CHRISTMAS IN LOVE 2011 : IL BACIO SEGRETO di Francesca Cani

Ekaterina si lasciò cadere sul pavimento e fu subito sommersa dalle voluminose gonne, scomparve fra fiumi di seta e nuvole di taffettà. Per la frustrazione lanciò lontano il diadema d’argento. La filigrana sottile, a forma di ghiaccioli appuntiti, tintinnò e scivolò sul marmo. Le spalle scosse dai singhiozzi, si sciolse in un lungo pianto incontrollato.
     Era rimasta sola dopo che le danze si erano concluse e anche l’ultimo degli invitati si era ritirato per il riposo. Il Palazzo d’Inverno di St. Peterburg era un silenzioso scrigno d’oro, gelido e apparentemente spopolato.
     Konstantin Andrej Sokolov non si era presentato, l’aveva delusa per l’ultima volta e non l’avrebbe perdonato. Erano mesi che non le scriveva e non si meritava più la sua devozione! Avrebbe tentato di cancellarlo per sempre dalla mente, non era degno del suo rammarico e nemmeno che serbasse un affezionato ricordo della loro infanzia.
     La servitù aveva iniziato a spegnere le candele e le domestiche non le badavano nemmeno. Doveva apparire loro come l’ennesima nobile e viziata fanciulla che non aveva ottenuto il tanto sospirato omaggio durante il ballo in cui tutto era possibile, la notte di Natale alla corte dello Zar Paolo I Romanov. 
     «Se smettete di piangere vi racconto una fiaba.»
     Ekaterina alzò gli occhi, grazie al Cielo non conosceva chi le aveva rivolto quelle parole. Tuttavia ciò che vide la angosciò anche di più. Ritirò i piedi sotto le gonne e drizzò le spalle. Nessun funzionario dello Zar l’avrebbe mai vista perdere il controllo.
     «Scusate Eccellenza, mi è caduta la tiara…»
     «Doveva starvi molto a cuore.»
     Ekaterina aggrottò le sopracciglia bionde e si asciugò le lacrime con il dorso di un guanto. Dopotutto non esisteva una spiegazione logica che mostrasse al mondo il dolore del suo cuore spezzato.
     «Non c’è bisogno di fingere, la festa è finita e ciò che mi direte rimarrà tra noi. Il circo della nobiltà e dei suoi obblighi non esiste quando le luci sono spente e l’ora è tarda e al tempo stesso mattiniera. Ditemi cosa vi è capitato stanotte e io vi darò una soluzione per le vostre pene» disse il funzionario dello Zar. Aveva grandi occhi verdi, chiari come l’erba giovane delle steppe.
     La luce argentea dell’alba le permise di vedere quella porzione di volto che la maschera lasciava scoperta, doveva essere straordinariamente bello e armonioso, seppur deturpato da una cicatrice frastagliata che gli attraversava uno zigomo.
     «Aspettavo una persona importante, purtroppo lui non è tornato. Non temete me ne farò una ragione.»
     La fanciulla raddrizzò la schiena, lisciò le pieghe dell’abito e si alzò, l’ultima cosa che le occorreva in quel momento era essere sedotta dalle parole audaci di un bell’imbusto.
     «L’avete cercato?» chiese l’uomo un istante prima che lei gli voltasse le spalle.
     Lo sguardo glaciale di Ekaterina si alzò lentamente, scivolò sul diaspro rosso delle colonne, indugiò sugli stucchi dorati e poi si appuntò aguzzo come la punta di un coltello sul mento dello sconosciuto. Arrivava fin lì ed era salita su un gradino per darsi un contegno.
     «Sì Eccellenza, l’ho aspettato tutta la notte e per i dieci anni precedenti!» sbottò Ekaterina.
     Le labbra dell’uomo si incresparono in una risata trattenuta a stento.
     «Siete troppo giovane per cercare un fidanzato da dieci anni!» ridacchiò il funzionario dello Zar. Sistemò la fascia rossa e la giubba dell’uniforme.
     «Non è il mio fidanzato. Né mai lo diventerà.»
