CHRISTMAS IN LOVE 2011 : CUORE E BATTICUORE di Pasqua Liliana Fiume

 
Trascinandosi dietro il trolley, Francesca entrò in casa e richiuse la porta con un calcio. Lasciata cadere la giacca a vento sulla poltrona più vicina,  si sfilò le scarpe con un sospiro di sollievo.
Neanche il tempo di rallegrarsi per aver ritrovato la sua dolce casetta, che un’ombra scura le si avventò rapida alle spalle. Due braccia forti la strinsero in una presa ferrea mentre una mano premuta sulla bocca le impediva di gridare.
Disperata, cercò di liberarsi con tutte le sue forze.
Scalciò, puntò  i gomiti ma era come tentare di scalfire un muro di granito con uno spillo. Si sentì mancare e mentre la realtà si spegneva pensò che era ingiusto, profondamente ingiusto finire così...
Si risvegliò sdraiata nella vasca del suo bagno.
Confusa, impaurita, imbavagliata. Mani e piedi legati, il corpo indolenzito. Grazie al cielo aveva ancora tutti i vestiti addosso, anzi era stata avvolta in una coperta.
Era vittima di un maniaco?
Udì un ticchettio nel corridoio, intervallato da pause di silenzio, come se qualcuno inviasse messaggi con un telefonino, infine un sordo brontolio.
Passi che si avvicinavano. Trattenne il fiato per la paura mentre il battito accelerato del cuore le rimbombava nelle orecchie.
Un attimo dopo nella cornice della porta si stagliò un uomo vestito di nero. Pantaloni da jogging e maglietta attillata a sottolineare i pettorali scolpiti. Era alto. Molto alto. 
I capelli scuri, cortissimi, e l’aria da duro facevano pensare a un soldato mentre il corpo agile e flessuoso aveva l’eleganza di una pantera e doveva essere altrettanto letale.
La scrutava con gli occhi socchiusi, le labbra incurvate in un ghigno amaro, scuotendo la testa come se si stesse chiedendo cosa fare di lei.
Forse era un serial killer, pensò angosciata.
La fulminò con un’occhiata torva, prima di avvicinarsi e sbottare : “Se mi promette di non urlare le toglierò il bavaglio.”
La ragazza annuì vigorosamente e lui eseguì mentre la informava brusco: ”Mi chiamo Gabriel Giuliano e sono un agente speciale della sezione antiterrorismo e lei, cara signorina, ha rischiato di mandare a monte un’operazione di vitale importanza!”
Il sollievo per lo scampato pericolo durò poco. Sferzata da quel tono pungente, Francesca ritrovò all’istante la parola:  “E come l’avrei fatto? - obiettò acida - Rientrando in casa mia?”
Lui si chinò  fino a sfiorarle il viso. Il suo fiato era fresco e sapeva di menta.
“Esatto. Non doveva rientrare prima di una settimana. Perché è tornata in anticipo?”
“Non sono affari suoi.”
Due incredibili occhi turchesi lampeggiarono d’ira.
“Risposta sbagliata, piccola. Il mio capo mi ha dato carta bianca con te. O collabori o ti sbatto in galera per intralcio alla giustizia” replicò spazientito.
Francesca fremette. Torreggiava su di lei, cupo e autoritario, e la trattava con una durezza che non aveva mai conosciuto.
Che ci faceva l’antiterrorismo in casa sua? Davvero poteva farla imprigionare? Lei non aveva fatto niente di male. Dov’erano finiti i suoi diritti?
Avrebbe preferito insultarlo, invece gli chiese con calma:“Perché mi ha messa nella vasca?”
Lui la guardò  sorpreso, si aspettava lamentele a non finire per averla aggredita, non che lei fosse così ragionevole.
“E’ l’unica stanza sicura della casa. Ci sono microspie dappertutto e solo qui possiamo parlare senza essere ascoltati.”
“Da chi?”
“Dai terroristi che si sono installati qui accanto.”
Francesca trasecolò. Occupava l’ultima casa di un complesso di villette a schiera. Gli unici vicini erano una coppia di tedeschi, Paul e Karin, che erano arrivati sei mesi prima. Lavoravano entrambi come interpreti per una ditta di import export, o almeno così le avevano fatto credere.
Eppure ... Quell’uomo era davvero chi diceva di essere? E se invece fosse stato proprio lui il …
