo colpo di scena finale: alla fine la protagonista ha la fortuna di dare il primo bacio a chi le vuole bene sul serio!

    Un'unica obiezione è sullo stile. Se all'inizio del racconto ci fosse stata una data che riportava i fatti narrati a vent'anni fa o più, sarebbe stato meglio. Non essendo io giovanissima, infatti, mi ci rivedo perfettamente in quel tipo di dinamiche e in quel tipo di gergo.
    Ma se l'autrice pensava ad una ambientazione da nuovo millennio...mi spiace, i giovani d'oggi non parlano così'!
    Espressioni come: 'fantasmagorica', 'spasimanti' 'fare il filo', 'flirtare' 'fare il cascamorto'...suonano datate.
    Quale adolescente di vostra conoscenza pronuncerebbe queste parole: 'Sei qui a disperarti solo per l’idiozia di quel ragazzino chiassoso?' Chi direbbe ( come pensa Luisa) la parola “Screanzato!” ? o '...si 'trastullava' ...'??

    Penso di non aver mai pronunciato, o pensato, la parola 'screanzato' in vita mia e io di anni ne ho più del doppio di Luisa!
    Più probabilmente una teeneager di oggi avrebbe pensato: 'Che stronzo!' Va bè, la parola non è gran che, ma è così che parlano loro! ( e anche noi, sotto sotto!)

    Mi sembra che l'autrice abbia messo in bocca ai suoi personaggi (e alla voce narrante)il suo gergo di adolescente di un'altra generazione e questo difetto di stile fa suonare il racconto un po'strano . O semplicemente datato.

    Se poi l'intenzione dell'autrice era proprio quella di raccontare un ricordo di adolescenza,le cose cambiano, ma forse avebbe dovuto avvertire in qualche modo il lettore del tipo di ambientazione.

    In ogni caso, a mio avviso parole come 'screanzato'e'trastullava' sarebbero da evitare in racconti d'ambietazione contemporanea.

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  15. @Antonia
    Non è un ricordo, ma è vero che ho usato un linguaggio della mia adolescenza, o forse no, anche più antico dato che io ero all'antica e pensavo con queste frasi anche se poco usate dagli altri.
    Quindi in un certo senso hai colto proprio il mio messaggio "recondito".
    Debbo dire che, anche adesso, mi viene difficile pensare o dire parolacce, ma ho ripulito ancora di più il racconto pensando ad un'atmosfera natalizia un po' vecchio stile, con la festa a casa solo grazie al fratello più grande e nessun veglione possibile altrimenti per una sedicenne. E anche questo non credo sia comune ai giorni nostri dove anche i tredicenni passano la notte fuori...
    Un gusto retrò che dava la giusta malinconia natalizia.
    Non avevo pensato a mettere una data così ognuna poteva collocarlo nella propria adolescenza.

    Libera

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  16. Ah l'emozione del primo amore!
    Questo racconto è molto carino e delicato, concordo con le altre: mi ha fatto tornare indietro nel tempo.

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  17. Molto dolce, semplice e poetico come lo sono gli anni della giovinezza.
    Francesca M.

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  18. E' un racconto young adult molto carino, romantico e delicato. La magia del primo bacio non si scorda mai, soprattutto se inatteso come quello della protagonista. ^_^

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  19. IL vischio, l'adolescenza, i sentimenti così a fior di pelle ed estremi.....la dolcezza. Ci siamo passati tutti ed il racconto di Libera mi ha fatto ricordare i miei,ormai lontani anagraficamente, anni della giovinezza, ma puri e cristallizzati nel tempo.
    Buon Natale!!!!
    MariaT.

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  20. Bello il tempo delle mele! Il lento con il ragazzo che ci faceva battere il cuore era impagabile. ANITA GAMBELLI

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  21. romanticissino questo racconto!!!

    ^________^

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  22. Tardi ma arrivo anch'io, cara Libera, e mi limito a dire "brava". Un racconto fresco che evoca la magica stagione della giovinezza, e dei sogni che avevamo nel cuore.
    Mariangela Camocardi

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  23. Atmosfera adolescenziale che non guasta mai, neanche a Natale, diciamo che il susseguirsi della trama si sposta con stupore su una fine inaspettata, visto che i protagonisti sembravano Luisa e Marco...ben creata come storia!

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  24. Che bello questo racconto, delicato e tenero. Fa tornare indietro nel tempo e rivivere le emozioni del primo bacio...Complimenti Libera
    Ciao Monica

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  25. Grazie ancora per tutti i nuovi commenti; i vostri complimenti mi emozionano tantissimo. Un grazie speciale a Mariangela.
    Approfitto per lasciare anche i miei auguri di Buon Natale per tutte le blogger e le lettrici di questo romantico sito!

    Libera

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  26. Lib i complimenti te li ho già fatti di persona, lo sai che mi piace come scrivi, e questo racconto è giovane e fresco come i protagonisti.
    Sì forse lo stile è retrò, ma non è che noi siamo giovincelle di primo pelo... vero?
    Brava Libbina, non mi deludi mai

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  27. Dolce e delicato, questo racconto di Libera. Carino!

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