     «Quindi piangevate per non aver avuto notizie di una persona che attendete da tanto tempo, ma che non conoscete.» L’assurdità della situazione e la frustrazione la spinsero a sbuffare in modo eloquente. «E’ un paradosso, siete fortunata, sono un esperto del settore.» Balzò su un gradino e urtò un vaso di fiori che per poco non cadde dalla balaustra della scala. Strappò una fresia gialla e si voltò lanciandola sopra la testa. Il minuscolo bocciolo turbinò a mezz’aria e poi si infilò impudente nella scollatura della fanciulla. 
     «Chi siete?» chiese ansiosa di dare un nome a quell’uomo insolente.
     «La soluzione al vostro problema» fece lui salendo con fare pensoso la lunga scalinata.
     Girò sui tacchi e la strinse a sé. Con un braccio le cinse i fianchi e lasciò che lo guardasse negli occhi per un lungo istante. Ekaterina aggrottò la fronte. Il salone delle danze era deserto, anche l’ultimo maggiordomo aveva terminato i suoi compiti e si era dileguato.
     «Cosa rappresenta la vostra maschera?» riuscì a domandare cercando di ignorare il galoppo in cui si era lanciato il suo cuore. La vicinanza fisica con quello sconosciuto le faceva girare la testa, eppure aveva ballato tutta notte stretta nell’abbraccio di molti uomini affascinanti.
     Cosa aveva di diverso costui?
     «Non ho badato al tema della serata, sono rimasto fedele a me stesso» rispose lui enigmatico. Le sfiorò il mento con il dorso della mano. Si chinò, le loro labbra erano pericolosamente vicine. Ekaterina pensò che forse l’avrebbe baciata, quindi voltò il capo e si irrigidì.
     «Io sono la regina dei ghiacci fino a che non sorge il sole» scherzò per stemperare la tensione. Il petto le si alzava e abbassava a un ritmo frenetico. «Ora però devo andare…»
     «Maschera azzeccata direi. Rimanete ancora un po’ ve ne prego» la implorò il funzionario senza lasciarla andare. «Conoscete la storia del bacio segreto e del suo viaggio attraverso i Venti del Nord?»
     La ragazza scosse il capo.
     Il funzionario la strinse forte a sé e iniziò a raccontare.
     «Tanto tempo fa, una fanciulla russa promise un premio a un valoroso guerriero. L’unico modo per averla in moglie era tornare da lei dopo aver affrontato le nevi della Siberia e i mari in tempesta, con il solo scopo di trovare lo zaffiro del medesimo colore dei suoi occhi. Era l’alba di un nuovo giorno e il suo giuramento fu udito dai Venti del Nord.»
     Ekaterina trattenne il fiato, qualcuno tanti anni prima amava raccontarle fiabe, quando da bambina le capitava di fare i capricci. Ma il funzionario dello Zar non poteva essere lui, aveva un aspetto più maturo e i suoi occhi non erano dello stesso colore di quelli di Konstantin. Per il resto non aveva grandi confronti, lo ricordava da ragazzo, esile e biondo, mentre i capelli dell’uomo che aveva di fronte erano scuri e il suo fisico era imponente.
     Il cuore le salì in gola.
     «Il guerriero seguì rotte pericolose e in breve divenne un pirata, saccheggiò porti e navi. Cambiò, divenne avido e per questo non trovò mai lo zaffiro. Un giorno tornò in Russia e costrinse la fanciulla a sposarlo. Lei capì di essere stata vanitosa e annullò la richiesta pur di riavere l’uomo di un tempo, dopotutto era colpa sua se il giovane era cambiato ed era diventato un pirata senza scrupoli. I Venti del Nord la udirono una seconda volta e non furono clementi.»
     Con le luci dell’alba gli occhi verdi dello sconosciuto si fecero sempre più chiari, man mano che il giorno avanzava Ekaterina vide la patina opaca che ricopriva le iridi. Si fece coraggio e con un gesto lento sciolse i nodi della maschera del funzionario, il respiro le si mozzò in gola. 