Gabriel sorrise, come se avesse seguito tranquillamente il corso dei suoi pensieri.
“Ti avrei già uccisa, altrimenti. Non credi?”
Lei arrossì, piccata. Non soltanto quell’uomo aveva invaso l’intimità della sua casa, e la teneva prigioniera, le leggeva anche nella mente! Era già abbastanza umiliante starsene lì, legata come un salame nella vasca da bagno, mentre lui la scrutava, divertito, dall’alto in basso.
L’uomo tirò fuori la chiave delle manette e gliela sventolò sotto il naso: ” Allora? Se hai deciso di collaborare, bene. Altrimenti finisci dentro per la prossima settimana, il che per me sarebbe anche meglio: sono abituato a lavorare da solo” concluse.
“Che cosa dovrei fare?” gli chiese inghiottendo l’orgoglio: non ci teneva affatto a conoscere le patrie galere.
“Fingere di avere un ospite.”
In quel momento squillò  il campanello della porta.
Gabriel la tirò  in piedi con un movimento fluido e la liberò.
“Si va in scena prima del previsto” borbottò trascinandosela dietro lungo il corridoio e giù per le scale, indifferente alla sua ritrosia.
Nel monitor del videocitofono apparve una biondina con un bicchiere vuoto stretto nella mano.
“E’ Karin, spiegò Francesca, viene spesso a chiedermi qualcosa in prestito.”
“Va’ ad aprire e dalle ciò che vuole, soprattutto cerca di essere naturale per non metterla in allarme” le bisbigliò all’orecchio dandole una pacca d’incoraggiamento sulla spalla.
Lei si avviò  verso la porta con la faccia di un condannato a morte.
Aveva già allungato la mano verso la maniglia, quando Gabriel la raggiunse con un balzo, l’afferrò alla nuca e attirandola verso di sé, la baciò, forte e deciso.
Francesca socchiuse le labbra per la sorpresa e lui ne approfittò per penetrarla con la lingua in un’intensa, profonda esplorazione che la lasciò stordita e ansimante. Il suo ragazzo non l’aveva mai baciata così.
“Ora vai” le disse spingendola avanti.
Un attimo dopo la porta d’ingresso si spalancava proprio mentre Karin stava per suonare di nuovo. La bionda colse in un attimo le labbra gonfie, l’aria sbattuta della ragazza e sorrise con aria saputa.
“Ciao, avevo bisogno di un po’ di zucchero ma forse ti ho disturbata.”
“No, no” si affrettò a negare l’altra, “te lo do subito.”
Si diressero verso la cucina passando dal soggiorno dove il giovane se ne stava stravaccato sul divano a leggere comodamente il giornale.
“Ciao” disse col sorriso più affabile del mondo stampato in faccia, “sono Gabriel, il ragazzo di Francesca.”
L’interessata riuscì quasi del tutto a nascondere un sussulto.
Il suo fidanzato si chiamava Roberto e Karin lo conosceva già. Poco male … Avrebbe solo dovuto spiegarle come mai era partita per le vacanze natalizie con uno ed era tornata dopo una settimana con un altro.
In cucina le chiese sottovoce con aria da cospiratrice: “ Dove hai trovato quello schianto?”
“Ecco, lui è così … così …”
“Travolgente?” le suggerì la donna puntando l’attenzione sul suo seno generoso.
Francesca seguì  quello sguardo e arrossì violentemente. Aveva la camicetta sbottonata e le si vedeva  chiaramente il reggiseno di pizzo. Accidenti a Gabriel e a quanto si era dato da fare!
Si affrettò a coprirsi mentre la donna prendeva lo zucchero ridacchiando: “Oh mein Gott, sei proprio una bambina!”
In quel momento il giovane entrò in cucina. Karin gli lanciò un’intensa occhiata di apprezzamento che lui le restituì sfacciatamente. Rimasero così, a valutarsi all’infinito, finché la donna non si decise a parlare, proprio quando Francesca cominciava a pensare di essere di troppo.
“Diamo una festa per San Silvestro, perché non venite anche voi? Così avremo modo di approfondire la nostra conoscenza.”
“Con piacere, vero cara?” disse Gabriel stringendo Francesca alla vita e accarezzandole un fianco con fare possessivo.
La ragazza avrebbe dato qualunque cosa per poterli mandare entrambi al diavolo, invece si costrinse a sorridere.