     «Konstantin?» mormorò confusa.
     Lui la strinse forte a sé e le fece poggiare il mento sulla spalla. Non voleva che lo vedesse per quello che era diventato. Ekaterina finalmente capì. Il suo amico di un tempo aveva mantenuto la promessa… Con il cuore che le batteva così forte da farle fischiare le orecchie, agitò una mano davanti allo sguardo vacuo dell’uomo.
     «I Venti del Nord chiesero alla ragazza una prova. Se fosse riuscita a dimostrare la forza del suo amore il giovane sarebbe tornato da lei con lo stesso cuore puro con cui era partito. La fanciulla affidò un bacio al Vento e gli chiese di posarlo sulle labbra dell’uomo che amava. Il Vento soffiò e turbinò…» continuò Ekaterina.
     Un sorriso radioso le illuminò il volto. Konstantin era tornato per lei! Niente era più importante. Lacrime di gioia le solcarono il viso.
     «Perché non mi hai detto che eri tu?» chiese Ekaterina con un filo di voce.
     Le mani ruvide di Konstantin le percorsero il collo, le accarezzarono i capelli biondi e indugiarono a lungo descrivendo il contorno delle sue labbra e delle gote. Tremarono leggermente quando si ritrassero umide di pianto.
     «Per questo, non desideravo la tua pietà… E perché volevo essere io a riconoscerti, ti ho cercata tutta la notte. Ho capito che eri tu quando ti ho sentita piangere.»
     Gli occhi ciechi di Konstantin si fecero più duri delle lastre di ghiaccio del Baltico. Quel colore era il risultato di una giornata di scontri sul fronte Ungherese, un’esplosione ravvicinata e il buio l’aveva avvolto. Aveva combattuto, aveva guadagnato la gloria e perso la vista. Non era ancora pronto per sapere se avrebbe perso il bene più prezioso: l’ammirazione e la devozione della bellissima Katja. Non era importante se la sua vita sarebbe comunque stata piena e soddisfacente, non valevano a nulla le decorazioni dello Zar e gli incarichi diplomatici. Non c’era onore o ricchezza che potevano cancellare la forza della sua promessa.
     Tornerò  da te la notte di Natale, le aveva scritto nell’ultima lettera tempo addietro, prima di perdere la luce del mondo.
     «Kost’ka…»
     Ekaterina si alzò sulla punta delle scarpette di raso e appoggiò le labbra tremanti a quelle calde di lui. Non l’aveva mai baciato, ma aveva immaginato tante volte come sarebbe potuto essere. Il momento in cui Konstantin si chinò su di lei e dischiuse le labbra superò ogni fantasia. Fu appassionato, esigente, dolce da farle tremare le gambe, tanto intimo da farla gemere piano. La baciò con lentezza, assaporò ogni istante, si nutrì del calore del suo fiato.
     «Katja quanto ho aspettato questo momento…» disse senza riuscire a staccare le mani dal corpo flessuoso. Le accarezzò la schiena, inspirò il profumo dei suoi capelli e la sollevò da terra per sentirla più vicina. La morbidezza del seno premuto contro la sua giubba gli restituì il suo sorriso disarmante.
     Quel modo speciale di piegare le labbra l’avrebbe riconosciuto fra mille.
     Era magnifico, la solidità delle sue spalle allenate era conturbante e quello che avrebbe piegato altri uomini l’aveva reso irresistibile. Il suo Kost’ka era tornato da lei e per lei, il mondo era annullato, dissolto per lasciar spazio ai suoi baci. L’alba era un sipario di cristallo che scese a celare la passione che infiammò i loro corpi.
     La favola non finì mai. Il bacio vorticò e mulinò nel Vento, rese immortali gli amanti e nel suo peregrinare cancellò la paura e lenì la lontananza, restituì tutto ciò che gli innamorati temevano aver di perso per sempre.
 