“Vi lascio soli” disse la donna seguendo maliziosa i maneggi di Gabriel.
Appena se ne fu andata, Francesca prese fiato preparandosi a esplodere ma lui le pose due dita carezzevoli sulle labbra, intimandole di tacere con lo sguardo.
“Tesoro, andiamo di sopra a fare una doccia… Ti va?”
In bagno aprì  l’acqua e si girò verso di lei, freddo e impassibile.
Francesca sbottò inviperita: ”Dovevi essere solo un ospite, non il mio fidanzato. Karin lo conosce già.”
“Non era stupita di vederti con un altro… Il tuo ragazzo non dev’essere un granché. E comunque se non ti avessi baciata non saresti mai riuscita a ingannarla perché ti avrebbe letto in faccia la verità.  Ho  semplicemente dirottato la sua attenzione su di me.”
La ragazza non sapeva se essere più furiosa per i suoi commenti sarcastici o per quel bacio che l’aveva turbata più di quanto volesse ammettere.
Improvvisamente lui aveva l’aria stanca. Parlò dopo un breve sospiro: “Puoi stare tranquilla. Proteggerò la tua vita a costo della mia e non approfitterò della situazione. Va bene così? La tua virtù è perfettamente al sicuro con me.”
Chissà perché  quell’ultima rassicurazione invece di tranquillizzarla la indispettì.
Certo, pensò, probabilmente gli piacevano le bionde alte e longilinee. Karin aveva una silhouette che lei non avrebbe conquistato mai, neanche se avesse imparato a vivere soltanto d’insalata.
Le occhiate di reciproco apprezzamento che si erano scambiati erano inequivocabili e adesso capiva perché preferisse lavorare da solo. La sua presenza rendeva tutto più complicato. Bastardo arrogante, promise, ti farò vedere io.
Gabriel la osservava pensieroso.
In quella situazione molte donne sarebbero già crollate. Lei no. Lo fissava, impavida, con quei suoi occhi scuri in cui brillavano pagliuzze d’oro verde.
Fin dal primo istante, era rimasto affascinato dal calore della sua casa. In cucina aleggiava ancora l’aroma dei biscotti appena sfornati, in bagno permaneva la fragranza di uno shampoo alla mela e aveva dormito fra lenzuola odorose di spigo, immaginando di averla al suo fianco.
Avrebbe voluto accarezzarle i riccioli bruni come aveva fatto la notte prima, quando se l’era ritrovata fra le braccia, esanime.  Era stato duro, violento, perché non poteva rischiare di farsi scoprire. Lei non gli aveva rimproverato nulla.
Aveva gustato la morbidezza delle sue labbra, il sapore speziato della sua bocca arrendevole e non era rimasto deluso, anzi.
La desiderava.
Il suo volto fu attraversato da un fremito di tenerezza e fu tutto. Niente cedimenti.
“Vieni qui ora. Dobbiamo esercitarci.”
“Eh!?”
“Karin non crederà mai che siamo amanti se ti ritrai ogni volta che ti tocco” disse prendendola fra le braccia. Francesca s’irrigidì.
“Vedi … Che ti dicevo? Rilassati. Pensa di essere un’attrice che gira un film. E’ tutto finto!”
Cominciò ad accarezzarle la schiena. Dolcemente sensuale. Intanto la fissava, assorto.
Ammaliata dal suo sguardo limpido, lei pensò che poteva perdersi senza rimpianti in quelle due pozze d’acqua turchese.
Quando lui si chinò, non si ribellò, anzi accettò di buon grado il tenero tocco delle labbra sulle sue. Erano morbide, incredibilmente delicate. Suggevano, stuzzicavano e  le ricordavano il sapore della menta dolce appena raccolta, sottile e inebriante.
Poi il bacio cambiò, divenne esigente, quasi famelico. Francesca lo ricambiò con trasporto assecondando i mulinelli della sua lingua finché non restarono entrambi senza fiato. Tutto finto, eh?
Era turbato quanto e più di lei. Gli mordicchiò il labbro inferiore, fino a farlo mugolare.
“Bene, ansimò lui scostandola bruscamente da sé, penso che per il momento, ci siamo esercitati abbastanza.”
La risatina compiaciuta della ragazza lo irrise mentre si allontanava.
Gabriel si fermò per riprendere fiato, oltre la porta socchiusa.
È appena cominciata fra noi, pensò sogghignando, e dovresti sapere, amore, che ride bene chi ride ultimo.


PASQUA LILIANA FIUME: Da sempre accanita lettrice di romanzi storici, avventurosi, fantasy, da un po’ di tempo mi dedico all’hobby della scrittura che posso coltivare solo nei ritagli di tempo perché  come tutte le donne devo conciliare il lavoro con la famiglia.
Partecipo a concorsi per dilettanti e gare di scrittura perché mi piace mettermi alla prova.  Proprio da questo desiderio è nato “La rabbia del likaon”  che ha vinto il concorso della Leggere Editore per aspiranti autrici.
Creare storie, intrecci, personaggi, è una cosa che mi dà gioia e spero di comunicarla a chi legge.

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27 commenti:

  1. Liliana che piacevole intermezzo post-natalizio! Bello questo racconto: coinvolgente con un pizzico di romantic-suspence, un protagonista che mi ha affascinato dal primo istante e un ritmo che non ti molla, fino all'ultima, intrigante riga. Come al solito hai saputo tenermi incollata alla pagina... elettronica. Brava!

    Adesso aspetto il resto, non vorrai mica lasciarmi con la bocca asciutta, eh? Voglio il seguito!

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  2. Ma è l'inizio di un romanzo vero? VERO? Perchè voglio leggere il resto, prestissimo.
    Bravissima!

    Libera

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  3. MI accodo a Libera, davvero molto intrigante! Spero di leggere il seguito prima o poi! Adoro i suspense! ^^

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  4. Cara Liliana, adesso che hai combinato il guaio devi provvedere!!! Non puoi lasciare noi lettrici così....devi per forza darci il seguito...perciò niente vacanze natalizie! :)....a proposito...quasi dimenticavo...complimenti!!!

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  5. Adesso vogliamo tutte sapere come continua perchè non puoi lasciarci così! Questi due promettono scintille!!!
    Non amo molto il genere suspense ma mi sono dovuta ricredere!!! Bellissimo questo racconto, complimenti!!!

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  6. Che bello!!!sono rimasta con il fiato sospeso fino alla fine.Mi piacerebbe molto se venisse scritto un libro.L'autrice è veramente molto brava,e spero che in futuro la si possa leggere in libreria.Ancora complimenti!

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  7. Stupendoooooo...mi accodo a tutte le altre...devi assolutamente dirci come continua...perché continua vero???? non puoi lasciarci così..
    Juliet

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  8. Curioso non finale per questo racconto trepidante di passionalità che travolge leggendo un solo sguardo dei protagonisti...brava!

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  9. Grazie di cuore a tutte voi per i complimenti. Mi sono davvero divertita a scrivere di Gabriel e Francesca e sono felice di aver comunicato anche a voi il mio entusiasmo. Nei romance mi piacciono soprattutto le schermaglie fra i protagonisti, perchè in fondo il finale è scontato, tuttavia, quando avrò finito i racconti che sto preparando ora ... Chissà che non mi torni voglia di rituffarmi in questa storia!
    Un bacione e tanti auguri a tutte
    Pasqua Liliana Fiume

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  10. Gabriel il tornado, l'irruenza fatta persona. E Francesca ne resta piacevolmente coinvolta. Come sistemerà la faccenda col fidanzato? ANITA GAMBELLI

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  11. Bello! anche se c'è poco di natalizio.

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  12. Passionale e intrigante...certo viene da chiedersi cosa accadrà.

    Patrizia

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  13. LadyBertrice27/12/11, 22:51

    Molto carino e davvero ben scritto! Vorrei però leggere il seguito ...

    Tina

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  14. Che bellissimo racconto, mi piaciuto tantissimo adoro i suspance!!!!
    I personaggi erano davvero ben caratterizzati, complimenti!!!!!

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  15. Mi piaceee!!! Voglio anch'io il seguito, corredato da altri alementi suspence e da nuove irresistibili schermaglie d'amore.
    Pensavo...non si può fare uno speciale anche per Pasqua? "I Racconti di Easter in Love" non suona male (della serie ogni scusa è buona pur di continuare a leggere tanti bei racconti) ^__^

    Emy

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  16. EH,EH...AMY L'IDEA DI 'EASTER IN LOVE' SAREBBE DAVVERO CARINA...PERO' FORSE UN PO'TROPPO VICINA A QUESTA.
    MENTRE MI PIACEREBBE PENSARE A UNA RASSEGNA GEMELLA PER L'ESTATE, RACCONTI DA PUBBLICARE TRA MAGGIO E GIUGNO...che ne dite? LE VACANZE SI SPOSANO SEMPRE BENE CON L'AMORE! CI PENSEREMO...MA QUESTO NON TOGLIE CHE CERCHEREMO DI PUBBLICARE PIU' RACCONTI ROMANTICI SUL BLOG IN FUTURO PERCHE' SAPPIAMO CHE VI PIACCIONO!