 
 



FRANCESCA CANI: Sono mantovana, ho compiuto da poco 31 anni. Sono laureata in Storia dell’arte presso l’università di Verona. Ho messo nero su bianco il mio romanzo d’esordio che ero appena ventenne, da allora ho combattuto una strenua battaglia per smettere di scrivere. Avevo lo sport, una bella famiglia, un fidanzato, il lavoro. Quest’ultimo precario, ma tutto il resto era ed è ben consolidato. Ho capitolato nel 2010 quando ho capito che avrei dovuto prendere più seriamente questa chiamata. Una volta che il tarlo della scrittura si insinua è difficile da scacciare! Mi sono armata di tanta pazienza e i risultati si iniziano a raccogliere ora.Il mio romanzo d’esordio @mare – Il profumo del gelsomino notturno – è stato riedito da goWare. E’ disponibile in formato ebook su Amazon.com. Si tratta di una storia d’amore, passione e guerra ambientata per metà in Italia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, per metà ai giorni nostri in Irlanda. Il racconto Il sangue d’Eire, scelto da OIR per la raccolta Nell’antro di Eros, è edito da Lite Editions. Un amore mitologico che sfugge alle leggi dello spazio e del tempo, più forte del cuore umano, magico e inarrestabile come le leggende della verde Irlanda. Il 5 dicembre inizierà a uscire, con scadenza bisettimanale, Alla luce del sole una miniserie di tre episodi per Lite Editions. Un ritorno piccante al mio primo amore: il contemporaneo. E’ uno spaccato di vita di tre fratelli sulla trentina, alle prese con la noia di una piccola provincia, il matrimonio e perché no? Una carriera da sexy blogger.Sono autrice di due racconti segnalati da OIR, Zoya e Il cuore nero del Borneo di genere Steampunk, non ho ancora una data certa per la pubblicazione ma so che una casa editrice è interessata. Incrociamo le dita! La vera grande novità è ancora in fase di editing e si dovrà attendere il 2012 per la pubblicazione, ma giuro che ne varrà la pena!
VISITA IL SUO SITO: http://www.francescacani.it/

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29 commenti:

  1. Ohhh che romantico!!!!! Dopo le lacrime torna sempre il sereno e la felicità! Mi è piaciuto moltissimo e anche l'ambientazione è da favola! Uno splendido racconto per iniziare bene la giornata. Grazie e complimenti davvero!

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  2. Bellissimo! Romantico, con un'ambientazione affascinante e bei personaggi. Una stupenda favola natalizia!

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  3. quando le favole non finiscono mai, anche Pupottina è in prima linea ;-)

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  4. E' un racconto stupendo, fin'ora il mio preferito!!! Adoro la Russia e trovo anche che questo racconto sia molto dolce e delicato, e al tempo stesso di un romanticismo unico!
    I miei più vivi complimenti all'autrice!!!

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  5. Bellissimo!!! Romantico e azzeccato, qui si vive lo spirito del Natale e si sogna!
    Daniela

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  6. L'ho letto tutto d'un fiato! Adoro le atmosfere nordiche e la magia del Natale e questo racconto le combina perfettamente.Complimenti all'autrice!

    Vania

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  7. Complimenti, è molto carino! Una sottile vena triste di fondo che però si dimentica subito grazie al romanticismo del finale! Brava!
    Cassandra

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  8. Un racconto storico che fa sognare e sospirare e la cui atmosfera è perfetta per accompagnare queste gelide giornate...ha tutte le carte in regola per diventare uno dei miei preferiti tra quelli letti fin'ora.

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  9. Molto, molto bello...di un romanticismo che tiene sospesi fra la fiaba e le lacrime...e l'ambientazione è meravigliosa...complimenti Francesca...
    Patrizia

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  10. principessamaggio@libero.it23/12/11, 16:02

    E' molto romantico e molto facile da leggere e capire.
    Poi è ambientato anche molto bene e ....pieno di suspence.

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  11. Cristallo, ghiaccio, bianco, freddo, e le lacrime calde di Katja che ha aspettato tutta la sera il suo perduto amore. E poi lui appare, misterioso, tenero, forte, malinconico, appassionato. E' un bellissimo racconto, brava Francesca. ANITA GAMBELLI

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Grazie tante ragazze!
    I vostri commenti sono uno splendido regalo di Natale anticipato!
    Baci
    Francesca Cani

    Dimenticavo il racconto è stato ispirato ed è dedicato a Matteo.

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  14. Bello, dolcissimo e molto romantico.

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  15. Che bello! Romanticissimo, perfetto per la magia del Natale!
    Brava Francy!

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  16. Bellissimo racconto!!!! Mi ha fatto commuovere..
    atmosfera da favola e romanticismo perfetto...inoltre l'ambientazione russa rende tutto più magico...complimenti francy!!!
    Juliet

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  17. Stupendo Francy! Da sogno

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  18. Il racconto più bello che ho letto sino ad adesso! Struggente, ben scritto, ti catapulta alla corte degli zar in un turbine di emozioni che salgono sino al finale da lacrime agli occhi. Sono commossa e non mi capita spesso leggendo racconti...Bravissima Francesca, davvero!
    Simona

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  19. Un racconto davvero romantico! Il finale mi è piaciuto moltissimo, davvero complimenti!!!

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  20. Una magnifica e dolcissima fiaba che invita, induce, alletta a sognare che l'amore autentico superi veramente tutti gli ostacoli. Qs è lo spirito natalizio che mi piace davvero! Inoltre, l'ambientazione è meravigliosamente perfetta; la Santa Madre Russia zarista esercita su di me una fascinazione intramontabile dai tempi di "Michele Strogoff".

    Sarà dura, alla fine, scegliere solo due racconti!

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  21. Devo dire che questo è il mio preferito, il modo di scrivere dell'autrice è travolgente,unico, irresistibile.....quella magia che seduce tra leggenda e realtà, originalità e davvero mitica fantasia nel creare una simile trama per un così breve racconto! Complimentissimi e buone feste! Ricorda tanto quelle belle atmosfere dei grandi classici russi di ''Anna Karenina'' ''Guerra e pace''.....

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  22. Grazie tante ragazze! E' bellissimo sentire che vi piace, soprattutto è straordinario leggere che abbiamo condiviso un piccolo sogno.
    Buone feste a tutte!

    Grazie Francy per avermi ospitata, la copertina è strepitosa!

    Francesca Cani

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  23. E' un bellissimo racconto dal sapore fiabesco. La storia d'amore è romantica e intensa e i protagonisti sono interessanti e ben caratterizzati. Peccato sia finito in un soffio, ci vorrebbe un bel romanzo ^__^

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  24. E' un bel racconto, un preludio ad una storia molto più complessa. Lo stile e l'accuratezza mi piace moltissimo.
    C'è un qualcosa però che mi ha disturbato, a meno che non abbia capito male: se lui è cieco, come fa a trovarla e ad avvicinarsi, salire le scale, lanciare un fiore e riuscire a infilarno nella scollatura.
    Scusa, ma nello scorrere della lettura questa cosa mi ha disturbato, proprio perché il racconto mi stava avvincendo.
    Ma forse sono io, sto leggendo tutti i racconti un po' di fretta, perché sono in ritardo...

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  25. Semplicissimo! Ti spiego tutto!
    Lui la riconosce perché la sente piangere.
    Lancia il fiore, ma ovviamente non può prendere la mira per cui lo aiuta il caso. Un po' di magia, un aiutino dal destino, chiamalo come vuoi...
    Per salire le scale i non vedenti non hanno problemi di nessun genere. Come per trovare le persone, le sentono, le percepiscono con gli altri sensi.
    Penso che ti abbia disturbato lo scoprire che è cieco quando ti eri fatta un'altra idea. Ovviamente de gustibus non disputandum est!
    :)

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  26. No, no Francy ti assicuro che non mi ero fatta nessun'altra idea, mi piacciono tutte quelle originali e non ho preconcetti, non mi ha disturbato lo scoprire che lui è cieco, anzi, lo avevo immaginato quando urta il vaso.
    La mia comunque non vuole essere una critica, bada bene, era solo una minuzia che mi aveva distratto dalla storia, che stavo leggendo con piacere, visto che era coinvolgente.
    Riposto il commento perché prima devo aver fatto un pasticcio e non l'ho trovato tra le altre risposte.

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  27. Romanticismo allo stato puro! Bello bello bello! mi ha trascinata...

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  28. Piacevolissima romantica lettura.
    Complimenti Francesca: scrivi benissimo!!!!

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  29. Per chi chiedeva un romanzo: in anteprima assoluta sappiate che sta arrivando, bisogna solo aspettare qualche mese! A presto, e nel frattempo non perdetevi le novità con Lite Edition, Querci and Robertsons e Goware! Trovate tutto sul mio sito. :)

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