    FRANCY

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  17. Prima considerazione: com'è che a me una roba del genere nn è mai capitata, né mai capiterà, vivessi fino al 3000? Io, se torno prima del tempo, massimo come sorpresa trovo la caldaia in blocco. Vabbe', stendiamo un velo pietoso...
    Giusto l'altro giorno stavo pensando che la produzione romance italiana mancasse del genere romantic suspence (che a me piace tantissimo xché mi dà la possibilità di riunire i miei generi letterari preferiti: il romance con passionali storie d'amore e il thriller con l'esercizio mentale della ricerca dell'assassino/cattivo/serial killer squilibrato) ed eccomi accontentata. Qs racconto nn penso abbia nulla da invidiare ai suoi consimili di scrittrici anglofone; l'atmosfera è adrenalinica, si intravede già l'intrigo e i due protagonisti sono coinvolgenti, ben caratterizzati, sexy e simpatici.

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  18. Dimenticavo, posso aggiungere una piccola critica? Il titolo nn mi entusiasma, forse un po' banale, dato l'argomento. A volte, anche la scelta di qs aspetto del racconto o romanzo che sia, può fare la differenza. Secondo me, come si presta attenzione alla prosa e alla psicologia dei personaggi, bisognerebbe fare un piccolo sforzo anche x emergere trovando un titolo azzeccato e originale. Naturalmente, mi rendo perfettamente conto che nn è facile.

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  19. Fantastico! Mi sarebbe piaciuto continuare ancora nella lettura!!!!
    Complimenti!

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  20. che bel personaggio Gabriel Giuliano!!!
    l'atmosfera che crea è dinamica, ma perfettamente in simbiosi con il genere romance ;-)

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  21. @Francy: sono assolutamente a favore della rassegna gemella per l'estate :-)
    + racconti = lettrici felici ^___^

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  22. @ lady Macbeth
    Hai ragione lady, avrei voluto trovare un titolo più originale ma mentre non ho difficoltà a costruire trame, i nomi e i titoli mi mettono in crisi. Mi sa che dovrò impegnarmi di più in futuro ...
    @ Francy
    Che bella l'idea di una rassegna di racconti per l'estate. Non vedo l'ora!
    Ciao
    Liliana

    RispondiElimina
  23. Susanna(DALIA63)29/12/11, 10:38

    Complimenti !!!
    Mi piaceee!!! Molto bello e avrei voluto che fosse più lungo!!
    Adoro i Romantic Suspence, non per niente stiamo facendo la campagna Pro Romantic Suspence per la latitanza del genere in Italia!! Sicuramente i tratti del personaggio maschile sono determinanti perché uomini cosi’, machi alpha al 100% Riescono a ipnotizzarci e da lì parte il click per incollarci al racconto…e leggerlo tutto d’un fiato…!!!
    Certo tornare a casa e trovarsi uno così….LOL…ma poi Roberto che fine fa? …

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  24. Anch'io voglio leggere il seguito!!! Mi è piaciuto davvero tanto. Complimenti all'autrice!

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  25. Mi accodo a tutti i complimenti,bel racconto, stile accattivante e storia coinvolgente che promette altro, ma... il Natale io non ce l'ho visto...
    E' solo un appunto, visto il carattere del concorso, ma il racconto mi è piaciuto molto, sarà per il nome del protagonista ...

    RispondiElimina
  26. Seppure non natalizio, promette molto ma per quello che ho potuto leggere ora, mi manca il seguito.
    Complimenti per questa lettura ma non è un racconto breve... Speravo in una storia con una conclusione.

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  27. @ Micaela e Lullibi

    Addobbi e luminarie ce ne sono a bizzeffe nel mio racconto dell'anno scorso, di stampo più tradizionale. Stavolta ho voluto sperimentare qualcosa di diverso scegliendo di ridurre a qualche accenno l'atmosfera natalizia. Il ritmo del racconto è così serrato che i protagonisti in contemplazione davanti al presepe non ce li vedevo proprio ...
    Mi è piaciuto immaginare la reazione di una donna normale in una situazione eccezionale e mi sembra di aver reso l'idea, pur nei limiti di battute imposti.
    Un caro saluto
    Liliana

    RispondiElimina

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